Aurelio salvace l’Empoli

La vittoria del Bologna sul campo del Torino – ed, in generale, il rendimento dei rossoblu nelle ultime giornate grazie all’arrivo di Sinisa Mihajlovic – ha decisamente animato la lotta salvezza, con l’Empoli chiamato a rispondere tra le mura amiche in un match sulla carta agevole, ma che ha mostrato una volta di più tutti i pregi e i difetti della squadra toscana. Allo stesso tempo si trattava probabilmente dell’ultima occasione per Baroni e i suoi ragazzi per accorciare le distanze sulle inseguitrici: il Frosinone è adesso chiamato a compiere un vero miracolo per restare in corsa fino alla fine.

Il ritorno di Andreazzoli

La settimana dell’Empoli era iniziata con il ritorno di Aurelio Andreazzoli sulla panchina. Il tecnico che aveva riportato i toscani in Serie A con una cavalcata trionfale durante la scorsa stagione – imbattuto nelle 27 partite disputate in Serie B, miglior attacco con 88 reti segnate – era rimasto vittima del salto di categoria, raccogliendo solo 6 punti nelle prime 11 giornate. L’Empoli era rimasto fedele ai principi di gioco che ne avevano determinato il successo in serie cadetta: il 4-3-1-2 era infatti rimasto il modulo di base e l’ambizione della squadra era quella di riuscire ad imporre il proprio ritmo anche contro avversari di maggior blasone, puntando sul gioco palla a terra grazie al rombo di centrocampo dotato tecnicamente e che vedeva in Miha Zajc l’elemento ideale per inserirsi negli spazi creati dai movimenti di Caputo e La Gumina (nuovo acquisto del mercato estivo). I buoni propositi si sono però scontrati con la dura realtà e, per quanto il gioco espresso non fosse in linea con i risultati, Andreazzoli è stato il primo a farne le spese, sostituito da un tecnico dalla filosofia diametralmente opposta come Beppe Iachini.

Dopo i 10 punti raccolti nelle prime cinque giornate sulla panchina toscana, sono poi arrivati soli sei punti nelle successive dodici partite: l’impressione è che la squadra, dopo la reazione d’orgoglio mostrata successivamente al cambio di allenatore, non avesse ben assimilato i principi del 3-5-2 difensivo portati da Iachini. La decisione di vendere Zajc a stagione in corso non ha certamente aiutato: il ritorno di Andreazzoli è quindi la soluzione più immediata e logica per provare a dare l’ennesima sterzata e conquistare la salvezza. Ed i primi 90′ giocati sembrano dare ragione alla dirigenza empolese.

La gara mi ha soddisfatto e mi è piaciuta. Avevo bisogno di una risposta sotto l’aspetto della partecipazione alla gara da parte dei ragazzi. Sono rimasto meno felice del primo tempo perchè, per quanto prodotto, meritavamo di concretizzare di più

Le dichiarazioni di Andreazzoli fotografano in maniera lucida l’andamento della partita, con l’Empoli padrone del campo nel primo tempo ma incapace di sferrare il colpo del KO già durante la prima frazione di gara e poi costretto a subire la reazione d’orgoglio del Frosinone nel secondo tempo. A confermare la sinistra statistica che vede i toscani in cima alla classifica per punti persi da situazione di vantaggio.

Il tecnico ha scelto di affidarsi ancora al 3-5-2, abbandonando quindi il 4-3-1-2, probabilmente per non disorientare i propri giocatori dopo solo una settimana di allenamenti. Tuttavia, soprattutto nel primo tempo, a cambiare è soprattutto l’atteggiamento degli undici in campo: pressing alto per costringere il Frosinone al lancio lungo, possesso palla per attirare la pressione avversaria – per la verità molto blanda – e provare a sorprendere grazie ai movimenti in profondità di Krunic e Traorè. Soprattutto il giovane centrocampista (classe 2000) si è ben districato in questo sistema di gioco, alternando inserimenti centrali e scambi di posizione con l’esterno Di Lorenzo, sempre più al centro della manovra della squadra. Dall’altro lato Pajac, all’esordio da titolare in Serie A, ha garantito continue sovrapposizioni con diversi cross pericolosi, soprattutto all’altezza del primo palo. Il baricentro della squadra, secondi i dati raccolti dalla Lega Serie A, è stato di 53,91 m contro i 46,79 m degli avversari, spezzo schiacciati a protezione della propria area ed incapaci di impostare un pressing efficace sulla prima costruzione. Krunic nel primo tempo ha costantemente occupato la linea di passaggio verso la mezz’ala opposta, uscendo spesso in pressione anche sul terzo difensore centrale e sull’esterno: la pressione in avanti è stata molto organizzata grazie ai movimenti dei suoi compagni di reparto, pronti ad accorciare in avanti e costringere il Frosinone a lanci lunghi poco precisi.

