Pasquetta Cup 2018: Arrivano le squadre

A Venturo, frazione di Tavecchia, terra abitata da Nessuno, dal 14 novembre non si fa altro che parlare di questo giorno, quando il signor Damiano, di cui non si conoscono le sembianze né tanto meno la voce, ne ha dato notizia con uno striscione attaccato a un aereo giallo: PASQUETTA CUP PROSSIMAMENTE.

La prima edizione della Pasquetta Cup, da calendario cristiano cattolico, è ricaduta il 2 aprile.

Nei giorni seguenti, nei modi più inattesi e nelle ore più imprevedibili, Damiano ha delineato il regolamento: un misterioso abitante di Venturo è stato eletto come colui che avrebbe trascritto quelli che da lì in poi vennero ribattezzati i comandamenti della Pasquetta Cup. Ognuno di essi era composto da un numero, preceduto da cancelletti “#” che la più giovane ragazza di Tavecchia, tale Jovane – silfide di 12 anni, dai capelli rosa e alta 194 centimetri, condannata alla longevità – ha detto chiamarsi “hashtag” concludendo la sua spiegazione, spostando le braccia alla sua sinistra, di cui quella mancina perfettamente tesa, e quella destra piegata a metà, verso la quale ha mosso la testa, sfiorandola, per poi portarla immediatamente con sguardo fiero indietro. E quindi scomparire per sempre, sussurrando: STO.

Il Regolamento

nell’ordine in cui è stato trasmesso

 

#1 Non ci sono limiti di iscrizioni: ogni squadra che si presenterà, senza alcun preavviso, parteciperà al Torneo

#2 Le squadre sono composte da 7 giocatori, di cui 6 scenderanno in campo: è concessa una sola sostituzione a partita

#3 Le partite si svolgeranno in 2 tempi da 12 minuti ciascuno, e si giocherà su due campi in contemporanea: Campo A e Campo B

#4 Calcio d’inizio: ore 13.45 con la promessa di non aver la pretesa di digerire

#5 Condizioni climatiche: piove come sempre

#6 Luogo del Torneo: Venturo, frazione di Tavecchia, terra abitata da Nessuno

#7 Arbitri del Torneo: Pierluigi Collina nel Campo A, Massimo Busacca nel Campo B

#8 Il Torneo si disputa con un girone all’italiana, nell’arco di una giornata: il 2 aprile, giorno della Pasquetta, da cui il nome del Torneo, ovvero Pasquetta Cup

#9 I punti sono i gol di scarto con i quali si vince (es: se una squadra vince 4-0, otterrà 4 punti); in caso di punteggio pari si procederà al lancio della bistecca di 1kg: il capitano sceglie un componente della squadra che ha a disposizione un solo tiro

#10 Ogni squadra deve avere 7 giocatori di nazionalità diversa

#11 I giocatori devono almeno aver totalizzato una presenza in Serie A, e tra loro ci possono essere massimo due giocatori ancora in attività

#12 Il campo deve essere recintato, e in quel momento non occupato

#13 Le porte saranno formate da due pali; i pali saranno degli oggetti portati dalle squadre; la distanza tra un palo e l’altro sarà contato dai passi dell’arbitro; la traversa è fin dove il portiere arriva saltando

#14 Ogni schieramento in campo è consentito

#15 In campo vale tutto, con i limiti del buon senso

#16 Ogni squadra porta il proprio pallone; in ogni partita verranno, quindi, usati due palloni; ogni volta che il pallone uscirà ci sarà il cambio della sfera; ma rimarrà difficile stabilire quando il pallone uscirà

#17 Il cartellino giallo non esiste; il rosso viene estratto solo per gravi motivi

#18 Ogni squadra dovrà fare da mangiare quando non sarà impegnata in campo, per garantire la giusta dose di proteine: le verdure vanno bene, portate la carne però

#19 La squadra vincitrice otterrà un set barbecue+carbonella+100kg di carne

#20 La squadra vincitrice avrà l’obbligo di difendere il titolo nella prossima Edizione della Pasquetta Cup, in qualsiasi anno essa si svolgerà, pena un mandato d’arresto valido in tutta Venturo, frazione di Tavecchia, terra abitata da Nessuno.

