Madrid alla conquista dell’Escorial

Vicino Madrid, nella Comunità Autonoma di Madrid – il cui capoluogo, guarda un po’, è Madrid, che è anche la capitale della Spagna – si trova un piccolo comune, San Lorenzo de Escorial.

Presentare così questa cittadina, come la bambola più piccola di una matrioska russa nascosta da tutte le altre, non renderebbe giustizia ad uno dei posti più visitati della penisola iberica. Come è possibile? Vedere per credere.

Ecco il motivo: Monastero reale di San Lorenzo en el Escorial
Ecco il motivo: Monastero reale di San Lorenzo de Escorial. Avete già prenotato, vero?

Questo è il Monastero dell’Escorial, capolavoro architettonico del piccolo paese costruito nella seconda metà del XVI secolo e meta di milioni di turisti ogni anno. Il 29 Maggio, però, resterà chiuso al pubblico: cancellate le prenotazioni, fissate il vostro tour per un’altra volta. Quel giorno l’Escorial sarà riservato a soli turisti spagnoli, vestiti in Blancos o Rojiblancos. Questo lo sapremo domani sera, questione di 90 minuti, forse 120, magari di una lotteria.

Fatto erigere da Filippo II, l’Escorial venne utilizzato non solo per funzioni religiose ma anche e soprattutto come residenza dei re di Spagna. L’edificio si presenta in forma quadrangolare, agli angoli quattro torrioni, ed è enorme: 2000 stanze, 16 cortili, 15 chiostri e chi più ne ha più ne metta. Sicuramente non era un posto di villeggiatura per famiglie artigiane o contadine, ecco.

La sfarzosità del Monastero ben si cela dietro la componente “sacra” del palazzo, adibito alla custodia delle salme dei re e delle personalità a lui legate. Il Panteon dell’Escorial, sotterraneo, è suddiviso in quello “de los Reyes” – dove giacciono i resti dei re – e quello “de los Infantes” – dove sono seppellite regine e altri uomini di spicco.

panteon de reyes
El Panteon de los Reyes, con 8 tombe incastonate nel muro. Manca lo spazio per i prossimi re defunti, perciò non sanno se costruire una nuova cripta. Giusto per ampliare un po’ la struttura, piccolina in effetti…

Poi c’è la questione artistica, vero e proprio vanto del monumentale edificio. La Biblioteca de Grabados conta al suo interno più di 60000 volumi e rappresentava al tempo uno dei serbatoi culturali di maggior rilievo in Europa. Nell’Escorial hanno potuto lasciare la propria firma pittori del calibro di Tiziano, Tintoretto, Van Dyck e Hieronymus Bosch. Re Filippo non badava a spese e voleva affermare il suo Paese come superpotenza nel vecchio continente. Il Monastero di San Lorenzo è stato sicuramente un mònito chiaro: la Spagna è più potente che mai.

Non è un caso dunque che questo sia uno degli edifici più rappresentativi del predominio spagnolo in Europa.

L’Escorial incarna la rottura con i canoni dell’arte e dell’architettura rinascimentale classica. E’il simbolo della Controriforma, della monarchia spagnola e del “Siglo de oro” iberico. Proprio per la bellezza della costruzione e per le caratteristiche appena citate, il Monastero d’Escorial è l’immagine della ricchezza e della potenza della Spagna in Europa. Tanto che, poco dopo, a Versailles il Re Sole decise di ampliare la storica reggia francese prendendo spunto proprio dallo stile e dalle fattezze dell’Escorial.

La grandezza, l’importanza e tutti i significati nascosti dietro questa splendida opera d’arte sembrano ripercuotersi nell’impervio globo del calcio dei nostri giorni.

La Spagna infatti sta instaurando una monarchia vera e propria nel mondo del futbol, regime questa stagione più florido che mai vista la conquista dell’ Europa League da parte del Siviglia e la finale tutta spagnola in Champions League. Oserei dire che l’Escorial è tornato a tingersi dei colori giallo e rosso della Spagna precisamente dal 2009, quando sul trono d’Europa si insediò il Barcelona dei marziani. Sembra essere iniziato un “Siglo de oro 2.0”, come dimostrano i 9 trofei in 7 anni (4 Champions e 5 Europa League) che hanno oltrepassato i Pirenei da quel momento.

In questo momento aureo per la Spagna calcistica Madrid è il punto focale dei successi. Come dimenticare la finale del 2014 a Lisbona proprio tra Real e Atletico? Lì i protagonisti annunciati erano CR7 e Diego Costa, ma a scrivere la storia furono Bale ed un super Di Maria. Godin vorrà certamente prendersi la propria rivincita.