Il baricentro di Frosinone ed Empoli | numerosette.eu

I difensori centrali del Frosinone si sono ritrovati spesso costretti a lanciare il pallone in avanti, nella speranza che Ciofani riuscisse a far salire la squadra. L’attaccante è riuscito spesso a colpire di testa (anche in maniera non pulita), ma senza il supporto del centrocampo le seconde palle sono state conquistate agevolmente dall’Empoli. Proprio da un recupero alto del pallone è nata l’azione che ha poi portato Farias a conquistare il calcio di rigore grazie all’ausilio del VAR.

Il recupero palla dell'Empoli | numerosette.eu

Il pressing di Bennacer su Chibsah è efficace e il suo colpo di testa trova l’attaccante brasiliano pronto ad attaccare lo spazio creato dal movimento in profondità di Caputo per attirare la difesa. Al suo ingresso in area viene toccato da Paganini in ripiegamento, portando così alla massima punizione.

La stagione di Caputo

Con il rigore realizzato ieri Francesco Caputo ha raggiunto quota tredici reti in campionato. L’attaccante classe 1987 prima di questa stagione aveva siglato una sola rete in Serie A risalente alla stagione 2010/2011 prima di affermarsi come uno dei migliori realizzatori della Serie B degli ultimi anni. Il suo rendimento è l’unica costante in una stagione di squadra caratterizzata da alti e bassi: secondo le statistiche raccolte da Understat.com Caputo è terzo per numero di Expected Goals (13,76) dietro soltanto a Fabio Quagliarella (16,86) e Cristiano Ronaldo (21,51). L’attaccante pugliese è dotato di una incredibile velocità e conosce bene le richieste del proprio allenatore: alterna movimenti in profondità e movimenti ad allargare per agevolare l’inserimento dei centrocampisti. Con Diego Farias forma una coppia molto abile nelle combinazioni palla a terra che, contro il Frosinone, hanno messo in difficoltà i difensori avversari, decisamente più lenti. In generale l’Empoli ha mostrato una buona propensione a costruire azioni offensive durante tutta la stagione: l’attacco dei toscani è il dodicesimo per reti realizzate (36) ed il decimo per Expected Goals prodotti (38,89) al contrario del Frosinone che si ritrova rispettivamente penultimo ed ultimo in queste categorie – sempre secondo i dati raccolti da Understat.com. A preoccupare è invece la tenuta difensiva, con l’Empoli all’ultimo posto per reti subite insieme al Chievo Verona (54).

Un passo dal baratro

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento

Il primo tempo del Frosinone rappresenta, suo malgrado, un riassunto dei difetti dei ragazzi guidati da Baroni adesso e da Moreno Longo nelle prime 16 giornate. In una partita da dentro-fuori i ciociari non sono andati oltre una blanda resistenza passiva, con l’unica soluzione offensiva legata alle sponde di Ciofani. In fase difensiva, Cassata provava a schermare il primo passaggio su Bennacer mentre Ciofani e Ciano provavano un timido pressing sui difensori avversari. Il tutto però senza che la squadra accompagnasse in maniera adeguata, consentendo quindi una facile circolazione del pallone una volta eluso la prima linea di pressione.

Il Frosinone nella trasferta di Empoli | numerosette.eu

Come si può vedere in questo frangente, Dell’Orco supera agevolmente il pressing di Ciofani e trova facilmente il passaggio centrale verso Farias senza che Chibsah o Maiello riescano a coprire la traiettoria. Grazie alla buona combinazione fra gli attaccanti Caputo arriverà poi a concludere dentro l’area di rigore in una delle migliori occasioni del primo tempo. Il possesso palla nella prima frazione è stato a favore dei toscani (56%) così come il numero (215 a 152) e la precisione (84% vs 78%) dei passaggi. Le poche azioni offensive del Frosinone si limitano a cross dalla trequarti con pochi uomini a riempire l’area. In fase di transizione negativa gli uomini di Baroni si sono dimostrati passivi e poco aggressivi: proprio da una di queste situazioni nasce il goal del 2-0 firmato da Pajac al minuto 37.

Nel secondo tempo, con le spalle al muro, il Frosinone ha provato sin da subito ad alzare ritmo e pressing, anche grazie al passaggio alla difesa a quattro dopo l’ingresso di Valzania per Cassata al minuto 46 per dare dinamismo ed inserimenti in un centrocampo troppo statico, mentre Paganini ha ricoperto il ruolo di mezz’ala destra. Goldaniga si è allargato andando a ricoprire la posizione di terzino destro: nonostante nasca come difensore centrale, il numero 6 si è reso protagonista di diverse discese pericolose sulla fascia. L’area, anche dopo l’ingresso di Trotta per comporre una linea offensiva di tre uomini, viene occupata meglio ed iniziano a vedersi i primi scricchiolii della difesa toscana. Il vero punto debole dell’Empoli è rappresentato dalle palle inattive: per questo motivo Andreazzoli ha scelto di difendere molto all’interno dell’area di rigore su queste situazioni invece che al limite dell’area.

Empoli e Frosinone nel secondo tempo | numerosette.eu

L’aumento del ritmo e della pressione ha portato l’Empoli ad abbassare molto il proprio baricentro, lasciando al Frosinone molta più libertà in fase di impostazione mentre, a causa del pressing avversario, la precisione dei passaggi è crollata (74%).

La pressione del Frosinone contro l'Empoli | numerosette.eu
Un esempio di pressione alta del Frosinone: circostanza mai verificatasi durante i primi 45 minuti di gioco. La difesa dell’Empoli non può far altro che spazzare.

Il tema tattico rimane la ricerca delle sponde di Ciofani ma adesso l’attaccante è molto più supportato dalla squadra e riesce ad essere maggiormente efficace. In occasione del goal del 1 a 2 i ruoli si invertono ed è Ciano a completare la sponda per il numero 9 che tira verso la porta difesa da Dragowski. Sulla respinta è proprio il nuovo entrato Valzania ad anticipare i difensori ed accorciare le distanze.

La reazione del Frosinone si limita però a lanci lunghi e cross poco pericolosi, ad accezione dell’occasione capitata sulla testa di Dionisi in pieno recupero. I ciociari sono riusciti a limitare in maniera efficace il gioco dell’Empoli, incapace di eludere il pressing aggressivo e costretti al lancio lungo, senza però creare dei veri pericoli. I fantasmi delle rimonte subite avranno sicuramente attraversato la mente dei giocatori toscani ma il Frosinone ha creato pochi presupposti per giungere alla rete del pareggio.

La lotta salvezza

Partendo dal Frosinone, si trattava probabilmente dell’ultima chiamata per il treno salvezza. Adesso la risalita si fa veramente proibitiva: gli otto punti di distanza dall’Empoli sembrano difficilmente recuperabili. Gli uomini di Baroni non sembrano avere abbastanza armi per garantirsi la permanenza in Serie A.

Al contrario, Andreazzoli potrebbe aver trovato la formula giusta per il suo Empoli. Il centrocampo a rombo, vista l’assenza di Zajc, potrebbe non essere una via percorribile: giusto puntare dunque sul 3-5-2 con un atteggiamento molto aggressivo così come mostrato nel primo tempo. Di Lorenzo e Pasqual sono tra gli esterni che più partecipano alla costruzione della manovra offensiva: secondo questo grafico elaborato da Calcio Datato (aggiornato all’8 febbraio) si scopre come il primo effettui 8,55 passaggi nella trequarti avversaria con una precisione del 68% mentre l’esterno ex Fiorentina arriva a quota 11,35 passaggi con una precisione del 63%. Di Lorenzo è anche tra i terzini che toccano più palloni all’interno dell’area avversaria (1,37 a partita), dietro solo ad Alex Sandro, Cancelo e Lirola (sempre secondo i dati raccolti da Calcio Datato): anche contro il Frosinone si è inserito spesso in area andando a chiudere sui cross dell’altro esterno Pajac. Il centrocampo composto da Traorè, Bennacer e Krunic sembra avere il giusto mix tra qualità e quantità. Il centrocampista bosniaco è bravo negli inserimenti ed è decimo per palloni toccati in area avversaria (2,13), mentre il regista algerino si sta affermando come una delle sorprese di questa stagione. Gestisce bene il ritmo ed alterna passaggi filtranti a cambi di gioco per provare a muovere le difese avversarie.

L'impatto di Bennacer sul gioco dell'Empoli | numerosette.eu
Fonte: Calcio Datato
Con queste premesse e con le reti di Ciccio Caputo, l’Empoli è pronto a lottare fino alla fine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *