Storie: Tutta colpa di Viudez (e Cardacio)

Vedere Thiago Silva al Milan è un’esperienza breve, ma intensa.  Il centrale brasiliano trascorre 3 stagioni con i rossoneri, tra il 2009 e il 2012, disputando complessivamente 119 partite e vincendo uno Scudetto e una Supercoppa Italiana.  È proprio durante questo periodo che si afferma come uno dei migliori centrali difensivi al mondo.

Nei primi 6 mesi al Milan Thiago Silva fu costretto a rimanere in tribuna. Perché? | numerosette.eu
Thiago Silva con la fascia da capitano

In realtà non sono così facili i primi mesi in rossonero, passati tra i campetti di Milanello, la tribuna di San Siro e le esibizioni in qualche amichevole in giro per il mondo.  Per circa 9 mesi il brasiliano non può disputare match ufficiali, imbrigliato in una matassa non causata da lui.  Il giocatore ha firmato il contratto, si allena regolarmente e sta più che bene dal punto di vista fisico, eppure non può mettere piede in campo.  Come è potuto accadere?

Il peccato originale

Il 30 Luglio 2008 il Milan ufficializza, attraverso un unico comunicato stampa, l’ingaggio simultaneo dei due giovani sudamericani Mathías Cardacio (classe 1987) e Tabaré Viudez (classe 1989).  Di entrambi i giocatori, a dire il vero, si sa poco o nulla, tanto che per il primo non si conosce con certezza neppure la corretta ortografia del cognome: per alcune testate è Cardacio, per altre invece Cardaccio, con la doppia “c”.  Viudez, invece, per la sua giovane età, sembra destinato principalmente a fare esperienza con la Primavera, più che a dare supporto alla prima squadra.  A garantire per entrambi è il loro procuratore Daniel Fonseca (in Italia ha incantato con le maglie di Cagliari, Napoli, Roma e Juventus) che li presenta come due giovani di sicuro avvenire.

Cardacio gioca ad alti livelli da due anni, è un centrocampista che unisce le doti fisiche e caratteriali di Gattuso  a quelle più raffinate di Pirlo.  Viudez è piccolo e scattante, come tipo di gioco può essere paragonato ad Aguero.

Viudez e Cardacio bloccarono Thiago Silva in tribuna: secondo la rivista "Forza Milan!" erano fenomeni | numerosette.eu
La rivista ufficiale “Forza Milan!” si sbilancia

Oggi leggere queste dichiarazioni non può non strapparci un sorriso, ma evidentemente Fonseca è stato molto convincente nel presentare i suoi due assistiti alla dirigenza rossonera: Galliani si lascia persuadere dalle parole del procuratore e accetta di sborsare 4,5 milioni di euro per assicurarseli entrambi.  I giocatori vengono infatti acquistati “a pacchetto” motivo per cui vengono quasi sempre citati insieme.  L’eventuale movimento di uno dei due implica che sia anche l’altro a spostarsi, come testimonia il fatto che anche la rescissione dei loro contratti, l’anno successivo, avvenga simultaneamente ed è annunciata attraverso un unico comunicato.  Alcuni sostengono, maliziosamente, che l’ingaggio del più giovane sia una sorta di “ricompensa” per il procuratore, che aveva favorito i rossoneri nella trattativa per Cardacio.  A prescindere che ciò sia vero o meno, la strategia di Fonseca e del Milan ci spinge a riflettere sulle forti influenze (cioè “poteri”) dei procuratori nel mondo del calcio, considerando anche i fatti più recenti.

