Napoli – Juventus: considerazioni semiSERIE

Spostarla o non spostarla, questo è il problema. In realtà Shakespeare in questo caso non c’entra. Il dubbio, ben poco amletico, è quello che attanagliava i dirigenti di Sky per la contemporaneità di Napoli – Juventus e i nuovi episodi di Gomorra in programma per venerdì sera. Alla fine il colosso di Murdoch una soluzione l’ha trovata, la partita è salva e la serie pure, il dubbio è sparito. Quello che è rimasto è la fascinazione per le serie tv e l’attesa per quella che si potrebbe presentare come la partita dell’anno. Ho provato così a unire le due cose con sette paragoni seriali. È un po’ come se dessero la Serie A su Netflix. (Spoiler alert!)

 

Insigne – Jon Snow (Game of Thrones)

Jon Snow, l'Insigne di Game of Throes | numerosette.eu

Un bastardo. Un figlio della strada. Meno nobile degli altri, più piccolo, uno che ci s’immaginava destinato ad altro. E invece no, perché l’enfant prodige di Frattamaggiore, proprio come il bastardo di casa Stark, è riuscito a mettersi in una posizione di superiorità rispetto agli altri. Lui che in quel Torneo di Viareggio del 2010 sembrava troppo piccolo per quella maglia, quasi un bambino tra gli adulti, alla fine, forte della spinta del suo popolo, è diventato un pretendente al trono. Sì, perché la stagione fino ad ora spettacolare del Napoli porta tanto la sua firma e ora è chiaro a tutti che Lorenzo, partito da umile Guardiano della notte in Serie C, ha sangue di drago in corpo.

Dybala – Zeke Figuero (The Get Down)Zeke Figuero, il giovane talento di The Get Down | numerosette.eu

Il talento contro tutto e contro tutti, il genio come unico mezzo per brillare. La Joya ormai sembra predisporre di un’altra maturità, ancora non ha mostrato del tutto le sue capacità, ma la caratura del diamante è così elevata che non basta un po’ di polvere sopra per opacizzarla. Così il Gioiello inizia da Cordoba, il suo Bronx, la sua casa troppo stretta per farlo brillare. Passa per Palermo e il suo talento inizia a far girare un bel po’ di teste, come le rime di Zeke al Les Inferno. Il suo gol al Barcellona dell’aprile scorso è la sua domanda d’ammissione a Yale. Accettata. Credo sia proprio Paulo a sperare che il match finisca come la serie con il giovane rapper. Come? Ma è ovvio, con una sua poesia.

Hamsik – Bernard Lowe (Westworld)

Ciò che ha creato Sarri è, per gli amanti del calcio, a tutti gli effetti un “parco divertimenti”. Un mondo studiato in ogni minimo particolare, come in Westworld, che allo stesso modo ha bisogno che ci sia un intermediario tra il creatore e le creature.

È così che Marek Hamsik diventa il Bernard Lowe del Napoli.

Il più fedele collaboratore di Maurizio Sarri (il Robert Ford della situazione, per intenderci) rappresenta allo stesso tempo uno degli ingranaggi di quella macchina perfetta, un androide, ma è il capitano degli androidi. In questo caso non di quelli vestiti da cowboy che intrattengono i visitatori, ma di quelli in maglia azzurra che fanno cantare una città.

 

Mandzukic – Jim Hopper (Stranger Things)Jim Hopper, sceriffo di Hawkins e alter ego di Mandzukic | numerosette.eu

Irascibile, sempre nervoso, a tratti quasi violento, ma il primo a sacrificarsi per tutti gli altri se ce n’è bisogno. Non è il protagonista baciato dal talento o con doti particolari, ma la determinazione del neanche troppo comprimario Mario Mandzukic è sempre fondamentale nello scacchiere tattico di Massimiliano Allegri. Così come è la determinazione nel voler scoprire la verità che porta Jim Hopper nelle gallerie sotto Hawkins infestate da demo-cani, momento che fa da chiave di volta nella serie. Lo sguardo sempre truce nasconde un giocatore disposto a tutto per difendere i compagni. Assente Higuain c’è da scoprire chi sarà l’Eleven della situazione. Ma chi sarà lì accanto lo sappiamo già.

 

Sarri – Jack Shepard/ John Locke (Lost)John Locke e Jack Shepard: fede e scienza, come Maurizio Sarri | numerosette.eu

Fede, in un sistema capace di esaltare il singolo nel collettivo. Scienza, dei dogmi precisi sui quali questo sistema è costruito. Il Napoli di Sarri è basato su questa dicotomia, sull’applicazione di principi ben delineati e studiati nei quali si crede, anche quando sembrano non funzionare (vedi partita d’andata con il Manchester City). Il tecnico toscano così racchiude le caratteristiche di due dei principali personaggi di Lost, ma se tra Jack e John queste erano cause di scontro, nel sistema del Napoli si coniugano alla perfezione. Così anche ai giocatori stessi è richiesta una convinzione estrema nello sposare il progetto di gioco e una comprensione accurata dei suoi dettami. È questo a tenere, al contrario dell’Oceanic 815, l’equipaggio azzurro perfettamente in rotta.

 

Allegri – Holden Ford (Mindhunter)

Campioni e serial killers, poco in comune tra di loro se non un narcisismo spropositato. Riuscire ad inquadrarne la personalità e comprenderne i meccanismi può aiutare a risolvere i casi. O a vincere i campionati. Lo sa bene Max Allegri che, come il detective “psicologo” della nuova serie di Netflix fa con i criminali, è riuscito a costruirsi una solida fama di tecnico esperto nel gestire i grandi campioni. Sapendo che soprattutto le partite importanti si vincono spesso danzando sui nervi, siamo ancor più curiosi di vedere come preparerà Napoli – Juve. Chissà che dopo gli allenamenti non si fermi ad interrogare e analizzare i suoi giocatori. Registri pure mister Allegri, vedremo in campo se il caso è risolto.

 

Stadio San Paolo – Twin Peaks (Twin Peaks)

È il teatro di tutte le nostre vicende, dove gli intrighi prendono forma. Sede di tensioni, paure, speranze. Siamo lì a guardare aspettando che succeda qualcosa, cercando l’ennesimo colpo di scena, pur non sapendo che solo le sue mura e la sua erba sanno la verità di quello che succede. Alcuni protagonisti li amiamo, altri li odiamo, ma la scena è sempre lì. È il San Paolo e Napoli – Juventus sarà solo l’ennesima puntata di una serie bellissima.

Twin Peaks: misteri, intrighi e colpi di scena. Come il San Paolo | numerosette.eu

Una puntata di 90 minuti, 22 protagonisti in campo e due registi l’uno contro l’altro in panchina. Niente effetti speciali o ritocchi in post-produzione, è solo Napoli – Juventus, episodio speciale della nostra serie preferita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *