We’re back

“Ma come mai Numerosette non ha scritto il sommario degli ultimi turni di Premier?”

Chissà se qualcuno se l’è chiesto davvero, chissà. Magari vi è passato di mente, magari non ve ne importa e dinnanzi a tale dubbio cartesiano rimanete impassibili come Gabbiadini o come ogni tifoso di calcio al gol di Giroud contro il Crystal Palace: si, non ce lo siamo perso in stile Alan Tonetti. Giroud ha iniziato l’anno nuovo alla grande: due gol, uno pesantissimo per riacciuffare un pareggio quasi impossibile.

Impossibile sembrava vedere il Chelsea sconfitto, e invece.. rimaniamo quasi Allibiti dalla dose di talento di cui dispone il Tottenham. Va bene, Alli segna tre doppiette consecutive, ma Eriksen? Un giocatore globale, straordinario, spesso lasciato colpevolmente libero ma in grado di accendere le partite: mica è colpa sua se non lo marcano.
Si ferma quindi il Chelsea: della serie “quando il gatto non c’è, i topi ballano“. Balla il Liverpool a ritmo di Wijnaldum, che stende il City: a ballare stavolta è la difesa e un Guardiola furibondo. Balla anche lo United che inanella la sesta vittoria consecutiva e procede spedito come Bolt verso un piazzamento Champions.

La redazione Premier è tornata, o forse non ce ne siamo mai andati e abbiamo osservato in silenzio questa mirabolante Premier League: beh, noi smentiamo tutto con sette GIF.

1. SNODGRASS SALVACI TU

Robert Snodgrass, segnatevi questo nome. Non perché si tratta di un giovane dalle grandi speranze, ma perché lui le speranze sembra averle perse: eppure il talento c’è sempre stato. Un mancino prelibato, conosciuto molto bene a Leeds tra il 2008 e il 2012, che avrebbe meritato sorti migliori: la vita è fatta anche di queste storie, quadri incompiuti per una serie di intoppi. Ma ciò che realizza Snodgrass contro l’Everton è il perfetto dipinto del suo talento.

2. PIU’ UNITED CHE MAI

Più uniti che mai. Uniti per la vittoria, per la Champions, United. I Red Devils non si schiodano dal sesto posto solo perché le altre sono alimentato a carburante ineusaribile, commettendo giusto qualche passo falso, se capita: al Man United invece non capita, anzi, vince.
Dai gol di Ibra a Pogback, sino ad Ander Herrera: sono giusto tre dei grandi protagonisti di quest’ascesa a tinte rosse, rosse come la passione, il peccato, il vino. Ecco, lo United è un vino che invecchia ma conserva un sapore unico.

3. CHELSEA DA RECORD

“Ciao, sono il record. Tu come ti chiami?”
“Piacere, Antonio Conte”
E il record scappò.

Conte supera tutti i record. Li guarda in faccia, li saluta, e li supera: 13esima vittoria consecutiva e Stoke battuto, non senza qualche difficoltà. L’immagine perfetta sta nel gol di Diego Costa: la rabbia, voglia, determinazione di raggiungere quel record che forse vale più di quel che sembra. A volte può sembrare un’ossessione, ma per Conte e il suo Chelsea è solo un motivo di sprone: come abbiamo visto, però, può trasformarsi nella prima ipotesi.

4. LA 6W

Who – Chi si aspettava un suo gol?
What – Cosa cambia per il campionato?
When – Quando potrà tornare ad incidere con continuità
Where – Dov’era la difesa del City?
Why – Perché Georgino ha giocato poco?
Wijnaldum – Non occorrono altre spiegazioni.

Domande più che lecite: per il momento la GIF risponde in maniera secca. Alle classiche e insostituibili 5W se ne aggiunge un’altra, arrivata in estate dal Newcastle ma non troppo incisiva. Fino a quel sonoro colpo di testa che canta vittoria, secondo posto solitario e tanta rivalsa. Wijnaldum si trasforma in Olandese Volante spingendo con grande imponenza la palla in rete: difesa del City sicuramente rivedibile.
Il motivo di questo scarso utilizzo da parte di Klopp è un mistero: solo il caro vecchio tempo sarà darci le sue risposte con la consueta saggezza.

