La Perla Bianca della Foresta Nera

Dalla cattedrale gotica all’Historisches Kaufhaus (il mercato storico) ai suoi piedi, passando per le due porte della città che ne delimitavano l’accesso alla cinta muraria, dalla Schwabentor (la porta degli Svevi) alla Martinstor, percorrendo le aule della Albert-Ludwig-Universität. Città incastonata nella Schwarzwald (la Foresta nera), Friburgo brilla come una perla di luce propria abbacinando l’area intorno a sé. Luccicano le sue vie, assordate dal mormorio della numerosa popolazione studentesca che la fa pulsare come un cuore nudo sotto la corteccia di un albero, si accendono i suoi teatri e i suoi cinema, affollati dai locali e dai visitatori che in massa si recano in questo angolo di paradiso stretto tra i confini naturali di una splendida foresta e quelli umani che trovano a ovest le francesi Colmar e Strasburgo  e a sud le elvetiche Basilea e Zurigo.

La Cattedrale di Friburgo
La Cattedrale di Friburgo

Un posto fuori dal mondo e dal ticchettare costante del tempo, dove tutto sembra andare più lentamente che altrove, eppure siamo ancora in Germania e a ricordarcelo sono le tante figure di spicco vissute all’ombra della Hosanna-Glocke, Edith Stein e Martin Heidegger su tutti.

Tuttavia, oggi ci occuperemo del bianco e del nero, della perla e della foresta, unite in un connubio rosso come il cuore che le fa battere all’unisono. Così distanti e così vicini, l’SC Freiburg, la rappresentativa calcistica di Friburgo in Brisgovia.

Il progetto dell’SC Freiburg nasce il 7/8/2007, quando un uomo di nome Christian Streich, dopo aver fatto tutta la trafila dalle giovanili all’Under 19, si siede come vice allenatore al fianco di Robin Dutt.
Potrebbe sembrare, a primo acchito, una storia come tante altre, ma quando l’11/12/2011, Dutt viene sollevato dal suo incarico, è Streich a essere chiamato per sostituirlo. Una promozione come tante altre nel mondo del Fußball tedesco e mondiale, ma il tutto assume un’aura ben più mistica col passare degli anni.

La prima metà stagione da capo allenatore culmina con un soddisfacente dodicesimo posto. Il vero miracolo Streich lo compie l’anno successivo alla sua prima vera stagione da tecnico della prima squadra. L’SC Freiburg è una macchina il cui motore gira all’unisono coi battiti del suo allenatore. L’alchimia che si viene a creare tra lo staff e i giocatori è tale da rendere un quinto posto finale persino normale. E perdonatemi la reiterazione della rima, finanche banale oserei dire.

Per quelle che sono le risorse a disposizione di un club che vende costantemente i migliori talenti che mostra in vetrina e costretto a un auto-finanziamento coatto, il risultato è strabiliante. E non ci si deve stupire se dopo l’exploit arrivino due annate ben peggiori, culminate con un 14° posto e una retrocessione. E tutto talmente naturale nella sua consecutio che i meriti di Streich non vengono accantonati senza prima riflettere su un impoverimento tecnico troppo pesante anche per l’uomo del miracolo Europa League.

Ed è così che la Foresta Nera apre alla sua perla bianca, perché se chiunque avrebbe cacciato via con ignominia l’uomo del genio che a un tratto era sembrato diventare il peggiore dei tecnici, l’SC Freiburg e la sua dirigenza non allontanano mai Streich, neanche a salvezza compromessa e retrocessione avvenuta. Proseguono insieme, in un sodalizio lungo 20 anni. Ed è così che dalla stagione 1995/1996 ci si catapulta alla 2015/2016 in Zweite Bundesliga, dove molte altre nobili prima di loro, una volta retrocesse, erano rimaste intrappolate nelle sabbie mobili di un campionato infido e mai scontato nel suo esito finale (per informazioni chiedere al Kaiserslautern, ndr).

Streich e i suoi ragazzi, chi resta e chi arriva, hanno la capacità di stringersi insieme di fronte l’ineluttabile e a compiere l’ennesimo miracolo, o forse sarebbe più semplicistico definirlo trionfo, alzando al cielo il primo titolo di Zweite, guadagnando l’immediato ritorno in Bundesliga e lasciandosi alle spalle i multimilionari del RB Lipsia e il redivivo Norimberga, più altre 15 società.

Non ci è dato sapere quanto a lungo ancora durerà il sodalizio tra Streich e l’SC Freiburg dopo 20 anni di fedeltà reciproca, ma in un contesto socio-economico che non guarda in faccia a nessuno, ricordarci che, alle falde di una foresta, si possa ancora trovare il frutto più prezioso del mare, tracciando secoli di storia millenaria, ci risveglia come da un lungo e favoloso sogno scoprendo, almeno per questa volta, che è tutto reale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.