Suonalo ancora Gila

Il 5 Luglio 1982 l’Italia sconfigge il Brasile con una tripletta di Paolo Rossi in una storica partita per gli azzurri, che si laureeranno campioni del Mondo poco dopo. Quello stesso giorno nasce Alberto Gilardino, il quale 24 anni dopo, questa volta a Berlino, avrà l’onore di alzare la stessa coppa conquistata dai ragazzi di Bearzot.

Ai Mondiali del 2006 Lippi non lo considera un titolare, difficile trovare spazio con un Toni appena consacratosi capocannoniere delle Serie A. Gilardino comunque lascia il segno mettendo una firma nella partita contro gli Stati Uniti, poi macchiata da un’autorete di Zaccardo, anche se il ricordo più vivido del suo Mondiale rimane senza dubbio quel bellissimo assist per Del Piero contro la Germania, che per un attimo è riuscito a farci dimenticare la recente eliminazione all’Europeo. Un gesto tecnico atipico per le sue caratteristiche, tocco intelligente che dimostra anche l’altruismo di questo giocatore: aveva lo spazio per calciare in porta  ma ha preferito servire il compagno.

“Del Piero Del Piero gooo-ooool”

Il suo Palmares parla al suo posto: una Champions League, una Coppa del Mondo per club, una Supercoppa UEFA, un Mondiale, un Mondiale under 21 e la meno prestigiosa Chinese Super League, giusto per non farci mancare niente anche dove i portieri hanno gli occhi a mandorla. Ha scalato le classifiche dei bomber con 500 presenze in Serie A, dove ha realizzato ben 188 reti, in nazionale invece i sigilli sono 19 in 57 presenze. Mica male il ragazzo.

Un numero nove “vecchia scuola”, un principe dell’area di rigore. Non importa come, basta segnare e Gila lo sa fare benissimo. Il tempismo e l’opportunismo sono le sue principali qualità, a volte sembra non esserci in campo ma quando gli arriva l’occasione giusta non se la lascia di certo sfuggire, per poi festeggiare con la sua tipica esultanza in cui si cala nella parte del violinista. Un rapporto, quello con il gol, costante, periodico, quasi monotono ma che ha fatto la fortuna di molti allenatori e dei tanti che hanno puntato su di lui al fantacalcio in questi anni. “Gila” è un vero professionista che ha sempre preferito far parlare di sé sul campo, mentre le discoteche ed il gossip non fanno proprio. Maturo e sveglio già da giovanissimo, questa dote probabilmente lo ha aiutato molto nella sua carriera permettendogli di superare quota 100 gol in Serie A a soli ventotto anni: solo Altafini ha fatto meglio di lui.

” Mi sono fidanzato prestissimo, ancora ventenne, e non mi è interessato più niente. I divertimenti dei miei coetanei li ho sempre visti da lontano, nessun rimpianto”

Alberto Gilardino (beato lui, nota del caporedattore)

Sono tante le squadre in cui ha militato: prima il Piacenza, dove cresce e fa l’esordio in serie A, successivamente la piccola parentesi di Verona, infine l’esplosione a Parma in cui si fa notare da tutti. Sarà poi il Milan ad acquistarlo nel 2005: con i rossoneri vince tutto a livello internazionale, ma nell’ultima stagione gli vengono preferiti Pato ed Inzaghi, motivo per cui deciderà di andarsene. Nel 2008 l’approdo a Firenze, città in cui è diventato un idolo e dove ha ritrovato il suo mentore Prandelli che lo aveva allenato al Parma. Sotto la Cupola del Brunelleschi Gilardino ha vissuto i suoi anni migliori, memorabile il suo gol al Liverpool che ha permesso ai viola di espugnare Anfield nei minuti di recupero, passando così il turno come capolista del girone di Champions.

A Gennaio del 2012, però, questo matrimonio si interrompe, Alberto passa al Genoa che a fine anno lo manda in prestito al Bologna dove con Diamanti forma una grande coppia mettendo a segno 13 reti in un anno. Non viene comunque riscattato dagli emiliani e torna quindi ai rossoblù, con cui migliora il bottino della stagione precedente andando in rete 15 volte: migliora invecchiando, un po’ come il vino buono.

Nell’estate del 2014 però sorprende tutti passando al Guangzhou, squadra del campionato cinese; sembra l’ennesimo campione sul viale del tramonto che decide di optare per campionati meno competitivi ma più remunerativi, ma ad Alberto Gilardino i soli soldi non lo gratificano. A 32 anni sa di poter essere ancora decisivo e così dopo qualche mese – giusto il tempo di vincere il campionato locale – termina la sua esperienza con il calcio orientale per ritornare a Gennaio nell’amata Firenze in prestito. I 4 gol fatti però non bastano a convincere la società a riconfermarlo, poco male perché il Palermo di Zamparini ne approfitta prelevandolo proprio dal Guangzhou il 27 Agosto 2015.

In una stagione molto travagliata dove, Vázquez a parte, non si sono trovati grandi giocatori in grado di innescarlo, riesce a raggiungere la doppia cifra senza calciare nemmeno un rigore. Nell’ultima giornata segna la rete del momentaneo 3 a 1 che sancisce la definitiva salvezza dei rosanero, con un’incornata scaccia ogni incubo dal Barbera diventando il calciatore con più marcature di testa della stagione.

Ma si sa, la gratitudine è una virtù rara, soprattutto nel calcio. L’esperienza siciliana è ormai soltanto un ricordo, Zamparini ha infatti chiesto la rescissione del contratto un po’ per l’ingaggio importante ed un po’ anche per un rapporto da sempre controverso. Ovviamente Alberto ha deciso di andarsene, perché lui non accetterebbe mai di venire pagato per finire fuori rosa. La sua prossima squadra dovrebbe essere l’Empoli: manca solo l’ufficialità, poi approderà in un’altra piazza – l’ennesima – per mettersi alla prova e per continuare a sorprendere tutta l’Italia nonostante l’età.

Tanti auguri campione, il tuo violino è già accordato per suonare ancora una volta. Forse l’ultima sinfonia, ma non per questo meno bella da ascoltare.

 Pare gli stiano già accordando il violino, dirige l’orchestra Alberto Gilardino

 

 

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