Sette Momenti: Attesa

Anno nuovo…rubrica nuova!

A scrivere il vero già c’è stata una “puntata zero” dalla quale partire, e lasciare a ogni autore l’opportunità di plasmarla con il proprio “ego narrante”.

Sette Momenti nasce, dunque, con l’idea di avvicinarsi alle partite di cartello in maniera differente, attraverso il nostro numero preferito di attimi che hanno segnato la storia recente della sfida in questione, rispettando il fattore campo (con eccezioni di pura Bellezza). Vagheremo negli anni 2000, quelli più intimi al nostro progetto, ma non mancheranno alcuni balzi nei nostalgici anni ’90 che abbiamo solo intuito, e rari voli in epoche di cui non eravamo neanche in potenza.

A Firenze, Fiorentina-Juventus è la partita.

Giancarlo Antognoni

Il filo rosso che tesserò tra le parole che seguiranno, palpita di quell’ attesa momento di piacere – che nell’ambiente innanzitutto fiorentino, come testimonia la frase di Antognoni, e poi juventino, accompagna da anni l’avvicinamento a questa partita sicuramente differente nel panorama italiano.

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Tratta da La Nazione

 

  1. Una sciarpa per sempre (7/04/1991)

Per capire esattamente l’intero svolgimento non possiamo non fare un salto doveroso negli anni ’90.

La rivalità tra Fiorentina e Juventus, infatti, si è alimentata nel corso degli anni come un fuoco lento, ma sempre acceso, ed è esplosa letteralmente il 18 Maggio 1990. Roberto Baggio passa dalla Fiorentina alla Juventus, per una cifra all’epoca monstre (intorno ai 15 miliardi). I tifosi fiorentini, carichi di delusione per la finale di Coppa Uefa persa due giorni prima contro i bianconeri, invadono Piazza Savonarola, sede della dirigenza viola, dove il procuratore Caliendo ha annunciato, con una conferenza stampa in diretta radiofonica, la cessione del Dieci. La città viene messa sottosopra.

Ma c’è un mondiale in casa da giocare, e la rabbia viola dei giorni futuri soccomberà anch’essa all’entusiasmo di quell’estate che vedrà nascere il mito di Roby e delle notte magiche, frantumate tra le gambe di Goycochea.

7 Aprile 1991, Fiorentina-Juventus. La Fiesole prepara una delle coreografie più belle di sempre (ammirare sopra). Il trattamento, invece, riservato al primo ritorno di Baggio a Firenze da avversario, è impietoso. Viene sommerso di fischi a ogni pallone toccato.

A inizio ripresa Roby, nell’unico lampo di giornata, dribbla Salvatori, entra in area e si blocca sulla trattenuta dell’ex compagno di squadra. Calcio di rigore. Baggio si rifiuta di calciarlo. Tacconi ai microfoni Rai parlerà di scelta a tavolino. De Agostini tira, Mareggini para. Qualche minuto dopo Roby uscirà dal campo, come suo solito con testa china, e si dirigerà verso gli spogliatoi. Sul suo cammino c’è però una sciarpa viola-gigliata lanciata da un tifoso ai suoi piedi. Il Divin Codino, istintivamente, la raccoglie da terra e la porta con sé in pugno. Abbozza un sorriso, l’unico di quella giornata, poi un saluto sincero. I fischi si tramutano in applausi. Quelli che lo accompagneranno fino all’uscita dal campo. Quelli che lo accompagneranno ogni volta che rimetterà piede al Franchi.

Fiorentina 1-0 Juventus. Decide il gol di Diego Fuser al 40′ su calcio di punizione. Ma è solo una semplice nota a margine.

 

  1. Il piatto di Nuno (19/12/2001)

Come promesso, anni 2000.

Il 19 Dicembre del 2001 si recupera la sesta di campionato. La Fiorentina sta attraversando, inaspettatamente, una delle sue stagioni peggiori di sempre. Vincitrice dell’ultima Coppa Italia, perde la Supercoppa contro la Roma, e inizia male la stagione perdendo in casa contro il Chievo di Del Neri, che stupirà l’Italia sfiorando il titolo di inverno da assoluta vergine nel Paradiso della A, e concludendo quinta. La Juventus, invece, ha da qualche mese intrapreso la sua personale rimonta che gli consegnerà, a fine anno, il titolo di Campione d’Italia.

