Rubabandiera

Conosco un gioco, radicato nel tempo, di quelli che “una volta ci si divertiva con poco”.
Ho conosciuto un mondo, quello in cui ho scelto – spinto dalla passione che cresceva in me negli anni a dismusura – di lavorare.
Ho giocato, sono cresciuto e ho quindi lavorato, senza sapere che un giorno, in realtà, mi sarei – involontariamente – di nuovo trovato di fronte a quel gioco.

In “Ruba bandiera”, sono due le squadre a contendersi un vessillo spesso simbolicamente rappresentato anche da carta straccia, grezza, di poco valore.
Citando Federico Taddia da La Stampa “A volte vince il più veloce.  A volte vince il più scaltro. Altre ancora vince il più paziente, il più burlone o il più bravo a bluffare. Insomma, qui non vige esclusivamente la legge del più forte. Ognuno ha la sua possibilità per conquistare la bandiera e portarla, trionfante e gongolante, nel proprio territorio.”

I più “normali” avranno avuto modo di trovare alquanto strano un incipit come questo. Giusto non dar loro torto, sebbene ogni cosa abbia un proprio perchè.
Mi è capitato – e vi scrivo come mai ho voluto prima di oggi fare, da direttore e fondatore di questo progetto – di imbattermi in qualcosa che richiamasse nel nome (che non rappresenta IL problema) – parzialmente – e nella grafica – quasi totalmente – anni di duro sacrificio, mio e dei tanti stimatissimi ragazzi passati dalle parti di numerosette.
Mi è capitato di portare quindi il pensiero indietro a quegli anni ludici, leggeri, unici.
Mi è capitato di ricordare una voce urlare il proprio numero, metafora dettata dal divertimento.
Mi è capitato di ricordare la corsa, seguente, per accaparrare poi l’agognato emblema.

Non pensavo mi sarebbe mai capitato, invece, di dover prendere così seriamente posizione:
numerosette.eu nulla c’entra – in questo caso per un chiaro ed evidente concetto di anteriorità – con altri simili prodotti che in buona fede – vogliamo credergli – l’hanno fortuitamente “copiato” – ripetiamo – nel nome e nella grafica.
Due punti – quest’ultimi – che se presi singolarmente possono non arrecare danno alcuno, ma che viceversa, se combinati, si tramutano in uno sterile e confusionario mix per il lettore.

Non abbiamo mai corso – e probabilmente mai lo faremo – di fronte a versi richiamanti anche solo ad un’assonante somiglianza, nostra o nei nostri confronti.
Tra l’altro, quel gioco, non mi era mai manco andato a genio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *