Weigl, il pittore di Dortmund

A 20 anni di solito ci si sveglia per andare all’università o al lavoro. A 20 anni di solito il sabato lo si passa a giocare a calcio con gli amici. Julian Weigl invece a 20 anni si sveglia la mattina per andarsi ad allenare con il Borussia Dortmund. Il sabato invece i suoi “amici” sono Reus e Aubameyang e fa tutto questo davanti a 80.000 persone al Signal Iduna Park.

La carriera del giocatore nativo di Bad Aibling inizia nel 2001, quando gioca tra le fila dell’SV Ostermünchen. Nove anni dopo viene poi prelevato dal 1860 München, i cugini meno famosi di quel Bayern schiacciasassi in Bundesliga. Nel 2013/14, con il München in 2.Bundesliga, arriva l’esordio durante la sconfitta per 0-2 contro l’Ingolstadt. Solo un anno dopo, ancora diciottenne, Weigl diventa il più giovane capitano della storia del club. Un’avventura notturna finita con parole pesanti sulla squadra costano a Weigl la fascia, ma questo non ferma le attenzioni del Borussia Dortmund. Il BVB, da sempre squadra attenta ai giovani (come nei casi emblematici di Mats Hummels, Mario Götze e Robert Lewandowski, ndr), non si fa scappare Weigl e lo preleva nell’estate della stagione 2015/2016 per 2,5 milioni di Euro.

 

Weigl
Con la maglia del Monaco 1860 München

 

Al Borussia la concorrenza è agguerrita: İlkay Gündoğan, Sven Bender, Shinji Kagawa e Nuri Şahin sono mostri sacri contro cui è difficile competere. Weigl arriva agli ordini di Thomas Tuchel ad appena 19 anni e strega subito il suo nuovo tecnico. Incredibile la personalità con cui guida il centrocampo. Da predestinato la sua aura in campo trasmette fiducia a compagni più vecchi e più esperti di lui. A oggi sono ben 48 le presenze del talento nato l’8 settembre 1995, a fronte di ben 3.594 minuti in stagione. E come Tuchel anche la nazionale tedesca si accorge di lui: in un anno, dal 2014 al 2015, passa dall’Under 19 all’Under 21, tra le cui fila è ormai una presenza fissa in mezzo al campo. Per l’estate Weigl ha giurato fedeltà al suo BVB, ma le sirene di top club esteri come Real Madrid e Manchester City hanno già iniziato a farsi sentire.

Vedere giocare Julian Weigl è come assistere a un pittore spargere pennellate sulla sua tela: ogni tocco è pensato nei minimi dettagli. Weigl fa tutto con una rapidità intellettuale e fisica imbarazzante e con una semplicità incredibile. A guardarlo non sembra neanche si renda conto di avere quasi la metà degli anni di alcuni suoi avversari. Il numero 33 di Tuchel combina una tecnica sopraffina ad un’intelligenza tattica degna di un veterano. Sembra sempre che lui sia in controllo della situazione, che sappia dove finirà il pallone e quando questo passerà dalle sue parti. Quando recupera palla e riparte, la sua velocità di pensiero sembra andare al doppio di quella dei suoi avversari: in un attimo il fronte d’attacco si capovolge trovando sempre il compagno meglio posizionato, quasi come se avesse già pensato a come concludere l’azione prima ancora di iniziarla.weigl

Tatticamente parlando Weigl è un centrocampista moderno. I suoi ruoli preferiti sono quelli di centrocampista centrale o mediano. I suoi 186 centimetri permettono al numero 33 del BVB di svettare sulle palle alte a centrocampo, ma visti i suoi 71 kg la forza fisica non è tra i pregi del regista scuola Monaco 1860. Il punto di forza del giovane di Bad Aibling sono senza dubbio i passaggi. Con una media del 91,4% di precisione è tra i migliori in Bundesliga, addirittura meglio di mostri sacri come Xabi Alonso (90,1%) e Luiz Gustavo (87,8%). (dati whoscored). Con 74,7 passaggi a partita, Weigl è quinto in campionato dietro solamente agli inarrivabili maestri del tiki taka del Bayern Monaco. Un altro punto forte del regista di Tuchel è la corsa: i chilometri corsi a partita sono ben 11 in media. In quanto a intercetti e tackle è invece solo a metà classifica con rispettivamente 2,1 e 1,8 a partita, mentre i picchi in Bundesliga sono in entrambi i casi sui 4. Questi due dati testimoniano come Weigl non sia un centrocampista particolarmente fisico e debba lavorare su questo aspetto, in particolare se consideriamo la non eccezionale percentuale di contrasti vinti (55%). Con appena quattro cartellini gialli e nessuna espulsione Julian si dimostra anche un giocatore non cattivo e maturo, lucido nel capire quando spendere un fallo oppure no.
Un altro aspetto che contraddistingue il giovane centrocampista è l’innata capacità di recuperare il tempo di gioco quando sembra aver perso il controllo della sfera anticipando spesso l’avversario diretto con la sua rapidità nel breve.
Da migliorare è, invece, il vizio del gol completamente assente, basti pensare al fatto che in 28 partite con il BVB e 38 con il Monaco 1860 non ha mai segnato. Weigl non tira infatti troppo spesso dalla distanza e su questo aspetto ci sono grandi margini di miglioramento per diventare un centrocampista completo.

Rapido, intelligente, tecnico, preciso: Julian Weigl ha (quasi) tutto quel che contraddistingue un centrocampista moderno. Con un repertorio così il suo futuro da grande è già scritto. E allora continua Julian, continua a dipingere per noi.

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