Morto Simonetti, Viva Simonetti!

Si è spento questa notte, nella sua Bergamo, Francesco Simonetti (nella foto di copertina, l’unico con i baffi). Aveva 110 anni.

Prima bandiera storica dell’Atalanta, attaccante, centrocampista, infine terzino, a cavallo delle due Guerre Mondiali è stato il precursore non-conosciuto del calcio come lo conosciamo oggi.

L’8 maggio del 1927 fa il suo debutto tra i professionisti nella Coppa Arpinati, suggerendo al tecnico Cesare Lovati di disporsi con un 3-4-3 innovativo. A centrocampo, due in copertura e due in proposizione stretta (lui era uno dei due in proposizione) con due ali offensive. L’allenatore l’asseconda: Atalanta 8-1 Mantova, Simonetti ne mette dentro 4. Sugli spalti siede Herbert Chapman, allora tecnico dell’Arsenal. Al ritorno a Londra, Chapman incomincerà a dare forma a quell’esperimento che aveva visto, e inventa il 3-2-2-3 poi noto come WM o Chapman System.

Il 21 giugno 1931 Simonetti si rende autore di una partita incredibile a tutto campo, sfiorando più volte il gol del vantaggio contro il Bari. La rete, però, non arriva per una questione di centimetri, quei centimetri che lo hanno diviso dalla gloria eterna di portare i bergamaschi per la prima volta in A, quando si presenta sul dischetto e stampa il cuoio sul montante alto della porta difesa da Italo Zamberletti. Atalanta 0-1 Bari. Galletti in Serie A, orobici ancora nel purgatorio della B. Francesco Simonetti si tatuerà quel gol mancato sulla spalla destra, dando vita alla moda dei tatuaggi tra i calciatori.

La prestazione venne notata dall’ allora tecnico dell’Ajax Jack Reynolds. L’olandese, presente sugli spalti, fu colpito dalla duttilità di Simonetti e, con lui, di tutti i componenti della squadra, in maniera armonica e intensa. Quando tornò ad Amsterdam, Reynolds diede vita al secondo ciclo di vittorie dei lancieri, prendendo a modello la prestazione di Simonetti in quell’Atalanta-Bari. Rinus Michels, successore di Reynolds, poi coniò il termine di Calcio Totale, riadattando le idee di Reynolds. Rob Rensenbrink dichiarerà nel 1974 di essersi ispirato allo stile di gioco dell’atalantino, grazie ai video che gli fece vedere Michels nel 1964 ai tempi del DWS quando entrambi erano ancora sconosciuti.

Intanto nel 1974 Simonetti si è già ritirato dalle scene del calcio da 20 anni – tra campo e panchina, sempre con l’Atalanta – e ha avviato da un decennio una carriera politica che lo ha condotto nella camera del senato con lo schieramento della DC. Ma è proprio in quegli anni che inizia a pensare a un’Italia basata sul sistema economico federale, ricevendo le simpatie del valdostano Bruno Salvadori, aspirante leader dell’Union Valdôtaine. Dal loro incontro, avvenuto in gran segreto nell’agosto del 1979 in un agriturismo di Cassano Magnago in provincia di Varese, vengono gettate le prime basi di un movimento politico del nord. Nell’agriturismo si trovava anche Umberto Bossi che assistette al dibattito, entrando nelle grazie dei due. Nel 1989 Umberto Bossi fonderà la Lega Nord, ispirandosi alle idee di Simonetti e Salvadori.

La carriera politica di Simonetti, tuttavia, subisce una brusca interruzione il 27 Novembre del 1980. Sono passate 24 ore dal discorso solidale di Sandro Pertini nei confronti degli abitanti dell’Irpinia, colpiti da un tremendo terremoto, ancora nella Valle del Belice dopo quello del ’68. La denuncia dei soccorsi tardivi, e dei soldi stanziati e non utilizzati per le popolazioni irpine costrette a distanza di dodici anni a vivere ancora nelle baracche, tuonarono e alcuni deputati si dimisero, tra cui proprio Simonetti. Dopo molti anni si scoprì che Simonetti non aveva commesso nessun illecito ma, consapevole di ciò che stesse accadendo, si tirò fuori dai giochi.

