Tredici ragioni per cui

Ci sono tanti tipi diversi di solitudine. Non parlo di quando ci si sente soli in mezzo alla folla, quello succede sempre, a tutti. E non è la solitudine di chi cerca l’amore, o di chi viene preso in giro dai ragazzi popolari. La solitudine di cui parlo è di quando pensi di non avere più niente. Niente. E nessuno. Stai affogando, e nessuno ti tira una fune.

E, come se non bastasse, mentre stai iniziando ad ingurgitare acqua, ti mettono davanti Pescara-Palermo.

Il calcio mi ha ucciso. Non la malattia, o un incidente stradale. Il mio solo ed unico amore, un po’ come Clay Jensen per Hannah Baker, ha finito per disintegrarmi.

Di lunedì sera.

Ho deciso, quindi, di lasciarvi per iscritto i 13 motivi che mi hanno spinto al gesto estremo. Perché la mia morte non sia vana, perché tutti sappiano cosa è davvero successo.

Cassetta 1 – Lato A: Monday Night

Il concetto di Monday Night nasce in un contesto britannico, il che lo ha reso abbastanza cool da ritenerlo fondamentale anche per l’Italia. Importato in Serie A dalla stagione 2010/2011, si legge che in genere le gare del lunedì sera sono riservate alle squadre che sono state impegnate in competizioni europee la settimana precedente.

Ecco, in genere.

La redazione mi ha dato il gravoso incarico di seguire questo succoso Monday Night, e scriverne, come se meritassi una punizione per non so ancora quale colpa commessa.

Un quarto d’ora in ginocchio su ceci bollenti, a confronto, sarebbe stato come passeggiare al chiaro di luna, o vedersi un Clasico decisivo per la Liga.

Stavo chiamando il Telefono Azzurro, ma poi mi sono ricordato di essere forte.

E voi altri, tutti quanti voi, vi siete accorti delle ferite che mi avete provocato? No. Immagino di no.

Post scriptum: perché amiamo così tanto l’inglese e le abitudini d’oltremanica? Avrei preferito di gran lunga emulare i francesi, a quest’ora sarei stato senza bidet, ma vivo.

 

Cassetta 1 – Lato B: Streaming

Già immagino lo scaricabarile al momento dell’acquisto dei diritti TV delle due squadre, ad inizio stagione: una sorta di “asta al ribasso” tipica dei Fantacalcio di provincia, in cui cerchi di convincere i tuoi avversari che quel centrocampista del Crotone o quella punta della Primavera dell’Udinese saranno le rivelazioni del campionato, perché li ho visti nel pre-ritiro, questi fanno il panico!

Premium aveva già la Champions in esclusiva per tre anni, mica poteva permettersi pure Pescara e Palermo lasciando le briciole a Sky…

E fu così che io avevo Premium. E per trovare uno streaming ho dovuto contattare un hacker e addentrarmi nel nono livello del Deep Web, che non esisteGiusto perché passare la Juventus e tutte le partite più belle anche in chiaro non era stato sufficiente.

Nella prossima vita voglio tutte le partite in chiaro della Spal.

 

Cassetta 2 – Lato A: Telecronaca

Non avevo mai trovato uno streaming in italiano e infatti, prima della lieta scoperta, ho dovuto chiudere decine di ads, schivare orde di virus e ascoltare 5′ in spagnolo. Con il telecronista che, ad ogni tocco di palla di Ilija Nestorovski, sembrava come in estasi, quasi fosse Raul quello ad accarezzare la sfera.

Poi, in uno di quei link a cui non daresti una lira, ecco una voce vagamente italiana. Spenta, ma italiana.

Che dopo qualche frase ha fatto i complimenti a Fiorello per una presa bassa. Avete capito bene: non Fiorillo, FIORELLO, quello simpatico di Edicola FioreE si esaltava (o forse faceva solo finta) ad ogni tocco di Memushaj.

Rara foto di Fiorello, Murić, Zeman e Memushaj (alla guida) durante i caroselli per il ritorno del Pescara in Serie B.

