Boedo hit parade

Il legame tra calcio e musica poggia la sua esistenza su radici antichissime.
Già nel periodo tra le due guerre mondiali allo stadio si intonavano cori su base musicale, come, per esempio, la “canzone di Testaccio”, ideata nel 1931 da Toto Castellucci in onore della sua Roma.
La complessità e la creatività nei componimenti calcistici è poi via via aumentata negli anni, fino ad ottenere lo status di preghiera pagana. Del resto, ascoltando uno  “You’ll never walk alone” nessuno potrebbe pensarla diversamente.
Un rapporto dunque strettissimo, che però ha trovato la sua sublimazione in un luogo lontanissimo rispetto a dove il calcio è nato. A raggiungerla, questa sublimazione, è stata l’hinchada del San Lorenzo de Almagro, e, in effetti, considerando i cori come delle preghiere, non poteva che centrare la squadra di Papa Francesco.

La Gloriosa Butteler – questo il nome della tifoseria azulgrana – si è specializzata nel trasformare i successi musicali del momento in cori d’incitamento per la squadra che fu, tra gli altri, anche di Lavezzi. Una pratica che le ha permesso di essere, nell’era dei social media, la curva più imitata al mondo, riuscendo a mantenersi irraggiungibile. Da loro hanno preso ispirazione in molti, persino dalle nostri parti, basti pensare al coro sulle note di “Despacito” dei tifosi della Salernitana.

La creatività e la vastità del repertorio della Banda de Boedo sono però senza eguali e in questo spazio, benché sia sbagliato fare un panegirico di una delle più calde hinchas d’Argentina (visti anche alcuni recenti fatti), vogliamo sottolineare dei tratti distintivi unici e positivi, più vicini al tifo che a tutto il resto.

E, proprio come per i migliori artisti, quale modo migliore di celebrarli se non creando un’ideale hit parade delle loro 7 migliori interpretazioni?

7. San Lorenzo te llevamos en el corazón – Bailando, Enrique Iglesias

San Lorenzo te llevamos en el corazón, no hay locura mas hermosa que ser del ciclón.

Fino al 2014 la fama canora della Gloriosa Butteler non era ancora balzata agli onori delle cronache, se non in pochi sporadici video circolati online.
Le loro gesta subirono un’impennata mediatica proprio nell’agosto di quel 2014, grazie alla prima vittoria del Ciclón in Copa Libertadores.
Durante la stagione, la calorosa curva azulgrana produsse una discreta parodia del successo di Enrique Iglesias, trasformandola nella colonna sonora della cavalcata alla coppa.

Questa canzone è un vero e proprio inno all’amore pazzo dei tifosi di Boedo verso il loro club.
La pazzia per il San Lorenzo è più volte sottolineata da termini come “locura” e “Descontrolado”, spesso ricorrenti nelle produzioni musicali dei tifosi.
A questo si aggiunge l’amore, imperituro e prezioso, da difendere anche a costo della vita, un concetto spesso e drammaticamente presente nei contesti delle hinchas argentine.

6. Vamos San Lorenzo – Duele el Corazón, Enrique Iglesias

Donde vas, siempre voy con vos,
Vayas bien o mal, a tu lado estoy,
Ciclón, nunca lo van a entender
Siempre te voy a querer.

Passiamo a canzoni più note.
La rivisitazione di “duele el corazón” è stata forse la prima vera grande hit della Gloriosa Butteler a fare il giro del mondo.
Tema dominante qui è quello del viaggio per seguire la propria squadra del cuore. Un costante accompagnamento che i tifosi fanno, con sacrifici economici e logistici, per poter essere a lato del loro amato Ciclón.
Particolarmente interessanti sono i due ultimi versetti della strofa riportata qui sopra: nessuno può capire cosa vuol dire tifare per il San Lorenzo se non c’è dentro.
Chi non tifa non potrà mai comprendere il perché di tutti quei sacrifici e di quelle sofferenze fatte per stare dietro alla squadra. Nessuno ridarà indietro i soldi o le giornate perse ma fa niente: il San Lorenzo si amerà per sempre.

Daranno loro dei malati, ma l’unica cura è andare a sostenere la loro squadra. Su questo però ci torneremo meglio in seguito.

5. ¿Qué te pasa Quemero?

Yo se qué duele, yo se qué es feo,
pero a tu hinchada le faltan huevos

Non c’è solo amore però nelle canzoni dei Matadores.
Un altro aspetto fondamentale delle loro liriche è quello della rivalità, in particolare quella con i tifosi dell’Huracán, gli odiati vicini di casa.
Los Quemeros – i piromani – sono proprio i tifosi della squadra che fu di Menotti e Houseman, da sempre tacciati dalla Butteler di non essere abbastanza fedeli alla loro squadra.

Questi versi infatti sono un velato paragone tra l’integerrima fede della Banda de Boedo e il tifo aleatorio dei Quemeros, rei di smettere di incitare i loro giocatori quando stanno perdendo e di averli abbandonati quando sono retrocessi.
Accuse piuttosto pesanti in un contesto di tifo come quello argentino, al quale viene anche aggiunta una stoccata finale.
Consci della logica guerresca in cui si muovono, i tifosi del San Lorenzo chiudono il loro coro con l’offesa peggiore possibile verso un nemico, sottolineando in modo colorito il poco coraggio dei Quemeros quando incontrano il Ciclón.

4. Dale dale Matador – Corazón, Maluma

Por eso les pedimos qué pongan mas huevos,
así este campeonato se queda en Boedo.

Una delle ultime creazioni della Gloriosa Butteler vede un riarrangiamento delle parole del cantante colombiano Maluma.
Questo componimento differisce però parecchio rispetto a quasi tutti i temi presenti in questa classifica, sembra quasi seguire una logica opposta.
Se nella maggior parte dei cori infatti, il centro del discorso è l’ossessiva passione dei tifosi, con la squadra a fare da contorno e da fiammifero al tifo estremo, qui è esattamente il contrario.
Il tifo appare per quello che, alla fine, è: un corredo e un supporto a chi gioca, a chi deve realmente prendersi la scena.
Il protagonista è proprio la squadra, con i giocatori invitati a metterci “más huevos” e a dare sempre di più, consci della maglia che indossano.

Ironia della sorte, un coro con dentro frasi quali “Así este campeonato se queda en Boedo” o “Que la Gloriosa está de fiesta” è stato coniato in vista di una stagione che, dopo 21 giornate, vede il San Lorenzo inchiodato ad un clamoroso ultimo posto.

3. Me enfermo de locura por esta pasión – Me llamas, Piso 21

Me enfermo de locura con esta pasión,
me curo los domingos cuando estoy con vos

Tema di questo coro è la dolce malattia che affligge tutti i tifosi del San Lorenzo che assistono la loro squadra dagli spalti del Nuevo Gasómetro.
Cosa sia questa infermità è espresso bene nei due versetti qui sopra.
C’è un ribaltamento di significato sul concetto di guarigione. In teoria la cura dovrebbe essere l’allontanamento da questa passione che provoca la pazzia, in realtà l’unico modo per stare bene è stare con la propria squadra ogni volta che essa scende in campo.

Potrebbe sembrare esagerato, ma pare che per loro sia davvero così e, al di là di quello che si può pensare sulle tifoserie organizzate, è difficile non provare fascino davanti a chi è in grado di esprimere sentimenti così forti.

2. Desde que nací junto al Ciclón – Despacito, Luis Fonsi

Esta es la gloriosa Banda de Boedo,
la qué escuchan en el mundo entero 

La più famosa delle produzioni dei ragazzi di Boedo arriva ad un passo dalla vetta della nostra hit parade.
Come spesso capita alle hit di successo, qui non abbiamo temi particolari, né qualche verso degno di nota per la sua diversità, semplicemente, nel suo insieme questa canzone è perfetta per essere interpretata in uno stadio.
Il ritmo e le sonorità incalzanti rendono il coro un continuo esercizio a cantare sempre più forte, e i video della Gloriosa Butteler che lo intona farebbero venire voglia a chiunque di stare lì in mezzo a saltare.

I temi trattati sono i classici dell’amore eterno e totale verso il San Lorenzo, per il quale si è pronti a dare la via intera, e della “locura” impossibile da frenare.
Gli Hinchas azulgrana sanno di essere i migliori, consapevoli che la “Banda de Boedo” ormai la ascoltano nel mondo intero.

1. Pasaron 100 años

Pasaron 100 años que late este sentimiento quisieron privatizarte pero yo a vos no te vendo

Pasaron 100 años è la canzone più romantica e nostalgica di questa classifica.
All’interno del testo possiamo trovare molto della centenaria storia del San Lorenzo e di ciò che rappresenta per i suoi tifosi.

C’è la scongiurata paura della privatizzazione, che avrebbe tolto il club ai suoi tifosi per sempre, un secco no al calcio moderno, inaccettabile per gente come loro.
C’è la speranza immortale di una futura “Vuelta a Boedo“, il barrio originario del San Lorenzo, dal quale fu allontanato, costretto per la crisi economica a vendere alla dittatura i terreni sui quali sorgeva El Gasómetro.
C’è la passione, quella che accompagna ogni tifoso fin da bambino che ha sorretto il club nei momenti più duri, esaltandolo in quelli più felici.

E c’è infine tutto il sentimento della Butteler, Gloriosa per l’eternità, prima nella classifica dei nostri artisti preferiti.

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