Sfida ad alta quota

L’ultimo turno di Serie A ci ha lasciato in eredità due squadre sole al comando: Napoli e Inter. Domani, manco a farlo apposta, l’algoritmo di fine agosto ce le ha messe contro.

Dentro l’incontro

In questa nostra analisi procederò con un confronto per ruoli uno contro uno: i due allenatori, i due portieri e un giocatore a squadra per ogni reparto della formazione, eleggendo quelli che finora si sono dimostrati i più in forma e che domani sera lasceranno con tutta probabilità il proprio segno sul big match del San Paolo.

Gli azzurri di Sarri sono primi a punteggio pieno. Il successo a Roma e la contestuale vittoria della Lazio in trasferta contro la Juventus non hanno fatto altro che incrementarne il primato in solitaria, già conquistato dai partenopei nella giornata precedente alla sosta per le nazionali.
I nerazzurri di Spalletti distano appena due punti (persi al Dall’Ara nel pari col Bologna) ma arrivano al San Paolo galvanizzati dalla vittoria all’ultimo minuto nel derby di Milano.

Sarri vs Spalletti

Le prime otto gare di campionato di Napoli e Inter hanno visto emergere la mano degli allenatori.

Molti indicano questo come l’anno della consacrazione del Napoli di Sarri. Non ce ne vogliano i nostri scaramantici amici partenopei, ma riportiamo il pensiero comune ai più. I due mesi passati dall’inizio della stagione confermano tale sensazione: il Napoli è maturo. Lo dice il gioco, lo dicono a maggior ragione i numeri. Maurizio Sarri ha fatto del Napoli la sua macchina perfetta. A giocare sono quasi sempre gli stessi non perché Sarri faccia favoritismi, bensì perché chi gioca lo fa da tre anni nella stessa maniera e la fase di rodaggio è ormai passata da un bel pezzo. Martedì, a Manchester, soltanto un primo tempo cestinato e poca cattiveria sotto porta hanno impedito a Sarri di strappare punti sul campo del maestro Guardiola; perché, nel secondo tempo, il Napoli ha fatto il Napoli: solido dietro e fluido (termine a dir poco riduttivo) dalla mediana in su. Sarri, in quanto alla creazione di un marchio di fabbrica riconosciuto a livello internazionale, ha già vinto.

Maurizio Sarri, allenatore del Napoli | numerosette.eu

L’Inter di Luciano Spalletti, se non ancora bellissima da veder giocare, è la formazione più cinica del campionato. Basti pensare al derby di domenica scorsa: nel momento in cui il Milan stava esprimendo la migliore forma di sé, Icardi ha prontamente sedato gli animi dei rossoneri; e questo è successo due volte durante l’arco del secondo tempo. Quella nel derby non è stata l’unica vittoria di misura della compagine nerazzurra, ma le grandi squadre devono imparare a vincere anche in maniera sporca, soffrendo, e Spalletti è diventato un maestro in situazioni del genere. L’identità del 4-2-3-1 spallettiano non è ancora emersa del tutto…figuriamoci nel momento in cui verrà troveta la quadratura del cerchio. Intanto i nerazzurri si accontentano di essere imbattuti. E Spalletti se la gode.

Luciano Spalletti, allenatore dell'Inter, se la gode mentre pensa al Napoli | numerosette.eu

Reina vs Handanovic

Sabato scorso i tifosi della Roma hanno avuto la più classica delle sensazioni di déjà vu quando Pepe Reina ha miracolosamente allontanato dalla propria porta, esattamente come l’anno scorso, il pallone del pareggio giallorosso. Sono lontane le lacrime di agosto, quando Pepe sembrava destinato al PSG. Ma ora, più che mai, il portiere spagnolo è consapevole che le gioie e i dolori azzurri passano per le proprie parate, le quali stanno diventando più rare (per i meriti della difesa) e soprattutto decisive. Non ha la fascia, ma Reina è un capitano.

Altrettanto decisivo è senz’altro Samir Handanovic. Se l’Inter è la miglior difesa del campionato (assieme proprio al Napoli) è anche merito suo. Lo sloveno restituisce a compagni, avversari e tifosi una sicurezza che ha del glaciale. Quando tutto sembra perduto, ci pensa lui ad aggiustare le cose. Può sembrare meno leader di quanto non sia il suo dirimpettaio napoletano, ma è una sensazione che non gli rende il giusto merito di trascinatore delle sorti nerazzurre.

Ghoulam vs D’Ambrosio

Il loro scontro, soprattutto fisico, su quella fascia sarà una delle chiavi dell’incontro.

Martedì l’algerino, con un’azione personale degna dei suoi colleghi d’attacco, si è guadagnato il rigore che ha permesso al Napoli di riaccendere gli ultimi venti minuti della sfida col City. Ghoulam non è nuovo a giocate del genere: Sarri gli sta concedendo molte responsabilità tra cui il tiro da fuori, la sovrapposizione quando Insigne si accentra, il cross a uscire per gli inserimenti di Hamsik. Se la catena di sinistra del Napoli funziona così bene nelle due fasi, è anche perché Faouzi Ghoulam è in stato di grazia.

