L’Igor Volley Novara se ne va a Berlino

È il golden set che vale la finale di Champions League. È il secondo match point di VakifBank Istanbul. Per l’Igor Volley Novara si presenta alla battuta Paola Egonu. 13-14. Se sbaglia è finita. Il Pala Igor Gorgonzola, accalcato e invasato, è tutto in piedi. 4000 persone si alzano e si stringono. Hanno cantato tutto il match. Sono – siamo, perché ero lì – volti contratti pronti a liquefarsi nel sudore adrenalinico che riga l’epidermide. Tensione e lacrime. Il filo sottile che ne dividerà il significato è tutto lì, nel nastro che alza la soglia della rete, tra le mani di Paola Egonu, classe ’98. Vent’anni. Miglior opposto al mondo.
Quanto peserà mai quella palla? Gli umani possono solo immaginar.

Il match

Lei, Paola Egonu, il personaggio sportivo del 2018, ha gli occhi che ardono di sfida. Ha fatto una caterva di punti con il suo stile di gioco. A tutto braccio. Quasi sempre. E quando dico quasi, dico che si sarà risparmiata due colpi. E una o due battute. Poi giù a randellare. Il suono dello schiaffeggio sul pallone è una schicchera che scaccia l’incubo e irraggia il palazzetto di fuoco. 39 punti, 50% di realizzazione. Fatal Paola. Egonu lavora sopra al muro, con le mani del muro, disegna diagonali che non sono opere di ingegneria. Richiamano l’arte. Richiamano la tecnica. Di manualità Paola Egonu ne ha, e migliora sempre più. È una questione di pura sensibilità, inteso anche come sentimento. Cioè del sentire. Cioè del talento. O c’è. O non c’è.

Eppure, quella caterva di punti non è bastata. Perché la VakifBank Istanbul è bicampione consecutiva d’Europa non a caso, 4 titoli nelle ultime 8 edizioni. Il muro tremendo che si para dinanzi all’Igor Volley Novara è composto da due o tre giocatrici. Se potessero ne metterebbero anche quattro. Giocano divinamente a muro, sembra che non facciano altro dalla mattina alla sera. Anche a casa. Saltano all’unisono, ostacolano la metà degli ottanta tentativi di punto dell’Egonu, Ozbay e Caliskan sono straordinarie per costanza e logoramento psicologico: sotto rete le turche sono semplicemente più reattive. Tutte le coperture funzionano, le preventive sono meticolose, e la facilità di rinvertire il trend del destino è fulmineo; non si può dire lo stesso dell’Igor Volley Novara. Le turche sono decisamente migliori, decisamente più in gara. È l’opposto dell’andata. Le ragazze di Giovanni Guidetti in un’ora ribaltano psicologicamente lo schiacciante 0-3 in Turchia dove Fatal Paola superava agilmente il muro a tre, trovando anche diagonali strette nei tre metri. Controfisica. Ma nel ritorno di Novara, le turche sembrano giochino a Istanbul. Il rimbombo dei cori incessanti è come se non lo avvertissero, o li reinterpretassero a favore. Tirano da terra l’impossibile e appena il campo gli si apre, Zhu Ting, la migliore giocatrice al mondo dell’ultimo quadriennio, è semplicemente immarcabile: 26 punti finali.

Il primo set combattuto, dove l’Igor Volley Novara ha condotto per ampi tratti, finisce 23-25; il secondo, dove l’Igor Volley Novara non è mai stata in gara, finisce 20-25; il terzo è riscatto, 25-15, e a metà set Guidetti ruota il sestetto dando spazio anche all’italiana Chiara di Iulio, la più positiva all’andata; il quarto finisce 21-25. Novara barcolla e pare veramente piegarsi sulle ginocchia, in preda a una crisi di nervi scalcinante. Lauren Carlini, ottima anche a servizio, mixerebbe pure le sue scelte. Michelle Bartsch a fine gara registra 16 punti lavorando bene con il muro nemico, l’immortale Piccinini 8, come la Veljkovic, e Chirichella 5. Certo, quando il gioco si fa duro, la palla vola sulla testa dell’Egonu: pipe, prima linea o seconda linea poco importa. Forza alcune scelte, è vero, ma quando nasci differente pensi differente e provi differente. Fatal Paola viene protetta in ricezione e lasciata libera di offendere. Ma non basta.

Il segno di Francesca

Quando attaccano le turche, la difesa dell’Igor Volley Novara è debole, imprecisa, confusionaria. Lo spazio difeso da Bartsch e Sansonna diventa un luogo di morte, e il suicidio italo-americano è spesso servito. Sembra non esserci più gara. Barbolini prova a scuotere la squadra, fa rifiatare l’Egonu per un giro, Chirichella è sottotono.
Sembra veramente il sintomo del crollo, quello psicologico, quello peggiore. Ma c’è una donna in mezzo al campo, un capitano, che la Champions l’ha vinta. È l’unica, e ne ha vinte sei. Ha quarant’anni Francesca Piccinini, e contro la VakifBank è stata semplicemente perfetta. In ogni fase. Attacco, difesa. Psicologicamente. Le ha riprese tutte, le compagne. Una a una, dopo ogni azione, dopo ogni errore: «Oh, qui si fa la storia – sembra dire con gli occhi incazzati della tigre -, volete entrarci sì o no?».

Paola Egonu in Igor Volley Novara vs VakifBank Istanbul | Numerosette Magazine

foto di Francesco Saverio Simonetti

Il rumore di Paola

La risposta è certo che sì. Paola Egonu rientra in campo in un misto di adrenalina ed estasi per il momento. Il livello si innalza, lei si accende. Non tecnicamente, sia chiaro. Lì è una cascata maledettamente sublime. Ma emotivamente. Ride. Fatale. Tra il beffardo e la sfida. Tra la felicità di esserci e la gioia dei propri mezzi. Abbraccia la compagna di Nazionale Chirichella, guarda le compagne, allarga le braccia. «Ce la facciamo!».
L’inizio del golden set, tuttavia, non lascia scampo. Parziale di 2-5. Timeout Barbolini. Igor Volley Novara-VakifBank Istanbul. Ora inizia la terza partita. Bartsch e Sansonna non sbagliano più una ricezione, Paola cresce anche in difesa, Piccinini è monumentale, Veljkovic e Chirichella emulane le turche – ora è muro a muro -, Carlini capisce come giocare il set. Lo capiscono anche le turche. Che l’hanno sempre saputo. Come lo hanno sempre saputo chi ha visto la partita. Ma non ce n’è: in attacco è Paola Egonu contro VakifBank Istanbul. Estremizzando i fattori, i talenti massimi: è Paola Egonu vs Zhu Ting. Uno scontro totale per lo scettro. E la Zhu porta le turche sul match point. 12-14. Ed è ancora sua la palla del ko. Chirchella dice: «mo’ me rutt’ ‘o cazz». Da napoletano a napoletana, mi piace pensarmela così. Con cazzimma che senz’altro l’appartiene. 13-14.

È il golden set che vale la finale di Champions League. È il secondo match point di VakifBank Istanbul. Per l’Igor Volley Novara si presenta alla battuta Paola Egonu. 13-14. Se sbaglia è finita. Il Pala Igor Gorgonzola, accalcato e invasato, è tutto in piedi. 4000 persone si alzano e si stringono. Hanno cantato tutto il match.
E cantano. 14-14 dopo il miracolo di Sansonna, in parallela Fatal Paola. Trentottesimo punto, ottavo del set.
E cantano. 15-14 sfruttando uno dei rari errori della Zhu.
E cantano. 16-14. Ace tremendo, Fatal Paola. Trentanovesimo punto, nono del set.
Paola Egonu tocca il tetto del palazzetto con un balzo di gioia.
Coriandoli, salti, abbracci, urla, lacrime. Gioie e disperazione si fondono.
È lo sport. È un film.
Sarà Berlino.

Andiamo a Berlino

di Alessandro Cavallaro

Amicizia. Come quella che mi ha portato ad assistere a una partita con un finale degno di Orson Welles; come quella di chi in campo ci mette l’anima.
Gioia. Quello del quinto set. Paola Egonu. Punto. 13-14. Batte Paola Egonu. «Chissà quanto peserà nella sua testa quel pallone», penso dentro di me. Punto. 14-14. Ancora l’Egonu in battuta. Ripeto la stessa frase in testa con un mix di ansia e speranza. Il palazzetto in silenzio. Batte. Punto. 15-14. Il palazzetto è diventato La Bombonera. Ancora Paola in battuta. Nella testa la stessa frase (più per scaramanzia). Batte. Punto. 16-14. È un delirio. Destinazione Berlino, per una finale tutta italiana.
Impegno. Quello che ogni componente della squadra mette sul campo. Quello che ogni giocatrice in panchina trasmette alle proprie compagne. Lo stesso impegno che lo staff mette ogni giorno per far esprimere questa squadra al massimo delle proprie potenzialità. E l’impegno ripaga sempre.
Lealtà. 4000 persone a tifare, a sostenere, a esultare, a soffrire. Perché si sa che le vittorie che fanno godere di più son quelle arrivate dopo molta fatica. Generazioni di persone che si incrociano e si riuniscono per inseguire un sogno. Il sogno di giocare una finale di Champions League. Sapendo di poterla contendere all’unica squadra che in campionato si trova sopra di loro. Un’intera gara. A incitare il team. E una lezione di sportività e civiltà che sport più famosi dovrebbero accogliere velocemente. Mai un coro contro gli avversari. Mai. Perché non c’è modo migliore di demoralizzare il tuo avversario, mostrando il proprio sorriso quando gli manca un punto per andare in finale. Come a dire: «Ebbene. Vi abbiamo fatto arrivare a un centimetro dal traguardo, ma ora scusateci ci aspetta un aereo per Berlino».

