Invisibili: Mahmoud Dahoud

Stretta tra l’orgoglio curdo e l’inferno che tutto intorno fa muovere i granelli di sabbia del deserto siriano, in un luogo dove il grano è talmente pregiato che ai produttori è stato imposto di venderlo solo allo Stato, si estende una penisola ardente di sangue e di terrore.
Amuda è solo uno dei tanti nomi di questa roccaforte al di fuori dal tempo e dallo spazio, invisibile all’occhio critico che si sveste del velo bianco che la avviluppa solo quando la notizia si dispiega.

Una città multiculturale il cui silenzio verso il mondo si è acuito al suono della guerra. Ora più che mai conosciuta per essere la patria di Mahmoud Dahoud, uno che venti anni fa scappava dal regime di Hafiz Assad per trovare
rifugio in una delle nazioni europee, la Germania, dove la multiculturalità ha cullato più storie come questa di qualunque altra.

La sua esplosione al Borussia Mönchengladbach è solo la consacrazione di un talento di cui molti ancora non si sono accorti: è invisibile, forse per quel suo vizio di non stare mai fermo in campo.

Perché se quel gioiello da quaranta milioni che corrisponde al nome di Granit Xhaka ha dato prova delle sue qualità, il merito è anche di Dahoud. La Germania lo ha adottato, il 4-4-2 è diventato la sua nuova casa: se ne accorse Favre, lo ha capito Schubert. Ed il curdo ha imparato a fare di necessità virtù: d’altronde bisogna sia difendere che attaccare, perché non fare entrambe le fasi in modo egregio già a venti anni? La sua posizione di trequartista-mediano-regista ci aiuterà a comprendere dove inizia e dove finisce la partita del nostro Mahmoud: probabilmente da nessuna parte, vista l’infinita copertura del rettangolo di gioco.

Dahoud HeatMap
La HeatMap di Mahmoud Dahoud, tratta da WyScout, che mostra come il centrocampista copra tutta la regione tra le due aree del terreno di gioco

La heat map sembra la lastra dei suoi due polmoni instancabili, come testimoniato dalla distanza media più alta percorsa nella scorsa Champions League: non è solamente un motorino, i suoi piedi sono fatati come quello sguardo da ragazzino consapevole dei suoi mezzi, a cui non mancano personalità, visione di gioco e determinazione.

Dahoud viene accolto dai teutonici a dieci mesi, tirando calci al pallone nel Germania Reusrath e nel Fortuna Düsseldorf, prima di essere notato dal Borussia Mönchengladbach, che a 14 anni lo inserisce nelle proprie giovanili. Tre anni dopo, l’esordio nelle qualificazioni di Europa League, prendendosi un posto tra i grandi, tra i quali debutta soltanto a fine stagione, quando disputa un minuto al Borussia Park contro il Borussia Dortmund. La scorsa stagione, con il cambio di allenatore, avviene il lancio definitivo: insieme a Xhaka – uno più arretrato, l’altro in posizione più avanzata – formano una coppia di centrocampo perfetta e invalicabile. La fiducia nei suoi confronti arriva grazie a una serie di eventi e prestazioni sottotono dei suoi compagni: quando subentra Schubert, allenatore delle giovanili, il posto da titolare è definitivamente suo, merito anche della rete all’esordio del nuovo tecnico contro l’Augsburg.

Gif Dahoud con visione, passaggi e dribbling
Visione, passaggi e dribbling…con cambio di gioco al millimetro

Corsa e piede: la disinvoltura con la quale porta palla è emozionante. Testa alta, tocco sempre pronto a illuminare il gioco e poco importa se nel mezzo ci sono gli avversari, basta saltarli. Passaggi corti, in orizzontale e in verticale, con aperture precisissime. Nelle gare in cui è sceso in campo titolare, difficilmente si è reso protagonista di errori di misura scendendo sotto l’80% di passaggi corretti. Ne è un esempio la partita dello scorso anno contro l’Hannover, dove Dahoud ha totalizzato il 93,5% in questo fondamentale, complice anche e soprattutto il 58/62 a tutto campo senza dimenticare l’assist per Traoré. Un dato non sporadico ma confermato da varie prestazioni, perché la media è capace di alzarsi ma anche di arrivare al 78%, come contro l’Ingolstadt. Statistiche importanti, legate a quella visione così naturale da posizionarlo per caratteristiche tra Iniesta e David Pizarro, permettendogli di essere il centrocampista con più assist all’attivo nella scorsa stagione in Bundesliga: otto perle di un giocatore appena ventenne.

Dahoud HeatMap passaggi
La HeatMap e le statistiche di Mahmoud Dahoud nei passaggi, tratta da WyScout: numeri impressionanti, percentuale quasi perfetta

Il suo sangue è probabilmente fatto di globuli rossi, dinamismo ed eclettismo, con la capacità di vedere in anticipo quello che gli altri non vedono del tutto. Non è un illusionista, come non è un’illusione per il numero 8 trovare spazi angusti nei quali far passare il pallone, oppure inserirsi per migliorare la manovra. Un palleggiatore che non disdegna la fase di ripiegamento, nella quale si impegna per recuperare il possesso. Non sono tanti i contrasti a partita – in un campionato che comunque ne contempla pochi prediligendo la marcatura dello spazio – ma ciò che conta è il contributo di interdizione e ripartenza, fondamentali nei quali si dimostra maturo nella capacità di uscire palla al piede e dare velocità all’azione. Un giocatore pronto a cercare la verticalizzazione ma che vede il campo in tutte le sue dimensioni: il passaggio orizzontale per aprire gli spazi è il suo marchio di fabbrica, il filtrante che taglia per l’inserimento del compagno uno schizzo di olio su tela.

Gif Dahoud con assist
Quando si dice “il ragazzo gioca bene”

Se state cercando un nuovo pupillo, lui potrebbe essere il profilo giusto: nell’uno contro uno, che sia o meno lui il portatore di palla, difficilmente uscirà sconfitto. Quando si tratta di superare l’uomo, l’abilità di inventarsi la giocata adatta esalta le sue qualità, mentre in fase difensiva, nonostante la non eccelsa robustezza, dimostra una solidità da far invidia ai più famosi recupera palloni. In qualsiasi zona del campo, è capace di raddoppiare con il giusto tempismo, dettando i ritmi delle due fasi: se si attacca o si difende, a deciderlo sarà Mahmoud. Svaria di metro in metro sempre a testa alta, all’occorrenza mediano, improvvisamente trequartista.

Gif Dahoud recupero palla
La fase di interdizione con il recupero del pallone e l’immediata ripartenza

Negli ultimi trenta metri, le sue caratteristiche si sposano con gli inserimenti e le diagonali. Essendo capace di cambiare il gioco rapidamente, riesce a mandare in porta i compagni ma anche a smarcarsi per cercare la conclusione. Il tiro è probabilmente un aspetto su cui deve lavorare, anche se la rapidità con la quale controlla il pallone e conclude è degna di un calciatore di alto livello. Calcia principalmente da fuori area, anche se la percentuale realizzativa in relazione ai tentativi è bassa: cinque reti, di cui due arrivate da lontano, con il 72% fuori o parate, ed il 3% sul palo. Spesso cerca la potenza, concludendo di collo per dare imprevedibilità alla traiettoria ma diminuendo la precisione, a volte figlia della velocità con la quale Dahoud prende palla e cerca la porta.

Gif Dahoud contro Juventus
Il tiro in porta contro la Juventus in Champions League: controllo e tiro in una frazione di secondo

Ha fatto tutta la trafila delle giovanili con la maglia della Germania, senza mai vestire quella della Siria: forse perché è curdo, forse per la possibilità di giocare ad alti livelli. Questa stagione si è seduto molte volte in panchina dopo un’estate in cui è stato accostato a tantissime squadre, ma il Borussia Mönchengladbach non fa sconti, il ragazzino è precoce e dovrà confermarsi. Questo è Mahmoud Dahoud, la nuova stella arrivata dal Medio Oriente, invisibile ma capace di colpire al cuore.

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