Giocatori cyborg

I calciatori, come tutti i personaggi sotto i riflettori, sono spesso giudicati come semplici pedine che svolgono una determinata attività: scendono su un campo di erba verde e calciano un pallone. Non certo come persone che possono provare sentimenti ed emozioni, proprio come chi li osserva seduto sul divano o dalla tribuna. Alcuni giocatori, però, sembrano proprio non essere umani, non provare emozioni, non avere le debolezze che caratterizzano tutti noi mortali. Delle specie di androidi che con un semplice movimento di un dito spazzano via tutti i problemi che gli si palesano davanti, senza perturbarsi eccessivamente. Se cadono si rialzano, se vengono insultati non reagiscono, se si infortunano se ne fregano e giocano comunque. Ho raccolto cinque momenti, che coinvolgono cinque diversi giocatori, che ci fanno sentire tutta la differenza tra noi e loro.

1) Ibrahimovic recupera dalla rottura del crociato in 7 mesi, a 36 anni

A 36 anni non si è più giovani, o perlomeno giovanissimi. Ci si avvia verso un’età matura, con un lavoro e una famiglia, magari. L’attività sportiva inizia a limitarsi a un calcetto tra amici, qualche corsa, forse un po’ di palestra. Per le persone normali. Ibra invece, dopo una carriera lunga più di quindici anni, piena di trionfi e contratti milionari, con diverse offerte dagli Stati Uniti sul piatto, ha deciso di tornare a giocare con il Manchester United, quindi in un campionato estremamente fisico e competitivo, recuperando da una rottura del crociato in sette mesi. L’attaccante svedese, infatti, ha disputato quindici minuti nella partita dei Red Devills contro il Newcastle, durante lo scorso weekend, rientrando sul campo dal quale mancava da aprile. Un esperto medico si è già espresso al riguardo, affermando che Ibra avrebbe anticipato i tempi, rischiando una ricaduta nel breve periodo. Lo stesso tipo di situazione in cui sono caduti Milik e Florenzi negli ultimi tempi: tornati in tempi rapidi da una rottura del legamento crociato, hanno subito lo stesso infortunio. Chissà se Zlatan subirà una ricaduta, che potrebbe far finire la sua carriera in anticipo. Dalla sua parte ha una forza descritta come “impossibile per un giocatore in attività da vent’anni” dai medici che lo hanno curato, almeno stando alle parole di Raiola. Nel frattempo però, attenendoci ai fatti, pare chiaro come Zlatan abbia qualcosa in più di noi umani, un carattere divino che gli permette di gestire il suo fisico come avesse dieci anni in meno.

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2) Nainggolan gioca il derby sotto antidolorifici e domina la partita

Che Nainggolan fosse un duro lo abbiamo sempre saputo. Sia dentro il campo, con interventi duri e impegno sempre alto, sia fuori dal campo, con i suoi tatuaggi, la cresta e le dichiarazioni da battaglia, da quando è alla Roma ha sempre dato questa immagine di sè. Giudicando questo tipo di giocatori, non si riesce mai a capire quale sarà il limite oltre al quale non si potranno spingere. Sono come in grado di spostarlo sempre un po’ più in là, verso qualcosa di ancora più impossibile. Radja è tornato tra i convocati del Belgio, da cui mancava da un po’, nell’ultima pausa del Campionato. Giocando coi suoi connazionali ha però subito un piccolo infortunio. Non troppo grave, ma abbastanza da non permettere, almeno a un giocatore umano, di partecipare all’ultima partita con la sua squadra di club. Che guarda caso, però, era il derby. Ed è possibile che uno come lui salti la sfida più sentita della capitale? Certamente no: Nainggolan si è imbottito di antidolorifici ed è sceso in campo come nulla fosse. Direte: è già successo a molti, niente di assurdo. Il problema è che il belga ha letteralmente dominato la partita, segnando il gol del 2-0 e risultando uno dei migliori in campo in entrambi le fasi. Una partita a tutto campo classica di Nainggolan, che è comprensibile quando scende in campo sano, ma che fa nascere diversi dubbi sulla reale natura del Ninja. Che, se lo si osserva bene, effettivamente potrebbe somigliare a un guerriero Sayan, arrivato nel nostro pianeta su una navicella. O ad un androide particolarmente variopinto.

Nainggolan, tra i migliori giocatori del derby, esulta dopo il gol contro la Lazio. | numerosette.eu

3) Gattuso gioca 80 minuti col crociato rotto

Tornando un po’ indietro nel tempo, tra i giocatori più resistenti non può che tornare alla mente Gennaro Gattuso. Il suo soprannome era “Ringhio”, non a caso. Nel periodo di gloria del Milan di Ancelotti, Gattuso era assolutamente fondamentale. Talmente tanto che in una sfida del 2008 contro il Catania, rimase in campo per 80′ con un crociato rotto. In realtà, Ancelotti non voleva chiaramente che rimanesse in campo infortunato: il giocatore stesso affermò di non essersene reso conto sul momento, preso dalla foga del gioco. Quando il dottor Martens, che lo operò, seppe la notizia, rimase incredulo. Effettivamente, a questo infortunio solitamente sono legate immagini di calciatori che escono in barella, non certo di esseri robotici che rimangono a lottare sul prato verde per quasi tutta la partita praticamente su una sola gamba. Gattuso ha in sostanza creato una filosofia: se non pensi di essere infortunato, non lo sei realmente. È quasi riuscito a piegare la realtà al suo volere, a curarsi semplicemente con la forza della volontà. Per questo più che ad un uomo lo si potrebbe paragonare a uno stregone, un visionario che muta gli eventi con la forza della sua mente.

Gattuso a terra, dopo aver subito l'infortunio al ginocchio. Giocatori come lui però si rialzano dopo ogni botta | numerosette.eu

4) Ronaldo si sveglia ogni 90 minuti durante la notte

Il paragone tra Cristiano Ronaldo e un robot è molto abusato. Effettivamente, un giocatore che ha sempre fatto del culto del corpo uno dei suoi punti di forza, si presta molto bene a questa similitudine. Il portoghese però non smette mai di sorprendere. Non bastava la macchina per la crioterapia, che gli consente di recuperare dopo grossi sforzi, con sessioni nel suddetto macchinario che porta la temperatura a -200 gradi. No, CR7 ha pensato bene di regolare in maniera maniacale anche il suo sonno. Un esperto gli ha studiato un piano particolare, improntato sul suo fisico. L’attaccante del Real si deve svegliare ogni novanta minuti, dividendo le sue ore ad occhi chiusi in cinque fasi. Inoltre, deve assumere una posizione fetale e dormire in lenzuola sempre fresche. Immaginatevi un uomo normale che fa questa cosa: lo prendereste per pazzo. Cristiano riesce così a rendere funzionale uno dei momenti morti della giornata, sempre per poter rendere al meglio quando scende in campo. Un uomo che studia tutti i momenti della propria vita in funzione di qualcosa, in questo caso del calcio. Per questo si può paragonare CR7 a un motore, che viene alimentato solo da un tipo di carburante: quello che si crea quando un pallone rotola su un campo.

Ronaldo è uno dei giocatori fisicamente più devastante del mondo del calcio | numerosette.eu

Non vi preoccupate però: pur essendo alieni, vengono in pace.

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