Squadre d’annata: Panama 2018

La morte di Manuel A. Noriega chiude un capitolo nella storia di Panama; le sue figlie e i suoi parenti meritano di seppellirlo in pace.

Dal profilo twitter di Juan Carlos Varela, presidente della Repubblica di Panama

Nel 1903 Panama ottenne l’indipendenza dalla Grande Colombia, per il bene placido degli Stati Uniti che crearono l’omonimo canale su cui detennero il prezioso controllo commerciale fino al 2000. In 115 anni di storia, i panamensi hanno vissuto dal 1968 al 1989 l’epoca delle dittature Torrijos e Noriega.

Il primo, Omar Torrijos, fu colui che sancì con il presidente statunitense Carter il passaggio definitivo della gestione del canale di Panama a partire dal 2000. Il secondo, Manuel Antonio Noriega, succedette a Torrijos nel 1981, morto per un incidente aereo mai del tutto chiarito, e governò fino al 1989, anno dell’operazione Just Cause che aprì la crisi tra gli USA di Bush Senior e Panama. La guerra fu sventata dalla diplomazia della Santa Sede del Vaticano di Giovanni Paolo II che accolse la richiesta di protezione di Noriega presso il nunzio apostolico a Panama. Con un passato da informatore della CIA, nel 1987 Noriega perse, infatti, l’appoggio del governo USA, a causa del potente traffico di droga messo a cartello. L’ex dittatore – accusato in patria di crimini contro l’umanità – dopo essersi consegnato alle autorità statunitensi sconterà gli anni della sua prigionia dal 1992 al 2017 tra Francia (fino al 2011 dove fu estradato) e Panama. Rilasciato ai domiciliari nel gennaio del 2017, morirà il 29 maggio dello stesso anno per l’aggravarsi del tumore al cervello.

Dal 1990 Panama è una Repubblica Presidenziale e figura come un paese in espansione nel PIL soprattutto nell’ultimo decennio, anche se il divario tra ricchi e poveri è consistente e l’ossimoro geografico è evidente: i grattacieli della capitale Panama City – emblema dell’alta finanza – e le spiagge simil Miami fanno da contraltare al resto del Paese (poco più di 4 milioni) che vive in condizioni modeste, e alcune zone sono al limite delle baraccopoli.

Juan Carlos Varela, presidente di Panama | Numerosette Magazine
Juan Carlos Varela è il presidente della Repubblica di Panama dal 2014 con il Partito Panameñista, di collocazione centro-destra.

Il calcio a Panama

Il 2017 è un anno particolare anche per il calcio panamense. In piena lotta per un posto nel Mondiale di Russia, il 15 aprile uno dei giocatori più rappresentativi della Nazionale muore. Il centrocampista trentaquattrenne Amílcar Henríquez viene, infatti, ucciso a colpi di pistola fuori dalla sua abitazione: nella sparatoria morirà anche un passante. Le cause tuttora non sono state identificate, dalla rapina non riuscita a una regolazione di conti tra la malavita panamense. Il giocatore era tornato a giocare a Panama, dopo molti anni passati in Colombia, nell’Árabe Unido, il suo club d’esordio, nonché il più prestigioso della nazione con 15 titoli (e 7 secondi posti).

Questo è un video comparso sul profilo instagram di Román Torres in cui accenna anche alle sue umili origini e degli insegnamenti inculcati dal padre. Los Canaleros avranno da quel giorno in Amílcar Henríquez un motivo in più per tentare l’impresa.

Qualche mese dopo, il 10 ottobre 2017, Román Torres sfonda la porta di Pamberton e permette a Panama di battere 2-1 la già qualificata Costa Rica. Il pareggio avvenuto grazie a un gol fantasma di Gabriel Torres, la contestuale vittoria di Honduras sul Messico già qualificato, e la sconfitta suicida degli USA in casa dell’ultimo Trinidad e Tobago, consegnano a Panama un’insperata qualificazione al Mondiale, che favorisce ad alimentare il concetto di karma. Nel 2014 gli Stati Uniti, infatti, sconfissero Panama per 3-2 nell’ultima giornata segnando 2 gol negli ultimi 2 minuti di recupero, e negando una vittoria che avrebbe consentito al Panama di scavalcare il Messico e giocarsi la qualificazione ai Play Off per i Mondiali Brasiliani.