I primi 6 mesi di Thiago Silva al Milan furono bloccati dalla coppia Viudez-Cardacio | numerosette.eu
Diamogli un volto

Come ben sappiamo la scommessa sui due giovani viene persa e nessuno dei due lascia un’impronta al Milan o altrove, nel corso della carriera.  In tutta la stagione Cardacio scende in campo per soli 48 minuti, di cui 13 in Serie A e 35 in Coppa Italia (e qui va anche ringraziata la Lazio, che porta in extremis la gara ai supplementari e gli consente di disputare una mezz’ora in più rispetto alle intenzioni di Ancelotti).  Per Viudez le cose vanno addirittura peggio: scende in campo soltanto per gli ultimi 7 secondi di un Milan-Atalanta, poi non rimette più piede in campo.  E le ironie si sprecano.

C’è però un aspetto che distingue la coppia Cardacio-Viudez rispetto ai vari Grimi, Mattioni, Montelongo e tanti altri Carneade passati per le file rossonere durante quegli anni: si tratta infatti di giocatori provenienti tutti dal Sud America ma dotati di un doppio passaporto, che permette loro di essere ingaggiati da squadre europee come giocatori comunitari.  Tutti, anche Cardacio.

Viudez no.

Viudez ha soltanto il passaporto uruguayo e il suo ingaggio, di dubbia utilità, va a riempire uno dei due posti riservati ai giocatori extracomunitari.  L’altro slot viene invece preso da Andrij Ševčenko, tornato tra i rossoneri a fine agosto.  Ragion per cui i tifosi del Milan, e soprattutto Thiago Silva, non potranno mai dimenticarsi della famigerata coppia Cardacio-Viudez.

Soundtrack Viudez-Cardacio:  7 Seconds (1994) Youssou N’Dour ft. Neneh Cherry

La prima stagione di Thiago Silva al Milan

La notizia dell’acquisto di Thiago Silva arriva, a sorpresa, la sera dell’11 Dicembre 2008, per una cifra che si aggira intorno ai 10 milioni di euro.  La sorpresa è dovuta a diversi fattori.  Innanzitutto per il periodo in cui viene concluso e annunciato l’affare, al di fuori delle consuete finestre di calciomercato, e anche se ai giorni nostri non si tratterebbe di un evento così infrequente, nel 2008 è ancora un fatto meno consueto.  A questo bisogna aggiungere che il Milan, già in questi anni, non è più un club molto vivace sul mercato, e la vera sorpresa è infatti il sorpasso attuato ai danni dell’Inter, che già da diverso tempo sembra avere le mani sul giocatore.  A differenza del Milan, inoltre, i cugini nerazzurri non avrebbero problemi a ingaggiare un altro giocatore extracomunitario.

Inattività forzata

Vuoi per la mediazione di Leonardo nella trattativa, vuoi per il fascino che ha il Milan nel corso di questi anni, vuoi per la presenza di brasiliani come Kakà e Ronaldinho nella rosa rossonera, fatto sta che Thiago Silva accetta di trasferirsi al Milan e, di conseguenza, di perdere metà stagione: si allena a Milanello insieme al gruppo, ma è impossibilitato a prendere parte a qualsiasi partita ufficiale.  Un modus operandi che ricorda molto quello che aveva già dovuto subire Pato durante la stagione precedente, anche se le due situazioni sono in realtà differenti.  Thiago Silva non è un ragazzo neo-maggiorenne, ha già 24 anni e ha maturato una buona esperienza in Brasile.  Fa già parte della Seleçao, con la quale ha anche disputato le partite di qualificazione al Mondiale, e dalla quale viene convocato anche a Febbraio per l’amichevole contro l’Italia, nonostante sia già in corso il suo periodo di inattività forzata.  Non avrebbe bisogno, insomma, di trascorrere quasi un anno fuori dal campo per ambientarsi al Milan (Galliani docet) senza neppure muoversi in prestito.
Ai giorni nostri questo scenario sarebbe impensabile, per diversi motivi.  Difficilmente ricapiterà di vedere un giocatore come Thiago Silva accettare 5/6 mesi di tribuna, pur di giocare in una determinata squadra.

