La scelta sbagliata?

“Il caso non esiste”

Lo diceva il maestro Oogway, indimenticabile personaggio comparso nel grande schermo nel 2008, in occasione della prima di Kung Fu Panda: le sue perle di saggezza ci hanno accompagnato nel nostro percorso di crescita. Se invece non lo conoscete, allora come non detto.
Ripeteva costantemente che il caso non esiste. Per molti è frutto di una mente troppo fantasiosa, una creazione futile per giustificare, magari, un fallimento. E di fallimento il Liverpool è esperto: prendiamo, però, l’ultimo “caso”, che ha fatto sghignazzare il destino.

Joel Matip, difensore camerunense in forza ai Reds, ha rifiutato la convocazione della Nazionale per la spedizione in Gabon. “Non c’è problema, direte”, ma la Federazione non è proprio in linea con questa decisione: da quel rifiuto partono una ragnatela di minacce nei confronti del Liverpool, che ha bisogno vitale di schierarlo. I Reds stanno attraversando un momento delicato, in crisi di risultati e identità, affaticati da una rincorsa al Chelsea che non possono permettersi. Matip, probabilmente, lo sa e mette gli interessi suoi e del Liverpool in primo piano: tanto, cosa potrà fare il Camerun?

Vincere la Coppa d’Africa, per dirne una.

I Leoni, contro tutti, non vengono mai domati e battono in finale il quotatissimo Egitto di Salah e Cuper(si, quell’Hector Cooper): probabilmente il destino lo ha messo lì, nel ruolo di “perdifinali” che pratica con maestria. O semplicemente il Camerun ci ha creduto di più, al di là dei meri valori tecnici che davano ragione agli egiziani.
Fatto sta che Matip rimane sul divano ad osservare i suoi compagni mentre alzano la Coppa, leccandosi le ferite subite in Premier League: 2017 da incubo per i Reds, che non hanno mai vinto.

Maledizione o calo fisico/mentale? La seconda opzione è più probabile, considerando che il Liverpool ha corso il doppio degli altri nel girone d’andata: un ritmo infernale che i giocatori possono certamente accusare, ma che soprattutto oscura una scarsa predisposizione difensiva(30 gol subiti, solo il West Ham ha fatto peggio nella parte sinistra della classifica). Della serie “Non facciamo arrivare gli avversari in difesa, altrimenti son dolori”.

Con Matip, vuoi la sorte, non è arrivato nemmeno un misero clean-sheet, e la Federazione Camerunense se la ride. Joel ha fatto una scelta giusta o sbagliata?

A nostro avviso sono discorsi relativi. Mettendoci nei panni del ragazzo, rimanere ad aiutare il Liverpool è stata la scelta giusta: ora, come non mai, bisogna sacrificarsi e immolarsi per riportare i Reds in alto, vicino a quei Blues che sembrano robot. Il destino, dovunque si trovi, la pensa diversamente e si accanisce prepotentemente con i giocatori in maglia rossa: se vai al Liverpool, non vinci. O meglio, vinci poco. I rossi non hanno mai vinto una Premier League da quando ha assunto tale nomenclatura nel 1992-93(prima si chiamava First Division) e il tempo è una concezione troppo forte da poter fermare con un fallo. Non te la cavi con un cartellino giallo, no: le lancette scorrono, e non puoi evitarlo.

C’è anche l’altra faccia della medaglia, che vede Matip perdente proprio nel periodo in cui la sua Nazionale vince la Coppa d’Africa: forse sarebbe stata un’iniezione di fiducia importante per il ragazzo, che avrebbe assaporato la libido di un trofeo conquistato col sudore. E’ anche vero che, se quel gruppo non lo senti dannatamente tuo, anche la Coppa ti sembra quasi estranea: trattasi della stessa sensazione che provò Romelu Lukaku, quando il Chelsea vinse la Champions.
Parlare di giusto e sbagliato è spesso fuorviante, perché la scelta è come un terno al lotto, un gioco della monetina per scegliere palla o campo. Solo dopo aver attuato la scelta, saprai il tuo destino, il tuo futuro: quel che conta è non rimpiangere la scelta fatta, ed esser pienamente convinto di averla realizzata.

E se anche Matip e il suo Liverpool usciranno a mani vuote quest’anno, beh, dovranno estraniarsi da eventuali rimpianti: provarci, sempre, sino all’ultimo. Liverpool sembra celare quasi un’aria magica ma al tempo stesso sinistra, maledetta, che condiziona qualunque tipo di scelta. E’ forse ciò che impedisce ai Reds di diventare un romanzo bestseller di grandissimo successo mondiale, in cima alle classifiche.

Sarà un romanzo favoloso, ma dal finale amaro. E Matip ne è il perfetto emblema.

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