L’anno di Donnarumma

Non è facile parlare di Donnarumma in un momento simile, inutile nasconderlo. Del ragazzino subentrato all’ex blanco Diego Lopez sembra essere rimasto davvero ben poco: un agente immondo, un Europeo appena lasciato alle spalle, un futuro estremamente incerto, seppur probabilmente ricco. Cos’è rimasto, dunque, della purezza primigenia di Gigio Donnarumma?

Quel che di scuro resta è ciò che abbiamo visto e vissuto sul campo. Ed è da qui, innanzitutto, che intendiamo trattare la stagione di Gianluigi Donnarumma, la prima giocata interamente da titolare a soli 18 anni.

Perché è l’anno di Donnarumma

Nella stagione recentemente conclusa, i numeri di Gigio sono: 38 presenze in Serie A, 12 senza subire gol, 2 in Coppa Italia più il match contro la Juventus valevole per la Supercoppa Italiana, il suo primo trofeo. Da un punto di vista tecnico, il classe 1999 ha dimostrato di possedere una straordinaria esplosività, specialmente nei tiri “alti” (basterebbe guardare i memorabili salvataggi sulle conclusioni di Khedira e Mertens) un fisico fuori dal comune per la sua età e una promettente tendenza a parare i rigori. Oltre alle indubbie qualità, il calciatore campano presenta chiaramente qualche lacuna, migliorabili però con l’esperienza: pecca talvolta nelle uscite sul proprio palo (come accaduto all’esordio con la Nazionale maggiore o con l’erronea lettura sull’incursione di Candreva nel derby) ed è capitato, come al recente Europeo Under 21, che proprio il suo fisico imponente lo costringa a una minore reattività di fronte alle conclusioni più basse e angolate. In sostanza, davanti a tutta la baraonda che sta sicuramente subendo il portiere, servirebbe riconoscere innanzi tutto, attraverso un’accurata e concreta analisi tecnica, che il giocatore necessita di esperienza e, soprattutto, di fiducia.

Il punto più alto: sine peccato

Come abbiamo già detto, una delle migliori qualità di Donnarumma è la capacità di salvare conclusioni tese, specie dalla distanza. Non a caso il portiere campano detiene il primato di quest’ultima stagione di campionato per parate su tiri dalla distanza: a marzo i dati Opta riportavano che Gigio risultava primo in Europa per salvataggi (111 su 28 partite di campionato) secondo nel rapporto parate/gol subiti solo a Neuer (il 3.47 del rossonero contro il 3.69 del tedesco). In questa continua e gloriosa ascesa del giovane ragazzo di Castellammare di Stabia vogliamo ricordare come uno dei momenti individuali più alti della sua annata la gara contro la Roma dello scorso 7 maggio. Ne subisce ben 4, è vero, complice una disastrosa partita della difesa rossonera, ma è l’unico non imputabile nella disfatta: i giallorossi imbucano continuamente in area avversaria e solo le parate di Donnarumma permetteranno di non rendere lo score finale ancora più umiliante. Para tre conclusioni da gol sui tentativi di Emerson Palmieri, El Sharaawy fino a superarsi su un tiro di Diego Perotti con un salvataggio maestoso. Sui vari quotidiani la situazione è paradossale: nelle pagelle il Milan presenta la media del 3, Donnarumma del 7.

 

Un liscio che costa: il punto più basso

L’episodio meno felice della stagione di Donnarumma è  il mancato stop contro il Pescara, causa dell’autogol di Paletta e del pareggio per 1 a 1 contro una squadre apparentemente abbordabile. Il Milan si trovava a meno un punto dal 7° posto in cui vigeva l’Inter di Pioli e sembrava dunque estremamente concreta la possibilità di un sorpasso. Al 12′ minuto, però, il difensore ex Parma serve con un rischioso retropassaggio Donnarumma che, incredibilmente, liscia il pallone concedendo la gioia del vantaggio agli abruzzesi. Il Milan riuscirà infine solo a pareggiarla, ma quell’errore a inizio partita, dovuto a un errato posizionamento (riceve nello specchio della porta) ha segnato parecchio l’andamento della gara.

