Seconda Pelle: trap e sportswear

La chiamano sportswear, o più generalmente streetwear, la nuova moda propagandata dalla trap, genere musicale di ultima generazione. Dalla riammissione negli armadi e nei cataloghi d’abbigliamento di modelli in voga negli anni ’80 e ’90, da cui hanno tratto enorme giovamento alcuni brand sul viale del tramonto, vedasi Fila o Champion, alla costante ricerca da parte dei colossi del mercato sportivo, Nike, Adidas e Puma, di perseguire questa tendenza, fino a reinterpretarla. E, come’era stato preannunciato, alla base potrebbe proprio esserci il solido legame generatosi con i protagonisti della nuova scena musicale. Una maglia da calcio accostata a un vestiario che sia casual, sportivo, e via dicendo, significa essere swag.

Così, è un nostro sacrosanto dovere rendere esplicito il fortunato legame iconografico fra maglia e musica.

La Parigi meticcia che dabba

È uno delle prime hit della scena trap, o Afro-Trap, come la definisce Mohamed Sylla, in arte MHD, nelle tracce intitolate con il medesimo termine e suddivise in dieci parti. Al caso nostro fa la Part 3, meglio nota come “Champions League“. Già dal titolo secondario, posto in parentesi, necessario per definire l’argomento trattato, è evidente il riferimento calcistico. E il video, d’altronde, è un tripudio dello sportswear: divise di gioco, felpe d’allenamento, tute e giacche rappresentative di PSG, Milan, Bayern Monaco, Chelsea, Real Madrid. Insomma, l’abbigliamento dei top club, non a caso prevalentemente targato Adidas, spicca per originalità e per iconicità in un video in cui a rendervi omaggio è una delle generazioni più all’avanguardia d’Europa, quella della comunità afro-francese di Parigi.

Piccolo particolare: fra i riferimenti alle squadre più celebri del mondo, spicca il retro di una maglia nera di un certo “Keita 29”. Si tratta infatti della casacca della Virtus Entella, squadra in cui militava in quegli anni Cheick Keita, difensore maliano classe ’96 nato a Parigi, acquistato per giunta dal Bologna nell’estate del 2017. Probabilmente in pochi se ne ricorderanno, viste le sole tre presenze in maglia rossoblu. Adesso milita nell’Eupen, club della massima divisione belga, dopo essere stato mandato in prestito dal Birmingham: non un inizio di carriera incoraggiante, per un giovane su cui si dice che lo stesso Napoli avesse messo gli occhi addosso. Finora, comunque, il nome di Cheick Keita sembra essere noto prevalentemente per la traccia di MHD, piuttosto che per meriti sportivi.

Cosa c'entrano Cheick Keita e la trap? | Numerosette Magazine
“Toujours titulaire comme Keita Cheick”

Lo swag di Paul Pogba

Desiigner è quel rapper statunitense che il mondo ha conosciuto per Panda. In molti associano quel pezzo al calcio di Paul Pogba, tant’è che basterebbe cercare su You Tube per notare quanti video possano esserci a riguardo. Pogba è probabilmente il calciatore più swag dell’intero pianeta. Adidas l’ha reso la punta di diamante del proprio merchandising e persino il videogioco FIFA l’ha omaggiato con l’esultanza della dab, resa celebre proprio dal talento francese. L’ascesa di PP nel mondo del calcio è simile a quella di Desiigner nel palcoscenico musicale, finché non avvenne l’inevitabile incontro. Nel giugno 2017, infatti, l’Americano appena ventenne presenta il video di Outlet: si trova a Old Trafford, assieme al numero 6 francese, e veste la seconda maglia del Manchester United per la stagione 2017-18. In questa maniera i Red Devils presentano la nuova divisa, probabilmente giunti a conoscenza dell’influenza che questo genere stava già dando al settore dell’abbigliamento, ormai parte essenziale del merchandising di qualsiasi top club.