Le Squadre

Il 31 marzo, quindi, alle ore 23.59 è arrivato il ventesimo e ultimo cancelletto che ha sancito la stesura totale del regolamento: allo scoccare della mezzanotte il cielo ha assunto forme indescrivibili con il vocabolario dei termini a disposizione, ma possiamo assicurarvi che il cielo è diventato all’improvviso di color ocra, mutando subito dopo in un orribile verde, e quindi rosa, magenta, azzurro, nero, viola, ancora azzurro, e poi bianco, rosso, fucsia, mentre una pioggia è incominciata a battere sulla terra abitata da Nessuno, facendo tremare qualsiasi forma di presenza all’interno di Venturo, frazione di Tavecchia. Ghigliottina?! Bum bam, grrabbbb, sbababam, ed è gooool, STO, sku sku e altri suoni simili e inverosimili hanno dato forma alle strade che presto son diventate trasparenti. Una sedia e una maglia numero 13 color viola sono state viste ascendere verso il cielo cangiante, multiforme e multicolore.

Alle ore 01.01 di questo giorno Angelo Mattinò, Matteo Brambilla, Paul De Angelis, Corrado Tesauro, muniti di penne, matite, taccuini, tablet, carbonella, un po’ di carne e tanto vino, sono giunti sopra un tandem elettrico a Venturo, frazione di Tavecchia, terra abitata da Nessuno per poterci raccontare la Pasquetta Cup. Li attendeva già Francesco Saverio Simonetti che finora vi ha descritto ciò che gli è stato consentito di vedere, perché a Venturo non tutto è concesso vedere, in base a una costituzione differente rispetto a Tavecchia.

Con nostro immenso stupore, la terra abitata da Nessuno è impercettibile, tuttavia rumorosa.
Alla ricerca di un campo che potesse essere adatto al Torneo, abbiamo girovagato per un po’ fin quando Paul non ha individuato con certezza il campo: il cielo era buio pesto, nel suo frangente più nero, quando all’improvviso una luce tonda non è comparsa salvifica: era la testa di Pierluigi Collina con maglia gialla fluo a maniche corte e pantaloncini neri, già pronto con il fischietto alla bocca sul Campo A, in posizione statuaria. Sul Campo B, Massimo Busacca veste maglia rossa a strisce bianche e maniche lunghe, con i pantaloncini neri. I due ci mandano a fanculo.

Noi, contenti, ci sediamo e iniziamo a buttar giù descrizioni mistiche, in attesa che le squadre sopraggiungano. Tranne Angelo che incomincia a correre nudo. Noi, non capiamo, e scriviamo. Subito dopo – sono le 01.10 – vediamo sopraggiungere una schiera di uomini minacciosi.

Asadores

A casa di Larrivey si mangia con asado, mate e tanti aneddoti di gioventù. I ragazzi decidono di mettere su una squadra per la Pasquetta Cup. Serve un portiere: Pizarro ha provato a chiamare Pelizzoli ma aveva da fare, l’unico che ha risposto è Pino Taglialatela. Il pallone di Larrivey è bucato: Yepes ha la brillante idea di accartocciare la carta d’alluminio dove vi era contenuta la carne, il motivo per cui sarà il capitano.

Rosa: Tagliatela, Yepes ©, Fabio Junior, Recoba, Estigarribia, Larrivey, Ivan Kaviedes
Divisa: Grembiule bianco da asado macchiato di grasso di costine di manzo
Modulo: non dichiarato, Recoba arriva solo per le ultime due partite
Pallone: pallone bucato di Larrivey con carta d’alluminio accartocciata da Yepes

Angelo, quindi, ci spiega il motivo di quella corsa: soffre di mascherofobia, e Ivan Kaviedes è noto per la sua esultanza da uomo mascherato. Porta con sé, infatti, un paio di maschere da repertorio. Angelo si riveste e ci spiega che la malattia è fugace e imprevedibile. Ora è sereno.

Ivan Kaviedes tra i protagonisti della Pasquetta Cup 2018 | Numerosette Magazine

Incominciamo a parlare con Pino Taglialatela e scambiamo qualche palleggio con i ragazzi degli Asadores, in piena non-forma, cercando di non farla cadere, fin quando Fabio Junior non spedisce il pallone lontano. Va a raccoglierlo Matteo che torna in buona compagnia.

4 e 3, 8

Alcuni giocatori ed ex giocatori di squadre italiane che hanno disputato l’Intertoto si sono riuniti: sono tutti alti, tranne Walter Gargano e il capitano Valerio Bertotto.

Rosa: Edwin Van Der Sar, Valerio Bertotto ©, Cesar, Walter Gargano, Igli Tare, Jay Bothroyd, Julio Ricardo Cruz
Divisa: completamente verde, tutti con il numero 2 sulle spalle, in onore delle presenze di Al Saadi Gheddafi in serie A
Modulo: 1-2-2, con Cruz in panchina
Pallone: Fevernova trafugato da Cesar dopo essersi imbucato alla festa per la celebrazione della vittoria brasiliana in Corea/Giappone 2002

Alle 02.02 sono già due le squadre che si sono presentate: tecnicamente il Torneo si può disputare, e noi siamo contenti di aver materiale a disposizione. Igli Tare ci domanda immediatamente se venga utilizzata la VAR. Collina, in posizione statuaria, là dove l’avevamo incontrato, fischia fortissimo: Tare si volta, Collina scuote il capo, Tare capisce, si rivolta verso noi raggiante come mai s’era potuto ammirare, ma riconosce Angelo che qualche giorno fa l’ha perculato con un pezzo sui desaparecidos della Lazio nell’era Tare. Quindi ricomincia a correre – vestito – seguito a distanza di numerosi metri da Tare. Noi, intanto, intratteniamo il nostro tempo con le due squadre che si mostrano amichevoli, ammirando il Fevernova.

Valerio Bertotto tra i protagonisti della Pasquetta Cup | Numerosette Magazine

Per nostra sorpresa non giunge nessuno per un bel po’ di tempo: Bothroyd si addormenta, e poco dopo tutti. Intorno è buio seppur il cielo azzurro. Matteo alle 6.26 si sveglia, dormono tutti, anche Tare e Angelo che sono abbracciati, ma manca Corrado. Incomincia a cercarlo, e lo trova al di fuori del campo che discute con 7 uomini, ha il tempo di sentirgli dire: cosa ci fate qui?

Qui per caso

Il luogo di ritrovo è sempre lo stesso: la casa abbandonata dell’estetista di Rubinho, eletto capitano per indiscussa leadership e carisma visibili anche solo guardandolo in volto. Come a ogni Pasquetta cercheranno di capire come hanno fatto a vincere uno scudetto; saranno accompagnati da un’equipe di esperti, tra i quali spicca per la sua testimonianza il mai dimenticato Gresko. Il denaro ricavato verrà investito nella ricerca per il riciclaggio dei rifiuti. L’obiettivo è riuscire, in un giorno ancora lontano, a fare a meno dei bidoni.

Rosa: Rubinho ©, Nelson Rivas, Oliver Kapo, Cristian Zenoni, Lampros Choutos, Gianni Guigou, Ibrahim Ba
Divisa: tricolore con alle spalle nome e numero di telefono dei loro procuratori
Modulo: non dichiarato
Pallone: fatto a calco sui capelli di Abel Xavier

Incominciano a sorgere le prime discussioni: Valerio Bertotto e Pino Taglialatela fanno notare che Oliver Kapo e Ibrahim Ba sono entrambi francesi, ma ci pensa Cristian Zenoni a risolvere la questione: Kapo rappresenterà in questo torneo la Costa d’Avorio, mentre Ba il Senegal, avendo entrambi la doppia cittadinanza. Tutti accettano. Estigarribia chiede a Larrivey spiegazioni più tecniche, ma l’argentino dice che l’esperto in materia è Recoba, che arriverà più tardi. Forse.

Rubinho tra i protagonisti della Pasquetta Cup 2018 | Numerosette Magazine

Intanto una stampella di legno strapiomba sulla testa di Paul. Tutti accorrono, tranne Collina e Busacca, fermi a piedi paralleli al centro del campo. Subito dopo un’altra stampella di legno sfiora Yepes che urla la puta madre. Si voltano tutti, alle 10 del mattino compare Kuffour.

Swarovki F.C.

Infortuni fisici e fragilità mentali: si sentono tutti a casa, accomunati da una cattiva sorte che, insieme, si può superare. Se il fisico e la testa reggono.

