Sulle Sedici Barre | Sette Momenti di Roma v Milan

A maniche lunghe, con i guanti e le luci di inverno. A maniche corte, con un traguardo prestigioso da raggiungere sotto il sole di Maggio.

Per qualche strano motivo, Roma v Milan casca quasi sempre tra la quattordicesima e la diciannovesima giornata. E trattandosi di Roma v Milan, se all’andata incomincia a delinearsi un progetto di ambizione, nel ritorno spesso questa ambizione si sta per concretizzare. A volte è palcoscenico di una finale.

Da qualche anno, però, non ha quella importanza che questa notte sembra appartenergli nuovamente.

ISTRUZIONI PER L’USO

Sono stati scelti sette momenti negli ultimi quindici anni, di partite in cui la Roma ha giocato in casa. Ci saranno delle eccezioni, perché la Bellezza non conosce schematicità.

Traccia: Milano Roma, Primo e Squarta ft. Club Dogo (2005, Bomboclat)

LA CORSA DI ODDO

7 Maggio 2011, Emidio Morganti fischia tre volte. Zero a Zero. Il Milan è per la diciottesima volta Campione d’Italia, con due giornate di anticipo. É il suo ultimo Tricolore.

A fine partita, in un Olimpico semivuoto a tinte rossonere, vanno in scena i festeggiamenti. Il protagonista è Massimo Oddo, oggi allenatore dell’avanguardia, pacatamente seduto sulla panchina del Pescara.

Il video che seguirà è un misto di fatti inenarrabili.

Chi ha ascoltato le parole di Berlusconi?

IL PALLONETTO DI MONTELLA

Nell’ottica della canzone che fa da traccia a questo pezzo che state leggendo: Milano suona, Roma risponde. Anche se cronologicamente è inverso, ma il montaggio è Memento. Anche se il gesto, qui, è su un asse diametralmente opposto, ma il regista non conosce equilibri totali.

27 Maggio 2001, Montella punta Giunti. Dal versante destro dell’area di rigore, si porta la palla verso il centro, sul suo mancino. Il dribbling è secco, ma ad arretrare, accarezza il cuoio con il collo sinistro, sfiora dunque la mezzaluna, e scava una traiettoria che si infila sotto l’incrocio difeso dai quasi 200 centimetri di Sebastiano Rossi.

montella

Al 64′ Roma 1, Milan 1. Finirà così.

Non è il gol che vale matematicamente lo Scudetto. Ma moralmente è il colpo di piede al Campionato 2000/2001, quello che consegnerà alla Famiglia Sensi il primo grande trofeo, cioè l’unico. É il terzo Scudetto nella storia giallorossa, ovvero l’ultimo.

Montella, che stasera siederà sulla panchina del Diavolo, ha guidato la transizione su quella della Roma, dal mondo che gli è appartenuto, cucito su misura, a quello americano che ha solo assaporato, e amaramente abbandonato, ma senza particolare rancore. Leggete molto in chiave rossonera: storie di corsi e ri-corsi.

Altra breve considerazione. Il periodo di Montella alla Roma è stato segnato dal rapporto spesso conflittuale con Capello. Ecco, io Montella allenatore non me lo sarei mai immaginato. E soprattutto questo tipo di allenatore. Totalmente opposto al Montella calciatore.

L’AGILITÀ DI PATO, L’ANARCHIA DI VUČINIĆ

11 Gennaio 2009 ore 20.45, penultima del girone d’andata, prima del nuovo anno. Sono gli ultimi, più o meno inconsapevoli, sprazzi di calcio a un’altra velocità nell’era Ancelotti-Spalletti.

I calciatori simbolo sono senza ombra di dubbio Kakà e Totti.

Il brasiliano è reduce da una notte romantica nella vecchia sede del Milan in Via Turati, dove un gruppo di tifosi ha bloccato il suo passaggio al City. Ve lo ricordate? Qualche mese dopo andrà al Madrid, nelle folle estate di Florentino Perez.

Il romano, sulla soglia dei 33, ha appena cominciato una fase di “declino” che poi scopriremo molto lenta.

Per tutta quella stagione, così come in quella sera, l’uomo in più sono Pato da una parte, Vučinić dall’altra.

Il brasiliano è un diciannovenne che ha debuttato da un anno nel nostro campionato, ed è all’apice della sua esperienza italiana. Chi l’avrebbe mai detto? Ha un fisico più robusto dal suo arrivo in Italia, ma un’agilità – la sua arma migliore – che gli consente di dribblare spostando semplicemente il pallone con un delicato giro-collo. La corsa di Pato è leggerezza. In seguito, appesantita dall’eccessiva muscolatura fattagli acquisire, diventerà un dovere contrattuale destinato a rompersi a ogni scatto.

