Cosa ci ha detto il girone di andata?

Il girone di andata si è concluso con una classifica spaccata in quattro blocchi sostanziali: la Juventus già certa del titolo ha distanziato di 9 punti il Napoli che si contenderà il secondo posto con l’Inter; la zona Champions League è clamorosamente selvatica con 9 squadre in 7 punti; la zona grigia abitata da Cagliari e Genoa fa da anticamera all’inferno dove Udinese, Spal, Empoli e Bologna lotteranno per non retrocedere, mentre Frosinone e Chievo tenteranno un miracolo che, a oggi, sembra impossibile.

Nelle prossime righe proveremo a individuare squadre e giocatori protagonisti del girone di andata, con uno sguardo al ritorno. Chi otterrà il pass Europeo, chi retrocederà? E altre domande, del tipo: ma chi è veramente Lucas Paquetá?

1. Buio giallorosso

La Roma, tra le squadre di alta classifica, è quella che ha perso più punti rispetto all’anno scorso nel girone di andata. Come mai?

Francesco Saverio Simonetti: Il girone di andata è iniziato con diverse incongruenze: il 433 voluto da Di Francesco ripresentava l’incoerenza di due centrocampisti piuttosto statici come Strootman (poi andato al Marsiglia) e De Rossi che, seppur diversi, incompatibili in un centrocampo nelle intenzioni dinamico; quando Lorenzo Pellegrini ha convinto Di Francesco, con uno splendido derby (da subentrato), a passare al 4231 – a quel punto Strootman e De Rossi sarebbero stati perfetti – la Roma si è ritrovata aggrappata a una coppia over 30 piuttosto lenta come De Rossi-Nzonzi. Fazio, inoltre, è stato ampiamente sottotono, con ricambi difensivi inesistenti, e in attacco solo El Sharaawy ha garantito un buon rendimento, fino all’infortunio. La crescita di Cristante, l’esplosione di Zaniolo e la (quasi) affermazione di Pellegrini dovrebbero spingere Di Francesco a osare e a rivalutare altre dinamiche. Forse si perderà altro tempo, sicuramente bisogna ritrovare i gol dell’attaccante centrale. A mio avviso, non necessariamente quelli di Dzeko.

Angelo Mattinò: Alla Roma c’è un problema gestionale abbastanza limitante. Partendo dalla scelta di aver ingaggiato Monchi come direttore sportivo. I risultati che ha conseguito a Siviglia negli anni, sono dati dal fatto che ci fosse perfetta sintonia con la società e con la gestione tecnica. Lo spagnolo ha bisogno di libertà sul mercato e soprattutto di un allenatore che si fidi e plasmi la squadra sugli acquisti fatti. Di Francesco è un allenatore di stampo integralista, non si discosta dal suo credo tattico, ecco qui che nasce l’equivoco: giocatori inadatti al sistema, poco valorizzati e coordinazione con la parte dirigenziale pressochè nulla. Alla Roma deve cambiare qualcosa in questo momento.

Matteo Brambilla: Premesso che sono convinto resti sempre la favorita per il quarto posto, trovo che ci siano diverse motivazioni nell’inizio negativo della Roma, tutte però intrecciate attorno al solito spinoso argomento: il mercato.
Cedere, in una singola sessione di mercato, tre pilastri della rosa come Nainggolan, Alisson e Strootman, è stato probabilmente un errore, soprattutto perché c’era da aspettarselo che i nuovi avrebbero faticato a sostituire il loro carisma in campo.
Oltretutto, spendere i circa 126 milioni incassati dalle tre cessioni in giovani prospetti e veterani da rilanciare ha influito notevolmente in una formazione che spesso è mancata nella grinta e ha avuto bisogno di un fisiologico periodo di adattamento. A questo si aggiunge anche l’assenza di Džeko, troppo importante per la Roma.

I gol di Džeko sono mancati alla Roma nel girone di andata.

2. Zona Champions League

Lazio, Milan, Roma, o un’outsider. Chi la spunterà?

Matteo: Come accennato prima, credo sarà la Roma a staccare il quarto pass per la Champions. Al di là delle difficoltà iniziali, ha una rosa più forte rispetto a Milan e Lazio, e con le giuste motivazioni non penso avrà grossi problemi. Oltretutto, con l’esplosione di Zaniolo i giallorossi hanno trovato un altro giocatore con le doti necessarie per risolvere uno dei loro più grossi problemi, attaccare le squadre che difendono basse e con tanti uomini. Questo, unito alla capacità d’inserimento di Cristante, alla qualità di Lorenzo Pellegrini e all’abilità di Džeko nel costruire la manovra, può davvero rappresentare il trampolino di lancio per la squadra di Di Francesco.