D’Ambrosio porta punti. Per dare senso a questa sentenza basti pensare a chi si è procurato il rigore che ha portato al successo nel derby oppure a chi ha siglato il definitivo 1-0 al Genoa, sempre allo scadere. Il terzino destro nerazzurro si è preso il posto da titolare nella nuova Inter di Spalletti, che a lui infatti non rinuncia mai. Ordinato in difesa e puntuale nel supportare Candreva in fase d’attacco, Danilo D’Ambrosio si è riguadagnato appieno la fiducia dei tifosi dell’Inter, messa in discussione durante le ultime travagliate stagioni.

Danilo D'Ambrosio, terzino nerazzurro, è nato proprio a Napoli | numerosette.eu
Il goal dell’1-0 al Genoa

Jorginho vs Vecino

Un’altra sliding door sarà l’incontro spesso ravvicinato degli uomini chiave in mezzo al campo: una leadership italo-sudamericana.

Dalla linea mediana in avanti il gioco di Napoli e Inter si distingue di netto. Se i partenopei giocano a tre coprendo tutto il campo grazie ai continui movimenti congiunti di Hamsik e Mertens, i nerazzurri mettono due mediani al servizio di Borja Valero e del tridente d’attacco. I centrocampisti più in forma delle rispettive formazioni sono Jorginho e Vecino. Il brasiliano naturalizzato italiano sta facendo di tutto per soddisfare le richieste di Sarri e convincere Ventura a inserirlo nelle rotazioni della Nazionale. Le redini dello spettacolare gioco sarriano sono affidate alla sua testa e ai suoi piedi. Ci pensa lui a mandare Hamsik e Allan in missione d’inserimento dietro le linee nemiche o a fornire a Insigne e, più raramente, a Callejon, i palloni da servire al folletto belga là davanti. È Jorginho il metronomo del Napoli di Sarri.

Jorginho, metronomo del Napoli | numerosette.eu
Il metronomo azzurro

Matias Vecino è probabilmente l’acquisto più azzeccato della campagna acquisti nerazzurra. Nonostante sia Borja Valero l’uomo per cui passa il maggior numero di palloni, è all’uruguayo che Spalletti ha affidato il compito di spaccare il centrocampo con giocate e inserimenti personali. Due su tutte sono emblematiche in questo inizio di stagione: il goal alla Roma, in cui molti erano sicuri che ad aver segnato fosse stato Icardi visto il tipo di movimento, e la dirompente azione contro il Milan, conclusa con un geniale passaggio dettato da una lucidità fuori dal comune. Mancavano cinque minuti allo scadere. È spesso in ballottaggio con altri centrocampisti, ma alla fine Spalletti difficilmente rinuncia al suo talento misto.

Mertens vs Icardi

E il talento dei fuoriclasse a rompere schemi ed equilibri.

Nonostante lo stato di grazia di Insigne, il seppur lieve infortunio riportato martedì sera a Manchester rischia di tenerlo fuori sabato contro l’Inter, perciò inevitabilmente ci troviamo a dover analizzare il duello tra due bomber che più diversi non potrebbero essere: Mertens e Icardi. Il ruolo del già citato folletto belga è parte integrante del gioco di Sarri: se Milik fosse stato più fortunato, il Napoli oggi sarebbe qualcosa di completamente differente. Definire Dries Mertens falso nueve ne riduce le potenzialità, visto che parliamo di un calciatore che ha segnato più di quaranta reti nell’ultimo anno solare. Il suo continuo movimento tra le linee per poi scattare in profondità è una spina nel fianco per qualsiasi difesa avversaria. Per di più, segna in tutti i modi…

Dries Mertens, il folletto belga del Napoli | numerosette.eu
Il folletto belga

Concludiamo con Mauro Icardi, che viene da una tripletta decisiva nel derby di Milano. Lasciarlo libero di muoversi in area di rigore è un suicidio: chiedere a Bonucci e compagni per conferma. Se Mertens è un fenomeno nell’attaccare la profondità, Icardi è un animale nell’avventarsi sul pallone, che irrimediabilmente va a gonfiare la rete avversaria. Maurito è il capitano dell’Inter, ma la sua controversa situazione contrattuale di un anno e mezzo fa stava per portarlo proporio al San Paolo. Chissà quanti goal avrebbero potuto combinare assieme Mertens e Icardi…

Mauro Icardi, capitano dell'Inter, ad una passo dal Napoli qualche tempo fa | numerosette.eu
L’esultanza alla Messi dopo la tripletta nel derby

 

Domani sera ce li godremo uno contro l’altro, ognuno intento a fare ciò che sanno fare meglio, segnare, per difendere o conquistare lo stesso obiettivo: il primo posto. In caso di successo del Napoli, gli azzurri di Sarri allungherebbero a +5 sull’Inter e, con tutta probabilità, su Juventus e Lazio, attese da impegni sulla carta agevoli rispettivamente contro Udinese e Cagliari; se a invece dovesse essere l’Inter di Spalletti, la vetta della classifica di Serie A si tingerebbe di nero e d’azzurro. Quel che è certo è che assisteremo a una partita e a un campionato degni della gloriosa tradizione del calcio italiano.

Lasciatecelo dire: era ora.

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