Pedro Leon, el Bombero

Non abbiamo sbagliato a scrivere il titolo. Pedro Leon ce l’ha messa tutta quest’anno all’Eibar  per dimostrare a tutti ed a se stesso di meritarsi l’epiteto di autentico bomber, quel ruolo che dovunque andasse non riusciva mai a ricoprire al meglio, di fronte a delle aspettative che non era in grado di soddisfare e ad una carriera che stentava a decollare.

In fondo, originariamente Pedro non doveva nemmeno giocare a calcio, che considerava soltanto una sorta di hobby; lo sportivo della famiglia c’era già, il fratello Luis, che sarebbe diventato un ciclista professionista. Il futuro di Pedro sarebbe stato in caserma col padre: sarebbe diventato un bombero, un vigile del fuoco della città di Mula, cosa che voleva egli stesso. Ma il fato aveva altri progetti per lui, tra i quali togliere una “O” dal suo avvenire.

Dove non so

Da buon murciano Pedro Leon intraprende la sua avventura calcistica nelle giovanili del Real Murcia e passando dalle riserve arriva in prima squadra, che milita in Segunda Division; ma ancora per poco, perché anche grazie alle punizioni di Leon los Pimentoneros ritrovano la Primera dopo tre anni di assenza.

Un’eccessiva dose di autostima e la voglia di sperimentare le proprie capacità – oltre la possibilità di ritornare in Segunda – conducono Leon a decidere di cambiare aria uscendo dalla ristretta realtà murciana; nel 2007 viene venduto ai valenciani del Levante, con i quali invece che spiccare il volo e farsi notare è costretto ad appollaiarsi spesso in panchina. Il Levante scende in Segunda – quella Segunda che il bombero voleva evitare – e allo stesso modo scende il valore di Pedro Leon, costretto a cambiare casacca dopo un solo anno: il Real Valladolid di Mendilibar sembra la destinazione più adeguata, visto anche il forte interesse dell’allenatore nei suoi confronti. Solo 4 gol messi a segno, troppo pochi anche per un centrocampista offensivo, troppo pochi per trasformarsi.

L’anno successivo Leon inaspettatamente firma col Getafe, che la stagione precedente si era salvato solo grazie alla differenza reti ai danni del Betis; ancora più inaspettato fu l’esito della stagione 2009-2010, che vide il Getafe piazzarsi al sesto posto e qualificarsi ai preliminari di Europa League. Difficilmente i tifosi azulones dimenticheranno il fantastico tridente che permise tutto questo: Leon – Soldado – Manu del Moral, 38 gol e 22 assist totali. E mentre gli altri due approderanno a Valencia e Siviglia, sulle tracce di Pedro si fa vivo il Real Madrid di Josè Mourinho.

Falta de respecto

Questo rimane il momento più memorabile dell’avventura – poco – galactica di Leon al Real Madrid, anzi l’unico, in realtà. Il primo gol in Champions League di Leon arrivò a San Siro contro il Milan, al 94′ minuto, valido per il pareggio delle merengue: un gol “alla Inzaghi” – in una serata in cui SuperPippo segnò una doppietta – che non servì tuttavia a farsi considerare seriamente dallo Special One, che non lo ha mai fatto scendere in campo in campionato, un po’ perché aveva valide alternative, un po’ perché il rendimento in allenamento veniva ritenuto poco zelante dal portoghese. Durante un training ai rigori, Pedro tentò di beffare Casillas con un pallonetto, parato facilmente. Per tutta risposta, Mourinho si limitò a commentare “Falta de respecto, mancanza di rispetto”.

Sfumò così per Leon l’opportunità di compiere il grande salto, dimostrare di non aver fatto la cosa sbagliata scegliendo la via del bomber invece che quella del bombero. L’unica cosa da fare, era ripartire dai propri passi, ricominciare da zero con l’umiltà dell’ultimo arrivato. Tornato a Getafe come un figliol prodigo, Leon non lasciò los Azulones per le successive 5 stagioni, mettendo a segno 15 reti in 135 presenze. Il più spettacolare e significativo rimase quello contro il Malaga, inutile ma bellissimo, con il quale Pedro Leon si riconquistò l’affetto della piazza madrilena.

Mas decisivo

 

 

Il Getafe sempre più in difficoltà si arrende alla retrocessione.

Pedro si rende conto che in Segunda non ci può e non ci vuole stare: attratto dall’ambizione dell’Eibar ritrova mister Mendilibar, che nonostante la brutta esperienza di Valladolid non ha perso la stima nel giocatore. Subito titolare, a Pedro Leon tocca l’ingrato compito di non far rimpiangere l’ex Baston: detto fatto, quest’anno sono arrivati 10 gol con la maglia dell’Eibar, grazie ai quali è risultato il giocatore più decisivo dei baschi e per la prima volta si è meritato l’agognato epiteto di bomber.

Quello vero, senza “O” finale.

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