Samuel Umtiti, la montagne insurmontable

La città di Yaoundé, in Camerun, sorge su un altopiano nella parte meridionale del paese: le porte della città, attraversate ogni giorno da prodotti di importazione come cacao, caffè, canna da zucchero e copra, godono della protezione naturale dei monti Mbam Minkom e Nkolodom a nord, del monte Eloumden a sud-est.

Cosa può avere in comune una modesta realtà come quella di Yaoundé con il Barcelona di Luis Enrique e la Nazionale Francese di Deschamps? Beh, anche le loro porte – ultimamente attraversate da troppi gol – hanno trovato protezione in un altopiano, posto al centro della difesa: 181 cm per 75 kg di puro dinamismo, solidità e tecnica, difensore mancino che all’occorrenza può tramutarsi in terzino sinistro: in due parole, Samuel Umtiti.

 Bonjour, Je suis Umtiti

Dalle savane e dalle boscaglie del Camerun, Samuel ancora bambino si trasferisce con la famiglia in Francia, tra les rues di Lione, dove comincia la sua carriera calcistica nel 2001 nelle giovanili della squadra di casa, l’Olympique Lyonnais. Dieci anni di crescita e lavoro nella stessa società valgono a Umtiti il pass per entrare in prima squadra, qualche convocazione in Coppa di Francia tanto per sgambettare un po’ con i compagni più anziani nel calcio professionistico. Samuel dovrà aspettare il 2012 per la sua prima occasione: per il tecnico di allora Remi Gardè le assenze in difesa sono pesanti – fuori Lovren, Cris, Bakary Kone -, ma ecco che in allenamento viene preso in considerazione questo giovane camerunese, che nel frattempo viene naturalizzato francese: fisicamente è forte, se la sa cavare anche con il pallone tra i piedi, copre bene la fascia come terzino: “Samuel, preparati, perché domenica  col Montpellier giochi come centrale, da titolare”

 Ok, adesso torna pure a fare flessioni

14 Gennaio 2012. Umtiti ricorderà questa data per sempre, poiché, a 19 anni, è sceso in campo per la prima volta in Ligue 1 col suo Lione, davanti a tutto lo  Stade des Lumières; il risultato non sorride ai padroni di casa, ma le prestazioni di Umtiti convincono Remi Gardè ad avere fiducia in lui per il futuro, un futuro in cui si registra costantemente il giovane francese nella formazione titolare, al centro della difesa dell’OL. Il periodo di declino dell’equipe di Lione trova un arresto proprio nella rivoluzione filosofico-calcistica del 2014, progetto in cui la società decide di investire sui giovani promettenti che vanno a comporre la cerchia de les enfants du pays, talenti nati o “residenti” a Lione tra i quali lo stesso Umtiti, Lacazette, Fekir e Gonalons.

E in Nazionale? Qualcuno si sarà pure accorto di lui, ragazzo che garantisce sicurezza in un reparto spesso disattento e non troppo preparato. Samuel compie tutta la trafila di U19, U20 e U21 fino ad approdare in nazionale maggiore nel 2016, in occasione degli Europei, convocato inizialmente come “panchinaro” da Didier Deschamps; già, inizialmente. Durante il torneo due compagni di reparto, Rami e Mathieu, risultano indisponibili per i quarti contro la sorpresa Islanda: di nuovo in allenamento, ad Umtiti si palesa un’altra occasione importante per dimostrare chi è; Samuel non sprecherà nemmeno questa, ottenendo quasi con prepotenza un posto da titolare anche con les Bleus al fianco di Koscielny, scavalcando Rami e Mangala: c’è ancora lui in rosa contro la Germania, ancora l’altopiano di 181 cm, invalicabile anche per i 186 cm di Thomas Muller, letteralmente annullato nel corso dei 90 minuti.

Le competizioni internazionali sono sempre risultate vere vetrine per giovani talenti: Euro 2016 ha messo in mostra tutte le doti di Umtiti, difensore veloce, tecnico e solido, che non disprezza il dribbling ma sa rimanere al proprio posto. Un profilo cosi non poteva certo farselo scappare il Barça, che con 25 milioni si è assicurato un ragazzo che potenzialmente può arrivare a valerne almeno il doppio; naturalmente i problemi dei blaugrana nelle retrovie non verranno risolti da un solo elemento (già 17 gol incassati tra campionato e coppe), ma ciò non toglie il fatto che Samuel si sia già inserito adeguatamente negli schemi di Luis Enrique, collezionando 6 presenze in Liga Santander.

Samuel Umtiti, oggi, si sente patriotticamente francese, ma non ha dimenticato le sue origini fra le savane e le boscaglie del Camerun, né tantomeno quelle montagne che proteggono e proteggeranno per sempre le porte di Yaounde, quelle montagne a cui si è ispirato da bambino, quelle montagne insormontabili a cui viene già paragonato da chi lo vede giocare….

….E da chi ha la sfortuna di essere marcato dall’altopiano Umtiti.

Per informazioni, chiedere a Dembelé.

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