Marco Borriello: sulla strada

Marco Borriello ha fatto sua l’essenza del nomade.
Marco Borriello vive la Serie A ovunque e da nessuna parte.
Marco Borriello vive la vita in senso eracliteo, per lui tutto scorre.

L’attaccante napoletano è stato protagonista durante la sua lunga carriera di numerosi cambi di maglia (e di fidanzate).
Nell’arco di un’intera carriera ha vestito le maglie di squadre prestigiose come Juventus, Roma e Milan, girando poi per altre società minori come Cagliari, Atalanta e Reggina. Da buon nomade la sua permanenza è sempre stata fugace e priva di basi solide per sodalizi duraturi.

Un’anima volta al cambiamento continuo ma con una costante ben precisa e puntuale, il gol.
Nonostante il suo “vagabondare”, è sempre riuscito a lasciare il segno nelle squadre in cui ha militato, tanto da eguagliare (vedi 27/08/17) il record di Amoruso, segnando almeno un gol con 12 squadre diverse in Serie A.

Antropologia del viaggio

Il viaggio da goleador di Borriello inizia nella città di Empoli dove rimane – ovviamente – solo metà stagione nel 2003. Nonostante un lasso di tempo così esiguo e la poca esperienza ad alti livelli, riesce a siglare il suo primo gol nella massima serie. La rete, segnata contro il Piacenza, farà da apripista alla lunga sfilza di marcature che ancora oggi arrivano nonostante i 35 anni di età.

Dopo Empoli, Reggio Calabria.
Durante la stagione 2004-05 Borriello trova continuità di prestazione, a discapito però dei gol. Sono solo due, infatti, le marcature su 30 presenze.
Non sempre un nomade trova il posto più congeniale alle proprie caratteristiche ed è quindi normale sbagliare una stagione, a 22 anni, poi..

Questo lo ha segnato lui o il portiere?

La Reggina non fa al caso di Borriello, il Milan decide di mandarlo in prestito a Genova, sponda blucerchiata.
Stessa storia, valigia disfatta e subito rifatta.
Ci siamo, è l’origine del “nomadismo borrelliano”: in una stagione le squadre cambiata sono due, Samp e Treviso.
Passeggiando su già non più reconditi verdi manti erbosi, segna 5 gol in 20 presenze, senza però riuscire ad evitare la retrocessione della squadra biancoceleste.

Luoghi ameni

In una carriera fatta di tante casacche diverse, Borriello è riuscito a vestirne di molto prestigiose.
Nel Genoa trova il suo punto di approdo perfetto, dove nella stagione 2007/08 si consacra segnando 19 reti e arrivando terzo nella classifica marcatori dietro a mostri sacri come Del Piero e Trezeguet.

Assist perfetto di Handanovic

Dopo la fantastica stagione in rossoblu, il Milan decide di riportarlo alla base.
Il patto con il diavolo non viene meno, e anche grazie ai tanti assist di Ronaldinho, Borriello segna 15 reti.


Questa volta l’assist è voluto…e bellissimo

La genesi di uno spostamento, non è sempre da ricercare dall’incapacità di collocare sé stessi all’interno di un contesto socio culturale.
Nel 2010, l’approdo alla Roma è figlio di un inaspettato affollamento offensivo in casa Milan.

In giallorosso rimane quasi 2 anni, insolito.
Tra alti e bassi, oppresso da poca libertà d’azione, l’attaccante partenopeo riesce comunque a contribuire egregiamente alla causa.

Stop pregevole e piattone all’angolino

Due anni sono decisamente troppi per uno come Borriello, troppo tempo nello stesso posto non è affare che lo aggrada.
Vecchia signora chiama, Marco risponde.
Arriva alla Juventus nel Gennaio del 2012 e ci rimane solo a fino al termine della stagione.
Amore breve ma intenso, dal quale viene concepito il primogenito “scudetto”.

3 punti d’oro

Le ultime tappe…forse

Essere assente o, per meglio dire, presente.
Corteggiare, abbandonare, ritornare, riabbandonare.
Nei recenti anni, Borriello torna al Genoa, poi di nuovo alla Roma, attraversa la Manica per fare un salto in Inghilterra, al West Ham, per rivestire di nuovo le maglie di Roma e Genoa.
Un incessante mordi e fuggi.

L’amore ricerca certezza, affidabilità.
Marco si ritrova per la prima volta svincolato e pronto ad una nuova meta. Opta per il neopromosso Carpi di mister Castori. Le ambizioni sono poche, l’unico obiettivo è la salvezza. Con gli emiliani, ovviamente, rimane solo fino al mercato di riparazione segnando 4 reti, inutili.

Ciao Bonucci, ciao.

Dopo il Carpi, l’Atalanta.

Facile facile

A fine stagione torna ad essere un giocatore libero, condizione naturale per uno come lui.
Le possibilità di scelta sono praticamente infinite, ma Borriello sceglie il Cagliari, la Sardegna, il distacco e l’indipendenza dell’isola rispetto alla terra ferma.
L’annata in terra sarda è ottima, trova continuità e una forma smagliante nonostante i quasi 36 anni di età. Segna ben 16 reti e contribuisce non poco alla tranquilla salvezza degli isolani.

Maestro: Ronaldinho. Allievo: Borriello.

Non ho più sentito quel fuoco che avevo dentro di me la passata stagione.

 

Questo sono le parole del l’attaccante napoletano annuncianti, un altro – l’ennesimo – addio (o arrivederci, chissà).
Indecisioni, discordanza di pensiero, vicissitudini varie? Rescissione del contratto e subito nuova firma con un nuova squadra, quella attuale, la Spal.

Sono trascorse appena due giornate di campionato, ma senza batter ciglio Marco Borriello ha subito messo il timbro su questa stagione.
Con il gol segnato contro l’Udinese ha raggiunto la segnatura con 12 maglie diverse. Un record.

 

Siamo, dunque, arrivati alla fine del nostro viaggio.
Il nostro, si, perché quello di Marco è ancora, forse, molto lungo.
Girare, cambiare, trovare, scoprire.

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