Stefano Pettinari, doppia tripla per il futuro

Sicuramente un pensierino, in queste notti, ce lo ha fatto. Diventare ciò che gli era stato pronosticato, ciò che si aspettavano da lui quando era un giovane provetto nell’accademia calcistica romana. Tutto nell’Urbe, dai primi passi fino all’esordio in Serie A. Un percorso simile a quello di Francesco Totti, con le dovute proporzioni: cresciuto nella Lodigiani, messosi in mostra con la maglia giallorossa. Poi il vuoto, il classico volteggiare di coloro che non riescono ad affermarsi concretamente. Prestiti uniti a delusioni, fallimenti mozzati senza una conseguente stabilità. Stefano Pettinari però potrebbe ancora sognarlo un futuro glorioso, a venticinque anni si è ancora in tempo per farsi un’adolescenza – calcistica – felice.

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Stefano Pettinari esulta dopo un gol contro il Frosinone (foto tratta dal sito del Pescara Delfino)

Doppia tripla

È l’uomo delle copertine di questo inizio di Serie B: due triplette in tre partite. Lui che tre gol in una singola sfida, in questa categoria, mai li aveva segnati. E pensare che il suo record di reti stagionale, risalente alla stagione 2013/2014, è di nove centri con il Crotone. È banale dirlo ma dovuto pensarlo: la cura di Zednek Zeman, quella sua sapienza nel far emancipare il talento annebbiato, potrebbe colpire anche Pettinari. Proprio a Pescara, dove ha sgrezzato e consacrato Insigne. Il terzo tentativo – dopo quello “andato a vuoto” da gennaio a giugno 2015 e nella prima parte del 2016 – per diventare finalmente un calciatore formato; l’allenatore giusto per trovare l’esuberanza nel gioco, uscire dagli schemi ma farne parte, crescere nell’attacco della profondità e nella consapevolezza delle gesta offensive.

All’attacco

Uomo offensivo nel mitologico 4-3-3, condivide il reparto con uno dei talenti alla ribalta del calcio italiano, Ferdinando Del Sole, da poco acquistato dalla Juventus che lo ha lasciato in prestito al Pescara. Essere spregiudicati e provare a tenere sempre il pallone, questo ha chiesto Zeman prima della gara contro il Frosinone, terminata 3-3 dopo che gli abruzzesi si erano portati sul parziale di 3-0. Forse anche troppo, visto che la tripletta di Pettinari è stata ribaltata, finendo la partita con un punto a testa e una dose di fortuna importante per i padroni di casa, visti i legni (quattro) colpiti dai laziali. Ma nell’attacco biancoblu lui sembra sguazzare, inserendosi, velocizzando e provando la giocata. Con coscienza, l’anno in cui elevarsi a giocatore decisivo è iniziato.

Emergere

Cinque gare totali disputate, contando le due di Coppa Italia, e sette reti segnate. Un bottino che funge da base di partenza, da pasta madre per un succulento prodotto finale. Il modo migliore per uscire dall’oblio nel quale era caduto. La Serie A si conquista non solo con la classifica, ma anche con le prestazioni. Quelle che con continuità dovrà mostrare, portando alla causa pescarese i punti e le giocate necessari per un altro salto in avanti: la possibilità di farlo insieme esiste. Non deve fermarsi, non deve adagiarsi sopra questo buon inizio. L’opera va completata, seguendo il suo attuale maestro e la squadra. Emergere e consacrarsi, poi gli occhi dell’opportunità che sogna non tarderanno a posarsi su di lui.

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