5. E GIROUD TUTTO INTORNO ALLA STANZA

Sono le 3 del mattino, riesci ad aprire miracolosamente la porta di casa, approdi in camera senza contusioni ma la stanza gira come una trottola: l’alcol si è impossessato del tuo corpo.

Londra, 16′ minuto, Arsenal-Crystal Palace: Giroud disegna una traiettoria impensabile e segna il gol dell’anno, giusto per inaugurare il primo gennaio. No, non hai bevuto, stavolta è vero e te lo confermiamo con una GIF.

L’avrai visto centinaia di volte, anche migliaia, ma non importa: magari sei un attaccante di provincia e ti ispiri a lui per incantare i tuoi vicini di casa la domenica. Beh, Giroud ha incantato il mondo. E anche noi.
Non credete che sia finita qui.

6. UN ARSENALE DI FOLLIA

Una dose di follia non basterebbe a descrivere Bournemouth-Arsenal: servirebbe un arsenale infinito.
Già, perché il Bournemouth al minuto 57′ è in vantaggio sui Gunners, 3-0: tre sberle in neanche un’ora sono inconcepibili. Siamo entrati in un’universo in cui regna la follia, il caos totale: pensate ad un mondo in cui l’Arsenal vince il titolo ogni anno, Pirlo sorride sempre e Abate azzecca tutti i cross. Brividi.
Piano piano i Gunners acquisiscono consapevolezza e fiducia, macinando gioco e credendo sempre più in un’impresa utopica: d’altra parte, se Giroud ha segnato di scorpione, tutto può accadere. E infatti è così.
Proprio il francese, sul 3-2, offre la specialità della casa – il colpo di testa – e la pareggia: mentre noi comuni mortali cerchiamo di smaltire i chili post-feste, lui ci sbeffeggia con due gol in due partite.

7. VOLARE

“Non possono festeggiare il loro record nel nostro stadio”

Harry Kane è stato chiaro, categorico: non possono festeggiare. In un certo senso sa di vendetta, dato che il Chelsea spense le residue speranze Spurs di agganciare il Leicester. Adesso le Foxes navigano nei bassifondi e là in alto comanda il Chelsea: i Blues danno fastidio come le zanzare, pungono troppo. Ci vuole una zanzariera che possa contrastarle.
Quella si chiama Tottenham, trainata da Kane, Eriksen e Alli. Si, Dele Alli, il 20enne che ha siglato tre triplette consecutive: chi l’ha preso al fantacalcio festeggia, Pochettino se lo coccola. E lui vola.

Vola come il pallone di Eriksen, assolutamente inumano: per quanto la tecnologia potrà crescere in questi anni, non pareggerà mai la precisione del piede di Eriksen che come un joystick mette il pallone sulla nuca di Alli. Beh, da buon danese qual è, non poteva non mettere un biscotto prelibato per il suo compagno.
Il biscotto va di traverso al Chelsea, che si ferma a quota 13: troppe occasioni sprecate, difesa ballerina, scarsa lucidità. Tanto cuore, certo, come affermato da Conte nel dopogara: quando i migliori cadono fanno più rumore, ma non è detto che non si rialzino subito.

Insomma, siamo tornati con sette momenti topici di questi intensissimi giorni di Premier League: come sempre questo campionato è un lunghissimo gioco dell’oca in cui le squadre tirano i dadi rimbalzando freneticamente da una posizione all’altra. Poi ci sono quelli che procedono alla velocità della luce, senza cambiare realmente posizione.
Quando l‘Arsenal sembra spacciato, risorge. Quando Mourinho sembra bollito, riemerge. Quando Conte sembra verso l’esonero, ne vince 13. Quando il Tottenham sembra vincere solo con le piccole, batte il Chelsea.
E quando la Premier sembra cadere nella banalità, beh, diventa imprevedibile.

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