La Samp (si) diverte anche quest’anno

Fin dalla stagione passata, la Sampdoria di Marco Giampaolo ha dimostrato di essere una di quelle squadre in grado di saper capitalizzare la rosa giovane e talentuosa a disposizione. Lo stesso allenatore, in una intervista del luglio scorso, ha sottolineato la linea verde seguita dalla società ligure:

Il sogno Europa? Ci sono club che per crescere spendono; ebbene, la Sampdoria per competere sceglie un’altra strada, investendo su giovani di qualità. In questo senso l’arrivo di Sabatini è stato un colpo geniale da parte del Presidente Ferrero. Come un grande acquisto.

Sottovalutato l’arrivo dell’ex dirigente di Suning e grande esperto di mercato, per quanto riguarda lo scouting di giovani talenti ma noto anche per attuare potenti rifondazioni di squadra. La Sampdoria ha fatto capire di voler erigere un progetto a lungo termine, puntando su un collettivo in rampa di lancio e lasciare intatte le colonne dello spogliatoio, cioè i veterani d’esperienza come Barreto e Quagliarella.

Dirigenza Samp | Numerosettemagazine
La dirigenza della Sampdoria con il nuovo arrivo Sabatini.

Chi va e chi viene

L’ultima sessione di mercato estiva ha visto i dirigenti blucerchiati sempre con il telefono in mano con l’idea di rivoluzionare e perfezionare la costruzione dell’intera squadra. Dodici elementi sono arrivati, cioè  Jakub Jankto (Udinese), Omar Colley (Genk), Albin Ekdal (Amburgo), Ronaldo Vieira (Leeds), Grégoire Defrel (Roma), Emil Audero (Venezia), Junior Tavares (San Paolo), Alex Ferrari (Bologna), Rafael (Napoli), Vid Belec (Benevento), Riccardo Saponara (Fiorentina), Lorenzo Tonelli (Napoli) che potrebbero di loro già formare una seconda squadra. Altrettante sono state le partenze di interpreti fondamentali in questa stagioni come Lucas Torreira (Arsenal), Duvan Zapata (Atalanta), Ricardo Alvarez (Atlas), Emiliano Viviano ( Sporting Club) e Ivan Strinic (Milan) su tutti, che hanno contribuito al consolidare l’idea tattica di mister Giampaolo, richiedente di giocatori versatili e pronti al sacrificio.

Molti sono rimasti sorpresi  da queste partenze eccellenti per la loro inamovibilità nel sistema di gioco di Giampaolo, un 4-3-2-1 compatto e aggressivo fondato sul voler dominare il gioco sin da subito con ripartenze sulle fasce con i terzini o trequartisti che fungevano da rifinitori per gli attaccanti. Le vittorie contro Milan, Roma e Juventus nella scorsa stagione lo dimostrano. La Sampdoria 2017/2018 è stata una squadra dall’enorme potenziale tecnico e tattico, che non ha spinto fino in fondo il piede sull’accelleratore per poter arrivare nella zona Europa (un misero bottino di 5 vittorie e un pareggio nelle ultime 15 partite di campionato, una striscia da retrocessione) ma ha lasciato tante note positive da sfruttare e rifinire nel corso di questo campionato.

L’artefice di tutto

Giampaolo, dal 2016 ad oggi, ha impresso nella mente dei giocatori sampdoriani un tatticismo che si discosta leggermente dal solito catenaccio all’italiana. Per prima cosa, il ruolo dei centrali difensivi non si esime dalla fase di possesso, in alcune fasi di gioco fungono da registi da cui far partire la costruzione del gioco e creare un rombo con il centrocampista centrale che si abbassa per ricevere e far allargare le linee esterne. La difesa è il settore su cui si è dovuto lavorare maggiormente per sopperire alle partenze, provando nuove soluzioni con Andersen e Tonelli centrali e Murru con Bereszynski sulle fasce a spingere senza sosta. Il reparto sta seguendo l’ideale di marcamenti a zona, cardine del gioco di Giampaolo, senza perdere di vista il pallone e la sua direzione orientativa. Il centrale danese pian piano si sta adattando ad un sistema prevalentemente fondato nel giocare nell’uno contro uno e limitare fuori dall’area gli attaccanti avversari. La prima partita stagionale alla Dacia Arena contro l’Udinese di Velazquez alla seconda giornata, dopo aver saltato la gara con la Fiorentina per il lutto del ponte Morandi, mostra una Sampdoria ancora in piena fase di rodaggio. Come la coppia difensiva Andersen-Colley, puntando sulle lunghe leve e grande fisicità, e l’esordio della coppia Quagliarella-Defrel in attacco. L’allenatore nato in Svizzera è un acuto osservatore di tutti i suoi allievi, e soprattutto degli avversari. In queste stagioni, ha dimostrato di possedere ottime capacità nel plasmare i propri giocatori e indirizzarli verso ruoli precisi: rimanere sempre concentrati su chi si ha di fronte e mai andare sotto psicologicamente.

Questione di tempo

La rivoluzione sembrava non essere ancora entrata a pieno negli ingranaggi collettivi e l’incontro con i bianconeri è servito a Giampaolo per poter testare le varie soluzioni da utilizzare durante la stagione e capire gli errori commessi. Sembrava ancora la Sampdoria di fine stagione, pochi spunti pericolosi e timorosi di voler tentare la giocata. Conosciamo bene la maniacalità e la mania di perfezionismo di Giampaolo e possiamo anche azzardare come questa sconfitta abbia “giovato” a tutto l’ambiente  e possiamo immaginare le parole nello spogliatoio a fine gara e durante la settimana di preparazione contro il Napoli. Due gare che hanno messo in mostra due squadre completamente opposte sotto ogni aspetto, specialmente quello psicologico. Giocare contro i partenopei, che arrivavano da due vittorie importanti contro Lazio e Milan, non sarebbe dovuta essere proprio una passeggiata; limitare la qualità di Insigne, Milik e Mertens è stato il primo obiettivo dei padroni di casa, che hanno messo in campo pressing altissimo e giocate con non più di due tocchi. Il centrocampo di Ancelotti con Zielinski, Allan e Diawara è passato completamente sotto traccia e in notevole difficoltà nel riuscire a giostrare la manovra di gioco. Tre perni che quasi sempre sono indispensabili, ma in questo caso si sono trovati in una vera e propria gabbia di leoni tra Barreto, Linetty ed Ekdal sempre a mordere le caviglie dei propri avversari e mandare in confusione il loro gioco.

L’eterno giovane Quagliarella

Il segreto della squadra di Giampaolo sono le continue triangolazioni con palla terra che permettono di aprire e distendersi dalla trequarti in poi. L’arrivo di Saponara ha permesso di coprire una zona di campo fondamentale per fare da gancio tra il centrocampo e l’attacco, dove Quagliarella continua a lasciare il segno con prestazioni di altissimo livello e astuzia e la rinascita di Defrel è iniziata a materializzarsi con una doppietta meravigliosa. Il suo primo goal in maglia blucerchiata arriva dagli sviluppi di un calcio d’angolo avversario dove il Napoli è riversato con quasi tutti gli effettivi in avanti, lasciando Mario Rui, Hysaj e Zielinski come ultimi uomini. Quagliarella respinge in avanti permettendo la ripartenza fulminante di Saponara e servire Defrel che con un destro potente la manda dentro. E’ solo il decimo minuto di una partita perfetta per tutta la Sampdoria, che riesce a giocare con grande tranquillità e dominio di tutte le zone. Giampaolo ha studiato nei minimi dettagli gli avversari, puntando tutto sulla limitazione del centrocampo e la velocità dei “piccoli” d’attacco; una squadra speculare, ordinata in difesa e imprevedibile nei contropiedi con i suoi attaccanti. La conferma della grande forma dei genovesi è arrivata sabato sera nella “Manita” in casa del Frosinone, partita sulla carta da gestire senza problemi ma che a livello tattico nel primo tempo è stata ostica.

I blucerchiati, negli ultimi tempi e nella passata stagione, hanno avuto problemi nel giocare fuori dalle mura amiche (ultima vittoria a Bergamo, aprile scorso) e questo dovrà essere uno dei primi punti da risolvere in modo costante per Giampaolo. Contro i ciociari, la Sampdoria gioca e colpisce senza pietà con un gioco brillante e spettacolare. Il modulo consolidato del 4-3-2-1 ha solo visto una modifica negli interpreti di gioco con i nuovi innesti citati prima, ma non ha cambiato i fondamenti tattici di un gioco preciso e mirato ad aprire il campo il più possibile per arrivare in porta con velocità. Sempre più indispensabile la presenza di Fabio Quagliarella nell’organico titolare, in cui è il punto di riferimento per i più giovani: 35 anni e non sentirli, prestazioni con l’asticella verso l’alto dove diventa un jolly a tutto tondo. Segna, fornisce assist al bacio e nei momenti più difficili si improvvisa anche difensore aggiunto. Il capitano della Sampdoria sta vivendo una seconda giovinezza in una città che lo ha accolto come un figlio e se lo coccola al meglio. I suoi goal, oltre che essere molto spesso spettacolari, sono decisivi e concreti nel dare una scossa di vitalità ai suoi compagni come sta accadendo con Gregoire Defrel. 

Rinascita Defrel

La parabola del giocatore francese è una di quelle storie in cui le aspettative e le speranze diventano cosi grosse da inghiottire il reale potenziale del giocatore. Un anno passato a Roma, in cui sembrava essere arrivato alla consacrazione dopo tanta gavetta tra Parma, Foggia, Cesena e il Sassuolo, l’esperienza che lo ha lanciato definitivamente. Con Di Francesco aveva trovato il suo padre spirituale che lo ha cresciuto e rodato nel modello più vicino possibile all’attaccante moderno: rapidità, versatilità su tutti i versanti d’attacco, fisicità e piedi educati. Lui ha sempre preferito giocare da punta pura, ma si è dovuto adattare alle relative esigenze e quindi ha incanalato tutte le esperienze da seconda punta o esterno offensivo per costruirsi una personalità quasi completa.

Nella Capitale, Defrel si è ritrovato con un reparto abbastanza affollato e di grande caratura (Dzeko, El Shaarawy, Perotti, Under e Schick) ma in cui gli è mancata soprattutto la fiducia nel voler puntare su di lui. Colleziona solo 15 gare e un goal in tutta la stagione con problemi fisici annessi. Il francese ha sempre detto di considerare il posto in cui gioca molto importante per la sua resa sul campo, quindi l’entusiasmo e la fiducia in lui sono fondamentali. Ora, a Genova ha trovato la sua dimensione perfetta in cui gioca nel ruolo da lui preferito, cioè come punta centrale e fulcro del gioco di squadra. L’affiancamento con un rapace d’area come Quagliarella lo sta esaltando sempre più, perchè riesce a muoversi sul tutto versante d’attacco con un partner che riesce a seguire i suoi movimenti e assisterlo alla perfezione. Contro il Napoli e il Frosinone, Defrel è stato senza dubbio l’ago della bilancia e di conseguenza il migliore tra tutti i giocatori in campo mostrando di essere ancora capace di poter dare tanto alla sua carriera ed è il momentaneo capocannoniere della Serie A con 4 reti. La Sampdoria è pronta a puntare all’Europa sulle spalle dei suoi bomber.

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