Sette Momenti: Amarsi Male

Dicono che si tratti solo di un gioco, di 22 caproni che inseguono un pallone. Eppure va oltre il rettangolo verde, oltre il cuoio, fa muovere i cuori e le nazioni.

La rivalità popolare, nelle piazze e nei bar, ha dato lustro dal punto di vista di audience a questo match rendendolo epocale. Una partita extra-cittadina che mette di fronte allo schermo tifosi di ogni fede nel nome di un solo dio, il Calcio. Non si tratta solo di uno scontro tra due delle più titolate squadre della nostra penisola. Ma di uno scontro di filosofie e di pensieri. Che anela sul campo di gioco trasformandosi in metafora di vita. Come una sana rivalità fraterna divisa solo dai colori, dai volti e dai gol.

Nato e cresciuto col mito della cultura industriale, Juventus-Inter è il riflesso di due città. Torino e Milano. Due metropoli distanti ma allo stesso tempo vicine. Due culture simili ma contrapposte: apparato industriale contro politico-economico. Simbolo dell’Italia che va.

D’altronde Gianni Brera aveva parlato di Derby d’Italia. Il termine fortunato nasce nel 1967 coniato, e mai ufficialmente definito, proprio dall’estro del giornalista di San Zenone al Po.

E se il termine ha retto cinquant’anni di storia significa che, effettivamente, qualcosa si è sedimentato nelle menti dei calciofili in termini di emozioni, sogni e prospettive.

Sette Momenti prova a farvi capire in termini calcistici quanto scritto. Con l’ausilio di sette estratti di calcio moderno che orbitano nell’universo bianco-nero-azzurro, rispettando il fattore campo.

1. Ronaldo/Iuliano – Del Piero

Inevitabile, stagione ’97-’98. La Juventus vince al Delle Alpi con una rete di Del Piero. Ma non è questo che passa alla storia, bensì la direzione dell’arbitro Ceccarini che, prima, nega un rigore palese al Fenomeno atterrato da Iuliano. Poi, sul ribaltamento di fronte, Taribo West butta giù Del Piero in area e l’arbitro assegna un penalty alla Juventus. Dal dischetto va Del Piero, ma Pagliuca neutralizza. Per l’Inter già sotto di un gol non ci sarà, comunque, niente da fare. Con questa vittoria sui diretti inseguitori i bianconeri si lanciano verso lo scudetto a poche giornate dal termine del campionato. Comincia idealmente qui, sulla furia di Gigi Simoni, la rivalità contemporanea tra Juventus e Inter: amarsi male.


Tutti ricordano l’immagine di Ronaldo e Iuliano che impattano.

2. Jardinero

Anni 2000, quelli a noi più intimi. Stagione 2003-2004. In una fresca serata di novembre i nerazzurri si impongono per 3-1 sulla Juve. In panchina sponda Inter c’è Alberto Zaccheroni, sponda Juventus Marcello Lippi. La Juve viene da una serie di 16 turni di inviolabilità fra le mura amiche, ma Julio Cruz, sostituto di Vieri, mette subito in chiaro, con una punizione jardinera, le intenzioni dei milanesi. Il raddoppio arriva su ribattuta con Javier Zanetti. Il tris ospite si fa attendere poco con Martins che sfrutta tutta la sua velocità per eludere la retroguardia bianconera e battere Buffon. Il gol della bandiera dei padroni arriva poco dopo con Montero, di testa, ma troppo tardi per generare un moto d’orgoglio. Una partita perfetta architettata magistralmente dal Zac.

3. Fast Break

Passiamo alla stagione 2008-2009. Dopo lo scandalo Calciopoli, e prima del Triplete. Vi ricordate il risultato? Ve lo rimembro io. Pareggio per 1-1 con le reti di Balotelli e Grygera. L’azione che ha porta l’Inter in vantaggio, un contropiede coast to coast trasformato da Mario Balotelli regala il vantaggio ai nerazzurri. Giudicate voi.

4. Capitano

Spostiamoci alla stagione 2011-2012. Siamo con la prima Juve di Conte, quella imbattuta. Un meccanismo perfetto, il cui unico inceppo sta nella controversa (sul campo e dalla dirigenza) gestione Del Piero. Alex viene da tante panchine e pochi scampoli di partite. E anche quella sera siede in panchina. Ma il primo tempo finisce sullo 0-0 e Antonio Conte decide così di giocarsi la carta del capitano. L’impatto sul match è impressionante. Ad aprire le danze ci pensa Caceres di testa su calcio d’angolo. Poi arriva il suo momento…

Fu il primo gol di Alex di quella stagione e arrivò solo il 25 Marzo alla 29^ giornata.

5. Strama

Vidal porta in vantaggio i bianconeri dopo una manciata di secondi in netto fuorigioco, ma poi l’Inter la ribalta con una partita portentosa. Il gol al 90′ di Palacio è la ciliegina sulla torta, dopo la doppietta di Milito. Juventus 1-3 Inter. 3 Novembre 2012. Lo Juventus Stadium viene violato per la prima volta nella sua storia dopo 24 partite. L’imbattibilità degli uomini di Conte viene meno dopo 48 incontri. L’Inter di Stramaccioni va a -1 dalla Juventus, capolista. Ma è l’apice della gestione Stramaccioni: la Vecchia Signora vincerà lo Scudetto, il Biscione si ingarbuglierà al nono posto.

6. Andrea da Brescia

Di anno, in anno, passiamo al 2014. Se precedentemente ho premiato un calcio piazzato, questa volta vorrei tributare il passaggio vincente e ho scelto l’artista del 2000 dell’assist, precisamente Andrea Pirlo. La partita finisce 3-1 con le reti di Lichtsteiner, Chiellini e Vidal per i bianconeri e Rolando per i nerazzurri. Ma Pirlo è sempre Pirlo.

7. King Arturo

Ultimo giro di boa per questo episodio di Sette Momenti. Giorno della befana del 2015, la Juventus è nelle mani di Allegri, mentre l’Inter ha riscoperto l’amore del Mancio. Il gol di Tevez propiziato da una giocata da vero campione di Arturo Vidal è il momento con il quale ci lasciamo. L’incontro poi terminerà 1-1 con il pareggio di Icardi, uno che quando vede bianconero è abbastanza caldo: 7 gol in 8 partite.

Traccia: Amarsi Male (2016) Lo Stato Sociale

 

E per stasera? Siete pronti? Amatevi male. Ma amatevi…

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