Pagelle Bianconere

Tutto è iniziato quell’11 Settembre 2011, lo Juventus Stadium inaugurato con un 4-1 al Parma. Il primo scudetto, quello del gol di Muntari e delle zero sconfitte in campionato, l’addio di Del Piero, il secondo scudetto, la 10 a Tevez, il record di punti, ben 102, il terzo scudetto e la fine dell’era Conte. L’inizio di quella di Allegri, accolto come un traditore ma capace di migliorare una squadra già di per sé imbattibile: e allora quarto scudetto, Champions sfiorata, la 10 a Pogba, quinto scudetto.

E poi, come nessuno mai, è arrivato anche il sesto consecutivo. Senza apparente fatica, con la 10 senza padrone, ma con una squadra inarrestabile. Capace di centrare per il terzo anno di fila la doppietta Coppa/Campionato, e che potrebbe centrare una tripletta dalle grandi orecchia.

E allora, prima che tutto si concluda, al di là dell’epilogo che potrà solo amplificare positivamente le nostre e le vostre sensazioni, abbiamo deciso di metterci nei panni scomodi dei professori, e ci siamo divertiti a dare dei voti: il risultato è un pagellone, il cui compito è stato più arduo del previsto.

Le pagelle di numerosette

procederemo per reparti, in ordine non sempre alfabetico

La difesa

La Juventus è la settima squadra in Europa a subire meno tiri nello specchio (9.2 a partita, la migliore è il City, che però ha subito quasi il doppio dei goal) Bonucci è il miglior difensore in Europa per passaggi lunghi completati (7.5 a partita, parimenti a Mascherano) Alex Sandro si è affermato de facto come il miglior terzino sinistro d’Italia (il migliore in Europa per key passes, 1.8 a partita) e per Dani Alves non ci sono statistiche che reggano.

Portieri

Emil Audero 6 politico  Aggregato come terzo portiere della squadra, il ragazzino italo-indonesiano, di cui si parla molto bene, ha preso le veci di Rubinho, e non è mai sceso in campo quest’anno. Ma ha potuto allenarsi con uno dei portieri più forti al mondo.

Gianluigi Buffon 8.5  Se dovessimo dedicargli un film sceglieremmo The Revenant – Il Redivivo. Un po’ come Di Caprio in quel film, San Gigi non sembra voler arretrare di un passo. Gli anni passano, le sue voci sul suo futuro fuori dal campo si fanno sempre più intense, ma lui di smettere non sembra proprio averne voglia. Nonostante i 39 anni compiuti. Un’altra stagione pazzesca, dove nonostante il campionato stradominato dai bianconeri è riuscito a dare un contributo importante. Decisivo sopratutto in Champions, come quando a Monaco ha fermato quel ragazzino di Mbappè, nato esattamente vent’anni dopo di lui, con un intervento clamoroso, quasi divino. Alla sua stagione e alla sua incredibile carriera manca ancora un grande e fondamentale punto interrogativo: quello di Cardiff.

Norberto Neto 6.5  Quest’anno Allegri lo ha promosso portiere di Coppa Italia, e gli ha concesso più minutaggio in Campionato, sopratutto in vista delle partite prima della Champions League. Anche se qualche sbavatura l’ha tralasciata, non ha di certo sfigurato.

Difensori

Kwadwo Asamoah 6.5  Ha risalito alcune gerarchie dopo due anni turbolenti di infortuni, arretrando il proprio baricentro d’azione e diventando di fatto una valida alternativa ad Alex Sandro, con 23 presenze stagionali (le stesse sommando le precedenti due).

Andrea Barzagli 7  Il nuovo modulo varato da Allegri non lo aiuta a giocare con la regolarità degli scorsi anni e anche il peso degli anni si fa sentire. Rimane comunque il pilastro della BBC sempre pronto a dare il suo apporto di esperienza e personalità. E poi provatelo a spostare.

Medhi Benatia 5.5  Doveva essere un grande acquisto, ma così non è stato. Ha trovato poco spazio in questa Juventus non riuscendosi a confermare quello visto a Udine e a Roma. È stato riscattato, ma forse verrà ceduto a fine stagione. Nel caso un mordi e fuggi di premi, ma avaro di soddisfazioni personali.

Leonardo Bonucci 8  Il leader tecnico del pacchetto difensivo bianconero. Nonostante un piccolo screzio con Allegri, rimane un giocatore insostituibile sia per il suo carisma sia per le sue doti, anche sotto porta, come testimonia la finale di Coppa Italia. Sono infatti cinque i gol segnati, per ora, in questa stagione.

Giorgio Chiellini 7.5  Il cagnaccio della difesa, implacabile nella marcatura a uomo e impossibile da saltare. Dopo la laurea in Business Administration, si laurea anche campione d’Italia per la sesta volta consecutiva. Un dottore con i tacchetti di ferro.

Dani Alves 8  Questo voto se lo guadagna per un finale di stagione in cui è stato decisivo, tornando sui livelli di Barcellona. Corre sulla fascia, da esterno basso o alto, e regala assist al bacio per i suoi compagni. La sua esperienza ha portato un qualcosa in più a una squadra che, a livello internazionale, ha vinto relativamente poco. Lo davano per bollito…

Paolo de Ceglie s.v.  Che potrebbe anche significare svincolato. In ogni caso, chiedere a Gabigol.

Stephan Lichtsteiner 6.5  Doveva lasciare e invece è rimasto dimostrando di essere un vero professionista. Gioca meno, viene escluso nella prima parte di stagione dalla lista Champions, ma si conferma con il tempo un perno fondamentale. Insieme a Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini e Marchisio è colui che ha vinto tutti e sei gli scudetti consecutivi.

Federico Mattiello 6 di incoraggiamento  Per la serie di gravi infortuni che ha subito da due anni a questa parte.

Daniele Rugani 6.5  L’arrivo di Benatia sembrava relegarlo a ultima scelta, e invece a inizio anno si è fatto trovare pronto, sostituendo a turno qualche membro della BBC, segnando anche qualche gol, che non guasta mai. Purtroppo alcuni problemi fisici lo hanno penalizzato, l’ultimo addirittura gli ha compromesso la stagione. Il futuro è suo.

Alex Sandro 7.5  Ottima stagione quella del terzino brasiliano che dimostra di valere i soldi con i quali lo hanno acquistato. Un moto perpetuo sulla corsia sinistra, abbina quantità e qualità al servizio dei compagni. Vive un momento di calo fisiologico, ma si riprende giusto in tempo per la volata finale. Ah, a fine stagione pare che gli facciano il tagliando.

 

Il centrocampo

Sami Khedira 8.5  Seconda stagione tra le fila piemontesi. Da grande campione (del mondo, tra l’altro) non delude le aspettative: alterna il fisico possente ai piedi buoni, è decisivo con alcuni gol, ma soprattutto con la sua presenza incombente in mezzo al campo. Le 44 presenze raccolte fino ad ora (suo record personale) testimoniano uno stato di forma straripante e solido che non aveva mai vissuto.

Mario Lemina 6.5  Tra una serie di equivoci, su ruolo, potenzialità, e maturità, dopo il ritorno dalla Coppa d’Africa (con la 10 del Gabon) l’ex Marsiglia ha saputo ritagliarsi un ruolo soprattutto da subentrato, e a Cardiff potrebbe tornare utile.

Rolando Mandragora 6 tra il politico e l’incoraggiamento  Dopo il ritorno in campo oltre un anno per l’infortunio al metatarso, proprio contro la sua ex Genoa. Ora guida, da capitano, la spedizione Under 20 che domani si gioca il passaggio del turno contro il Giappone.

Claudio Marchisio 7  Il Principino è rimasto a lungo fuori dai campi per la rottura del crociato anteriore. Ma è tornato alla carica, diventando la prima alternativa a Pjanic e Khedira, dimostrandosi intelligente ad accettare il nuovo ruolo all’interno della squadra.

Miralem Pjanic 7.5  Il bosniaco arriva a Torino con la smania di vincere, non lo nasconde in nessuna intervista, ma ci mette un po’ a entrare nei meccanismi di Allegri: il cambio di modulo sembra sfavorirlo, e invece è proprio da quel momento che la sua stagione svolta. Come quella della Juventus, confermando la propria centralità.

Tomas Rincon 6.5  El General arriva a gennaio e non fa fatica a immedesimarsi nella mentalità Juve. Allegri lo usa soprattutto a gara in corso, ma in finale di Coppa Italia, complice le assenze nel reparto, il titolare è lui insieme a Marchisio. La gara non sarà positivissima, ma il suo sporco contributo l’ha dato. Soprattutto portando la bandiera del Venuzuela sul podio della premiazione.

Stefano Sturaro 6.5  Quando le doti da pugile (tipicamente all’italiana) incontrano quelle di calciatore nasce Sturaro.

*** i prossimi giocatori che leggerete sono due attaccanti, che abbiamo deciso di inserire qui per isolare il quartetto magico ***

 

Marko Pjaca 6  Tra infortuni e problemi di ambientamento, il ragazzo di Zagabria sta crescendo e parecchio. Aspettiamoci grandi cose in futuro.

Moise Kean 7  Che dire, classe 2000, potremmo fermarci qui. Anzi, lo facciamo perché ci fa sentire vecchio. Il voto che può sembrare alto se lo guadagna anche per la diatriba che ha scatenato su twitter dopo esser stato il primo zerozero a debuttare tra i primi cinque campionati europei.

Ci penserà poi Pietro Pellegri del Genoa un mese dopo.

 

L’attacco

Higuaín ha segnato 32 goal. Dybala 18 con 8 assist, Mandzukic 9 e 8, Cuadrado 3 e 9. Sono statistiche grezze, ma che bastano a pesare l’importanza di questi quattro giocatori sulle fasi difensive avversarie.

Insieme alla retroguardia, è stato il vero punto di forza di questa Juventus: Mandzukic sulla sinistra ha arato come un trattore, rivelandosi prezioso nei lanci lunghi e le sponde (10° in Serie A con più duelli aerei vinti: 80, 2.7 a partita) Cuadrado a destra è stato una marcia in più (1.6 dribbling a partita, 1.5 passaggi chiave) Dybala e Higuain…beh, una bella coppia.

 

Juan Cuadrado 7.5  Il bolide con cui ha abbattuto l’Inter è il momento più alto della sua stagione. Il colombiano è diventato indispensabile come unico esterno di ruolo e il suo contributo, pur se meno appariscente rispetto a quello dei colleghi di reparto, è stato altrettanto fondamentale. Tra un doppio passo e qualche “tuffo” di troppo, il leasing che lo ha riportato a vestire bianconero è senza dubbio stato un affare.

Mario Mandzukic 8  Ogni giorno un terzino in Serie A si sveglia e sa che sarà picchiato da Mario Mandzukic. La nuova collocazione tattica dell’attaccante croato ne ha esaltato le doti di corsa e sacrificio, tanto da farne il vero e proprio simbolo di una Juventus affamata e operaia, nonostante la superiorità sulle rivali. Le reti segnate rimangono poche (7 in 33 presenze) ma nessuno si sognerebbe di toglierlo dal campo. Il goal scudetto contro il Crotone è la ciliegina sulla torta.

Paulo Dybala 8.5  Parlare di un Dybala in calo solo pensando al numero di reti inferiore rispetto all’anno scorso è l’errore più comune. L’argentino è semplicemente insostituibile e la qualità delle sue giocate lascia sempre a bocca aperta, anche arretrando il suo baricentro. I due mesi di “crisi” della Juventus sono casualmente coincisi con il suo infortunio. Palla al piede si può parlare a pieno titolo di poesia in movimento.

Gonzalo Higuain 9  Doveva essere l’uomo decisivo, e così è stato. Più che il numero di reti, bisogna guardare ai momenti e alle circostanze in cui sono arrivati: i goal decisivi contro Fiorentina, Napoli, Torino (2 volte) e Roma hanno fortemente indirizzato la lotta per lo scudetto, senza considerare le partite contro le “piccole” sbloccate grazie alle sue prodezze. El Pipita logora chi non ce l’ha.

L’allenatore

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Massimiliano Allegri 9.5  Il sesto scudetto di fila passa anche attraverso la rivoluzione attuata dall’allenatore livornese all’inizio del girone di ritorno, che gli ha permesso di far crescere la squadra sia dal punto di vista tattico che da quello mentale. Ora può iniziare a sognare una tripletta che sarebbe storica, considerando la terza doppietta consecutiva Campionato+Coppa Nazionale. Cardiff, permettendo.

 

Pagelle Bianconere, a cura di: Francesco Lorenzo Antonino, Andrea Brescia, Lorenzo Carosio, Federico Dondi, Fabrizio Lo Cicero, Marco Pisciotta, Francesco Scaglia, Francesco Saverio Simonetti

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