Il giorno dopo la vittoria contro Costa Rica, l’11 ottobre, il presidente Juan Carlos Varela dichiara festa nazionale: tutti i negozi chiudono, le foto di Román Torres sono ovunque, gli sponsor fanno a gara, e basta vedere il suo profilo instagram o twitter. Il difensore con il vizio del gol è il nuovo eroe nazionale al pari di Roberto Durán, il peso leggero del pugilato più forte del XXI secolo, Rod Carew tra i migliori giocatori di baseball di sempre, e Irving Saladino, il saltatore in lungo che sconfisse Andrew Howe a Osaka nel Mondiale del 2007 e replicò l’oro a Pechino 2008.

Festa nazionale a Panama per la qualificazione al Mondiale | Numerosette Magazine

Flash Back.

Panama prima dei Mondiali

Il calcio a Panama nasce agli inizi del 1900, ma non appassiona almeno fino agli anni ’70 lasciando spazio al Baseball, lo sport Nazionale, e al pugilato. Per molti anni il giocatore più importante è stato l’attaccante Luis Ernesto Tapia, detto Cascarita, che giocò principalmente nel campionato del El Salvador: debuttò in Nazionale a soli 17 anni e venne definito Pelé da América Central dai quotidiani locali proprio dopo le amichevoli contro il Santos di Pelé, il suo idolo.

Luis Ernesto Tapia, il primo giocatore forte di Panama con Pelè | Numerosette Magazine

Gli anni ’70, come abbiamo visto, sono gli anni della dittatura Torrijos, ma anche il periodo del primo, modesto, arrivo di investitori stranieri e della contestuale nascita di studi legali per gestire le aziende offshore che saliranno alla ribalta nel 2016 con i Panama Papers. Tra questi imprenditori stranieri (nulla a che vedere con le aziende offshore) c’è Giancarlo Gronchi, toscano nato nel 1930, imprenditore di moda, girovago del Sudamerica dagli anni ’60 e insediatosi a Panama con la famiglia negli anni ‘70. Tifoso della Juventus, alla base della nascita moderna del calcio panamense c’è proprio lui, che nel 1984 fondò il Tauro Fútbol Club con colori sociali bianco e nero. Oggi la presidenza del Tauro è ancora nelle mani della famiglia Gronchi, grazie al figlio Gianpaolo, ed è la seconda squadra più titolata di Panama con 12 titoli, alle spalle dell’Árabe Unido.

Nel 1987 lo stesso Gronchi contribuì alla nascita dell’ ANAPROF, la lega nazionale professionistica di calcio a Panama che si costituì ufficialmente il 13 gennaio 1988. Nonostante il grave periodo di crisi monetaria, per l’isolamento economico messo in atto dalla politica statunitense nell’ultimo periodo della dittatura Noriega, il calcio panamense incomincia a migliorare. O meglio, gli allenamenti tendono a essere più costanti, l’attrezzatura è minima ma c’è, quasi tutti indossano delle scarpette da futbol, i palloni sono più di uno, e il campo di allenamento non è necessariamente quello da baseball. I trasporti scarseggiano.

Il merito va soprattutto all’educatore e allenatore inglese Gary Stempel che negli anni ’90 portò con sé l’impronta del calcio e della cultura organizzativa europea: fondò e diresse l’accademia Proyecto 2000, dal quale nascerà il Chepo FC, un club professionistico oggi scomparso, ma che fece debuttare Román Torres.

Gli anni ’90 sono, quindi, il primo periodo in cui Panama riesce a esportare i propri talenti migliori in Europa: è il caso di Dely Valdés, il più noto calciatore panamense che giocò in Uruguay al Nacional, in Italia al Cagliari, in Francia al PSG, e in Spagna al Real Oviedo e al Malaga; è il caso di Rommel Fernández, il primo giocatore panamense a impressionare in Europa, che morì il 6 maggio 1993 all’età di 27 anni, in seguito a un incidente stradale ad Albacete, città della squadra in cui militava. Giocò anche nel Valencia e soprattutto nel Tenerife. Molti panamensi simpatizzano, infatti, per El Tete che veniva trasmesso sulle reti nazionali. E proprio a Rommel Fernández è dedicato lo Stadio da 32.000 posti che ospita le partite della Nazionale all’interno della cittadella sportiva dedicata a Irving Saladino, e in cui Panama ha costruito buona parte della sua qualificazione per Russia 2018.

Panama-Costa Rica, stadio Rommel Fernandez | Numerosette Magazine
Tifosi panamensi durante Panama-Costa Rica

Panama ai Mondiali

Nell’ultimo quindicennio la Nazionale di Panama ha visto i propri sforzi ripagati.

Nella Gold Cup (il torneo continentale del centro America) Panama ha collezionato due 2° posti (2005 e 2013) due 3° (2011 e 2015) un 5° posto (2017), un 6° (2007) e un 7° (2009); sempre nel 2009 si è imposto ai rigori sul Costa Rica vincendo la Coppa Centroamericana (dove non partecipano USA e Messico) anche se con solo due reti all’attivo (e tre subite).

In questi 15 anni i commissari tecnici José Eugenio Hernández, Alexandre Guimarães, Gary Stempel e Dely Valdés hanno puntato sui prodotti calcistici nati all’inizio degli anni ’80 e cresciuti nella fase embrionale dello sviluppo calcistico panamense degli anni ’90. Giocatori su cui Hernán Darío Gómez, dal 2014, ha cimentato la propria Nazionale, per riscattare la qualificazione mancata per pochi minuti ai Mondiali brasiliani.

Il tecnico ecuadoregno che aveva già guidato la Colombia al Mondiale nel 1998 e l’Ecuador nel 2002 (era nel girone con l’Italia) ha ereditato 10 anni di programmazione più o meno organizzata, con l’obiettivo di portare a compimento la generazione fin qui migliore del calcio panamense. La strada scelta è stata semplice: non rivoluzionare nulla e puntare sull’ossatura costruita nell’ultima decade.

Hernan Dario Gomez, allenatore del Panama | Numerosette Magazine
Se andate a vedere le convocazioni, prima del Mondiale i giocatori panamensi, insieme, avevano già collezionato in Nazionale 1346 presenze. Una media di 58.5 partite a testa (tra le più alte) a fronte di una media età di 28.4 (nella norma).

Superata, dunque, facilmente la prima fase a gironi con Costa Rica, Haiti e Giamaica, Panama è passata alla seconda fase con Costa Rica, Messico, USA, Honduras e Trinidad e Tobago. La qualificazione incredibile è arrivata per merito dei risultati ottenuti in casa, dove Panama non è stata mai sconfitta: tre pareggi consecutivi contro Messico (0-0), USA (1-1 in rimonta) e Honduras (2-2 in rimonta con gol al 90’ di Román Torres) e due vittorie nelle ultime due giornate contro Trinidad (3-0) e Costa Rica (2-1 in rimonta con gol all’ 88’ di Román Torres). Fuori casa è arrivata solo una vittoria, ai fini della classifica più che mai decisiva, contro l’Honduras alla prima giornata con il gol di Fidel Escobar.

I protagonisti

Fidel Escobar, oltre ad avere il nome più bello del Mondiale, si è imposto come uno dei prospetti più interessanti della selezione panamense soprattutto per la sua combattività. Di proprietà dello Sporting SM (società panamense), classe ’95, ha già giocato nella seconda squadra dello Sporting Lisbona e al New York Red Bulls, il cui contratto è in scadenza a dicembre 2018. Al centro della difesa, in coppia con Román Torres, verrà ricordato soprattutto per le botte che lecitamente si è concesso con Lukaku al debutto. I due, entrambi cristiani cattolici credenti, a fine match pregheranno in ginocchio in mezzo al campo, uno a pochi metri dall’altro. L’immagine ha fatto il giro del mondo.

Fidel Escobar e Lukaku pregano dopo Belgio-Panama | Numerosette Magazine
Panama è una nazione molto religiosa. Oltre il 90% si dichiara cristiano praticante, oltre il 70% professa il cattolicesimo.

Compagno di squadra di Escobar è Michael Murillo: il terzino destro nato nel 1996, come molti giocatori ai Mondiali, ha sofferto della sindrome del capello biondo platino; eppure con le sue cavalcate continue, abbinate a un’ottima tecnica di base, ha ben figurato, sfiorando il clamoroso gol del pareggio contro il Belgio. Ma davanti al suo cammino ha trovato un Courtois impeccabile.

L’assist delizioso sulla corsa di Murillo è stato messo a referto da Yoel Bárcenas. L’ala sinistra ha agito principalmente a destra, affermandosi come il giocatore più tecnico tra i Los Canaleros. Di proprietà dell’Oviedo, gioca in Messico al Club Tijuana.

A sinistra Bárcenas ha lasciato agire principalmente José Luis Rodríguez, uno dei 5 giocatori a giocare in Europa, nella seconda squadra del Gent. Prima del Mondiale aveva totalizzato solo 2 presenze in Nazionale, oggi sono 5. Il debutto è arrivato il 18 giugno, ovvero il giorno prima del suo ventesimo compleanno. Nella partita contro la Tunisia, al 33’ ha portato Panama per la prima volta in vantaggio a un Mondiale con un tiro da fuori area su assist di Román Torres, ovviamente . Per la FIFA, però, la deviazione Yassine Meriah è decisiva: autogol. È stato, comunque, un ottimo Mondiale per il giocatore nato nel 1998, il più giovane della selezione panamense, nonché uno dei più giovani di Russia 2018.

Compagno di squadra di Rodríguez al Gent II è Ricardo Ávila, classe ’97 che ha debuttato contro l’Inghilterra, firmando l’assist, e giocato per 90 minuti contro la Tunisia.

Erick Davis è il terzo giocatore a militare in Europa, precisamente nel FK DAC 1904 Dunajská Streda, squadra del massimo campionato slovacco. Il terzino sinistro è stato il primo giocatore panamense a essere ammonito a un Mondiale.

Il Panama ha subito 11 reti (6 solo con l’Inghilterra, perdendo con il maggior scarto a Russia 2018) che le sono valse la peggior difesa dei Mondiali. Poche responsabilità sono da additare al portiere. Jaime Penedo con un passaggio inosservato al Cagliari (2005/2006) difende da due stagioni i pali della Dinamo Bucarest, come riserva. L’estremo difensore si era presentato ai Mondiali forte delle sue 133 presenze.

Jaime Penede vs Sterling in Panama-Inghilterra | Numerosette Magazine

L’altro giocatore a militare in Europa è Ismael Díaz che nelle ultime due annate si è diviso tra le seconde squadre di Porto e Deportivo La Coruña, ben figurando. L’attaccante sinistro, nato nel 1997 e cresciuto nel Tauro di Gronchi, in Russia ha indossato la maglia numero 10 e ha giocato una manciata di minuti contro il Belgio.

Il Bolillo Gómez durante il torneo ha prediletto un 4-2-3-1 piuttosto mascherato contro Belgio e Inghilterra, e un 4-1-4-1 nella gara contro la Tunisia. Prima del match contro il Belgio ha dichiarato che se il Panama fosse riuscito a passare il turno si sarebbe scolato una bottiglia di vodka tutto d’un fiato. Il piano conservativo, tuttavia, non poteva funzionare per la notevole discrepanza tecnica con gli avversari e ha finito per isolare l’attaccante centrale. I due bomber storici dei Los Canaleros con 43 reti a testa, Blas Pérez (37 anni) e Luis Tejada (36 anni), pur alternandosi sono rimasti all’asciutto; così come Gabriel Torres (30 anni) l’attaccante che milita in Chile. I tre, tuttavia, sono risultati fondamentali nelle Qualificazioni con 5 reti.

Sempre presente in mezzo al campo, la guida più spirituale che dinamica di Gabriel Gómez. Il trentaquattrenne ha confermato la sua leadership toccando quota 147 presenze con Los Canaleros: il calciatore più presente di sempre per Panama.

A dare dinamicità, invece, ci ha pensato Anibal Godoy che, in una sfida tutta interna con Fidel Escobar, si gioca il titolo di miglior nome del Mondiale. Ma se la fisionomia tradisce Fidel Escobar, quella di Anibal Godoy è perfettamente quella che ci si aspetta da un ragazzo nato negli anni ’90 e che si chiama Anibal Godoy. Vince, tuttavia, Fidel Escobar.

Panama al Mondiale | Numerosette Magazine
In mezzo al campo non ridevano mai.

Prima del Mondiale erano 6 i giocatori panamensi ad aver toccato 100 presenze in Nazionale. Oggi sono 7 con Armando Cooper. Il trequartista dell’Universidad de Chile è stato titolare contro Belgio e Inghilterra, e molto probabilmente sarà il prossimo capitano del Panama.

Le partite del Panama sono state trasmesse sulla RPC TV, uno degli storici canali televisivi che dal 1996 trasmette tutte le partite dei Los Canaleros. David Samudio e Miguel Angel Remón sono stati i due narratori principali dell’avventura panamense e durante l’inno, al debutto contro il Belgio, sono scoppiati in un pianto dirompente.

Anche Román Torres si è commosso durante il primo inno. Il difensore centrale, in forza ai Seattle Sounders, è stato il leader carismatico della Selezione. Un autentico cagnaccio con la fascia da capitano stretta al braccio, il numero 5 sulla schiena, e i rasta in testa. Anche se le sue prestazioni sono sempre state condite da sbavature difensive vistose, Torres è diventato l’uomo immagine del Panama: presente in prima fila in ogni accenno di discussione, ha ringhiato contro arbitri, compagni, avversari, ha lottato su ogni pallone vagante, anche nella sua zona di non competenza, sfiorando in qualche circostanza la rete, sganciandosi dalla linea difensiva sui calci piazzati (e non solo) proprio come faceva durante le qualificazioni, di cui è stato capocannoniere per Panama con 3 reti. Difensore con il vizio del gol, il suo primo mentore è stato l’inglese Gary Stempel che lo portò nella sua accademia Proyecto 2000 a 15 anni. Più precisamente, glielo portarono degli amici. Quando Stempel chiese ai ragazzi dell’accademia quale ruolo preferissero, Torres alzò la mano per fare il difensore. Mentì, perché si sentiva attaccante. Ma c’era troppa concorrenza.

Panama vs Tunisia | Numerosette Magazine

In occasione del secondo gol dell’Inghilterra, i giocatori del Panama hanno ribattuto velocemente dal centrocampo e sono partiti all’arrembaggio contro Pickford. Mentre tutti i difensori inglesi esultavano, i panamensi hanno provato a segnare. Da giorni, infatti, circolavano una serie di fake news anche su alcune testate importanti che parlavano di una strana regola secondo cui la squadra che ha subito gol potesse riprendere il gioco quando volesse. L’egiziano Gehad Grisha interrompe i sogni di gloria panamensi, e di Torres che era stato ovviamente il primo a fiondarsi nel contropiede più folle della storia recente del futbol.

La stessa Inghilterra, in Semifinale contra la Croazia, ci proverà.

La gloria per Panama arriverà nel secondo tempo. Al 69’ minuto, il capitano storico Felipe Baloy con la maglia numero 23 prende il posto di Gabriel Gómez. A 37 anni è il terzo giocatore più vecchio a scendere in campo a un Mondiale (il più vecchio sarà qualche giorno più tardi il portiere egiziano El Hadary a 45 anni che parerà anche un rigore). Al minuto 78 in spaccata, Baloy, trova il gol del definitivo 6-1. È la prima rete del Panama al Mondiale, sugli spalti si festeggia come se valesse la vittoria, per le strade di Panama è un’autentica marea rossa.

Altri giocatori della rosa: Harold Cummings, José Calderón, Adolfo Machado, Valentín Pimentel, Abdiel Arroyo, Luis Ovalle, Álex Rodríguez Ledezma.

Risultati conseguiti: 0-3 vs Belgio (18 giugno), 1-6 vs Inghilterra (24 giugno), 1-2 vs Tunisia (28 giugno)

Panama dopo i Mondiali

Appena terminata l’avventura in Russia, il commissario tecnico Hernán Darío Gómez ha lasciato l’incarico per accettare nuovamente la panchina del suo Ecuador. Hanno dato addio alla Nazionale anche i giocatori storici: Gabriel Gómez, Jaime Penedo, Blas Pérez, Román Torres, Luis Tejada e Felipe Baloy.

Panama ha dimostrato, tuttavia, di poter aumentare il proprio bacino e migliorare un potenziale che deriva anche dalla genetica: i panamensi del 2018 sono, infatti, un incrocio di più popolazioni radicato nel tempo. Troviamo molti discendenti di origine jamaicana, quindi africana, europea, nord americana, asiatica e solo il 5% è nativo da popolazioni panamensi.

Un mix che si riflette sull’atletismo innato dei propri calciatori, e che deve essere amalgamato a una cultura calcistica crescente e sempre più organizzata, ma non ancora in grado di valorizzare appieno il proprio campionato. L’amore dei panamensi per il calcio si riversa soprattutto per i Los Canaleros, il campionato locale è poco seguito e sugli spalti non è scontato vedere 1000 spettatori. I campionati di riferimento, infatti, permangono quello colombiano e quello statunitense dove si sviluppano i migliori talenti panamensi.

Tifosi del Panama | Numerosette Magazine

Il futuro commissario tecnico avrà il compito di effettuare il prossimo step: dare un’identità tecnica a una selezione che può già godere di alcuni elementi giovani che si stanno formando tra Belgio, Spagna e Portogallo.

La crescita del calcio a Panama passerà dalla qualificazione al Mondiale 2022 in Qatar e soprattutto al Mondiale 2026 in cui il compito potrebbe essere più agevole visto l’ampliamento e 2 o 3 posti da assegnare al Centroamerica, oltre a Canada, Messico e USA che saranno i paesi ospitanti.

Se Panama riuscirà nel suo intento, potremmo assistere a una nuova tradizione calcistica come lo è diventata, da quelle parti, il Costa Rica. E andando indietro nel tempo, scaveremo tra i nostri ricordi e ci ricorderemo del Panama ai Mondiali del 2018 in Russia. Una squadra d’annata.

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