Napoli Dolcenera

Il tragico inizio di settimana che ha scosso la nostra Italia avrebbe potuto avere forti ripercussioni anche sulla Serie A, tornata nel suo massimo splendore nel freddo sabato di un novembre amaro. Mentre nella capitale i ragazzi di Di Francesco colorano Roma a tinte giallorosse grazie alla vittoria contro la Lazio, 200 chilometri più a sud le note di Life is Life cominciano a scaldare un San Paolo vestito a festa per far tremare le gambe al Milan, giunto a Napoli con la voglia di tornare grande nella stagione che avrebbe dovuto vederlo come protagonista indiscusso.

“Nera che porta via che porta via la via […] Nera di malasorte che ammazza e passa oltre”

La missione di Montella però non va a buon fine: lui, nato proprio a pochi chilometri dal cuore calcistico partenopeo, ritorna nella gelida Milano con in mano un pugno di promesse e sogni infranti, con quel sorriso tragico che sempre più spesso lo accompagna nel post partita. Certo, contro un Napoli così c’è davvero poco da fare, ma gli azzurri ieri non sono stati di certo impeccabili, sopratutto in un secondo tempo che rischiava di trasformare una notte di festa in una debacle. Enigmatica ed avvolta da un velo di magica poesia, la partita di sabato fra Napoli e Milan sembra essere uscita direttamente dalla matita dell’immortale Fabrizio De Andrè che, con molta probabilità, ci avrebbe concesso l’onore di analizzare gli intensi 90′ affidandoci alle sue nobili parole.

Quello che non ho

“Quello che non ho sono le tue pistole 
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole”

Quello che non ha Vincenzo Montella sono le armi per poter affrontare alla pari un Napoli così stupefacente: il Milan si presenta al San Paolo con un 3-4-2-1 molto compatto e puntando soprattutto sul possesso palla, per tenere cautamente i ritmi bassi ed impedire ai partenopei di fare ciò che in questa stagione gli riesce maledettamente bene. Nonostante i principi su cui si basano i rossoneri non siano del tutto sbagliati -d’altronde se si chiudessero tutti gli spazi, i meccanismi azzurri potrebbero andare facilmente in tilt- è la scelta degli interpreti a lasciare interdetti tifosi ed addetti ai lavori. Stupisce soprattutto la scelta di Montella di abbassare almeno per la prima fase di gioco Fabio Borini -di ruolo attaccante- fino alla zona difensiva, affidandogli l’arduo compito di trattenere le folate di uno come Insigne. Il disastro è presto fatto: Lorenzo “il Magnifico” sfodera tutto il suo immenso talento, facendo perdere la testa ai difensori rossoneri e riuscendo a siglare la rete del momentaneo 1-0 con una perfetta imbucata sull’assist di Jorginho, un uno-due che sarebbe stato provvidenziale anche per “quegli altri azzurri”, quelli della nostra Nazionale, i cui tifosi e giocatori a gran voce avevano invocato l’ingresso in campo dell’esterno napoletano, inspiegabilmente ignorato da un Ventura a cui probabilmente ieri avranno fischiato le orecchie.

Insigne decisivo almeno nel Napoli | numerosette.eu
Baci, ma non per un tale CT…

A sorprendere però non sono le azioni del Napoli, forse prevedibili ma comunque di grande effetto, quanto lo sconfortante dato che accompagna il Milan nel primo tempo: sono infatti zero i tocchi di palla nell’area avversaria effettuati dai rossoneri durante tutta la prima frazione di gioco, una situazione in cui prima di ieri si era ritrovato soltanto lo sconsolato Benevento nelle tristi uscite proprio contro i partenopei e la Juventus.

Canzone dell’amore perduto

“Ma come fan presto, amore, ad appassire le rose 
così per noi”

Fortunatamente a perdersi non è l’amore, ma soltanto la bussola: a discapito del primo tempo infatti le meravigliose rose del giardino napoletano sembrano appassire, forse a causa della fatica o per un calo di concentrazione assolutamente non concesso, neanche contro un avversario che non ha mai fatto sporcare i guantoni di un addormentato Pepe Reina. Soltanto il lampo a ciel sereno del neo entrato Piotr Zielinski riesce a far muovere il piatto encefalogramma dei partenopei che avevano la testa già ben proiettata nella decisiva gara di Champions League in programma martedì proprio a Fuorigrotta.

Fortunatamente il 2-0 basta al Napoli che dal 77′ in poi spegne del tutto la luce, lasciando al Milan la possibilità di togliersi qualche soddisfazione: con una partita già ben delineata e la stanchezza che comincia a pesare come un macigno i rossoneri ravvivano un po’ le tristi statistiche mettendo a segno ben 4 conclusioni verso la porta azzurra e riuscendo, quasi fra lo stupore generale, a dimezzare lo svantaggio nel primo minuto di recupero con il meraviglioso tiro al volo di Alessio Romagnoli, chiamato ad indossare le vesti del goleador in assenza di compagni decisamente non all’altezza di sbloccare la situazione. I quattro minuti di recupero sono i più intensi ed accesi di tutta la partita, grazie soprattutto alla squadra di Montella che sembra intravedere la luce alla fine del tunnel con un calcio di punizione praticamente a tempo scaduto, a cui partecipa anche un disperato Gigio Donnarumma a cui sarebbe piaciuto giocare un tiro mancino ad i suoi conterranei.

Lo scherzo però non riesce ed il Milan salta sul primo aereo con l’umore nero di chi sa che anche dare il tutto per tutto non basta per uscire indenni dalla tana di un Napoli sicuramente non perfetto dal punto di vista fisico e visibilmente incapace di reggere la pressione per tutti i 90 minuti di gioco, ma che è riuscito a mettere da parte un altro importantissimo tassello per il suo processo di crescita.

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