La nuova brezza della città del vento

Estate di grandi cambiamenti quella vissuta fin qui a Chicago. I Bulls, dopo aver mancato l’accesso ai Play Off per la prima volta dal 2008, hanno attuato una vera e propria rivoluzione, cambiando buona parte del roster, per una squadra che in vista della nuova stagione si presenta come una delle più interessanti.

La notizia più eclatante è sicuramente l’addio di Derrick Rose, idolo incontrastato dei tifosi, giocatore nato e cresciuto a Chicago, MVP della regular season nel 2011 e con un talento purissimo frenato da continui e brutti infortuni che ne hanno limitato e, probabilmente, fermato l’ascesa.

Il ‘play‘ classe ’88 è stato coinvolto in una trade con i New York Knicks che, oltre a lui, ha portato nella Grande Mela Justin Holiday in cambio di Robin Lopez, Jerian Grant e Josè Calderon (subito girato ai Lakers).

Per rimpiazzare l’enorme vuoto lasciato nel cuore dei fan, nel corso della Free Agency è stato invece fermato un altro figlio della Windy City, o meglio, il figliol prodigo, perché lui con la maglia dei Bulls non ci ha mai giocato; da South Beach è infatti arrivato alla corte di Hoiberg niente di meno che Mr. Flash, Dwyane Wade.

Il giocatore classe 1982, 3 volte campione NBA e 12 volte All Star, potrà dare un grandissimo contributo alla causa, visti i 21.4 punti di media tenuti lo scorso anno uniti a quasi 6 rimbalzi e 4 assist.

Have no fear, flash is here
Have no fear, flash is here!

In campo il ruolo di Rose verrà occupato da un altro giocatore arrivato nel corso della Free Agency, ovvero Rajon Rondo, arrivato nell’Illinois dopo una stagione in chiaroscuro con la canotta dei Sacramento Kings. Per l’ex Celtics, questa è l’occasione di riscattarsi dopo un paio di stagioni con tante ombre passate tra il Texas e la California.

Un passaggio di Rondo durante i suoi anni d'oro ai Celtics.
Un passaggio di Rondo durante i suoi anni d’oro ai Celtics.

Anche il reparto lunghi è stato cambiato: partiti Joakim Noah e Pau Gasol, è arrivato, tramite l’affare Rose, Robin Lopez, forse più incisivo rispetto al riccio numero 13 in attacco e soprattutto, più rassicurante dal punto di vista fisico, visti i continui problemi del francese.

A questo va aggiunto la possibile entrata in pianta stabile nelle rotazioni di Cristiano Felicio che, arrivato un po’ acerbo dal Brasile la scorsa estate, dopo un anno passato tra NBA e D-League, sembra ora pronto al grande salto e la ottima Summer League disputata ne dovrebbe essere la prova.

Inoltre, sempre per quanto riguarda il reparto lunghi, sono da tenere d’occhio le prestazioni di Mirotic e Gibson che potrebbero e dovrebbero trovare più spazio. Per quanto riguarda il discorso rookie, il draft ha portato nella città del vento l’ala piccola da Michigan State Denzel Valentine, prodotto davvero interessante. Dotato di un grande tiro e buonissimo passatore, ha chiuso l’ultima stagione collegiale con la media di 19 punti, 7 assist e 7 rimbalzi, il tutto coronato con due importanti premi ricevuti, quali quello dell’Associated Press come miglior giocatore della NCAA Division 1 e il Julius Erving award come miglior ala piccola. Dovrà essere bravo Hoiberg a farlo migliorare in fase difensiva che, ad oggi, è una sua grande lacuna.

Valentine con il trofeo della Summer League conquistata a Las Vegas.
Valentine con il trofeo della Summer League conquistata a Las Vegas.

Un’altra importante chiave di lettura della stagione che attende i Bulls è l’apporto che potrebbero dare Jerian Grant e Bobby Portis, rispettivamente la 19esima e la 22esima scelta del draft 2015, validissime alternative dalla panchina.

E infine c’è il capitolo Jimmy Butler, una delle poche note liete della sfortunata stagione appena conclusa e vero faro dei nuovi Bulls. Il prodotto di Marquette, a 27 anni, sembra essere arrivato al punto di svolta della carriera, dopo la consacrazione della scorsa stagione nella quale ha anche battuto uno dei record di Jordan, realizzando 42 punti in un tempo (39 quelli di His Airness).

Dopo l'addio di Rose, Butler è indubbiamente il nuovo faro dei Bulls.
Dopo l’addio di Rose, Butler è indubbiamente il nuovo faro dei Bulls.

Ora che, dopo l’addio di Rose, è indiscutibilmente il leader della squadra, starà a lui riportare in alto i Bulls, facendogli nuovamente conoscere i fasti ai quali i tifosi erano abituati. La proprietà ha fatto il suo, mettendo a disposizione del ragazzo di Houston una squadra competitiva con un giusto mix tra veterani e giovani, che con il suo talento in mezzo potrebbe esplodere.

A Hoiberg spetterà invece l’arduo compito di scegliere chi tra Rondo, Butler e Wade dovrà tenere in mano le chiavi dell’attacco, dato che tutti e 3 amano avere la palla in mano nella fase offensiva. Ad oggi l’ex allenatore di Iowa State dovrebbe partire con questo quintetto: Rondo, Wade, Butler, Mirotic, Lopez.

L’obiettivo, neanche a dirlo dopo la passata stagione, è quello di centrare almeno i Play Off, anche se, considerando che nella Eastern Conference diverse squadre hanno cambiato tanto, non è da escludere che la squadra della Windy City possa diventare una delle grandi sorprese della stagione, ottenendo un importante piazzamento. Per giunta, dopo la vittoria nella Summer League di Las Vegas, l’attesa di vedere in campo i nuovi Bulls è ancora maggiore.

Non resta dunque che aspettare la fine di Ottobre, solo allora capiremo se questi nuovi fiori di Chicago potranno veramente sbocciare.

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