Mauro Icardi è Sfera Ebbasta

O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo. In alternativa puoi sempre essere Sfera Ebbasta. Deve essere questo quello che ha pensato Mauro Icardi guardando Il cavaliere oscuro di Nolan. In una narrazione sportiva che va sempre più verso il romanticismo, verso l’edulcorazione in chiave semi-epica di qualsiasi storia, l’ormai ex-capitano dell’Inter ha deciso di rimanere con i piedi nella realtà, essendo semplicemente se stesso. E cioè? Nient’altro che un ragazzo di 26 anni, incredibilmente bravo a fare il suo mestiere e che tramite questa sua abilità riesce a guadagnare una cifra molto alta di denaro. Esattamente come Sfera Ebbasta, insomma. Anche se in campi e su palcoscenici diversi. Sì, il gioco di parole era voluto e volutamente pessimo.

Mando un bacio a chi mi odia…

Se penso all’elemento che accomuna maggiormente Icardi e il rapper di Cinisello Balsamo mi viene in mente l’essere estremamente divisivi. Icardi non può piacere o non piacere. Io Icardi lo odio! Io Icardi lo amo! Non c’è una via di mezzo; l’affetto e l’antipatia per questo personaggio non riescono ad essere graduali, vengono posti sempre in maniera assolutamente netta. Questo è ovviamente accentuato tra i tifosi dell’Inter. I Nerazzurri, dopo anni tribolati da un punto di vista tecnico, stanno trovando una quadratura, mettendo insieme un gruppo di giocatori di livello attorno ai quali costruire. Su tutti, appunto, l’argentino rappresentava l’uomo copertina perfetto, nella duplice veste di leader tecnico e – fino alla rottura di cui tutti sappiamo – dello spogliatoio. Al momento dello strappo il tifoso interista si è ritrovato a dover scegliere: o con Icardi o contro Icardi. Tertium non datur. Nessuna mediazione ideologica era possibile nel cuore dei tifosi che, al momento, mostrano di non essersi ancora abituati alla conciliazione più o meno accomodante tra società e giocatore.

Icardi torna contro il Genoa e subito segna | Numerosette Magazine

Durante la lunga diatriba mediatica – che di sportivo non aveva assolutamente nulla – Mauro Icardi è stato, però, preso di mira dall’opinione pubblica come l’incarnazione del male. È stato identificato – a torto o a ragione, non spetta a me dirlo – come la personificazione di un calcio ormai malato, legato solamente ai soldi. Così è passato, seppur con minore accanimento, sotto il giogo della gogna mediatica proprio come è capitato al suo alter ego musicale. La vicenda di Sfera Ebbasta è, però, ancora più spiacevole. L’accanimento pubblico nei suoi confronti inizia dopo la tragedia avvenuta alla discoteca di Corinaldo dove era previsto un suo show. La prima fase della polemica ha visto più tentativi di affibbiare a lui – non si sa in quale modo – la responsabilità del disastro. Non riuscendo a portare avanti un’operazione del genere, ci si è concentrati sul far cadere la mannaia della censura morale sui suoi testi, facendo diventare l’ei fu Gionata Boschetti quasi il mandante ideologico di una sciagura simile. Ormai è assolutamente impossibile trovare post sulle pagine social dell’artista prive di insulti o, più generalmente, attacchi che seguono sempre la falsariga del “Non permetterò mai ai miei figli di ascoltare la tua musica immonda“. L’odio è l’unica cosa che non manca mai.

e uno a chi mi ama.

Ma ora negli occhi di questi io ci vedo l’odio, un po’ meno nel mio.

Sì, perché loro l’odio lo reggono bene. Anzi, da questi continui attacchi sembrano quasi trarre una nuova forza. Sfera lo fa continuando a macinare date su date e tirando su numeri impensabili per gran parte degli artisti italiani. Icardi, dal canto – senza autotune – suo, al ritorno da titolare contro il Genoa ha subito fatto registrare un gol e un assist sul tabellino. Sguazzano nel loro essere divisivi. È come se, già coscienti delle loro possibilità di successo, volessero complicare un po’ le cose per divertirsi di più con una nuova, inevitabile, vittoria. Proprio Mademoiselle, l’ultimo brano pubblicato da Sfera Ebbasta e il primo dopo la tragedia della discoteca ci segnala ancora di più il legame inconscio tra i due. L’ironia della sorte ha voluto che il singolo fosse pubblicato proprio durante il periodo di gelo tra Icardi e la società meneghina. E così salta subito all’occhio come in alcuni punti il testo sia ironicamente traslabile al numero nove argentino. Anzi, funziona benissimo da commento alla vicenda incriminata. Come? Beh, fate voi…

Icardi e Perisic | Numerosette Magazine
“E anche chi ti sorrideva adesso non è tuo friend.”

Anti-nostalgici

In realtà, tra le caratteristiche più evidenti di Sfera Ebbasta e Mauro Icardi, l’elemento che davvero unisce questi due personaggi è uno specifico: l’essere il nemico numero uno di tutti i nostalgici. La cosa è trasversale, investe la musica così come il calcio, seguendo il leit motiv del machenesanno e dell’era meglio prima. Sì, dai, non giriamoci intorno, la conoscete tutti quella pagina che lanciò anche la definizione di bimbicardi per tutti quei ragazzi che per ragioni anagrafiche – e quindi davvero non si capisce quale fosse la loro colpa – sono cresciuti cresciuti avendo come numero nove di riferimento l’argentino dell’inter e non Pietro Paolo Virdis. Icardi rappresenterebbe così una nuova tipologia di atleta: troppo presente sui social, non un vero duro come quelli di una volta, non fedele alla maglia e, soprattutto, troppo legato ai soldi. Non mi interessa vedere se tutte queste cose siano vere o meno, ma il talento? Già, perché quello ce lo si scorda sempre, non conta. Per i nostalgici veri quanto si fa sul campo è solo un corollario meno importante rispetto all’immagine da dipingere del loro nemico. Fa niente se a 26 anni ha già più di 120 gol in Serie A in 210 presenze circa (più di uno ogni due partite), la sua colpa è di aver messo la foto nudo su Instagram. Perché Batistuta non l’avrebbe fatto.

Alla stessa maniera, Sfera Ebbasta è stato preso di mira come la causa della rovina del rap e della musica in generale. È lui il colpevole dell’esplosione della trap, così vuota, così stupida, così priva di contenuti e invece piena zeppa di messaggi sbagliati. Ha rovinato il nostro rap, puro e perfetto! E lui come risponde? Con un album che fa triplo disco di platino e un tour europeo. Non male per un ragazzo di 26 anni, quasi coetaneo dell’ex-capitano dell’Inter. Ma no, non fa niente. E poco importa se ha portato, vuoi o non vuoi, un attenzione tale attorno ad un genere musicale da far sì che anche artisti molto più piccoli e che fanno cose molto diverse riescano a camparci. No, i suoi testi sono stupidi e stupidi sono i ragazzini che lo seguono. Io a dodici anni sentivo solo Nicola Piovani e Bach!

Icardi e Sfera Ebbasta | Numerosette Magazine

Discorsi generazionali non ha senso farne, ma Icardi e Sfera Ebbasta sono odiati perché vincono e lo fanno a modo loro. Sono due millennials di successo che seguono altre regole, altri canoni e altri binari rispetto alle generazioni che li hanno preceduti, sia nel raggiungimento dell’affermazione personale, che nella loro ostentazione. Si può essere d’accordo con loro, si può dissentire, ma i due non sembrano curarsene molto. Perché? Perché Icardi e Sfera Ebbasta sono due Rockstar.

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