Thiago Silva è stato capitano del Milan, del Psg e della nazionale brasiliana | numerosette.eu
Thiago Silva con la maglia della Seleçao e la fascia di capitano

 L’esordio in rossonero

È paradossale come il Milan, pur avendo a disposizione un difensore centrale che si prospetta di ottimo livello, non possa schierarlo in nessuna competizione.  Già alla prima uscita con la maglia rossonera, in una fredda amichevole di gennaio disputata ad Hannover, Thiago Silva desta un’impressione più che positiva: gioca tutti i 90 minuti, prima accanto a Senderos e poi affiancato da Hurtado (?) e mostra un’ottima qualità di gioco, oltre che una grande forma fisica.

Thiago Silva ha debuttato con il Milan, in amichevole contro l'Hannover | numerosette.eu
L’esordio di Thiago Silva contro l’Hannover

Il giorno successivo La Repubblica scrive:

Quanto alle impressioni dell’amichevole di Hannover, sono ottime per quanto riguarda Thiago Silva, alla sua prima uscita in rossonero.  Rapidità, senso dell’anticipo e della posizione, piedi buoni, il brasiliano ha tutto per diventare un difensore da Milan.

Passano due settimane e Thiago ha di nuovo l’occasione di mettersi in mostra, nell’amichevole disputata all’Ibrox Park di Glasgow e pareggiata per 2-2 contro i Rangers.  Questa volta viene affiancato prima da Senderos e poi da Darmian, che Ancelotti vedeva erroneamente come difensore centrale.   Sul brasiliano, invece, Carletto sembra già avere le idee chiare, e si rende conto di quanto sia frustrante avere a disposizione un giocatore del suo livello e non poterlo utilizzare:

Questa amichevole è stata un buon test, la squadra mi è piaciuta.  Mi è piaciuto anche Thiago Silva, un giocatore sul quale credo si possa puntare.

Tra gennaio e maggio, Thiago Silva può disputare complessivamente 5 amichevoli con il Milan, oltre alla già citata amichevole giocata con il Brasile.  Perché in questa strana stagione, nella quale l’ambiente rossonero vive:

  • l’arrivo di Ronaldinho, il quale sparisce dal radar di Ancelotti nel corso della stagione,
  • il ritorno di Ševčenko, non voluto da Carletto e impiegato pochissimo,
  • la partecipazione alla Coppa UEFA vissuta come un peso,
  • l’interminabile infortunio di Nesta, fuori uso per tutta la stagione,
  • la telenovela sul quasi-addio di Kakà a gennaio,
  • l’arrivo di Beckham che, per la sua serietà, conquista un posto da titolare a discapito di Dinho,
  • l’ultima stagione di Paolo Maldini,

si aggiungono anche, per scelta societaria, una serie di amichevoli disputate in giro per l’Europa (e non solo).  I fini sono soprattutto economici, come evidenzia ad esempio il milione di euro (abbondante) guadagnato dalla trasferta a Doha, in Qatar.  La dirigenza non si accontenta degli incassi derivanti dalla Coppa UEFA e, tra una giornata e l’altra del campionato, organizza delle amichevoli di dubbia utilità che gravano moltissimo sulle prestazioni dei giocatori rossoneri.  Thiago Silva può così approfittare di queste partite per mettersi in mostra e non perdere completamente confidenza con il terreno di gioco.

I primi 6 mesi di Thiago Silva al Milan | numerosette.eu
Statistiche di Thiago Silva nelle amichevoli giocate dal Milan

Le difficoltà del Milan nel corso della stagione

Nella stagione 2008-09 il Milan ottiene 74 punti, equamente divisi tra i due gironi, e chiude al 3° posto con un distacco di 10 punti rispetto all’Inter capolista.  I rossoneri iniziano il girone di ritorno a -6 rispetto ai nerazzurri, ma abbandonano anzitempo la corsa scudetto dopo un pareggio casalingo contro la Reggina (a pochi giorni dalla trasferta a Glasgow) e la seguente sconfitta nel derby.