In Coppa Campioni le merengues detengono una forte supremazia sui cugini con 4 vittorie su 6 incontri. Inoltre, i Colchoneros non hanno mai alzato al cielo la Champions, e in caso di vittoria sarebbero la 23esima squadra a farlo.

Tutto si deciderà sin dai piccoli duelli, a partire da quello in panchina. Simeone e Zidane si sono trovati di fronte una sola volta, nel derby di quest’anno vinto dall’Atletico a domicilio. Due visioni del calcio differenti: da una parte il francese si è adattato allo stile Real lasciando piena autonomia alla classe dei suoi giocatori, mettendo mano efficacemente ad un ambiente che con Benitez stava per implodere; dall’altra l’argentino, il Cholo, può fare a meno del bel gioco, dei risultati larghi, ma non dell’atletismo, della corsa e della dedizione.

Due linee di pensiero che rispecchiano i duelli principali che vedremo nel partido di domani sera. Sarà la notte di Marcelo contro Filipe Luis, due brasiliani all’opposto, uno tutto samba e fase offensiva, l’altro mesto, serio ed insuperabile in difesa. Si guarderanno in cagnesco anche Sergio Ramos e Godin, arcigni difensori col vizio dei gol pesanti: vedasi il cabezazo dell’uruguaiano (come al Camp Nou, così in finale col Real, continuando anche al mondiale contro l’Italia), ma anche quello dello spagnolo (il pareggio in extremis due anni fa è roba da Playstation).

Bruttissimi, forse anche per questo autentici muri. Godin e Ramos si sfidano nel colpo di testa, specialità della casa
Bruttissimi, forse anche per questo autentici muri. Godin e Ramos si sfidano nel colpo di testa, specialità della casa. Un po’ come la paella per la Spagna

Un altro duello annunciato è Kroos-Gabi, i due perni delle madrilene, uno abituato a ricevere palla e sventagliare a destra e a manca con un margine di errore dello 0%, l’altro avvezzo a far legna senza disdegnare le sortite offensive. L’unico duello atipico sarà tra Bale e Saul Niguez, gli unici forse intercambiabili: il primo gioca molto più in stile Atletico, vedi l’ipervelocità ideale per i contropiedi e la fase difensiva migliorata molto con Zizou – il profilo perfetto per un giocatore di Simeone -. Saul si è invece dimostrato un giocatore di alta classe, tecnica invidiabile e buon senso del gol. Quello al Bayern è da antologia.

Bale: "Nessuno dell'Atletico giocherebbe titolare nel Real"". Sicuro, Gareth?
Bale: “Nessuno dell’Atletico giocherebbe titolare nel Real”.
Sicuro, Gareth?

Poi beh, ci sono anche Torres-Benzema, Carvajal-Juanfran, Keylor Navas-Oblak. Tanto giochi di coppia, in un valzer di emozioni iniziato il 13 Aprile, quando il Real vincendo col City ha raggiunto l’Atletico già qualificato un giorno prima.

Il pellegrinaggio verso il Monastero è già partito, proprio dalla capitale, Madrid. Prima tappa: Milano. Atletico e Real se la vedranno alla “Scala del calcio”, remake del primo capitolo della saga “Finali madrilene” due anni or sono.

Stavolta a contendersi l’ingresso nella reggia ispanica ci saranno zizouisti e cholisti, due confessioni totalmente differenti, due fedi agli antipodi dell’eterna città di Madrid. I primi, vestiti in bianco, possono contare su padre Ronaldo, che già nel 2014 guidò i suoi alle porte dell’Escorial. Dall’altra parte fra’ Griezmann, il piccolo diavolo, farà di tutto per entrare nel Monastero delle meraviglie. Il destino, ovviamente, passerà per San Siro, teatro di una guerra santa senza esclusione di colpi (proibiti, cit. Simeone). Chissà stavolta quale equipo, quale popolo si prostrerà di fronte a San Lorenzo, a ricevere la benedizione per l’ennesimo trionfo iberico.

"Salirò io in cima all'Escorial"
“Salirò io in cima all’Escorial”
"Guardate, lassù, dove sto indicando: dobbiamo vincere per salire lì e osservare tutti dall'alto"
“Guardate, lassù, dove sto indicando: vinciamo e osserveremo tutti dall’alto, dal tetto d’Europa”

Solo dopo 90 minuti, forse 120, forse di più, sapremo chi potrà salire sui torrioni dell’Escorial, del simbolo del potere europeo. Di una cosa però siamo certi: Madrid, e la Spagna, regneranno anche quest’anno incontrastati.

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