Al Franchi, il gol del vantaggio è firmato dal solito David Trezeguet. Ma al 79′ Nuno Gomes spinge in rete il pallone del pareggio.

Fiorentina 1-1 Juventus. É l’ultimo punto della gestione Mancini, prima dell’esonero. La Fiorentina a fine stagione retrocederà nonostante l’arrivo di un giovane e straripante Imperatore.

 

  1. El Taconazo del Panteron (9/04/2005)

La retrocessione nell’estate del 2002 si tramuterà in un tuffo rovesciato raggruppato dalla A alla C2 sull’onda del fallimento, firmato Cecchi Gori. La Fiorentina, con un anno da Florentia Viola, tornerà in Serie A nella stagione 2004/2005 grazie a salti doppi in avanti, sfruttando la rivoluzione dei campionati di quegli anni, un Fantini sopra gli scudi nello spareggio per la A contro il Perugia, e una famiglia, quella dei Della Valle, in cui due fratelli vogliono rinvigorire i colori viola con tonalità nuovamente vive.

Il ritorno in Serie A (il primo a 20 squadre) si rivela una sofferenza. E la salvezza arriverà soltanto all’ultima giornata con il 3-0 sul Brescia, condannando i biancoblu orfani di Baggio (ritiratosi l’anno prima) alla retrocessione. In quella partita, l’ultimo gol lo mise a segno Riganò, il simbolo della rinascita, alla sua ultima marcatura con la Fiorentina.

Ma la vera svolta arriva il 9 Aprile 2005.

La Juventus è proiettata al suo ennesimo scudetto, e in avanti la coppia Del Piero-Trezeguet è stata messa in discussione da Zlatan Ibrahimović. Costringendo, spesso, il capitano alle panchine indigeste della gestione Capello (e tutti gli altri che seguiranno).

Quel giorno, tuttavia, a causa dei classici infortuni del francese, la coppia offensiva è Del Piero-Ibra.

Intanto a Firenze, nel mercato di Gennaio, è arrivato, via Bergamo, Giampaolo Pazzini. Ed è proprio il Pazzo ad aprire l’incontro con una staffilata sotto l’incrocio da fuori area, atipica per lui. Poi, le solite indecisioni di Cejas consentiranno a Del Piero e a Ibra di recuperare i due vantaggi fiorentini, il secondo firmato di testa da un giovane e già decisivo Chiellini (l’ultima rete in maglia viola prima di approdare a Torino). Il terzo allungo arriva nella ripresa con un altro colpo di testa di un ormai esperto Dainelli (sì è ancora in campo, con il Chievo).

Nell’intervallo, nel frattempo, Capello ha rivoluzionato la squadra passando a uno spregiudicato 3-4-3. A far compagnia a quei due, Don Fabio spende una carta a lui molto gradita: Marcelo Zalayeta.

L’ uruguayo ringrazia con passo felpato, e ripaga con una zampata delle sue, questa volta in versione assistman. Un taconazo di ritorno all’ 82′ – e non me ne vogliano i madridisti – per lo scavetto di Ibra.

Fiorentina 3-3 Juventus.

Dopo quella partita i Viola otterranno 10 punti in 8 partite, raggiungendo una salvezza fino ad allora insperata; la Juventus conquisterà lo scudetto numero 28 (poi revocato, e non assegnato).

 

  • Fuori traccia (02/03/2008)

Lo scandalo Calciopoli (che ha coinvolto entrambe le squadre) ha ridisegnato, per un lustro, la mappa del calcio italiano, riportando la Fiorentina in posizioni che non le appartenevano dai tempi delle Sette Sorelle.

L’artefice principale della risalita è Cesare Prandelli (in panchina dal 2005 al 2010) che, dopo due stagioni inficiate dalle penalizzazioni, riesce a condurre la Fiorentina ai preliminari di Champions League a distanza di 8 anni.

L’approdo della Fiorentina ai preliminari di Champions è segnato dalla rovesciata di Osvaldo all’Olimpico di Torino, contro i granata all’ultima giornata.

Ma sempre all’Olimpico (casa della Juventus tra il 2006 e il 2011) il 2 Marzo 2008 l’italo-argentino regala, con un gol a tempo scaduto, la vittoria tra le mura dei bianconeri che mancava da vent’anni. Esulterà con il gesto di Batistuta della mitragliatrice, accattivandosi un amore che durerà poco, come ogni suo amore sul campo da calcio, un momento alternativo della sua vita. Juventus 2-3 Fiorentina.

