Hangover

Bentornato campionato.

La sosta per le nazionali lascia in tutti noi una sensazione di vuoto e apatia a tratti incolmabile: allenatori disperati, annoiati, incazzati. Campi d’allenamento semi deserti, inviati che blaterano su improbabili formazioni da qui a dieci giorni dalla partita, appassionati le cui speranze sono soltanto aggrappate alle nuove produzioni di Netflix. E poi gli infortunati, il jet-lag dei sudamericani, la Ferrari che non ne becca più una e infine la nostra Nazionale…

Il campionato sta per tornare, e l’algoritmo del sorteggio dei calendari ci ha riservato per l’ottavo episodio della saga più bella di tutte, la giornata più bella di sempre. Non prendete alcun impegno, piantatevi sul divano, magari fatelo con gli amici e partecipate assieme a me a questa sbornia di calcio. Lo so, non è una pubblicità progresso, ma chissenefrega.

E tranquilli, nessuno vi parlerà di 4-2-4.

Juventus-Lazio

Partiamo con l’aperitivo del sabato, la serata è lunga, gestite la vostra sete e le vostre risorse economiche come meglio credete. Quando Antonio Benedetto Carpano nel 1786 ideò il Vermouth, lo fece proprio dalle parti di Torino: l’intento era quello di preparare le papille gustative all’imminente cena. Antonio Benedetto Carpano, probabilmente, sarebbe stato tifoso della Juventus e avrebbe preparato un happy hour coi fiocchi in vista del match con la Lazio.

Match che fino al tredici agosto scorso sarebbe probabilmente stato a senso unico, ma il gol di Murgia allo scadere, e la conseguente vittoria della Supercoppa, ha riscritto le credenziali della Lazio che contro la Juventus a Torino ha una tradizione decisamente negativa nelle ultime stagioni.

Come sta la Lazio

La Lazio di Simone Inzaghi sta stupendo tutti, Simone Inzaghi sta stupendo tutti. Se il cruccio delle passati stagioni è sempre stato la difficoltà di avere la meglio negli scontri diretti quest’anno i laziali hanno già battuto Juventus e Milan tra Supercoppa e campionato e perso dando filo da torcere al Napoli. Inzaghi ha le idee ben chiare sulla sua squadra: pressare alto, muoversi costantemente senza palla e il più veloce possibile.

L’azione del raddoppio contro il Milan è una delle migliori interpretazioni del calcio di Inzaghi. Il triangolo tra Luis Alberto, Immobile e Parolo libera Lulic sulla destra per crossare. Appena scaricata palla Luis Alberto e Immobile attaccano lo spazio dentro l’area.

Se Allegri è considerato uno dei migliori allenatori ad adattarsi all’avversario, sorprende infatti la facilità di adattamento alla predisposizione di gioco altrui della Lazio. L’intento di Inzaghi sarà quello di lasciare il pallino del gioco, sfruttando le caratteristiche offensive dei suoi con Immobile, tra i più abili attaccanti a muoversi in profondità, coadiuvato da Luis Alberto, al quale Inzaghi ha ricamato il ruolo di rifinitore della manovra lasciandolo libero di spaziare sulla trequarti. Un collante perfetto tra centrocampo e attacco che garantisce grande qualità alle giocate. A innescare le ripartenze un grande palleggiatore come Lucas Leiva, che lascia il compito di giocate più estemporanee a Milinkovic-Savic, che predilige uscire palla al piede ed è bravissimo a pulire i palloni più scomodi al centro del campo.

Come sta la Juventus

Gli uomini di Allegri sono chiamati a rispondere dopo il pareggio contro l’Atalanta che ha mostrato una situazione davvero insolita per i bianconeri: due reti subite in rimonta. La capacità dei bianconeri di amministrare il vantaggio e portare il match in condizioni estremamente favorevoli è stato un flagello per qualsiasi avversario incontrato negli ultimi anni. In questa stagione la difesa appare più vulnerabile soprattutto in situazioni di difesa schierata, come ad esempio nel gol contro la Lazio in Coppa Italia, subito di testa da Immobile con cross dalla trequarti, quasi in fotocopia con la rete subita da Cristante in occasione del 2-2 dell’Atalanta.

Gomez crossa da sinistra con estrema libertà, Cristante è abile ad inserirsi dentro l’area sfruttando un mal posizionamento in marcatura della difesa bianconera.

L’assenza di Pjanic consegnerà a Dybala ancor di più le chiavi del gioco juventino, la luce di ogni azione offensiva. Quando si accende la Joya, tutti i suoi compagni giocano meglio sfruttando le sue progressioni devastanti e le sue giocate veloci. Nella partita contro il Chievo allo Stadium, Dybala entra a mezz’ora dalla fine sull’1-0 e la ribalta, con una squadra che, prima del suo ingresso sul terreno di gioco, è apparsa lenta e compassata.

Alla prima occasione Dybala raccoglie palla e attira Dainelli a sé che lascia la sua zona di campo nella quale si infila Higuain su una giocata di prima di Pjanic

La chiave del match

Il centrocampo laziale sarà sottoposto a un banco di prova importante: creare densità al centro e sfruttare la mancanza di Pjanic per mettere in difficoltà la coppia di centrocampisti bianconeri, presumibilmente composta da Khedira e Matuidi. Giocherà un ruolo cruciale la posizione di Milinkovic-Savic e il suo atteggiamento senza palla soprattutto quando Dybala ne entrerà in possesso. La Juventus, priva di Mandzukic, concederà a Douglas Costa una grande occasione dal primo minuto: il brasiliano ha le caratteristiche ideali per creare superiorità numerica contro una difesa a tre saltando il suo corrispettivo avversario di fascia.

 

Roma-Napoli

Dall’aperitivo all’apericena: adesso si va giù pesante.

Quando il conte Camillo Negroni decise di aggiungere al suo americano una spruzzatina di Gin si è dato uno sguardo allo specchio, compiaciuto per l’idea brillante e un po’ brillo per l’aumento di gradazione alcolica. Allo specchio si guarderanno anche i ventidue giocatori in campo di Roma-Napoli: due 4-3-3 per una sfida che verte su equilibri finissimi e dal risultato davvero incerto.

Come sta la Roma

Lo scetticismo attorno a Eusebio Di Francesco sta lentamente svanendo. La partita non giocata contro la Sampdoria in campionato ha fatto subito allontanare la Roma da Juventus e Napoli, creando una percezione distorta di quella che è la realtà almeno nei risultati. La sconfitta contro l’Inter è arrivata con dinamiche quasi del tutto casuali. Contro il Napoli, l’ex tecnico del Sassuolo ha una chance imperdibile per conquistare definitivamente l’Olimpico.

A salire in cattedra nelle ultime giorate è stato Lorenzo Pellegrini. Oltre alle grandi doti tecniche nello stretto di cui dispone, si è calato nella dimensione romana con grande spirito di sacrificio e dedizione, atteggiamento che nel Sassuolo lo ha sempre visto un po’ carente. Una condizione fondamentale per affrontare il giro palla del Napoli di Sarri.

Cresce la sua credibilità all’interno della squadra così come la sua personalità. In questa azione si sostituisce a De Rossi venendosi a prendere palla dal terzino per poi smistare il gioco con un cambio campo.

Nelle ultime partite Di Francesco sta trovando accorgimenti giusti anche per la difesa che, per caratteristiche, potrebbe però soffrire la rapidità nel breve di Dries Mertens. Se Manolas e Fazio garantiscono fisicità e senso di posizione, fanno sicuramente più fatica in campo aperto non essendo difensori molto veloci.

Malinteso tra Manolas e Fazio che perdono il tempo e si lasciano scappare Icardi, a quel punto non riescono più a raggiungere l’argentino che con grande rapidità si presenterà poi davanti ad Alisson. Situazione in cui Mertens risulterebbe pericolosissimo.

Come sta il Napoli

Il Napoli arriva al match dell’Olimpico da capolista e a punteggio pieno. In queste prime giornate è apparsa da subito una differenza sostanziale con la squadra dello scorso anno: i partenopei sembrano gestire maggiormente la pressione e i momenti chiave della partita. Questo equilibrio è stato compensato da una mole di gioco probabilmente inferiore per quanto riguarda gli scambi veloci e ad alta spettacolarità rispetto allo scorso anno, aspetto ancora del tutto caratterizzante del calcio di Sarri, ma maggiormente votato alla concretezza e alla lettura dei vari frangenti dei match.

Contro la Spal è Ghoulam a regalare tre punti d’oro in una partita complicata con una progressione estemporanea al calcio di Sarri. Una giocata individuale che sorprende la difesa schierata dei ferraresi.

Il Napoli ha una fase difensiva molto articolata e complessa, una macchina oliata e ben coordinata che risulta molto efficace. Anche in questa stagione paradossalmente è un’arma a doppio taglio per gli azzurri: finché le azioni si svolgono secondo normali schemi e fasi di gioco, non vanno mai in affanno. Ma quando gli eventi si creano in modo casuale e imprevisto, la macchina difensiva del Napoli sembra andare in tilt e i 4 difensori non riescono quasi mai a sopperire al bug.

Contro lo Shakhtar in Champions League un cross innocuo e senza pretese dentro l’area, in situazione di 3 vs 1, Koulibaly e Ghoulam lasciano Ferreira indisturbato che sfrutta un’uscita azzardata di Reina.

La chiave del match

Cosa non secondaria da valutare sarà il rientro dopo le Nazionali che rende questa partita molto difficile da leggere e comprendere. Per la Roma sarà importantissima la prestazione di De Rossi davanti alla difesa: sarà fondamentale per il capitano giallorosso far uscire il pallone il più veloce possibile per arginare il pressing del Napoli; altro snodo è la posizione di Nainggolan nelle due fasi: in fase difensiva per ostacolare il gioco a un tocco di Jorginho e in quella offensiva nelle strappate fisiche che complicheranno la lettura dell’azione ai partenopei. La rapidità di Mertens potrebbe risultare decisiva se imbeccato in profondità, circostanza per altro, che si è verificata anche lo scorso anno nella vittoria esterna del Napoli per 2-1.

Inter-Milan

La testa gira e la lucidità comincia a venir meno, siamo ormai sprofondati nel mischione di cocktail della Milano da bere. Non c’è più criterio, non c’è più senso del gusto, ma intanto a San Siro c’è il derby.

Raffaele Albanese del Cin-c ha creato per noi un cocktail ad hoc per il momento storico calcistico milanese: il negLoni.

In una stracittadina entrano in scena altre dinamiche ben diverse da quelle tattiche, seppure non possiamo esimerci da esse per analizzare il momento delle due squadre. Tra le tre sfide di cartello che presenta l’ottava giornata, il match fra Inter e Milan si presenta come quella con gli equilibri più spostati – no, non sto ironizzando su Bonucci – perchè è evidente il periodo di flessione nel gioco e nell’umore dei rossoneri.

Come sta il Milan

Senza girarci troppo attorno, il Milan non sta bene. Gli uomini di Montella hanno perso sin qui tutti gli scontri diretti giocati in campionato, se ci aggiungiamo la sconcertante prestazione contro la ben organizzata Sampdoria di Giampaolo è chiaro come l’aeroplanino stia facendo fatica a comporre i pezzi del puzzle tra infortuni, giocatori fuori ruolo e una squadra che sembra sgretolarsi al primo ostacolo di fronte a sé.

La questiona legata al modulo sembra un grattacapo da cui Montella non riesce a venirne fuori. La sfida contro i cugini arriva in un momento di tensione altissima, e un’eventuale vittoria non stravolgerà certo le carte in tavola, ma riconsegnerà un po’ di fiducia ai tifosi che hanno assistito ad un ridimensionamento vertiginoso nel quale stampa e addetti ai lavori hanno non poche responsabilità per aver alimentato pressioni e osannato oltre il dovuto una squadra completamente nuova.

Il gol del vantaggio di Duvan Zapata in Sampdoria-Milan è una sintesi perfetta di quello che sta accadendo: tanta confusione nell’ambiente, e in area di rigore.

Eppure qualcosa di buono il Milan l’ha lasciato intravedere: alcune prestazioni di Kessiè danno al Milan l’impressione di avere tra le mani un prospetto interessante nel panorama calcistico mondiale, e l’inserimento di Rodriguez, il più positivo a mio avviso, è stato ripagato con ottime prestazioni. Devono recuperare centralità nel progetto Suso e Bonaventura, e qui sarà compito di Montella trovare una soluzione adatta per riportare l’asse che ha fatto vedere le migliori cose durante il suo primo anno di gestione. Il derby risveglia gli animi e riaccende la passione. Ma in caso contrario creerebbe una situazione molto difficile da gestire che potrebbe seriamente compromettere il futuro dell’allenatore.

Come sta l’Inter

Anche l’Inter viene da un lieve periodo di flessione, ma sembra avere una forza mentale e una compattezza che i rossoneri non riescono a trovare. In questo, il merito è senz’altro di Spalletti: l’ex allenatore della Roma non ha ancora trovato un’espressione di gioco fluida ed efficace, ma ha preparato psicologicamente i suoi a sopperire ad alcuni limiti.

Icardi rappresenta alla perfezione ciò che è l’Inter adesso, cinismo e concretezza al servizio del risultato.

La partita contro il Bologna, finora, è stata l’unica prova realmente negativa, in cui i nerazzurri hanno subito il gioco avversario e hanno sofferto terribilmente uno straripante Verdi, ma ne sono usciti con un punto sfruttando un’ingenuità altrui. Difficile pensare che si possa continuare così, mantenendo questa media punti: la manovra è ancora lenta e ci si affida finora alle giocate individuali di Perisic e ad un Icardi spietato sotto porta. Le prossime sfide contro Milan e Napoli ci diranno molto del lavoro compiuto da Spalletti sin qui.

La chiave del match

La partita si giocherà alle 20.45, il che significa che in Cina saranno le 2.45 di notte, con un potenziale di 800 milioni di spettatori. E dai, almeno facciamoli divertire.

Ritorna il campionato: i tifosi cinesi sono già a San Siro | numerosette.eu

Ultimo consiglio, prima del ritorno del campionato: meglio procurarsi un moment quando tornerete a lavoro.

Lunedì sarà il vostro hangover.

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