 

Da quel momento Simonetti incominciò una vita diversa. Fece una comparsa nel 1981 nel film Ricomincio da tre che segnò il debutto come regista di Massimo Troisi. Venne, quindi, premiato come Miglior Comparsa Esordiente, in quanto unica comparsa esordiente accertata di quell’anno. Ma si allontanò subito dai riflettori della ribalta, e in vita privata divenne la principessa Anna d’Inghilterra, cavalcando tutto il giorno nelle cascine della Basa. Venne, però, scoperto un anno dopo dalla Rete 3 e decise, così, di non rilasciare più interviste in pubblico, se non a proposito del suo pensiero sulla Svizzera. Ma nessuno lo intervistò mai sulla Svizzera, e dal 1982 non si è più visto né in televisione né sui giornali.

Solo negli ultimi anni, in prossimità del centenario della sua nascita, si sono nuovamente avute sue notizie. Il 9 giugno del 2006 ha, infatti, aperto a Lecco, nel suo paese natale, la Casa di riposo calciatori, politici e attori Francesco Simonetti. Il centro è stato interamente finanziato con i soldi del vitalizio, in seguito alle sue dimissioni. Il 9 luglio successivo l’Italia avrebbe vinto il suo quarto Mondiale e il direttore della Casa, il ragioniere Adriano, ebbe un infarto sull’ultimo rigore di Grosso, dal quale è sopravvissuto mantenendo intatto il suo posto al vertice.

Nella casa di riposo vengono attualmente ospitati: Renzo Arbore, Lello Arena, Salvatore Bagni, Marco Ballotta, Marino Bartoletti, Roberto Benigni, Massimo Bonetti, Raffaella Carrà, Enzo Decaro, Lory Del Santo, Pippo Franco, Giovanni Galli, Terence Hill, Gianni Minà, Carolina Morace, Maurizio Nichetti, Alberto Paloschi, Anna Pavignano, Paola Perego, una donna dell’est, Stefania Rocca, Renato Scarpa, Luisito Suarez, Stefano Tacconi e Carlo Verdone.

Alcuni amici del suo ultimo periodo, ad esempio Verdone, lo ricordano come un uomo buono, ma che incominciava a nutrire un certo astio verso i giovani. Altri, come Luisito Suarez, gli saranno per sempre grati per il linguaggio di innovazione che ha portato sul campo verde del pallone.

Intanto una schiera di volti, più o meno noti, si è già presentata nella sua camera ardente umile, ma onesta. Spiccano i nomi di, in ordine di apparizione: Paolo Gentiloni, Carlo Tavecchio e Claudio Lotito, Antonio Percassi, Gian Piero Gasperini, Papu Gomez, Gianpaolo Bellini, Cristiano Doni, Giovanni Vavassori, Silvio Berlusconi, Renzo Bossi, Rocco Casalino, Alessandro Cavallaro, Tiziano Crudeli, Franck De Boer, Vittorio Feltri, Giuseppe Fiorello, Josep Guardiola, Luca Lotti, Roberto Maroni, Giorgia Meloni, Mario Sconcerti, Elena Santarelli e Bernardo Corradi, Belen Rodriguez e il suo futuro fidanzato, Paolo Sorrentino e Toni Servillo, Giuseppe Tornatore e Peppa Pig. Nelle prossime ore è atteso anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nella giornata di domani, alle ore 9.30 si terranno i funerali in forma privata. Poi tutti a Genova, a tifare Atalanta.

Morto Simonetti, Viva Simonetti!

Molto di quello che avete letto è liberamente tratto da Morto Troisi, Viva Troisi! (1982)

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