Luciano Vietto, get lucky

Buona fortuna, Luciano Vietto, we hope you get lucky.

Sarebbe più adatto un buena suerte, d’accordo, ma stonerebbe con il soprannome che si è costruito sin dal primo anno in Spagna, al Villarreal. Luciano “Lucky” Vietto, comunque sia, si merita questo augurio in tutte le lingue del mondo per tre semplici motivi: è giovane, bello e sa fare gol.

Vietto è nato calcisticamente ad Avellaneda, patria di grandi attaccanti come Milito e Batistuta, e non poteva che continuare questa tradizione. Luciano ha esordito con la maglia azul y blanca del Racing nel 2011, buttato nella mischia dal Cholo Simeone e accudito l’anno successivo da Alfio El Coco Basile, due allenatori niente male.

Niente male è stata anche la sua prima partita da titolare in carriera, un biglietto da visita che ha fatto curriculum per il suo futuro. Vietto stese da solo il San Martín con la tripletta perfetta: testa, sinistro e destro. E che destro.

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Traversa-palo, detta anche “perfezione”

Al Villarreal, più che “lucky”, Vietto è stato bravo, si è costruito da solo la propria fortuna. Come?

Il grande pregio di questo giocatore è la semplicità con cui gioca, caratteristica che costituisce il suo manifesto. Scordatevi il suo primo gol nel Racing, perché quelli non sono i colpi di Luciano. Vietto è letale nei movimenti sulla linea del fuorigioco, quando con la sua velocità supersonica attacca lo spazio e riesce a liberarsi dalla marcatura. Dei suoi 12 gol in Liga col Submarino Amarillo 10 hanno un comun denominatore: cross basso e tap-in dell’argentino che si è appena inserito e si trova sempre e comunque solissimo.

Vietto è un attaccante di movimento, simil-trequartista, che ama spaziare su tutto il fronte offensivo ma che preferisce agire nella zona centrale del campo.

All credits to Wyscout.com
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Potrebbe sembrare un giocatore noioso, stereotipato, poco spettacolare e privo di fantasia, facile da arginare. In effetti, la capacità di segnare solo in certe situazioni rappresenta più un limite che un vantaggio – non c’è mica sempre Bruno Soriano ad assisterti! -, tuttavia Vietto si è dimostrato capace anche di ciò che state per vedere.

Scatto in profondità, primo tocco, secondo tocco con annesso dribbling ai danni di Godin (!!!), terzo tocco, piatto destro alle spalle del portiere. Semplice ed efficace.

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Niente Bolasie-flick, niente doppi passi. Solo un semplice tocco di esterno

Quel gol fece malissimo all’Atlético perché sancì la fine della striscia positiva di 27 giornate da imbattuti al Calderon. Fu allora che Simeone capì che uno come Vietto era meglio averlo tra gli amici. Così, nell’estate successiva, con la stessa velocità con cui si era ambientato nel calcio europeo, Vietto fece le valigie e raggiunse proprio il suo mentore.

“Lucky” in cerca di luck. Peccato per lui che non l’abbia trovata, se non nel derby di Madrid.

 

L’unico bel ricordo rimane questo, il fortunato gol del pareggio contro il Real, di rapina, come ci ha abituato. Vietto ha subìto fortemente molti fattori, giocando pochissimo: l’Atletico più competitivo degli ultimi anni, arrivato a sfiorare campionato e Champions; l’exploit di Antoine Griezmann, insostituibile; il peso “economico” di Jackson Martínez, preferito inizialmente all’argentino ma rivelatosi un flop; la seconda giovinezza del Niño Torres, vero titolare dell’attacco dei Colchoneros. 

 

 “Ma proprio nell’Atletico doveva giocare Griezmann?”

Non fatevi ingannare dai lineamenti puerili e dalla timidezza di Vietto, lui non si adeguerà mai al ruolo di seconda scelta. Uno come lui non si accontenta mai, è famelico, profilo tipico di un vero goleador.

Proprio per questo, con la velocità che lo contraddistingue, ha capito subito che era il momento di cambiare, di non perdere tempo. Luciano è rientrato nell’affare Gameiro, il bomber che ha fatto la fortuna del Siviglia l’anno scorso. Stessa strada, destinazioni opposte: Gameiro andrà a spaventare le difese con le Petit Diable, Vietto si ritroverà invece in coppia con Ben Yedder, pronto a onorare al meglio l’eredità lasciatagli dal francese e da Bacca.

Siviglia, come Avellaneda, ha sempre avuto una grandissima tradizione di attaccanti, e Vietto può essere l’uomo giusto per Sampaoli e per gli aficionados. Una volta, a modo suo, zittì il Sánchez Pizjuán bruciando il difensore in velocità e depositando in rete con un tenero tocco sotto.

E'arrivato il momento di emulare sé stesso in maglia blanca
E’arrivato il momento di emulare se stesso in maglia blanca

Adesso è arrivato il momento di farlo esplodere, a tutta velocità, a tutta semplicità.

Buena suerte, Luciano. O meglio, get lucky!

 

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