Volvió

Ci sono legami forti come catene per i quali neanche il tempo e la distanza sono sufficienti a spezzarli: è il caso di Carlitos Tevez e del Boca Juniors, la squadra del suo cuore da cui è partito per spiccare il grande salto, ma dalla quale è sempre tornato come un innamorato fedele. Aveva fatto molto scalpore il suo passaggio in Cina allo Shanghai Greenland Shenhua lo scorso gennaio, una stagione e mezzo dopo il suo grande ritorno in Argentina.

I soldi forse avevano fatto il loro dovere richiamando un grande campione in quella terra così vasta ed in costante sviluppo, ma ancora troppo arretrata per competere calcisticamente con gli altri continenti: è così che, insieme ad altri immensi talenti volati in Asia per godersi una pensione d’oro anticipata, Tevez ha deciso di fare le valigie ed abbandonare Buenos Aires per la seconda volta.

Il più pagato al mondo

“In Cina ho fatto 7 mesi di vacanza”

È vero, dinanzi ad un’offerta pari a 735 mila euro settimanali in pochi avrebbero resistito, ma Tevez aveva ancora tanto da dare ad una squadra come il Boca Juniors che aveva riaccolto il suo figliol prodigo eleggendolo come uomo del popolo, degno rappresentante in campo di quella doce, che ogni settimana era pronta a cantare per lui. Ed invece la voglia di avventura (e forse anche di altro) del bomber argentino lo ha spinto lontano, in quel continente dove il calcio è esploso quasi come una mina antiuomo. Ma Tevez aveva deciso di lasciare la sua città in grande stile: abbandonare un tifo caldo come quello degli xeneizes non è un’impresa di poco conto, ma segnare una doppietta agli eterni rivali del River Plate nella penultima gara prima del trasferimento è sicuramente un buon modo per guadagnarsi ancora una volta l’amore di tutto l’ambiente.

La situazione che però attendeva Tevez in Cina non era delle migliori: in quella nazione il calcio si vive in modo totalmente diverso rispetto alla sua calda Argentina, tanto da portarlo a pronunciare uscite davvero infelici sulla qualità della Chinese Super League e dei giocatori che ci militano. Se aggiungiamo poi il fatto che, nella sua nuova avventura Tevez abbia deciso di lasciarsi andare fisicamente, il gioco è fatto: dalle parti di Shangai l’argentino non era affatto ben visto, dato che partecipava poco e malvolentieri al gioco, come dimostrano alcuni video che lo vedono impalato in mezzo al campo mentre i compagni di squadra lottano su tutti i palloni. Il ritorno in patria avrà fatto tirare sicuramente un sospiro di sollievo al giocatore che già si è adoperato per tornare alla miglior forma possibile. Chiaramente in appena quattro mesi non avrà nessuna chance di conquistarsi un posto per la spedizione in Russia con la maglia della sua nazionale, ma tornare a respirare l’aria di Buenos Aires è già un grandissimo traguardo.

Una cessione conveniente

La questione sentimentale è quella che ci tocca maggiormente, d’altronde l’essere umano vive di sogni e si nutre di sentimenti ed una storia così non può che scaldare il cuore di ogni tifoso. Cinicamente però, quasi come se fossimo degli automi programmati solo per pensare agli aridi numeri, possiamo dire che la cessione di Tevez è stata una vera ancora di salvataggio per il Boca Juniors: senza contare i soldi derivati dall’operazione (circa 11 milioni di euro che ad un club non ricchissimo fanno sempre comodo). L’addio dell’attaccante ha permesso agli xeneizes di vincere lo scorso campionato e restare in testa anche nella stagione in corso. In che modo però? Con i soldi guadagnati il Boca è riuscito a trattenere senza problemi Pavon e Benedetto, due dei giocatori migliori di tutta la squadra, garantendosi acquisti di grande qualità come Cardona e Nandez, che da subito si sono rivelati utilissimi alla causa. A tal punto che, Tevez ha deciso di non strappare dalle spalle di Cardona la maglia numero 10, prendendo la 32 che lo ha accompagnato nel suo periodo a Manchester, sponda City.

La grande umiltà dell’argentino e la voglia di conquistarsi un posto in campo con l’ausilio delle sue sole forze è sicuramente un punto a suo favore in questa terza avventura con il Boca Juniors, diventato ormai la squadra del suo destino. Inoltre dalla sua parte sono schierati personaggi di tutto rispetto: è il caso di Diego Armando Maradona che ha difeso il suo connazionale dalle accuse di chi gli aveva dato del traditore. “Ha riempito il sacco di Babbo Natale di dollari e adesso torna al Boca” sono state le parole con le quali il Pibe de Oro ha messo a tacere i detrattori, accogliendo Tevez per la terza volta in carriera con tutto l’amore possibile.

Il campionato riprenderà tra qualche settimana ma, se le premesse sono davvero queste, il ritorno di Carlitos darà una marcia in più a questo Boca che ha può disporre ora di un parco attaccanti davvero notevole per il Campionato argentino.

Dopotutto si sa: certi amori non finiscono, fanno solo un giro in Cina e poi ritornano.

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