 

Cassetta 2 – Lato B: Silenzio

A contorno un silenzio surreale (3000 tifosi scarsi di cui “30 coraggiosi palermitani”), capace di ghermire e soggiogare uno stadio dispersivo come l’Adriatico, capeggiato da uno striscione a dire il vero estremamente eloquente.

“La vostra presenza, la nostra assenza.”

L’ho sentito estremamente mio.

Per fortuna che c’è Fiorello…ehm, pardon, Fiorillo, a parlare per me: credete sia più triste aver giocato in quel clima, o aver visto la partita in quel clima?

Il silenzio ha permesso di penetrare all’interno del campo come in un Grande Fratello, e questa forse è stata la parte che più ha alleviato le mie sofferenze: sentire Caprari rimproverare uno-ad-uno tutti i suoi compagni, Fulignati chiamare le marcature e quella buon anima di Diego Bortoluzzi tentare di far giocare un rasoterra a Giancarlo Gonzalez mi ha fatto tornare il sorriso, seppur per un attimo fuggente, effimero.

 

Cassetta 3 – Lato A: Pirotecnia

Pirotecnìa: tecnica di fabbricazione dei fuochi d’artificio.

Bombaroli all’occorrenza: Caprari innesca, Murić spara.

Caprari e Murić, ne sentiremo certamente parlare.

 

Cassetta 3 – Lato B: Esaltazione

Durante il match si è sentito un solo, unico, convinto applauso.

“Chiusura elegantissima di Bovo, che ricomincia l’azione…”.

Per dovere di cronaca: ha solamente sbilanciato con una mano un molle Nestorovski, stoppato palla e calciato a testa alta.

 

Cassetta 4 – Lato A: Tenerezza

Punizione dal limite.

“Che sfortuna!”, dichiaro: se era per il Palermo, magari avrei assistito ad un prestigio di Diamanti.

“Poco male”, penso qualche secondo dopo: c’è Biraghi sul pallone, un gran bel sinistro per quanto possa ricordare. Poi c’è pure Caprari, che non sarà Maradona ma in questo Pescara ci gioca per sbaglio.

E invece no, nulla può andare bene in una serata del genere.

Prova Caprari, e la palla sarebbe arrivata alla bandierina non fosse stato per Cerri che, lontanissimo dallo specchio della porta, si è beccato una cannonata sulla nuca. E si è girato verso il compagno col volto sconsolato, allargando le braccia nel tipico gesto di chi non può fare altro che arrendersi.

L’unica volta in cui Caprari non ha provato a spiegarla ai compagni.

No, Fantagazzetta non sta parlando dell’azione appena descritta.

Cassetta 4 – Lato B: Speranze

Avevo un sogno: vedere esaltarsi Diamanti, in un contesto poverissimo di tecnica e generalmente incapace di inventare qualcosa che non fosse un passaggio scontato, un tiro strozzato o un lancio impreciso.

Avevo riposto le mie speranze anche su Bruno Henrique, che magari era questa la serata della sua definitiva consacrazione: con un nome così bello e adatto ad un calciatore carioca, un nome che nel gergo di oggi può accompagnare solo, non puoi finire nel tritacarne rosanero ed essere dimenticato per sempre.

E invece credo che siano stati i peggiori fra i giocatori scesi in campo, o forse è solo una mia impressione ingigantita dalle aspettative che avevo su di loro. Fatto sta che sono stati entrambi sostituiti, Alino al minuto 79 dopo aver calciato una punizione che è meglio non commentare.

Un tempo ci aveva fatto amare persino il Bologna, giusto per ricordare.

Bruno Henrique, invece, sarà per sempre il giocatore col nome più calcio-friendly della storia.

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Cassetta 5 – Lato A: Ipocrisia

La cosa che più mi ha indisposto è stata il trattamento riservato ad Alberto Cerri, a parte l’inarrivabile cattiveria dei contenuti della cassetta 6 – che è tipo quella che parla di Clay, di cui siamo ansiosi di conoscere il contenuto dalla prima puntata. Ma ci arriveremo.