Cavallini, Celtic, Chelsea, PSG…Ebbasta

Spostiamoci in Italia per trattare un gruppo che potremmo già considerare fra i veterani della nuova wave italiana: la Dark Polo Gang. Pur inizialmente criticati, odiati e bistrattati dai più, gli eccentrici ragazzi romani, tra una passeggiata per Rione Monti e una storia su Instagram, hanno reso noto al pubblico un nuovo linguaggio. Nulla di innovativo, certo, né frutto di un progetto di spiccata levatura culturale o sociale, tutt’altro. Con la DPG vince infatti la spontaneità assieme alla volontà di importare un nuovo formato di artista, meno ipocrita di molti rapper famosi e più eccentrico. Rispetto a un J-AX che nel giro di pochi anni ha tradito almeno una o due generazioni cresciute con le parole degli Articolo 31, per citare un esempio fra i tanti, alla gang di Roma non serve nascondere nulla: ciò che conta è fare soldi. Ma non trascendiamo nella critica musicale, ché siamo qui per parlare di maglie, d’altronde. Dunque, ecco apparire in Cavallini, uno dei primi singoli della DPG, una maglia del Celtic Glasgow, indossata oltretutto da un giovane Sfera Ebbasta, e una del sempre presente Paris Saint Germain, emblema d’opulenza del calcio moderno.

Notiamo in tal caso che prevale Nike come brand più in uso. Il colosso americano, d’altra parte, sembra proprio intenzionato a percorrere questa strada, concedendo sempre più spazio all’elemento streetwear nelle divise da calcio. Una maglia è protagonista anche in un altro video della gang di Roma: in Super Sayan, infatti, Tony Effe veste una maglia del Chelsea, stagione 2014-2015, su cui poggia sobriamente una collana d’oro.

Trap rossonero

A Roma risponde Milano con Laioung, che nell’estate del 2017 sforna Milano City Gang assieme a Isi Noice. Viene celebrato il Milan con le sue storiche divise Adidas, brand che da sempre ha saputo mantenere alto il livello del marchio rossonero adeguandosi alle mode correnti. Swag è infatti l’utilizzo dell’oro nelle maglie da calcio, colore che il Milan ha spesso sfoggiato nelle sue divise. Ecco, potremmo proprio dire che il Milan, con i tedeschi, è stato un precursore di stile.

Qui siamo alla stregua del già citato caso del Manchester United. Il Milan ha infatti deciso di presentare la nuova partnership con Puma attraverso la collaborazione con Ernia. L’artista ha così condiviso il seguente teaser su Instagram, suggellando nuovamente il rapporto del club rossonero con il settore.

E, a proposito, ecco un altro protagonista della scena che ha reso esplicita la sua fede per il Milan:

Trap e calcio: Ghali tifoso del Milan | Numerosette Magazine
Stagione 2017-18: numero 22. Come Kakà.

Verona fluo

Nell’aprile del 2016, Jamil pubblica il video del singolo Scarpe da pusher. Titolo a parte, nel video in questione, il giovane autore del pezzo sfoggia una felpa, nera con inserti fluo, dell’Hellas Verona, squadra della sua città, di cui è immancabilmente tifoso. L’avere la Nike come sponsor tecnico per una squadra appena promossa in Serie A fu l’occasione di importare lo stemma degli scaligeri nei video musicali dell’emergente scena trap. Occasione che, ormai, è degna di lustro per qualsiasi brand, vista la crescente attenzione mediatica, discografica e popolare.

La wave di Bergamo

L’Atalanta degli ultimi anni è stata una delle squadre più interessanti del panorama calcistico nostrano, e non soltanto per meriti sportivi. Sui social abbiamo visto sbocciare il fenomeno del Papu Gomez: il numero 10 e attuale capitano dell’Atalanta ha saputo cogliere al volo le tendenze in voga fra l’utenza media dei suoi seguaci, per lo più teenager curiosi, appunto, anche riguardo il lato mediatico del calcio moderno, carico di ironia, talvolta scontata e becera, rappresentata dal meme, così come dalle bizzarre fasce da capitano, da un certo tipo di linguaggio e via dicendo, fino a entrare nella hit-parade con la canzone Baila como El Papu. In questa Atalanta, però, spiccano altri calciatori-blogger: su tutte l’ormai ex Petagna e Gollini, di cui parleremo a breve. Qui, intanto,un ragazzo bergamasco di appena 19 anni, in arte Houston, ha deciso di realizzare un vero e proprio inno, su base trap, dedicato alla squadra della sua città. Inevitabile nel video la presenza di maglie atalantine di ogni epoca: un omaggio di nuova generazione, che sembra essere stato apprezzato anche dai più anziani.