La svolta: verso l’alto

Il momento in cui San Siro concepì che Donnarumma non era più solo una scommessa, avvenne durante la vittoriosa gara contro la Juventus datata 22 ottobre 2016. Era il 95′ minuto e la tifoseria rossonera attendeva solo il triplice fischio di Rizzoli dopo il gol di Locatelli al 60′ minuto con il quale il Milan si sarebbe piazzato sorprendentemente a -2 dalla vetta. I bianconeri non esprimono un gran calcio e riscontrano una difficoltà d’impostazione della manovra offensiva. A tentare il tutto per tutto della Juventus è dunque Khedira con una conclusione balistica diretta sul sette; a impedirglielo, però, sarà proprio Gigio Donnarumma con una parata plastica. Regalerà, assieme al giovanissimo Locatelli, una serata d’altri tempi: sfido ogni telespettatore, ogni appassionato o tifoso, a non aver provato alcun senso di incredulità dopo aver visto la mano del numero 99 scacciare dallo specchio della porta il pallone.

Donnarumma vola sul tiro di Khedira | numerosette.eu

L’anno di Donnarumma in una foto

Ancora una volta a segnare il destino di Gigio è la Juventus, squadra dell’idolo Buffon. Stavolta ci troviamo a Doha per la Supercoppa Italiana, era il 23 dicembre 2016. La gara mantiene il risultato di 1 a 1 fino al 120′ minuto. Si va ai rigori. Segnano tutti fino a Mandzukic, che invece colpisce la traversa. Sul 4 a 4 si presenta Dybala a calciare il quinto per la sua squadra: il tiro è forte, angolato, incrociato, sotto il sette, ma Donnarumma intercetta il pallone. Alla grande parata del giovanissimo portiere, non ancora maggiorenne, va Pasalic che realizzerà il quinto rigore su cinque per il Milan, che torna a Milano con un trofeo che mancava da tempo da quelle parti.

Donnarumma neutralizza il rigore di Dybala nella finale di Supercoppa Italiana 2016 | numerosette.eu

Primo amore

Gigio Donnarumma ha più volte professato di tifare Milan. Su Facebook i curiosi misero alla ribalta persino alcuni suoi post rivolti contro i tifosi interisti, Conte, Allegri e Totti. Chiaramente si tratta di frasi che risalgono in un periodo compreso fra il 2012 e il 2014: difficile che il ragazzino di allora potesse prevedere che solo qualche anno dopo avrebbe difeso la porta della sua squadra del cuore. Ad oggi lo incriminano di aver tradito la propria fede, i propri tifosi e il suo stesso onore solo per denaro. E certo, può anch’essere che il ragazzo di Castellammare di Stabia abbia già preteso di puntare in alto e che ambisca a quei top club che già da tempo lo tengono sottocchio. Appare, però, fin troppo approssimativo ritenere Donnarumma irrispettoso nei confronti della propria società o ancor di più menefreghista. Probabile, anzi, che il portiere stia subendo un carico di pressioni estremamente rischiose per un ragazzo appena maggiorenne che nel giro di 18 mesi ha vissuto un totale stravolgimento della propria vita. Quel che conta, perciò, è provare a comprendere anche quando potrebbe risultare complicato, o quantomeno attendere maggiore chiarezza da tutte le parti in gioco.

Futuro fragile

Tutto quel che si è detto, discusso o ipotizzato sembra sempre più assumere le sembianze di un becero palcoscenico mediatico, un meta-teatro senza risposte dirette, un turpe azzuffamento di parole vane e meschine, impregnate di falsità. Noi non possiamo che guardare da lontano il romanzo di formazione di Gigio Donnarumma, attendendo anche e soltanto una semplice risposta morale o magari un deciso schiaffo etico contro gli avidi e i manipolatori. Il 2017 è stato anche il suo anno, San Siro non potrà in ogni caso dimenticare di aver lanciato il probabile candidato per il dopo-Buffon in chiave Nazionale. E se l’epilogo della storia non vedrà alcuna redenzione, allora San Siro non potrà che rimpiangere, senza eccessivo astio, l’enfant Gigio Donnarumma: nuova speranza dal futuro fragile.

Non si può essere seri a diciotto anni.

Traccia: Non si può essere seri a diciassette anni (2002) Têtes de Bois

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