Election Day: Eden Hazard

Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo.

Qualche anno fa Alan Klay, pioniere della rivoluzione informatica, usò questa frase per spiegare la sua filosofia del lavoro. Noi, però, sappiamo la verità: Alan Klay ha coniato quest’espressione per descrivere la stagione di Eden Hazard, per aiutarci ad eleggerlo nella nostra lista dei sette migliori giocatori della Premier League.

Facciamo un po’ di chiarezza. Poco più di un anno fa, di questi tempi il Chelsea concludeva una delle stagioni più drammatiche della sua storia recente: decimo posto in campionato, giocatori lenti e demotivati, performances impietose. Mentre il contorno del fallimento andava delineandosi sempre più, tifosi e dirigenza misero alla gogna tutti i giocatori: uno dei più criticati fu Eden Hazard, accusato di aver perso il suo tocco creativo. Oggi, dopo un campionato da assoluto protagonista, siamo qui ad eleggerlo tra i migliori della categoria. Com’è stato possibile?

Campagna elettorale

Se Hazard fosse un politico, avrebbe una quantità invidiabile di armi a proprio vantaggio. La sua campagna elettorale potrebbe quindi basarsi sui numeri: 16 gol e 5 assist in campionato, 169 dribbling riusciti (il 75% del totale), una media di 50 passaggi a partita, e un totale di 3005 minuti giocati. Insomma, uno degli insostituibili nel Chelsea di Conte.

Ma i numeri non fanno presa come le immagini: possiamo allora sfruttare due azioni in cui Hazard ha dimostrato di essere un talento capace di giocare coi compagni e di risolvere le partite da solo.

Grazie a Conte, Hazard ha imparato a sfruttare i compagni di squadra come sponde intelligenti. Certe volte viene da pensare che Willian, Diego Costa e compagnia non siano altro che proiezioni del suo cervello, che si muovono in armonia per facilitare le sue penetrazioni offensive. Come contro lo United, quando Matic e Kanté divennero attori inconsapevoli di un disegno molto più grande di loro.

Tutto parte dalla potenza ispiratrice di Hazard, che crea e riempie il vuoto attorno a sé. Il fantasista belga è come il primum mobile di Aristotele: il movimento si genera in lui, e tutto il resto (gol compreso) è conseguenza.

Ma Hazard non è soltanto un grande direttore d’orchestra; è anche un primo violino di tutto rispetto, uno dei migliori solisti d’Europa. Questo perché lo strapotere fisico di Hazard è frutto di intelligenza calcistica ed energia fisica, che gli permettono di risolvere o chiudere da solo le partite. Esageriamo? Forse è il caso di chiedere conferma all’Arsenal, dove gli esperti stanno ancora studiando questo particolare fenomeno fisico.

Il gol del 2-0 è una dimostrazione mostruosa di intelligenza tattica e forza fisica. Il belga corre per 60 metri senza mai perdere il controllo del pallone; salta tre uomini e nel frattempo aiuta Chamberlain ad esibirsi in un carpiato. Isolato in mezzo alle maglie rosse, riesce poi a infilare il pallone nell’unico angolo che Cech non avrebbe mai pensato di proteggere. Questo è l’esempio migliore del numero preferito di Hazard: portare a spasso le difese avversarie senza pericolo di essere fermato.

Perché lo abbiamo eletto

Elegante ma concreto, solista ma corale. Insomma, un ossimoro, un insieme di contrari che si compenetrano a meraviglia e gli permettono di essere decisivo. Lo abbiamo eletto perché il suo talento non si trasforma mai in frivolezza; Hazard ha appreso dagli autoctoni britannici l’amore per la praxis e ha imparato a monetizzare tutti i giochi di prestigio.

Hazard è uno dei migliori sette in quanto “portavoce” di una concretezza disarmante. Ha segnato un gol ogni 188 minuti di campionato e, tralasciando i rigori, possiamo notare un’incredibile somiglianza nella maggior parte delle sue reti, che sembrano riproduzioni a stampa di un unico modello. Il gol-tipo di Hazard ricalca il seguente schema: ricezione palla, dribbling/posizionamento, tiro all’angolino. E si ripete costantemente, con minime variazioni, andando spesso a segno. Questo perché Hazard è un giocatore-ossimoro, e ha capito che perfezionare il suo colpo migliore è cento volte meglio che perdersi in una serie di numeri mediocri. E allora il belga sintetizza forza e precisione per far sembrare facili dei gol che, probabilmente, non lo sono. Per maggiori informazioni chiedere al reparto difesa dell’Everton, letteralmente bullizzato nella partita di ritorno.

Insomma, se il premio Nobel per la fisica non si limitasse alla ricerca universitaria, gli accademici di Stoccolma non avrebbero alcun dubbio sull’assegnazione di quest’anno: la precisione del tiro di Hazard è degna dei migliori trattati sulla balistica dei proiettili.

Perché non tutti lo eleggerebbero

Le elezioni, si sa, sono un gioco sporco, ci si fa dei nemici molto presto. E il nostro Hazard, nonostante sia stato tra i migliori della stagione, ha mostrato almeno un punto debole. Un tallone d’Achille scoperto, guarda caso, da una vecchia conoscenza del calcio italiano.

Hazard ha fatto capire a tutti di essere umano nella partita del 16 aprile contro il Manchester United, quando Mourinho ideò la gabbia perfetta in cui immobilizzarlo. I Red Devils giocarono con un 4-4-1 più Ander Herrera, che ebbe un solo compito tattico: diventare l’ombra di Hazard. Letteralmente. Bastano pochi frame della partita per capire che il concetto di “marcatura a uomo” risulta qui oltremodo riduttivo.

Alcuni critici potrebbero dire che un fantasista non può lasciarsi innervosire da questa marcatura così anni Ottanta, che a noi italiani ricorda molto quella di Gentile su Zico e Maradona nel mondiale di Spagna ’82. Per tutta la partita, Hazard si è eclissato: Mourinho era riuscito a staccare la corrente del Chelsea mettendo fuori uso l’interruttore principale. Ma in questo sappiamo che è un mago.

Chiusura dei seggi

Ovviamente, questo piccolo sgarbo di Mourinho non è che una macchia quasi invisibile sulla stagione meravigliosa di Hazard. Un giocatore che, grazie ai precetti di Conte, è stato capace di ritrovare se stesso dopo un anno tormentato e oscuro. Il mago venuto dal Belgio ha dimostrato di non essere una meteora, anzi, si è preso di gran carriera un posto nei magnifici sette eletti dalla nostra redazione. Dopo questa grandiosa tornata elettorale, Hazard ha incantato il mondo.

E noi speriamo di rivedere i suoi giochi di prestigio per molti anni ancora.

SPOIL: Attenzione, perché l’ultimo eletto potrebbe lasciarvi a bocca aperta. Proprio come Hazard.

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