AGIL. Amicizia Gioia Impegno Lealtà. AGIL Gorgonzola Igor Volley Novara nella storia.

Paola Egonu in Igor Volley Novara vs VakifBank Istanbul | Numerosette Magazine

Paola Egonu con le compagne | Numerosette Magazine

Tifosi del Novara al Pala Gorgonzola Igor | Numerosette Magazine

foto di Alessandro Cavallaro e Francesco Saverio Simonetti

Si va a Berlino

No. Non sono le lacrime che si ubriacano nella corsa di Fabio Grosso, non è la rincorsa a riscattare il proprio destino, da area ad area, di Alex Del Piero.
Berlino è la meta di un altro sogno. Di un sogno sempre italiano. Dell’Igor Volley Novara e dell’Imoco Volley Conegliano. Collettivi di uno sport che sta vivendo la sua stagione di massimo splendor.
Per la quarta volta nella storia sarà una finale tutta italiana. Non accadeva da quattordici anni quando Bergamo, della Piccinini, inaugurava i suoi sei anni di gloria (in un duopolio con Perugia), battendo l’Asystel che aveva acquisito proprio il titolo sportivo dell’AGIL, la squadra nata a Trecate nel 1984 per volere di una suora, Giovanna Saporiti, e che nel 2001 approdò in Serie A. Spostò la sede a Novara per adempiere alle regole degli impianti, e nel 2003 vinse la Coppa CEV, l’attuale Challange Cup, la seconda manifestazione europea più importante. Se ne tornò a Trecate, subito dopo. In serie C. E da lì un’altra lenta risalita. Nel 2012 l’Asystel scompare dopo neanche una decade. E l’AGIL ritorna a Novara, acquistando il titolo della Busnago. Dal 2013 è di nuovo in Serie A1. Da allora, tre vittorie di Coppa Italia (le ultime due consecutive) e uno scudetto nel 2017. Storie – purtroppo – di ordinaria amministrazione di sport considerati da sempre minori in Italia. Ma che il 18 maggio ci porteranno sul tetto d’Europa. E se la maschile del Perugia avesse vinto, avremmo avuto una doppia finale tutta italiana. Maschile (con Civitanova) e femminile.

Quella tra Imoco Volley Conegliano e Igor Volley Novara sarà uno scontro totale tra le due squadre che si sono suddivise i titoli italiani nell’ultimo triennio. La Regular Season ha detto Conegliano, la Coppa Italia ha detto Novara. Conegliano ha semplicemente stupito nel suo cammino. Soprattutto nelle fasi finali dove è stata l’unica squadra a non perdere un match. L’unica ad archiviare il discorso qualificazione dopo cinque set, tra andata e ritorno. In semifinale, contro le turche del Fenerbache, è stato un doppio 3-0 senza adito a interpretazioni. Le favorite al titolo sono loro. L’Igor Volley Novara dovrà ribaltare, poi, il match di playoff di campionato con San Casciano, dopo l’andata terminata con un netto 3-0. Non sarà facile, ma avranno la carica di Berlino.

E lì, a Berlino, il 18 maggio, le eccellenze impernieranno tutta l’attenzione del mondo.
Ci sarà molto dell’ultima Italia argento mondiale: Chirchella, Egonu (Igor Volley Novara) e De Gennaro, Danesi, Sylla (Imoco Volley Conegliano). Ci sarà la Serbia campione del mondo con la Veljković. Ci saranno gli Stati Uniti di Bartsch, Carlini, Hodge e Hill; l’Olanda di Plak e de Kruijf. L’Albania di Bici, l’Argentina di Nizetich, la Croazia di Fabris, il Giappone di Nagaoka, la Polonia di Wołosz, forse la miglior palleggiatrice al mondo. Ci sarà una signora del volley, da hall of fame, Francesca Piccinini.

Ci sarà il mondo che guarderà due squadre italiane. E non ci saranno, solo allora, più favorite. Solo grande spettacolo.

Igor Volley Novara vs Imoco Volley Conegliano, finale di Champions League | Numerosette Magazine

Berlino, 18 maggio 2019, finale di Champions League: Imoco Volley Conegliano vs Igor Volley Novara

 

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