Napule è Marek Hamsik

Napoli è la città più romantica d’Italia.

Napoli si innamora spesso ed è follemente gelosa di ciò che gli appartiene: Pompei, il centro storico, la mozzarella sulla pizza, San Gennaro, perfino il Vesuvio, che tanto la spaventa e tanto la sovrasta.

Napule è mille culure, è il bianco calce dei palazzi, il rosso del pomodoro, il verde del basilico; è l’azzurro del cielo che si confonde col mare, lo stesso azzurro che ricopre il San Paolo nei giorni in cui, nella città, esiste solo il calcio.

Napoli ammira chi la sa esaltare, santifica chi l’ha resa eterna, come quel volto raffigurato nella bandiera che sventola in curva ogni domenica. Per la città Diego Armando Maradona è stato o’ primmo ammore, colui che ha saputo assoggettare e condizionare un intero popolo semplicemente calciando un pallone. O’ primmo ma non l’ultimo, come diceva invece Massimo Ranieri parlando di un soldato innamorato.

In effetti i colpi di fulmine sono stati tanti negli ultimi anni. Napoli ha visto Lavezzi dribblare, Cavani segnare e Higuain demolire record; la qualità di questi tre nomi è fuori discussione ma, col passare del tempo, la loro promessa di eterna fedeltà è andata a farsi benedire: i primi due hanno scelto la Tour Eiffel, Parigi e la Ville Lumière, l’ultimo si è trasferito poco più in là, sotto la Mole.

Un giorno all’improvviso, m’innamorai di te. Ma il giorno dopo, all’improvviso, Napoli li ha rinnegati tutti. Li ha rinnegati per celebrare chi non ha mai nemmeno lontanamente pensato di andarsene, chi è rimasto a godersi la verace bellezza di Napoli e delle sue meraviglie; l’ultimo amore: Marek Hamsik.

 Amore senza fine – Pino Daniele

Hamsik è arrivato a Napoli nel 2007, dopo tre anni al Brescia in cui aveva imparato bene l’italiano ed il mestiere del centrocampista offensivo: si è presentato con la sua faccia ossuta, la sua cresta nemmeno troppo evidente, portando in dote 20 anni ed un futuro brillante come i suoi denti da purosangue.

Tutti si accorsero di avere tra le mani un gran giocatore, capace di 9 reti già nel suo primo anno in Serie A: aprì il suo cerchio azzurro con un gran gol alla Sampdoria e chiuse la prima parentesi con un devastante assolo contro il Milan. Napoli aveva trovato l’oro, nuovamente, e chissà chi se ne sarebbe impossessato di lì a poco.

hamsik

A fine stagione i tifosi erano pronti alle offerte faraoniche dei club europei, già rassegnati di veder partire quel bambinone dal sorriso perenne. Hamsik però si è dimostrato diverso dagli altri fin da subito, fin da un’intervista in cui dichiarò di pensare solo a migliorare e di avere soltanto un timore:

Paure? Per adesso paura diciamo di no, sono giovane (…) c’ho paura che non trovo lo spazio per gli inserimenti

Di uno così, se si è romantici come Napoli, ci si innamora sicuro.

E stavolta Napoli è stata fortunata perché ha trovato dall’altra parte, ad aspettarlo, un ragazzo senza pregiudizi, senza secondi fini, con un unico obiettivo: trovare quegli spazi tra le difese e far impazzire di gioia il suo stadio.

Hamsik ha mantenuto le promesse e per tre anni consecutivi è stato capocannoniere, fino a quando non sono arrivati i sudamericani a prendere in mano l’attacco partenopeo. Lo slovacco ha indossato prematuramente anche la fascia da capitano, come ad instaurare un legame indissolubile tra lui e la città: Hamsik ha sempre voluto diventare un simbolo in qualsiasi maniera. Prima ci ha provato perfezionando il taglio di capelli, infine ci è riuscito diventando il leader della squadra, dello spogliatoio, della città.

 Sai che mi piace quando muovi quella testa per seguire la musica, per trovare la carica

Hamsik ha iniziato a battere record su record, prima firmando primati di fedeltà ed infine arrivando a superare Maradona per reti segnate nel campionato italiano: adesso siamo a 100 gol in 409 partite.

Marek ha visto passare tanti grandi giocatori davanti a sé, li ha accompagnati nell’universo Napoli dove è facile far innamorare ma non è ammesso tradire. Molti lo hanno fatto ma lui no, lui è rimasto a godersi la bellezza verace della città e delle sue meraviglie.

Si è preso anche un soprannome tutto napoletano, come se quel “mare” contenuto nel suo nome non fosse mai stato una casualità. Hamsik è diventato Marekiaro, richiamo a quella località che attira innamorati ed ispira canzoni.

Marechiaro non può che essere il motivo che ha spinto Hamsik a restare a Napoli: Marek ha guardato attraverso la Fenestrella che dà sul Mediterraneo, ha assaporato l’odore del garofano che rende ancora più leggendario quell’angolo di paradiso e ha deciso che nulla poteva essere migliore di ‘na tazzulella ‘e cafè.

Hamsik ha amato sempre e solo Napoli, così come Napoli si è innamorata follemente del suo capitano. Un amore materno verso un figlio visto crescere e mai abbandonato, un amore che non conosce colpi bassi: ogni scarrafone è bello a mamma soja.

Ecco perché Napule è Marek Hamsik.

La ragione è sospesa lì, sul davanzale della Fenestrella a Marechiaro, luogo mistico che ha legato, lega e legherà per sempre Napoli ed Hamsik.

Marekiaro loves…

 Marechiaro!

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