Ho comprato Olsen al fantacalcio

Si, dico a te. Non nasconderti, so che hai preso Olsen al fantacalcio; forse non l’hai preso, ma l’hai pensato; o forse, sei riuscito a rifilarlo a qualche amico che in questo momento sta piangendo sul latte versato. Quello che posso dirti, è di non interiorizzare la sua disperazione, parlane; eppure lo so, è abbastanza svilente partire con un continuo handicap ogni maledetta giornata, inevitabile contro il Napoli. Svilente e demotivante, come il lunedì, primo giorno di una settimana in cui non siamo capaci di sorreggere i buchi difensivi di un weekend che ci ha fisicamente spezzato le gambe. E magari ti svegli guardando prontamente l’app di Fantagazzetta, ti assale come un avvoltoio quel mostro chiamato sconforto ogni qualvolta che guardi i tuoi portieri; Olsen, Sorrentino, Mirante. Magari non questo trittico, ma solo il primo.

Mirante Olsen vice | Numerosette Magazine
Lo stesso sguardo che attanaglia i coraggiosi che hanno preso Olsen.

Il primo, che fa impazzire mezza Italia. Quello che ci ha portato a scrivere un pezzo che non sapremo cosa porterà, né dove ci porterà; d’altronde, Olsen ha completamente devitalizzato romanisti, italiani e fantallenatori come fossimo un dente cariato di speranze e certezze da inseguire. Lecito ricordare che fra i pali di quella Svezia che ci mandò a casa, c’era lui; l’avventura italiana iniziava già col piede sbagliato.

Eppure, non siamo qui per parlare di questo. Siamo qui per aiutarvi, per aiutarci, perché la desolazione di quel ripetitivo e snervante -1 continua a bussare alla nostra porta come il peggior incubo.

Non sappiamo più che fare

Ormai è evidente, la pazienza ha raggiunto il culmine. Per noi, ma soprattutto per i tifosi della Roma; però, ritengo doveroso non affibbiare al dinamico portiere svedese tutte le colpe di questo fallimento. Si, difesa della Roma, parlo a te.

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Servirebbe un tutorial di Salvatore Aranzulla per la retroguardia, dopo questo frammento. Ci sono casi in cui il portiere non può intervenire, e questa è la parte peggiore del suo mestiere; restare inerme, diventare un complice involontario di un delitto tecnico-tattico non preventivato e dettato da fattori metafisici che ancora fatichiamo a definire. Io, da portiere, ne ho viste tante. Quindi ti perdono, in questo caso. Ma non farci l’abitudine.

Perché un complice, involontario o meno, resta pur sempre complice. Parole dettate da una pazzia dilagante in cui sto affogando, non c’è salvagente che tenga in questa dimensione wordpressiana in cui il rumore dei tasti spero sovrasti tutti i borbottii di voi fantallenatori; però, come si fa a trattenersi?

Olsen papera vs Frosinone | Numerosette Magazine
Robin, va bene tutto, ma almeno col Frosinone…

Mi ricorda un errore di Perin in Genoa – Fiorentina, finita 2-5 per la Viola; fu un errore benefico, gli fece capire che doveva ancora mangiare parecchia melma – eh, il politically correct – per arrivare a livelli importanti. Ma qui il caso è differente, qui raggiungiamo la perfetta sintesi della stagione della Roma. Ecco, non credo si possa trovare un portiere più appropriato al momento giallorosso, a una stagione dove tutto sembra andare storto rimarcando così ogni piccolo errore, dirigenziale e non.

Eppure, avete provato a considerare che i primi a prendere Olsen siete stati voi?

Non odiatemi.

Compleanno amaro

Per farmi perdonare e rientrare nelle vostre grazie, vi racconto il mio ultimo compleanno. Ero a Londra, avevo iniziato da poche settimane la mia avventura in una stanza pulita come le geometrie di Nzonzi; guardammo Roma-Genoa con il mio coinquilino romanista che, subito, la spara: “Segna Piatek su papera di Olsen. O almeno, Olsen la fa una papera.”

Papera di Olsen contro il Genoa | Numerosette Magazine

Profetico, o semplicemente realistico riguardo al livello di esasperazione e poca sicurezza che filtra negli animi giallorossi. Il problema che traspare dall’esterno riguarda proprio la sicurezza, quella che non riesce a conferire a un pacchetto arretrato ancora bisognoso di essere allattato da mamma Alisson; detto ciò, sono genoano ma ho schierato Olsen. L’ho comprato, e l’ho schierato.

A fine partita m’infuriai per un fallo di Florenzi ai danni di Pandev non sanzionato, in area; ma non è il momento, per fare il tifoso rancoroso. Quel che poteva succedere in partita, resta in partita, un concetto troppo lontano dalla concezione maniacale della cultura sportiva italiana; quella fantacalcistica, continua ad accogliere portieri giallorossi passando da un estremo all’altro. Puoi ritrovarti un Sczczesny come un Goichochea, un De Sanctis come un Lobont, non puoi saperlo; quel che sappiamo, è che la Roma si ritrova con un reparto inadatto, un reparto in cui spesso si ricerca un capro espiatorio.

Il portiere, in senso più generico, è uno dei più grandi capri espiatori del calcio. Mi direte, “stai solo pubblicando papere di Olsen”, probabilmente per autolesionismo, per dichiarare pubblicamente tutte le scelte sbagliate; per capire che, forse, non è stato l’acquisto più azzeccato. Troppa fiducia in lui dopo un buon Mondiale con la Svezia?

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E comunque, devo essere sincero; giudizi impietosi sul suo conto. Olsen è arrivato al posto sbagliato nel momento sbagliato, questo è inopinabile. Ci sono momenti in cui pecca di sicurezza nelle uscite, altri nell’esplosività delle gambe, oppure semplici errori tecnici; fatto sta che, questo ragazzo, è stato tormentato. Lo abbiamo tormentato pure noi, fino ad ora, facendo inconsapevolmente ciò che tutti stanno facendo, trovare una scusante, un’aggravante per scollarsi di dosso delitti che fanno male alla propria coscienza; gli omicidi tecnico-tattici di Juan Jesus – tanto per citarne uno – rischiano di passare in secondo piano dinanzi a un errore di posizionamento di Olsen. Così come l’aver completamente ignorato Cragno all’asta, per puntare tutto su un portiere di cui si sapeva poco; perché non puntare sull’esperienza di Sirigu? O sull’esplosività seppur incerta di Lafont? Altra croce e delizia dei fantallenatori.

Già, perché oggi è lunedì, e non può che balzare all’occhio un argomento che crea una commistione indelebile fra calcio giocato e fantagiocato; Olsen rappresenta tutto ciò che avete fatto di sbagliato, inutile nasconderlo. Il perfetto specchio di una scelta di vita avventata, poco ragionata, le cui conseguenze scassinano la serratura della porta invece di bussare gentilmente, per rinforzare il concetto.

Correa si presenta davanti a Olsen | Numerosette Magazine
La stessa irruenza con cui la Lazio s’imbuca nell’apertissima difesa giallorossa.

Non date la colpa a Olsen, per quanti errori possa commettere. Date la colpa piuttosto all’assetto difensivo qui sopra, inaccettabile questo piazzamento; tutti segnali che fanno trasparire uno smarrimento dei principi elementari, cose ordinarie che ormai si dissipano.

L’avevo già detto, prima; avete provato a considerare che i primi a prendere Olsen siete stati voi? E magari, c’è chi gli scrive su Instagram intimandogli a lasciare Roma, o semplicemente a sfogare le proprie frustrazioni; ecco, lì il fantacalcio diventa malsano, lì si supera quella linea Maginot che serve a equilibrare un gioco dal forte potere aggregativo ma anche paradossale. Non per me, perché alla fine Olsen non l’ho comprato.

Forse dal titolo avevi capito il contrario, avevi cominciato ad apprezzarmi perché sapevi come ci si sentiva. Magari ti senti ingannato e non vorrai più leggermi, ma continui a sfuggire dall’inconfutabile verità; voi e Monchi, avete toppato. Abbiamo toppato tutti, pure io che ho partorito un pezzo di pura pancia. Ma d’altronde, non mi aspettavo altro che questo, non ho sovrastimato un pezzo nato per essere istintivo, fugace; sovrastimare, l’errore fatto da molti nel caso dello svedese. E chissà, se rimarrà impresso in qualcuno di voi. Ci sono capitoli che è meglio leggere una volta e non riaprire mai più.

“Non ho comprato Robin Olsen al fantacalcio.” si chiama questo capitolo. Ma dopo questo pezzo, è come se l’avessi fatto.

Devo assumermi le mie responsabilità, come tutti quelli che s’illudevano di aver trovato in Robin un nuovo Batman.

Basta aver imparato la lezione.

 

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