Sostiene Pereyra

La smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro

Sostiene Pereira, Antonio Tabucchi

Il romanzo di Tabucchi ci parla di un personaggio estremamente neutro, almeno all’inizio. Il Pereira giornalista portoghese, protagonista del romanzo, è l’impersonificazione umana degli ignavi, coloro incapaci di schierarsi ed agire lasciando che la realtà li travolga e li annulli.

Roberto Pereyra da San Miguel de Tucuman, simbolicamente, può essere associato al suo quasi omonimo. Non deve decidere dove schierarsi e come agire, bensì decidere cosa fare da grande.

El Tucu, soprannome coniato in riferimento alla sua provincia d’origine, muove i primi passi nel mondo del calcio tra le fila del River Plate dove trascorre, tra giovanili e prima squadra, 5 anni. Esordisce il 15 Maggio 2009 nella sfida contro l’Huracán, conclusa con la scioccante sconfitta dei Milionarios per 0-4.

Nelle due stagioni successive si mette in mostra attirando le sirene di diverse società europee e, al termine della stagione 2010-2011, conclusa con la prima storica retrocessione del River in Primera B Nacional, accetta la corte dell’Udinese e si trasferisce in Friuli.

A Udine, dopo una stagione d’ambientamento, si impone come uno dei migliori esterni di centrocampo del campionato sfruttando la sua velocità ed il suo dribbling, ingredienti principali di una tecnica a tratti sopraffina.

Il 25 Luglio 2014 piomba su di lui la Juventus che lo porta allo Stadium, dove l’Argentino si conferma protagonista anche da interno di centrocampo e trequartista.

La sua scalata sembra non avere fine ma, ad un passo dall’apice, qualcosa si rompe. L’ultima stagione lo vede occupare più l’infermeria che il centrocampo, collezionando infortuni e i richiami di Allegri che a più riprese gli chiede impegno per guadagnarsi la conferma.

La stagione può essere vista a tutti gli effetti come un passo indietro, dettato sicuramente dai guai fisici ma anche da un po’ di insofferenza che ha fatto davvero fatica a nascondere.

Nonostante ciò, Pereyra rimane al top in serie A per quanto riguarda i ruoli di mezzala e trequartista. Considerando poi che ha 25 anni, sta a lui dimostrare che la scorsa stagione è stata solo un’eccezione.

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Pereyra è un giocatore che sa essere condizionante in entrambe le fasi, dotato di qualità tecniche superiori alla media ma anche di un senso dell’anticipo molto raffinato. La fusione di queste due abilità ci restituisce un giocatore determinante nelle transizioni offensive, abile a recuperare palla intercettandola e veloce a ripartire in contropiede.

Allegri lo ha sfruttato principalmente come trequartista in modo da sfruttare la sua classe e la sua abilità nei passaggi. In questo senso, l’inizio della stagione sembrava incoronarlo definitivamente come interprete top della categoria: liberatosi del fantasma di Vidal, volato a Monaco, l’argentino, nonostante la partenza horror di squadra, si era imposto come uno dei più positivi.

Dotato anche di un ottimo tempismo, le poche reti messe a segno in carriera sono arrivate principalmente grazie a inserimenti e “zampate” decisive su respinte avversarie.

Non so voi ma a me ricorda tanto la corsa disperata di Barone in Italia – Repubblica Ceca. Con lieto fine.

La sua rapidità, quando votata al sacrificio, ci restituisce un tuttocampista utile nel primo pressing come nel contenimento davanti alla propria area di rigore. Il fiato non è un problema.

Abilissimo a servire i compagni, Pereyra si distingue sia in impostazione sia nell’ultimo passaggio a seconda della posizione in cui viene schierato.

Lo scarsissimo bottino in carriera è indicatore dell’unico grande difetto, in campo, dell’argentino: la finalizzazione. Sicuramente la differenza più grande tra lui e Vidal è proprio l’abilità sotto porta e di coronamento dei numerosi inserimenti in area.

La completezza di Pereyra è a tratti disarmante. Fa effetto pensare a quanto sia poco quotato nel quadro generale del nostro campionato, messo in ombra da nomi più altisonanti capaci di muovere cifre folli sul mercato.

Pensare a come sarebbe potuta essere questa stagione senza l’infortunio patito contro l’Atalanta, che lo ha messo fuori gioco per 3 mesi, è quasi crudele, soprattutto considerando le difficoltà avute al rientro, fisiche ma anche tattiche, trovandosi chiuso dal cambio di modulo e dall’imperiosità di Pogba e Khedira.

Il mare di voci che circonda il calciomercato si è scatenato e, dopo l’acquisto di Pjanic, sembra chiaro a tutti che lo spazio per lui sia definitivamente chiuso dall’arrivo del bosniaco.

Mentre scrivo, e con tutta probabilità la situazione rimarrà a lungo questa, Pereyra è un tesserato della Juventus ed è attualmente impegnato in tournee con la squadra. Difficile capire quanto gli interessi d’oltremanica e del Napoli, specialmente dopo l’affaire Higuain, siano concreti.

Una cosa è certa, Pereyra ha terminato il credito. Sta a lui ora imporsi, magari sfruttando il probabile cambio tattico che Allegri apporterà ai bianconeri, oppure fuggire da Torino e cercare fortuna in una piazza con meno aspettative.

 “Ehi, ci sono anche io”

 

Intanto lui pensa a divertirsi, e va bene così.

http://http://www.tuttosport.com/video/calcio/serie-a/juventus/2016/07/28-13826915/dybala_pereyra_e_lemina_ecco_il_ballo_della_nuova_stagione_juve/

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