Rosa: Eduardo, Nesta, Kuffour, Redondo, O’Neill, Ronaldo Luis Nazario de Lima ©, Michu
Divisa: biancoviola, bande verticali. Slim fit, si strappa facilmente.
Modulo: 2-2-1 con Michu in panchina
Pallone: Roteiro, Euro 2004. Come l’ultima volta in cui erano perfettamente sani ed equilibrati.

Gli animi sono surriscaldati, Yepes vuole menare Kuffour. Taglialatela tira fuori la pastiera, Ronaldo apre il tavolino: Kuffour sorride, Yepes desiste. È l’ora della colazione, e noi ne approfittiamo.

Kuffour tra i protagonisti della Pasquetta Cup 2018 | Numerosette Magazine

Con immensa nostra sorpresa sono le 12.15 e si sono presentate solo 4 squadre. Ma la cosa più stupefacente è la totale assenza di pubblico a Venturo, frazione di Tavecchia, terra abitata da Nessuno in cui dal 14 novembre non si fa altro che parlare della Pasquetta Cup.

Il cielo si apre limpido, per la prima volta possiamo ammirare il campo. Un verde fosforescente e un manto erboso perfetto: non ci sono porte, non ci sono linee bianche, il recinto è composto da tessuti metallici che continuano a comparire e scomparire, brillando nel loro argento, oltre a noi non c’è nessuno. Ora capiamo il motivo di alcune regole. Ad esempio, le posizioni statuarie di Collina e Busacca ci indicano che quello è il centro dei rispettivi campi, A e B dove si svolgerà il Torneo. I due non si muoveranno da lì, come ci annunciano, prima di mandarci di nuovo a quel paese, che tutti ora identifichiamo nel nome di Tavecchia.

Ore 12.45, meno un’ora dall’inizio del torneo.
Una voce, proveniente da chissà quali casse portatili, annuncia in autotune l’arrivo di una nuova squadra che ha l’obiettivo di mandare in pace per raggiungere la pace spirituale. Il punto è che non arrivano. L’attesa è febbricitante, Francesco sviene e rinsavisce nel giro di 7 secondi: ore 13.15.

Amen

Uomini incazzati camminano incazzati a dorso nudo, pantaloncini neri, calzettoni bianchi fino alle ginocchia, con nastri blu. Materazzi al centro è quello più avanzato; ai suoi fianchi si riconoscono Lucio a destra, e Cordoba a sinistra; all’estrema destra la chioma di Sorin è riconoscibile; mentre all’estrema sinistra avvistiamo le casse portatili da dove proviene musica peruviana, selezionata direttamente Juan Manuel Vargas. Ne mancano due: i cinque si aprono e compare Montero. Ne manca solo uno che – nella loro tradizione – lo annunciano: il suo nome è Nakata, che ha accettato l’invito di Materazzi in onore dei tempi del Perugia.

Ore 13.39: Nakata annuncia a Materazzi tramite whatsapp che non potrà arrivare, ma si è preoccupato di inviare un suo amico fidato, incaricato di portare il pallone. A pochi minuti dall’inizio del Torneo la squadra rischia non partecipare. Ma dal nulla – tutti attoniti – appare un ragazzone, ormai omaccione, dai capelli neri e la carnagione olivastra. Ha la maglia n.9 e i risvolti alle spalle: è Kojiro Hyuga, cioè Mark Lenders, ex Juventus e Reggiana. Gli Amen sono pronti: si schiereranno con un 0-5-0-1, in panchina si siede Montero per il momento. Mark Lenders appoggia la palla medica sull’erba. Piove a dirotto.

Rosa: Materazzi ©, Lucio, Cordoba, Sorin, Juan Manuel Vargas, Montero, Nakata (sostituito da Kojiro Hyuga, cioè Mark Lenders)
Divisa: a dorso nudo, pantaloncini neri, calzettoni bianchi fino alle ginocchia con nastri blu; Mark Lenders con la maglia blu n.9 e i risvolti sulla spalla
Modulo: 0-5-0-1 con Montero che parte dalla panchina
Pallone: palla medica portata da Mark Lenders

Mark Lenders tra i protagonisti della Pasquetta Cup 2018 | Numerosette Magazine

La Pasquetta Cup può incominciare.

 

Prosegui il racconto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *