Pari e patta anche fra i pali

Quando la differenza la fanno i portieri, significa che pareggiare potrebbe essere la giusta punizione, se così la si può chiamare. Un pareggio che al Barcellona fa piuttosto comodo e che rende orgoglioso l’Atletico, ora a solo una lunghezza dagli acerrimi rivali del Real Madrid. La partita di sabato sera ha dato chiari segnali in chiave europea: il Barça ha un allenatore attento e meticoloso, in grado di cambiare molto bene le carte in tavola; i Colchoneros sono cambiati poco o nulla e hanno un centrocampista totale in più, che risponde al nome di Saùl.

Gesto “Atletico”

Vuoi per la forza del Wanda Metropolitano, il nuovo, modernissimo e fantastico stadio dei “Materassai”, vuoi per qualche scelta tattica di difficile comprensione, vuoi per un Messi stanco e galvanizzato dalla tripletta in Nazionale, il Barcellona ha giocato un primo tempo attendista, disattento e superficiale. Contro un Atletico travolgente, un Griezmann acceso e finalmente, con un Ter Stegen fenomenale.

Ter Stegen blocca l'Atletico | numerosette.eu
El Pulpo Ter Stegen: uno dei protagonisti del Barça ieri sera

Il portiere tedesco ha salvato in due occasioni il Barça, prima con le mani e poi con i piedi, dimostrando una volta per tutte quanto siano sopra la media i suoi riflessi; non è riuscito, però, ad imporsi sul tiro perfetto di Saùl al ventesimo: il centrocampista spagnolo riceve da Carrasco e in men che non si dica se la porta sul destro e fa partire un missile a giro che fa esplodere i tifosi dell’Atleti.

Saul MVP dell'Atletico | numerosette.eu
Saúl Ñíguez, un suo golazo ha portato in vantaggio l’Atleti

Il Barça è frastornato dalla grande intensità del Madrid, non riesce a ragionare e patisce la poca mobilità di André Gomes schierato come esterno sinistro d’attacco: il portoghese non ha i movimenti ed è troppo lento a dialogare con Messi e Suarez, che di fronte a loro trovano un muro biancorosso attento e scrupoloso. L’argentino si intestardisce troppo e sbatte contro le porte avversarie, mentre El Conejo è isolato e nervoso. Ci sono tutti i presupposti per un affondo decisivo dell’Atletico nella seconda metà di gioco.

La mossa

Valverde intravede la luce: sposta Iniesta più avanti in modo da trovarsi meglio con Suarez e il Barça reagisce. Una, due, tre occasioni non clamorose, ma che avvertono l’Atletico. Poi il segnale: un palo clamoroso di Messi su punizione, la squadra c’è e Leo sembra aver ingranato la marcia. Complice anche una comprensibile stanchezza da parte della squadra di Simeone, i blaugrana affondano e impegnano Oblak due volte che risponde presente in impeccabile maniera.

Oblak, muro dell'Atletico | numerosette,eu

Perchè nessuno mi considera mai? Semicit. Jan Oblak

Due eccellenti portieri, questo è il più importante segnale arrivato da questo match. Ter Stegen, il fenomeno tedesco che il mondo si è dimenticato e Jan Oblak, che nessuno mai considera ma certamente fa parte dei primi cinque portieri del mondo. E poi, dopo la seconda mossa decisiva di Valverde, l’ingresso di Deulofeu e lo spostamento di André Gomes in una posizione più naturale, arriva il gol – meritatissimo – del Barcellona.

Suarez ammutolisce l'Atletico | numerosette.eu
¡Silencio!

Ed è un gol che sa di liberazione, che dà un segnale decisivo al campionato: il Barça è più quadrato, ma comunque sempre elegante e, soprattutto, riesce a reagire con grande personalità. Suarez schiaccia alla perfezione, facendosi strada di fisico, un cross perfetto dalla trequarti e zittisce a suo modo i sessantamila del Wanda Metropolitano. Al 92′ l’Atletico rischia anche di rovinare la partita: Griezmann si fa prendere dalla “Garra Cholista” e travolge Messi da dietro, che fortunatamente calcia la punizione fra i guantoni di Oblak.

Sentenze

L’Atletico è ancora questo: arrabbiato, scontroso e efficace. Il Barça è una bella creatura in mezzo alle polemiche: tra il caso Catalogna e il risentimento dei tifosi verso Bartomeu, Valverde, ricevuta l’onerosa eredità di Luis Enrique, sta riuscendo in un’impresa non indifferente, quella di sfruttare a pieno i giocatori arrivati da un mercato non all’altezza e quella di far giocare eccellentemente una squadra ridimensionata rispetto allo scorso anno.

Valverde in fase di studio durante Atletico-Barça | numerosette.eu
Le analisi del Maestro, Ernesto Valverde.

La Liga è ancora apertissima, ma per battere questo Barcellona – sorprendentemente maturo e organizzato – forse non serviranno né i campionissimi del Real Madrid, né la straordinaria intensità dell’Atletico. Ai posteri l’ardua sentenza.

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