Non terminano qui le proposte musicali dell’Atalanta. Tra le sue fila, infatti, sta emergendo la figura di Pierluigi Gollini, vice di Berisha, che ha deciso di sfondare nella scena trap. Grande amico dei ragazzi della Dark Polo Gang, si fa chiamare Gollorius e pochi mesi fa ha ufficializzato la sua seconda carriera con il pezzo Rapper coi guanti. Nel video fanno la loro comparsa le maglie da portiere di Atalanta ed Hellas Verona, club con il quale ha esordito in Serie A, mentre alla fine del video vediamo il portiere con addosso la maglia della nazionale con tanto di numero 1 sulle spalle. Beh, che dire.

Toscana fuorisede

In Toscana tendono sempre a fare un po’ di testa loro. Ed ecco che dalla città della Soda – così è stata denominata Rosignano Solvay, in provincia di Livorno – vien fuori la voce di Sodaboi. Classe ’95, membro del Soda Golf Club che, oltre all’ispirazione toponomastica, non vanta un’unica città natale, né tanto meno una sede adottiva. Il loro nomadismo emerge implicitamente dalla scelta delle divise sfoggiate nella clip del singolo Soda: Valencia, Werder Brema, Manchester United, West Ham e persino una numero 9 rossoblu di Simone Verdi.

Il portavoce dei sogni

È ormai un colosso della realtà hip-hop dell’ultimo decennio, non possiamo parlare di trap, ma è certamente un vanto di Napoli: Clementino ha dichiarato così il suo amore nei confronti della città in cui è nato e cresciuto, con un sogno nel cuore. Il video viene pubblicato nel settembre del 2017, volto a inaugurare quella che avrebbe dovuto rappresentare la stagione della verità, al terzo anno di Sarri, della maturità calcistica degli undici in campo, così come della piazza. La stagione dello scudetto mancato, in poche parole. Al San Paolo il coro già riecheggiava durante le stagioni passate, desunta dalla canzone L’estate sta finendo di Righeira, fino ad assurgere con Clementino a inno ufficiale della scorsa annata e per tutte quelle in cui, nella città posta ai piedi del Vesuvio, si senta viva la possibilità di un sogno, che, in realtà, è ancora rimasto tale.

Nel video è emblematica la riproduzione della sacra maglia azzurra del 1988 con il numero 10 dietro, lo sponsor Buitoni, la coccarda della Coppa Italia e dello Scudetto. Fa inoltre capolino fra le bancarelle la versione tarocca della terza divisa della stagione 2016-2017. Inoltre, il rapper napoletano ha fatto spesso sfoggio dell’abbigliamento del Napoli.

Non solo trap: Clementino con la tuta del Napoli | Numerosette Magazine
Cappello Marcelo Burlon, giacca del Napoli firmata Kappa

Asse hardcore Roma-Torino

Menzione d’onore va fatta a un pezzo che certamente non percorre il panorama della trap, ma che comunque rientra nell’impianto iconografico di quell’hip-hop che ha trovato nel calcio un importante strumento di divulgazione. Si tratta di Willie Peyote e la sua Glik, dedicata proprio all’imponente e “proletario” difensore ex-Torino, di cui ancora – la canzone risale al 2013 – indossava la fascia di capitano. Nel video compaiono la maglia della Juventus della stagione 2012-13, una del Manchester United firmata Umbro, risalente agli anni Novanta, e una t-shirt celebrativa del buon George Best. Appare quasi nostalgico, inoltre, rivedere un paio di Adidas F50 arancioni che riportano all’istante al 2012.

Sempre in off-topic rispetto al genere prevalentemente trattato, appare estremamente doveroso riportare il live di un titano del rap italiano: Noyz Narcos canta My love song con addosso la maglia della Roma utilizzata per la stagione 2015-16. Un romano de’ Roma, in un live a Roma, con la maglia della sua Roma è la più bella dedica che potesse fare all’intera popolazione giallorossa.

E voi? Trap o non trap, avete già acquistato la nuova maglia Nike del PSG, bianca e con inserti oro?

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