Nel corso della stagione nessun reparto è esente da problemi, ma ad essere in perenne stato di emergenza è soprattutto la difesa.  A guidare il reparto è, il più delle volte, Paolo Maldini, in un’annata che sarebbe dovuta essere poco più di una passerella finale della sua straordinaria carriera e che invece lo vede quasi sempre in campo, a causa dei numerosi infortuni dei suoi compagni di reparto.  Disputa 30 partite su 38 in campionato (per un totale di 2631 minuti) e viene affiancato, a seconda dei diversi periodi, da:

  1. Favalli (23 presenze, 1922 minuti)
  2. Bonera (18 presenze, 1427 minuti)
  3. Senderos (14 presenze, 754 minuti)
  4. Kaladze (11 presenze, 894 minuti)

Maldini è per tutta l’annata il miglior difensore della squadra, ma il più delle volte i compagni di reparto non sono all’altezza, e questo causa alla squadra continue difficoltà.  Ci sarebbe anche Nesta in rosa, ma a causa del reiterarsi dei suoi problemi alla schiena è costretto a saltare tutta la stagione e appare soltanto in un breve cameo di 10 minuti all’ultima giornata di campionato.

In questa situazione Thiago Silva rappresenterebbe una manna dal cielo, se solo si potesse schierare.

Thiago Silva se…

È quasi superfluo ricordare l’importanza che ha avuto il brasiliano nelle 3 stagioni effettivamente disputate in rossonero, durante le quali si è affermato come uno dei migliori centrali d’Europa.  Basterà ricordare la splendida stagione dello Scudetto disputata al fianco di Alessandro Nesta, che il Milan chiude con 24 gol subiti (di cui soltanto 7 in tutto il girone di ritorno) oppure la parte finale della stagione successiva, saltata per infortunio, nella quale è stato sostituito inadeguatamente da Mexès.

Gli errori di programmazione commessi a inizio stagione dalla dirigenza rossonera, valutati a posteriori, sono gravissimi, e si ripercuotono sui risultati della squadra in questa stranissima annata.  È quindi lecito chiedersi cosa avrebbe portato il finale di stagione se, al posto di Favalli, Bonera, Senderos o Kaladze ci fosse stato Thiago Silva a fare coppia con Maldini.  Probabilmente non lo scudetto, vinto con largo anticipo dall’Inter, ma è plausibile che qualche punto in più i rossoneri lo avrebbero comunque portato a casa, evitando forse di ridursi all’ultima giornata per conquistare con certezza il 3° posto e l’accesso diretto alla Champions.  Ed è anche lecito chiedersi se Ancelotti avrebbe salutato il Milan a fine anno, se quella stagione si fosse chiusa in modo diverso.

 

L’ultima apparizione di Thiago Silva con il Milan, ancora capolista nella stagione 2011-12.  Allegri decide di rischiarlo nonostante avesse subìto un infortunio pochi giorni prima contro la Juventus, in Coppa Italia.  Il brasiliano esce dopo pochi minuti: salta il ritorno con il Barcellona in Champions e tutta la parte finale del campionato.

 

Post Scriptum

Mathías Cardacio dopo il Milan ha vagato tra Argentina, Messico, Brasile, Cipro, Cile, ha debuttato anche in nazionale, prima di tornare in Uruguay con il Defensor Sporting: da ieri è ufficialmente un giocatore svincolato.
Tabaré Viudez, invece, non ha mai debuttato in nazionale, ma ha diviso la sua carriera tra Uruguay (vincendo tre titoli nazionali) Messico, Cina e Argentina, dove è riuscito a vincere una Copa Libertadores con il River Plate: oggi è uno dei giocatori più esperti del Club Nacional di Montivideo, la squadra più blasonata dell’Uruguay dopo il Peñarol.

Ma nel cuore di un tifoso milanista Viudez e Cardacio saranno per sempre ricordati come coloro che obbligarono Thiago Silva a rimanere in tribuna.

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