L’epopea madridista delle ultime stagioni è stata segnata dalle infinite risorse tecniche di Cristiano Ronaldo, del quale tutti noi, ci stiamo chiedendo per quanto tempo ancora possa incidere così tanto sulle sorti del Real Madrid. La gestione Zidane è un esempio perfetto di preservazione e conservazione del patrimonio tecnico del portoghese, e di altri giocatori imprescindibili della rosa. È proprio in questo contesto che emerge un giocatore come Lucas Vazquez, un canterano dal piede sensibile, ma non abbastanza per il palato raffinatissimo del Santiago Bernabeu. Una vita al Madrid, prima nella squadra B, dal 2015 in pianta stabile in prima squadra, con un breve passaggio all’Espanyol, con il quale ha esordito nella Liga e segnato i primi gol.
Tutto il mondo ora conosce Lucas Vazquez
Lucas Vazquez da qualche giorno, è sulla bocca di tutti. Precisamente, da quando il fischietto titubante di Michael Oliver, ha concesso il calcio di rigore che ha eliminato la Juventus dalla Champions League. Minuto 93 della sfida: Cristiano Ronaldo consegna di testa un pallone nell’aria piccola. Al centro, indisturbato, risiede il corpo di Lucas Vazquez pronto a ricevere la gloria eterna.
Poi Benatia.
Il canterano si allontana dal cerchio infuocato delle polemiche, si guarda attorno e realizza: ” tutto il mondo ora mi conosce, ma non per il motivo che avrei voluto”. Provate ad immaginare se quel gol Lucas Vazquez lo avesse sbagliato, provate ora a pensare ad una conseguente eliminazione del Madrid. Probabilmente la sua carriera con i blancos avrebbe subito un brusco deragliamento, e conoscendo gli animi bollenti del madridismo, difficilmente si sarebbe potuta invertire la rotta. Invece Lucas Vazquez è diventato l’uomo del destino, che tiene a galla il terzo sigillo consecutivo in Europa, che mantiene vivo il ricordo di una squadra che appare imbattibile, nonostante le palesi difficoltà.

Accusato di essersi lasciato cadere, ora ha anche dei nemici, i tifosi della Juventus. Nel caldissimo post-partita è stato accusato da Benatia, rispondendo a tono alle sue dichiarazioni. Adesso Vazquez è un simbolo del madridismo, ed è curioso pensare come un episodio non direttamente collegato ad un gol, o ad una qualsiasi giocata, possa avere un significato ben più persuasivo nella mente di un tifoso. Ma in un momento così delicato, dopo aver rischiato di aver gettato al vento una qualificazione, la provvidenza di trovarsi davanti a Buffon e tutto quello che ne è conseguito, ha creato una nuova narrazione attorno alla figura di Lucas Vazquez. A livello europeo, ma ben più importante per lui, all’interno del Real Madrid, da sempre un club circostritto e con regole del tutto particolari per quanto riguarda il rapporto giocatore/tifoso.
La convivenza con CR7
Per capire l’effettivo apporto e l’integrazione di un giocatore all’interno del Madrid, il suo giudizo non può sottrarsi dall’approvazione di Cristiano Ronaldo, determinante anche quando si tratta di scegliere i suoi partner di attacco. Nel settembre 2016, il portoghese, che ha avuto nella passata stagione un rapporto complicato con Alvaro Morata, venne sostituto da Lucas Vazquez contro il Las Palmas. Le merengues si trovavano in vantaggio a quindici minuti dalla fine, la partita terminò in pareggio, suscitando l’ira di Ronaldo. Difficile imporsi in una situazione del genere, quando il giocatore più importante del campionato, e forse del mondo, non mostra fiducia nei tuoi confronti. Il grande merito di Vazquez è stato quello di farsi apprezzare da CR7, e di essere riputato importante dallo stesso. Fino a diventare il doce per eccellenza, il dodicesimo su cui poter contare, la prima scelta nelle rotazioni, soprattutto dopo la partenza di James Rodriguez.

Guadagnarsi questo status alla Casablanca può essere considerato uno privilegio, considerando l’esigenza di una piazza abituata a vedere il meglio che offre il calcio internazionale, e con determinate caratteristiche che il madridismo richiede. Zidane se lo è trovato in squadra, in un momento in cui non era altro che un cameo disatteso, e lo ha trasformato in un giocatore utile al progetto. La BBC fa ormai fatica a riproporsi con continuità e non offre più le garanzie fisiche e tecniche del passato. Lucas Vazquez, assieme ad Asensio, non solo ha scalato le gerarchie del tecnico francese, ma garantisce maggiore equilibrio, che giocatori come Isco e Bale non riescono a dare in alcuni momenti della partita.

Quando Asensio e Lucas Vazquez giocano assieme, la percentuale di vittorie del Madrid sale al 75%, contro il 61% generale (fonte as.com). Un apporto significativo, volto al sacrificio e all’efficacia tattica. Ne trae benificio anche Cristiano Ronaldo, che gioca da punta centrale al posto di Benzema, che in questa stagione ha numeri realizzativi piuttosto bassi. La coppia è stata proposta in campo da Zidane nelle partite migliori giocate dal Real Madrid: 5-2 contro la Real Sociedad; 5-0 al Sevilla; 6-0 all’Apoel; 2-0 al Barcelona nella Supercoppa di Spagna. La produzione offensiva di Lucas Vazquez è seconda solo al contributo vitale di Crisiano Ronaldo. Otto gol in stagione e ben 15 assist. Nelle ultime 11 partite è sceso in campo da titolare in otto match, praticamente più di chiunque altro a parte il portoghese. Questo perchè ha imparato ad essere pragmatico, interpretando uno stile di gioco perfetto per i blancos, al cospetto di un bagaglio tecnico non indifferente, imprescinbidile dalle parti di Valdebebas.
La partita perfetta
In un incontro di Champions League del 2016 contro il Manchester City, Lucas Vazquez ha corso per 13 km. Una distanza davvero considerevole, se si tiene conto che la media di km percorsi da un centrocampista di contenimento è sui 9/10 km a partita. Vazquez è quello che sarebbe potuto essere Callejon: stesso ruolo, stessa dedizione, stessa stima dei compagni. Con Mourinho, l’esterno del Napoli, è stato il classico doce: duttile, affidabile e incisivo. Ha scelto di lasciare Madrid per giocare sempre, praticamente ogni minuto da 5 anni a questa parte. E chissà cosa ne sarebbe stato di Vazquez, se Callejon avesse preservato il suo ruolo da abile comprimario con le merengues. Intanto, molto probabilmente, l’esterno dei partenopei lascerà il posto al Mondiale di Russia proprio a Vazquez, che nelle gerarchie ha scavalcato anche Suso.
La partita della sua consacrazione, più che quella con la Juventus, dettata dalla casualità del penalty/no penalty, è stato l’ottavo di finale contro il Psg al Parco dei Principi:

Nell’azione del vantaggio del Real Madrid, è Lucas Vazquez ad innescare la transizione rubando palla a Pastore, grazie ad un rientro tempestivo ed un tackle pulito.

L’azione prosegue con il canterano che dà subito verticalità a Ronaldo, il quale indica il movimento del compagno, che viene servito con l’esterno a memoria. Ripartenza fuliminea e senso della posizione, dirige CR7, esegue: Lucas Vazquez.

Infine la giocata dell’incontro: Asensio inventa tra le linee, Lucas Vazquez nell’insolita posizione a sinistra, prende di sorpresa la retroguardia parigina e con il piede debole offre un cioccolatino per la testa di Ronaldo, che scarta e ringrazia.
Sebbene sia Isco a rubare la scena ultimamente, una frangia di tifosi del Madrid ancora non è del tutto convinta del suo stile di gioco. Reo di essere un palleggiatore, uno di quelli la, dei Culés. Il madridismo chiede una squadra spietata, diretta, senza fronzoli, ma con grande classe. Lucas Vazquez non sarà mai Isco per qualità tecniche e padronanza estetica, ma ha compreso perfettamente ciò che il suo allenatore, ed il suo amato pubblico gli chiede. Della notte di Champions turbolenta del Bernabeu, è stato il vero vincitore. Con un Real che esce vulnerabile, forse favorito, forse meno imbattibile di prima, ma con un Lucas Vazquez un po’ meno invisibile.
