Volti Mondiali: Harry Kane

Chi è appassionato di sport ed è abituato a giocare ai videogiochi avrà sicuramente un ampio background con FIFA, il leggendario gioco calcistico di EA Sports. Nella sezione Carriera di questo videogame è possibile gestire una formazione per intere stagioni, occupandosi anche dei trasferimenti relativi al proprio club. E in questo aspetto la creatività può sbizzarrirsi: si possono scoprire nuovi talenti in leghe minori, tentare l’approccio con i grandi fenomeni globali o, se si amministra una squadra di basso livello, è possibile acquistare in prestito i giovani talenti ai margini delle rose più forti al mondo. Con FIFA 17 ad esempio, se si sceglieva una piccola come il Crotone, si poteva chiedere al Milan il trasferimento temporaneo di Cutrone, prima che esplodesse. Tornando un po’ indietro negli anni, poi, prendendo un club come il Livorno ci si sarebbe potuti muovere verso Harry Kane, a quel tempo giovane e semisconosciuto attaccante in disparte nel Tottenham. A volte però le realtà digitali possono materializzarsi: l’attaccante degli Spurs ha davvero rischiato di spostarsi in Toscana nel 2013. Harry Kane, insomma, non è sempre stato il giocatore che vediamo segnare in ogni modo in questa edizione dei Mondiali. Ci sono giocatori che, ancora teenager, riescono già a raggiungere livelli internazionali, mentre altri richiedono un tempo maggiore per diventare delle star.

In coppia con Paulinho avrebbe sicuramente spaccato in due la Serie A

Tecnica

L’Inghilterra è riuscita agevolmente a superare il girone dopo sole due partite, quelle contro due squadre sulla carta nettamente più deboli come Tunisia e Panama, pur arrivando seconda a causa della sconfitta contro il Belgio di ieri sera. Le grandi squadre che hanno deluso le aspettative nella competizione però sono state parecchie, e così anche se i britannici non hanno espresso un gioco imperdibile sono comunque in qualche modo entrati nel novero delle favorite per arrivare fino in fondo. Gran parte di questo entusiasmo è dovuto proprio ad Harry Kane, quel centravanti fenomenale che nelle fila degli inglesi mancava dai tempi del miglior Rooney. Hurricane, infatti, è un attaccante in grado di segnare con entrambi i piedi, scagliando tiri con grande potenza, ed è abile anche di testa come dimostrato con il gol vittoria allo scadere contro la Tunisia nella prima gara. E pensare che Hodgson gli faceva battere i tiri dalla bandierina…

Ma pensare Harry Kane come micidiale attaccante da area di rigore è limitante: Harry Kane, con la palla nei piedi, crea occasioni dal nulla, proprio come se fosse un All-Star dell’NBA in grado di mettere la sfera nel canestro senza aiuto dei compagni. Negli ultimi metri è il classico giocatore-calamita, in grado di attrarre in modo vorticoso la palla verso i suoi piedi per metterla alle spalle del portiere avversario, anche grazie all’ottima capacità di posizionarsi nella zona migliore per colpire. Esiste anche un’abilità più nascosta di Harry Kane, cioè quella da playmaker: grazie alla sua grande visione di gioco, infatti, è in grado di plasmare azioni pericolose servendo ai compagni passaggi chiave e assist attraverso una buona tecnica, accompagnata da eccellente potenza.

Tattica

Lo sviluppo della carriera di Harry Kane al Tottenham è coincisa con l’ascesa di Pochettino, e questo non può essere un caso. I principi adottati dal tecnico argentino negli ultimi anni con la squadra londinese sono decisamente congeniali all’attaccante, a cui è richiesto alternativamente di dialogare nello stretto con i trequartisti (cosa che è in grado di fare con disinvoltura) di vincere i duelli aerei coi difensori avversari in caso di lancio lungo – una tattica spesso adottata dagli Spurs a causa della mancanza di grandissimi registi difensivi – e infine di muoversi molto senza palla, sia verso l’esterno sia in direzione del centrocampo, per aprire corridoi e favorire gli inserimenti delle mezzali e degli esterni alti. Il tutto, ovviamente, senza perdere il focus primario: quel ruolo calamitante da ricoprire nell’area di rigore avversaria.

Nella squadra di Southgate, poi, Harry Kane trova meccanismi molto simili a quelli tipici della sua squadra di club, grazie al blocco Tottenham a cui si affida l’ex-tecnico dell’ Under 21. L’Inghilterra, tuttavia, si affida di rado a palloni alti e cerca sempre un possesso ragionato e palleggiato: Harry Kane, quindi, con la maglia dei Tre Leoni, più che le sue abilità da ariete che deve ripulire i lanci lunghi dei difensori, fa emergere particolarmente le sue doti associative. In questi Mondiali viaggia a una media di 17.5 passaggi a partita con il 69% di accuracy che lasciano intendere come l’attaccante sia spesso chiamato al palleggio in posizioni avanzate, nelle quali è più complesso essere precisi come dimostra un’accuratezza nel passaggio sicuramente migliorabile. Il QI calcistico nei movimenti lontano dal pallone e le qualità da leader dell’area di rigore sono le causanti dei cinque gol segnati nelle due partite contro Tunisia e Panama con cui l’attaccante inglese guida la classifica marcatori davanti a Cristiano Ronaldo e Lukaku, fermi a 4.

Mentalità

Harry Kane è un giocatore che, come detto, a inizio carriera ha girato in prestito per anni ed è infine riuscito ad imporsi nella squadra che apparentemente non gli dava fiducia. Un’ascesa che fa emergere già la grande fiducia che possiede nei propri mezzi e una imponente personalità: la girandola di trasferimenti che coinvolge molto spesso i giovani talenti può essere mortale per molte carriere. Harry Kane, tuttavia, si è dimostrato essere un giocatore molto consapevole: dal suo primo prestito al Leyton Orient datato 2011, ha dovuto aspettare la stagione 2014-2015 per avere la sua prima vera e propria chance da titolare con la maglia degli Spurs, dopo essere passato dal Millwall, dal Norwich e dal Leicester. Anni in cui ha accresciuto la propria persona e il proprio carisma, delle tappe che per lui si sono rivelate fondamentale per raggiungere quella leadership  nel club che gli è stata confermata anche dalla scelta di Southgate di stringergli al braccio la fascia da capitano dell’Inghilterra.

Per me non cambia molto, ho sempre cercato di essere un modello da seguire dentro e fuori dal campo.

E nemmeno le voci su un suo possibile abbandono del ritiro mondiale per l’eventuale nascita del figlio lo ha scalfito in questo senso.

Harry Kane, a oggi, è un giocatore granitico, vigoroso nel fisico e nella mente, uno dei pochi sul panorama internazionale capace di concorrere con le figure leggendarie di Messi e Ronaldo, per lo meno a livello di marcature. Non solo, è quel giocatore offensivo completo, in grado di essere letale in zona gol e di saper coinvolgere al meglio anche i compagni. La guida perfetta per una Nazionale che sta cercando di tornare tra le migliori al mondo, dopo anni di grandi delusioni continentali ed internazionali.

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