Alberto Cerri è un classe ’96, di proprietà della Juventus, che sin dalla giovinezza è stato considerato uno dei migliori prospetti del calcio italiano. Quest’anno, alla Spal, non ha brillato, così i ferraresi si sono presi Floccari lasciandolo partire verso Pescara, una squadra già praticamente retrocessa in cui avrebbe potuto giocare senza pressioni di alcun tipo. E magari crescere, non sia mai che nel campionato italiano possa succedere davvero una cosa del genere.

Alberto Cerri è stato l’artefice della prima vittoria (sul campo) del Pescara, contro il Genoa, e nelle restanti partite ha corso, sgomitato e lottato come dovrebbe fare qualsiasi ragazzo di 21 anni in Serie A.

Alberto Cerri non può in alcun modo essere il male del Pescara.

E invece, dopo aver sbagliato francamente qualche rete di troppo, si è abbattuta su di lui una pioggia di fischi e mugugni.

E ci si chiede ancora perché esiste il suicidio: stavolta, più che Blue Whale, Delfino Azzurro.

 

Cassetta 5: Lato B: Fantacalcio

Come se non bastasse ancora tutto quello che vi ho raccontato, la notizia shock di inizio partita: Jean-Christophe Bahebeck sarà in panchina. Non chiedetemi perché avevo Bahebeck al Fantacalcio, e anche se il direttore Marco Fazio non lo aveva messo tra i consigliati avevo deciso di schierarlo, di dargli una chance: quale miglior occasione della marcatura di Goldaniga?

Si, sono penultimo su 10, ok. Vi sembra un buon motivo per denigrarmi, canzonarmi, uccidermi psicologicamente?

Ma tu non sai com’è camminare per i corridoi. Non ti sei sentito gli occhi addosso. Non hai sentito bisbigliare.

Non sai nemmeno cosa significhi avere Bahebeck al Fantacalcio. Non sai proprio nulla, Jon Snow.

 

Cassetta 6 – Lato A: Notorietà

Possono esistere ancora squadre che giocano in Serie A senza account verificati sui social? Cioè, è legale non avere account verificati sui social? Senza spuntina blu, per capirsi?

Account Twitter ufficioso Pescara:

Account Instagram ufficioso Pescara:

#bolognapescara

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Notare data dell’ultima foto caricata: 14 Maggio. Delusione, ira, rabbia.

 

Cassetta 6 – Lato B: Ricordi

Siamo alla fine. Siamo al penultimo atto. Un colpo basso, al cuore, all’anima.

Il telecronista che, come avrete capito, non era di certo il mago della captatio benevolentiae, ha fatto un excursus davvero interessante, quasi toccante, sui fasti gloriosi del Palermo della passata decade. Ha citato l’anno del Mondiale, vinto anche grazie al sinistro di Fabio Grosso, alla svirgolata di Zaccardo, al petto già prominente di Barzagli e alla corsa inutile di Barone a fianco di Inzaghi.

Un mix di emozioni, crampi allo stomaco e sudore freddo che, di colpo, è scomparso. Un incanto rotto da lui, il malefico telecronista, che ha stoppato la parentesi storica per narrare un’interessantissima interdizione di Aleesami. Seguita dal recupero di un indomito Brugman – di gran lunga il migliore del match.

Vi prego non svegliatemi. Ah, già, sono morto

Cassetta 7 – FINALE: Interruzione

Pochi secondi prima del 2-0, il server ha crashato.

Mi sono perso persino la giocata più bella della serata, il tracciante di Brugman per Mitrita (?) che ha beffato Fulignati con un tocco sotto le gambe.

L’asse Pirlo-Lichsteiner di Conte, per fare un paragone.

THE END

Ci ha provato Pairetto a salvarmi, fischiando dieci secondi prima del 90′. Ma era ormai troppo tardi.

Diventi importante solo quando è troppo tardi

Hannah Baker

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