  1. Il primo violino (31/08/2008)

La stagione, dunque, si apre con la qualificazione in Champions ai danni dello Slavia Praga, grazie ai gol della nuova coppia Mutu-Gilardino che vanno a formare un tandem già sperimentato sporadicamente a Parma nel 2002-2003, proprio con Prandelli in panchina, e che sperimenteranno solo a tratti anche a Firenze, per i vari infortuni del romeno.

Il 31 Agosto 2008 è già tempo di campionato. E alla prima partita, esattamente come in questa stagione, l’avversaria è la Juventus di Ranieri (ex allenatore dei viola dal ’93 al ’97).

Il match è da tradizione equilibrato, e a sbloccarlo ci pensa Pavel Nedvěd su assist del connazionale Grygera. La Juventus domina per buona parte dell’incontro, ma non riesce a raddoppiare neanche in superiorità numerica, quando Felipe Melo viene espulso al debutto in Serie A. Tra gli esordienti di giornata, figura anche Stevan Jovetić, che regala al Franchi i suoi primi sprazzi di bontà.

Ma il primo violino della serata è Alberto Gilardino. Al novantesimo sigla il pareggio con una torsione da circo. La parata in pieno recupero di Frey, sul tiro di Amauri, sigillerà il risultato finale. Fiorentina 1-1 Juventus.

  1. Cinque (17/03/2012)

Dopo due settimi posti di fila la Juventus si affida all’uomo del popolo Antonio Conte. La Fiorentina, invece, ha scelto Sinisa Mihajlovic per sostituire Prandelli. Il serbo, però, non ripaga la fiducia mostrata dopo un primo anno deludente, e viene rimpiazzato da Delio Rossi a Novembre (e le cose non vanno molto meglio, anzi).

La prima Juventus di Antonio Conte (con le dovute proporzioni, molto simile al Chelsea attuale) è composta da nobili, ma anarchici interpreti (Vučinić) promesse mantenute (Vidal) campioni cresciuti in casa (Marchisio) fuoriclasse (Pirlo) e tanti gregari. A mio avviso, la squadra, per valori in campo, più mentalmente solida ad aver vinto un campionato italiano negli ultimi 15 anni. E i numeri parlano chiaro. 23 Vittorie, 15 Pareggi, 0 Sconfitte.

Il 17 Marzo 2012 si ebbe la prima-vera sensazione dello Scudetto che sarebbe giunto da lì a poco. Dopo 3 pareggi consecutivi, tra cui quello contestatissimo contro il Milan (del gol annullato a Muntari) la Juventus rifila un secco 0-5 a una spentissima Viola, con i gol in ordine cronologico dei giocatori letti precedentemente tra parentesi. Ne manca uno. Il primo in bianconero di Padoin, uno dei tanti gregari capitanati da Simone Pepe.

Dopo Firenze, la Juventus vincerà 9 partite su 10 e si aggiudicherà il suo 28^ scudetto.

 

  1. L’ultima al Franchi (24/04/2016)

La Juventus di Massimiliano Allegri ha finora sempre sofferto la Fiorentina, prima di Montella e poi di Sousa. L’ultimo precedente al Franchi si è concluso con la vittoria convulsa della Juventus, materializzata negli ultimi minuti di gioco, con il gol di Morata all’ 83′ e il rigore parato successivamente da Buffon ai danni di Kalinić, autore del pareggio all’ 81′, dopo il vantaggio di Mandžukić (rime solo slave).

E la respinta su Bernardeschi

É il 24 Aprile 2016. La sconfitta il giorno dopo del Napoli contro la Roma, consegnerà alla Juventus il 32^ scudetto.

 

  1. Pepito (20/10/2013)

Il giorno più significativo degli ultimi 25 anni di Fiorentina-Juventus arriva il 20 Ottobre 2013. E – sono sicuro – mi perdonerete per il montaggio sfalsato, e per l’ulteriore attesa che scioglierò, consegnandovi alle immagini e alle parole dei protagonisti.

 

E per stasera, siete pronti?

Soundtrack: I’ll be waiting (2008) Lenny Kravitz 

 

 

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