Il Brescia vuole tornare in Serie A

Dopo anni di delusioni e sofferenze, condite dal rischio di ben due fallimenti nell’arco di poco più di un anno (febbraio 2015 e giugno 2016) il Brescia è finalmente pronto a riscrivere importanti pagine calcistiche con rinnovata fiducia verso il futuro. Di seguito le ultime quattro stagioni delle Rondinelle, drammaticamente contraddistinte da un alone di grigia incertezza, che ha fatto tremare per quattro infiniti anni i cuori dei supporters bianco blu, arrivando infine alla riscossa societaria prima sul terreno di gioco e poi nella sede di Via Bazoli.

Corioni non è più il presidente del Brescia

L’inizio del periodo più buio che la ultracentenaria storia del club ricordi, ha il suo principio nella fine. Il 17 Luglio 2014 Gino Corioni – il Pres” per il popolo biancoazzurro – annuncia le sue dimissioni da patron del Brescia. Termina così, dopo 22 anni, la più grande favola calcistica che sia mai stata raccontata all’ombra della Maddalena.

Il Brescia e il suo Presidente | Numerosette Magazine
Gino Corioni e un sorridente Pep Guardiola con la maglia del Brescia.

Se da un lato c’è sempre stata l’impressione di un Corioni passionale ma poco attento alle esigenze di bilancio, dall’altro lato la sua presidenza alla guida del Brescia Calcio, ha portato la società a tagliare traguardi e a raggiungere obiettivi che prima di allora aleggiavano solo nelle più fervide fantasie dei sostenitori bianco blu. I 5 anni consecutivi in Serie A (2000-2005), il settimo posto nella stagione 2000-2001, l’orgoglio di aver condotto il club alla finale di Coppa Intertoto contro il Paris Saint-Germain di Ronaldinho, facendo indossare la maglia, con la V bianca sul petto, a campioni del calibro di Roberto Baggio, Josep Guardiola, Luca Toni e Andrea Pirlo che rimarranno ricordi indelebili nella mente di tutti i tifosi bresciani. Come tutte le favole ci si aspetterebbe l’inevitabile lieto fine, invece il commissariamento del club da parte di Ubi Banca, nel Luglio del 2014, ha tristemente scritto la parola fine all’epopea d’oro del calcio bresciano.

Il prezzo della gloria si è accumulato anno dopo anno nelle casse societarie come una lenta ma letale malattia. In alcuni casi si è sospettato che il Brescia avesse fatto il passo più lungo della gamba, come per l’acquisto di Baggio, il cui stipendio è stato pagato anche per i mesi successivi al suo ritiro. L’imprenditore di Ospitaletto, schiacciato dai debiti e segnato dalla dura lotta al cancro, ha dichiarato l’insolvenza e la conseguente crisi di liquidità che avrebbe compromesso l’iscrizione alla Serie B 2014-2015. Solo l’intervento dello sponsor principale Ubi Banca, al fine di concedere il prestito di quattro milioni di euro necessario per saldare gli stipendi arretrati e coprire l’iscrizione stessa, permise al Brescia di superare indenne la prima fase di un lungo calvario.

Lo spettro del fallimento

Caracciolo e il Brescia, un amore infinito. | Numerosette Magazine
L’Airone Andrea Caracciolo, miglior bomber di sempre della storia del Brescia con 179 reti.

La stagione 2014-2015 vede il Brescia iscritto, sul filo di lana, al campionato cadetto. Affidata la panchina a Ivo Iaconi, e allestita una rosa che prevede tra Caracciolo, Corvia e Budel, l’obiettivo dichiarato dalla società è una salvezza tranquilla. A fine dicembre inizia la girandola degli allenatori, saranno 4 alla fine i tecnici che si siederanno sulla panchina delle rondinelle in meno di un anno. Inoltre, a gennaio, cominciano ad aleggiare i primi rumors sull’intenzione di Ubi Banca di non pagare la seconda tranche di stipendi e viene reso pubblico, per la prima volta, il debito del Brescia Calcio: circa 8 milioni di euro.

Il fallimento sembrerebbe la logica conclusione della vicenda, ma grazie alla sapiente regia di Ragazzoni e al fondamentale supporto di Marco Bonometti (presidente degli industriali bresciani) Ubi Banca riesce a trovare in Rinaldo Sagramola e nel gruppo da lui rappresentato, la fiduciaria milanese Profida, un salvifico acquirente. Il passaggio di società si completa nel febbraio 2015 e il Brescia e i suoi tifosi ritrovano l’entusiasmo perduto, essendo praticamente certi della salvezza e avendo ora garanzie economiche più solide per le stagioni a venire.

La sentenza del campo e la Dea Bendata

Il verdetto è però impietoso. Con due giornate di anticipo, complici anche i 6 punti di penalità dati al Brescia verso la fine del campionato, la squadra retrocede in serie C dopo 30 anni dall’ultima volta. Le lacrime di Caracciolo e Zambelli, all’epoca capitano del Brescia, riassumono perfettamente l’amarezza e la delusione del popolo bresciano.

Solo il fallimento del Parma impedisce alle Rondinelle di giocare in Lega Pro la stagione 2015-2016. Il 3 agosto 2015 il Brescia viene ufficialmente ripescato e riammesso alla Serie B. Si riaccende l’entusiasmo.

Coreografia Ultras Brescia | Numerosette Magazine
La Curva Nord, il cuore pulsante del tifo Bresciano.

Scongiurati per il momento le istanze fallimentari e sicuri di giocare ancora in Serie B, il Brescia, guidato dal direttore generale Sagramola e dal neo eletto presidente Triboldi, si appresta ad affrontare la stagione calcistica 2015-2016 con un entusiasmo che in Via Bazoli non si vedeva da tempo. All’eterno Caracciolo, diventato ora capitano dopo l’addio in estate di Zambelli, vengono affiancati giovani di grandi speranze: Morosini, Mazzitelli e Coly su tutti. I tifosi staccano più di 5000 abbonamenti e gli spettri del passato sembrano ora solo un lontano ricordo.

L’illusione nel aver finalmente ritrovato stabilità economica, tecnica e progettuale si dissolve ancora una volta al termine della stagione 2016. Pesa come un macigno il debito di 8 milioni di euro verso l’erario per il mancato pagamento dell’Iva dal 2011 al 2014. Anche in questo caso il fallimento sembra inevitabile ma, ancora una volta, la maestria dei dirigenti bresciani e la ricapitalizzazione avvenuta per merito di una cordata dei nuovi imprenditori, ha consentito al Brescia di iscriversi regolarmente al campionato di Serie B 2016-2017.

Sul campo, tuttavia, la squadra fatica moltissimo. Il Brescia arriva a giocarsi il tutto per tutto all’ultima giornata di campionato contro il Trapani: un vero e proprio spareggio salvezza, davanti a un Rigamonti gremito in ogni ordine di posto. In una partita emozionante, a tratti drammatica, il Brescia riesce a imporsi per 2-1 e a mantenere la categoria. Il peggio è ormai alle spalle, lo sanno i giocatori, lo sanno i dirigenti e lo sanno soprattutto i tifosi, le cui lacrime di gioia si fondono in un’unica voce che intonerà la celeberrima Madonnina dai riccioli d’oro lungo le vie della città fino all’alba.

L’uomo della svolta

Il 4 Agosto del 2017 Massimo Cellino, ex presidente del Cagliari dal 1992 al 2014, rileva la società Brescia Calcio e ne diventa il nuovo presidente. Le aspettative in città sono molte, mentre la pazienza un po’ meno come certificano i mugugni dei tifosi che si aspettavano la prima stagione di Cellino alla guida del Brescia di ben altro tenore. La sua prima annata vede la squadra salvarsi ancora una volta all’ultimo respiro – chiamiamolo stile Brescia – sul campo dell’Ascoli, dopo che per tutta la stagione aveva navigato in zone di classifica abbastanza tranquille.

Cellino il giorno della presentazione come nuovo Presidente del Brescia | numerosette.eu
Massimo Cellino è il nuovo presidente del Brescia

L’addio dell’Airone

Il 16 Marzo del 2018 entra a far parte dello staff biancblu Francesco Marrocu, braccio destro di Cellino già ai tempi del Cagliari e profondo conoscitore di calcio. Il sardo va a ricoprire il ruolo direttore generale e di direttore sportivo, con ampi margini di manovra: le aspettative nel vedere all’opera la coppia Marrocu-Cellino sul mercato, sono subito smorzate da una decisione impopolare. A luglio trapela l’intenzione della società di non rinnovare il contratto in scadenza di Andrea Caracciolo, classe 1981 e stipendio pesante. Le proteste coinvolgono tutti, dal più giovane al più anziano dei tifosi delle Rondinelle: nessuno vuole vedere giocare il Brescia senza il suo capitano, senza il bomber più prolifico della storia del Brescia (179 goal), senza colui che quasi da solo ha trascinato più di una volta i biancoblu fuori da situazioni a dir poco intricate. I tifosi sono irremovibili, la società anche. Caracciolo il 13 Luglio si accaserà alla Feralpi Salò salutando definitivamente quella che sarà per sempre casa sua.

Ma, forse, è anche questo ciò che era sempre mancato al Brescia: saper ragionare con la testa, quando il cuore ti suggerirebbe di comportarti diversamente.

Una rosa competitiva

Al di là della cocente delusione per la perdita dell’Airone, la rosa che è stata allestita ha incominciato a convincere anche il più scettico dei tifosi sull’operato della dirigenza del. Partito Caracciolo, il suo sostituto è stato individuato in Alfredo Donnarumma, vice capocannoniere nelle file dell’Empoli la passata stagione e profilo di assoluto livello per la categoria. Importantissimo il ritorno del classe 1994 Morosini, cresciuto nel Brescia e ceduto due anni fa, che è tornato all’ovile attratto dal progetto ambizioso di Cellino. L’acquisto di Tremolada, miglior centrocampista della scorsa stagione con 12 goal con la maglia della Ternana, risulta essere quel calciatore di qualità che da anni mancava al Brescia. Respinte le offerte milionarie per Tonali, protagonista all’ultimo Europeo U19, il centrocampista del vivaio è rimasto almeno per un anno a Brescia, come ci auguravamo in questo articolo in cui indicavamo i migliori azzurri del Torneo. Al netto dei giocatori acquistati, Cellino ha messo a disposizione per il suo pupillo Suazo, tecnico che nelle giovanili del Cagliari si è distinto per un gioco ragionato che predilige un’uscita dinamica dal basso, una squadra che sembra davvero pronta al salto di categoria che manca da otto anni.

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