Angelo: Nonostante i problemi del girone di andata, dico Lazio. Partiamo da un presupposto: la corsa Champions procede davvero a rilento e non si otterrà il quarto posto con un punteggio elevato. Obiettivo raggiungibile per gli uomini di Inzaghi. Luis Alberto pare si stia ritrovando –  fondamentale per la manovra offensiva – in più l’apporto di Correa può consentire ai biancocelesti un doppio regista avanzato per reggere il lavoro di Immobile che, se assistito bene, garantisce gol. Non è la realtà virtuosa che abbiamo ammirato la passata stagione – soprattutto nella prima parte – ma nell’undici titolare è una squadra più solida di Milan e Roma. La ciliegina sulla torta potrebbe e/o dovrebbe arrivare dal mercato: un centrale difensivo affidabile.

Francesco: Voglio andare contro ogni logica. E dico Milan. In parte per far sì che il pronostico iniziale si avveri, in parte perché il Milan, nonostante tutto, è lì a lottare in una battaglia condotta al ribasso. Lazio e Roma, e anche Atalanta, hanno qualcosa in più attualmente, ma confido nella forza di un animo profondamente ferito come quello di Gattuso: in un lustro seduto in panchina ne ha passate quante quelle che un allenatore potrebbe vivere in una carriera intera. Ringhio e il pathos.

Uno dei gol più belli del girone di andata. Una rivelazione.

3. Mucchio selvaggio

Nove squadre in sette punti: difficilmente ci è capitato di vederlo dopo un intero girone di andata. Un bene o un male per il campionato italiano?

Angelo: Sinceramente non lo vedo come un aspetto del tutto positivo. Spesso confondiamo due parametri che sono concetti diversi: spettacolarità e competitività. La prima è indice di divertimento, ma molto spesso quando ci si diverte troppo è perché mancano certezze e le squadre sono discontinue. In Serie A in questo momento ce ne sono troppe, il rischio è di portare una quarta squadra in Champions non competitiva e una settima in Europa League che fa da comparsa. Ormai ci sono dei blocchi ben distinti in Serie A: questo delle sorellastre è il più numeroso, ma è nettamente inferiore alla fascia immediatamente sopra composta da Inter e Napoli.

Matteo: Evito di dilungarmi: per me è una buonissima cosa. È vero, ciò non è necessariamente indice di grande qualità, ma siamo stati anni a martoriarci sul fatto che metà delle squadre non avessero più nulla da chiedere al campionato dopo il girone di andata, per una volta che sono ancora quasi tutte in gioco, godiamoci lo spettacolo.

Francesco: È positivo perché inedito visti gli ultimi trend. E l’inedito quanto meno suscita emozioni. Negativo per i motivi illustrati prima da Angelo, considerando soprattutto che parliamo di posizione ben lontane comunque dalla vetta. Sembra una sorta di zona playoff della Serie B dove una striscia positiva ti può proiettare in zona Champions e una negativa in zona morta. Sintomo che alcune squadre si sono attrezzate male, permettendo ad altre di rimanere agganciate. Tutto questo esalta l’imprevedibile e l’inatteso. Ma quando questo è successo in Italia, spesso nella stagione successiva abbiamo avuto fallimenti in Europa, seguite da retrocessioni clamorose, vedi Chievo, Empoli, Sampdoria e Palermo.

9 squadre in 7 punti, una rarità dopo un girone di andata.

4. Zona retrocessione

Chi meriterebbe di retrocedere dopo il girone di andata. Chi, invece, retrocederà a fine stagione?

Francesco: Meriterebbe il Bologna per la pochezza del calcio espresso. Vedere giocare per 90 minuti il Bologna talvolta è stata una mazzata agli occhi, che di fatto spesso si sono chiusi in cerca di pace. Questo è perfettamente espresso dalla bruttezza stilistica di Santander che, nonostante tutto, risulta efficiente ed efficace. Per fortuna sono arrivati Sansone e Soriano in cerca di riscatto. I due italo-tedeschi portano delle individualità superiori in quelle zone così fangose. Per questo penso che a retrocedere saranno Frosinone, Spal ed Empoli che, al netto di una produzione cospicua, hanno ottenuto meno, al punto da far ritornare in corsa il Chievo. E sì, il Chievo ce la farà ancora. Senza Birsa, ma con Kiyine, guidata dal lavoro sporco di Meggiorini e dai gol di Stepinski e Pellissier a 40 anni. Vorrei, calcisticamente scrivendo, aprire un oblio e tuffarmici dentro.

Matteo: Se lo meriterebbe l’Udinese. Sono troppi anni che vivacchia con una base di poco migliore rispetto alle altre medio-piccole, un anno in B le farebbe bene per rispolverare il passaporto e andare a prendere qualche fenomeno sconosciuto dall’altra parte del mondo. E poi hanno cacciato Velázquez, una punizione la meritano.
A retrocedere credo saranno però le 3 squadre che attualmente occupano gli ultimi tre posti: Chievo, Frosinone e Bologna. Le vedo costruite troppo male per poter arrivare alla salvezza, anche se dovessero accadere miracoli nel mercato di gennaio. Chievo a parte, mi dispiacerebbe molto per i ciociari e gli emiliani, mi sembrava avessero entrambe un buon progetto da sviluppare.

Angelo: Il Chievo sono curioso di vederlo in Serie B, non me ne vogliano i nostri lettori clivensi – se ci leggete vi voglio comunque bene – ma mi piacerebbe vedere come reagirebbe una volta risucchiato nella melma della serie cadetta. Già accaduto una volta, e grazie alla progettualità della società si sono rialzati immediatamente, vorrei capire se questa filosofia conservatrice funziona ancora anche in momenti di instabilità. Penso che retrocederanno in questo ordine: Chievo (sì, alla fine arriverà terzultima e lotterà davvero per salvarsi), Spal e Frosinone.

Ventura al Chievo, una dei fatti più strani del girone di andata di Serie A 2018/2019 | Numerosette Magazine
Dai, resta almeno a Natale per il pandoro.

Intermezzo I

Tre modi fantasiosi con i quali la Juventus può perdere il Scudetto.

Angelo: Cristiano Ronaldo prende un’infezione da botox e perde i suoi sponsor dove fa da testimonial. Entra in depressione perché ha la faccia come la carta stagnola appallottolata e la società deve gestire l’imbarazzo della vicenda. La Juventus vince il campionato SUL CAMPO con tre giornate di anticipo e, presa dalla tensione pre finale di Champions, schiera Pinsoglio alla penultima giornata che, tuttavia, era squalificato: Scudetto revocato. Vincerà l’Inter che intanto ha strappato il secondo posto nei 90 minuti finali al Napoli. Sarà un’estate revival, Raffaele Auriemma e Carlo Alvino vengono rinchiusi in comunità per infermità mentale. Cristiano Ronaldo guarisce, giusto in tempo per l’estate a Madeira, dove si rifugerà nella stanza del tempo in meditazione e poi farà vincere la Champions League alla Juventus l’anno seguente.

Matteo: Segnatevelo. Il 31 gennaio, guardandosi allo specchio, De Laurentiis inizia a provare sensi di colpa per lo Scudetto perso pochi mesi prima, manda così un messaggio di scuse a Sarri e decide di investire 60 milioni per riportare Cavani all’ombra del Vesuvio. Il Matador, volenteroso di tornare a Napoli, fa pressioni sullo sceicco che è costretto a cederlo in una clamorosa trattativa lampo. Sulle ali dell’entusiasmo, il Napoli tiene il ritmo di una Juventus schiacciasassi e il 3 marzo la sconfigge 2-0 nello scontro diretto, con una doppietta, ovviamente, del figliol prodigo. Le due formazioni proseguono triturando gli avversari fino al 27 aprile, quando in una drammatica notte di pioggia a San Siro, una capocciata di De Vrij a 7 dalla fine consente al Napoli, nel frattempo vittorioso sul Frosinone già retrocesso, di portarsi a -3 dalla vetta. La storia si compirà poi all’ultima giornata, con una punizione magistrale di Manolo Gabbiadini in Sampdoria-Juve che condanna i bianconeri al secondo posto per gli scontri diretti, complice la doppietta di Cavani a Bologna. Poche settimane dopo, Allegri cederà alla corte del Real Madrid e De Laurentiis lascerà il Napoli in mano a una cordata di imprenditori italo-canadesi.

FrancescoTra Allegri e la dirigenza è improvvisa rottura. Agnelli a sorpresa chiama Lopetegui per dimostrare al livornese che la Juventus avrebbe vinto anche con lo spagnolo. Domenica 26 maggio la Juventus perde 1-0 contro la Samp in un Marassi allagato e dissipa i 12 punti di vantaggio che aveva a 10 giornate dal termine. Lazio campione d’Italia a Torino con taconazo di Caicedo – perché se dobbiamo scriverle bene, facciamolo. Lopetegui si dimette il giorno stesso, i tifosi reclamano il ritorno di Allegri, ma al Wanda Metropolitano in panchina si siede, con delega, Pavel Nedved per la finale di Champions League ancora contro il Real Madrid. Tutto si deciderà alla fine.

Lopetegui è, a suo modo, uno dei protagonisti del girone di andata del calcio europeo | Numerosette Magazine
Ghe pensi mi, famoso detto basco.

5. Flop

Chi è stato il giocatore più deludente del girone d’andata?

MatteoSimeone, un po’ perché l’ho preso al Fantacalcio, un po’ perché vederlo – in forma – in un tridente con Chiesa e Pjaca sarebbe stato davvero bello. A ogni modo, tutti ci aspettavamo da lui l’esplosione definitiva in questa stagione, invece sta floppando clamorosamente, speriamo si riprenda, almeno così non arrivo ultimo al Fantacalcio.

Francesco: Se non si fosse recentemente riscattato, Milinkovic-Savic avrebbe meritato notevole considerazione. Ma oggi, per me, la più grande delusione del girone di andata è Douglas Costa. Lo abbiamo eletto miglior centrocampista della scorsa stagione a furor di redazione, ma dal travagliato Mondiale il brasiliano ne è tornato estremamente ridimensionato. Lo sputo a Federico Di Francesco nelle prime giornate ha macchiato il suo cammino che ha stentato a decollare. Nell’ultimo mese il suo percorso a suon di dribbling sembra essere ripreso e contro il Milan in Supercoppa è stato uno dei migliori in campo. L’assenza di Mandzukic, poi, dovrebbe dargli continuità dal primo minuto. Qui capiremo veramente se Douglas Costa riuscirà a fare quello step che tutti ci attendevamo dopo l’anno scorso o rimarrà per sempre un giocatore piacevolmente discontinuo.

Angelo: Eh ragazzi, la più grande delusione è Gonzalo Higuain. Il suo umanesimo mi ha sempre commosso, Pipita è un giocatore che vive le partite con una componente emotiva superiore a quasi tutti i giocatori professionisti. Questo suo lato profondamente antropico presenta degli effetti collaterali pesanti se sei sotto i riflettori h24 e pratichi lo sport più popolare al mondo. Devo dire che la confusione societaria del Milan ha solo peggiorato la gestione del caso e Gonzalo non si è mai saputo gestire da solo in momenti di difficoltà, non ne ha mai avuto la forza. Sei gol in un girone di andata è la media gol più bassa in carriera, poco altro da aggiungere. Il campionato italiano perde un suo pezzo pregiato, speriamo solo che il calcio non perda definitivamente uno dei centravanti più forti e iconici dell’ultimo decennio.

6. Personaggi in cerca d’autore

Gabbiadini, Muriel, Sansone

Chi avrà l’impatto migliore sul proprio club?

Francesco: Io scelgo Sansone. Al primo anno al Villarreal aveva disputato la sua miglior stagione in carriera, mentre nella seconda è stato condizionato dagli infortuni. In questi sei mesi, da gregario, l’italo-tedesco ha conservato cattiveria e a Bologna potrebbe aver un impatto decisivo per la lotta salvezza.

Angelo: Ci riprovo perché ho un debole per questo ragazzo: Luis Muriel. Già quando venne acquistato dal Siviglia scrissi di lui nella speranza che potesse fare il definitivo salto di qualità, ma voglio perseverare. Questo non accadrà temo, a 28 anni il colombiano è un giocatore fatto e finito. Sei mesi è un lasso di tempo in cui Muriel può sprigionare il suo talento in una realtà come la Fiorentina e rivitalizzare Simeone per il mio Fantacalcio (vi prego ragazzi non mi deludete). Per il tipo di giocatore, impattante e fulmineo, penso che sia un buon rilancio per lui nel breve. Ahimè ho dubbi sul lungo periodo, troppo discontinuo e illusorio per aspettarci un giocatore definitivamente diverso da quel che abbiamo visto finora.

Matteo: Gabbiadini avrà secondo me un buon impatto alla Sampdoria. In un sistema in cui è supportato da una punta con diversi gol nelle corde e un trequartista può esaltarsi, giocando senza pressione e rispolverando le sue qualità senza l’ossessione del gol. In più va considerato che quando ha cambiato maglia a gennaio spesso ha fatto bene e che l’hashtag #gabbiarella sembra perfetto per descrivere una grande coppia di attaccanti.

Luis Alberto, Dybala, Nainggolan

Chi ritroverà il tocco magico perduto nel girone di andata?

Francesco: Qui opto per Luis Alberto. Delizia per gli occhi, è già tornato a brillare. Un giocatore del genere, per qualità primaria, non può non far bene nel nostro campionato. E poi dovremmo tutti tifare per la sua vera missione in Italia: segnare da calcio d’angolo. Che l’Olimpico sia con te.

AngeloNainggolan credo che alla fine inizierà a dare un apporto significativo all’Inter, già ci sono segnali di rappacificamento. Magari con qualche Marlboro in meno tornerà ad aprire in due il campo come ci ha abituato a Roma.

MatteoDybala troverà la sua dimensione in questa Juventus, ne sono certo. Specialmente in Champions League, dove secondo me Allegri potrebbe arrivare a giocare con il 4-3-1-2, con Mandžukić e Ronaldo a buttarla dentro e l’argentino a creare gioco relazionandosi con i 3 di centrocampo.

Scrollatevi di dosso il girone di andata ragazzi, bentornati.

Intermezzo II

Chi è Lucas Paquetá?

MatteoIl Gabigol del Milan. Ecco, l’ho detto. A parte gli scherzi, Paquetá sembra difficile da inquadrare nel contesto del campionato italiano, troppo leggero per fare a sportellate e troppo acerbo tatticamente per giocare d’intelligenza. Solo il tempo potrà dirci chi abbiamo di fronte, tuttavia la sua presenza potrebbe portare un po’ di fantasia in un centrocampo povero di piedi fini, visti gli infortuni di Biglia e Bonaventura, e già così non è poco. Avrà spazio, dovrà essere in grado di meritarselo.

Francesco: Di sicuro Paquetá non è Kakà e né tanto meno Neymar, a cui è stato paragonato senza veri motivi. Sembra piuttosto – nel dover per forza trovare paragoni – un parente di Ganso ma, come confermato dallo stesso Gattuso, già occidentalizzato nel pensiero e maturo nel pensiero. Nelle due partite in rossonero si è dispiegato, infatti, da mezzala sinistra, mostrando buone doti di interdizione e inserimento, senza disdegnare il passaggio in verticale. È, tuttavia, ancora troppo ingenuo in alcune scelte individuali, mostrando molti problemi nella difesa della palla, spesso in zone pericolose, in cui usa male un fisico comunque robusto. Altro, al momento, non mi sento d’aggiungere.

AngeloPaquetá è il nuovo singolo dell’estate dei Club Dogo, sarà un grande ritorno discografico.

Paquetá è anche un nome perfetto per PES.

7. WOW

Chi è stato il giocatore rivelazione del girone di andata?

AngeloFabio Quagliarella, 36 anni, 12 gol, 18 presenze. Questo ragazzone continua a stupirmi, e pensare che mentalmente lo abbiamo perso per qualche anno a causa dell’orribile vicenda che lo ha visto coinvolto. La Sampdoria è la squadra che lo ha lanciato e quella con cui molto probabilmente calerà il sipario, nel mezzo tanti bellissimi gol. E, detto amaramente, il miglior centravanti italiano in circolazione nonostante l’età.

Matteo: Ce ne sono stati diversi, ma credo che nessuno possa battere Gervinho nel rapporto aspettative/rendimento. L’ex Roma ci ha sorpresi, e non giriamoci attorno, sembrava a tutti di essere di fronte al classico veterano che si rende conto di essere andato a svernare troppo presto e che tenta quindi di tornare in un grande campionato partendo dal basso, salvo poi finire negli Emirati Arabi dopo 6 mesi. Sostanzialmente se il Parma sta disputando una stagione ben sopra le aspettative è solo ed esclusivamente merito suo.

Francesco: Per l’impatto devastante che ha avuto all’inizio del girone di andata non si può non citare Krzysztof Piątek.
Un giocatore che ha mostrato diversi colpi, non solo quando esulta, e che più mi ha ricordato l’Higuain di Napoli per quella volontà di incidere con cattiveria a ridosso della porta. Con l’addio dell’argentino il polacco sembra vicinissimo al Milan. Coincidenze? Non credo.

Ci vuole qualche giorno di ambientamento dopo un girone di andata passato sulle acque genovesi turbolenti.

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