Era Pato

pato

Vučinić, invece, è sempre stata la perfetta incarnazione dello slavo sul prato verde. Il montenegrino nobilmente, vaga. E sembra giocare, perché in lui non c’è lo spirito del lavoro, con le scarpe slacciate, effettuando talvolta scelte che non rispondono ad alcuna logica apparente. Come in questo caso, dove ruba un tempo.

vucinic

Roma v Milan termina 2-2. Doppietta di Pato, doppietta di Vučinić .

MASSIMA ESPRESSIONE DEL CALCIO EUROPEO

Tra il 2002 e il 2007 Milan e Roma rappresentano l’élite del calcio europeo. In quei cinque anni il Diavolo, sotto la gestione Ancelotti, vince due Champions League e perde una finale.

I Lupi, preda di una crisi societaria cannibale, più volte sull’orlo del fallimento, trattengono Totti dal corteggiamento senza romanticismo del solito Florentino Perez, e con la gestione Capello prima e Spalletti poi, possono battere chiunque.

MEDCE I – 31 Marzo 2007

É l’anticipo serale della trentesima giornata.

La Roma da qualche mese ha uno modo di sviluppare i calci d’angolo temuto in tutta Italia ed Europa: il passaggio veloce. Schema praticabile solo all’Olimpico perché i raccattapalle sono educati a posizionare rapidamente la sfera sulla lunetta del corner. Chiedere a Gianluca Caprari…

Mexés sorprende la sua futura squadra così

mexes

Il Milan poi pareggerà con Gilardino.

Qualche giorno dopo la Roma batterà il Manchester United all’Olimpico per 2-1 con le reti di Taddei e Vučinić, ma perderà malamente al ritorno con un umiliante 7-1.

Il Milan pareggerà 2-2 con il Bayern e poi vincerà il ritorno a Monaco, lanciandosi verso la Numero Sette.

MEDCE II – 6 Gennaio 2004

Epifania sotto le coperte in un gelido inizio di 2004, la quindicesima giornata è la terzultima del girone d’andata, l’ultimo a 18 squadre. Roma e Milan sono in pieno testa a testa che si risolverà proprio nella sfida del ritorno in cui la rete dopo due minuti di Ševčenko consegnerà ai rossoneri la matematica certezza del diciassettesimo tricolore.

Intanto all’andata termina 1-2. A decidere, tra il gol di Cassano, è sempre la doppietta dello Zar di Kiev che apre l’incontro così.

sheva

Sono la punta di uno squadrone

(Dida, Cafu, Nesta, Maldini, Serginho, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Rui Costa, Kakà…i titolari alle sue spalle)

MEDCE III – 26 Aprile 2003

Non fu una grande annata per la Roma che terminò addirittura all’ottavo posto. Una delle poche soddisfazioni se le toglierà battendo per 2-1 il Milan, futuro campione d’Europa.

Reti: Cassano 60′, Tommasi 76′, Tomasson 81′

cassano

TRE DITA DI TOTTI, MA LA COPPA È DEL DIAVOLO

Costola naturale del capitolo precedente, tra il 20 e il 31 Maggio, c’è il 28 in cui il Diavolo infuoca il tetto d’Europa piegando la Vecchia Signora ai rigori. É l’anno 2003 della massima espressione calcistica italiana a livello di club.

La squadra di Ancelotti (di cuore romano) sembra specializzata nelle coppe, e infatti arriva anche la finale in Coppa Italia che manca dal 1998 (in panchina sedeva Capello II), mentre la vittoria addirittura dal 1977 (in campo c’era Capello calciatore agli sgoccioli).

La squadra di Capello, invece, come scritto in precedenza, vive un’annata storta in cui si è tolta solo due sfizi: la vittoria al Bernabeu con gol di Totti (tredici anni dopo sarà salutato all’ingresso in campo con un’ovazione) e la vittoria per 2-1 sopra citata, che fa da preludio alla doppia finale.

Tra il 2003 e il 2004, mentre Pirlo brevetta La Maledetta, Cristiano Ronaldo compie tre passi, Recoba continua a tagliare l’aria con traiettorie efferate, Totti esplode con rara potenza calciando alla brasiliana, cioè con le tre dita: sotto i 40 metri va bene qualsiasi posizione.

Intanto Juninho Pernambucano detta legge.

Nelle due partite con il Milan, il parziale è un netto 3-6 (1-4, 2-2) a favore dei rossoneri, che regala al Diavolo la doppietta in coppa. Mentre Cassano ci regala il cornuto all’arbitro (Rosetti) più famoso della storia recente del calcio.

Totti mette a referto le tre marcature della Roma. Tutte su punizione.

totti-i

totti-ii

totti-iii

EXTRA TRACCIA: LA RABONA DI AQUILANI

Uno dei primi momenti che mi è passato davanti agli occhi è questo.

E, pur non essendo Roma v Milan (ma Milan v Roma, per la cronaca 1-2) la Bellezza non conosce schemi.

aquilani

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