Essere Griezmann

“Quando entrarono in contatto con me parlarono con i miei agenti, ma non se ne fece nulla. Stavo già giocando la Segunda con la Real, non volevo trasferirmi in un’altra squadra nella stessa divisione.”

Antoine Griezmann, intervistato da una tv francese.

La società interessata a lui nel 2009, anno a cui risalgono i fatti narrati nell’intervista, era il Barcellona.

Per dire di no al colore Blaugrana bisogna avere un carattere davvero forte. Va bene che sarebbe entrato nella squadra B e avrebbe dovuto lottare per conquistarsi una promozione, va bene tutto ma parliamo comunque delle attenzioni del Barcellona (allenato peraltro da un Pep Guardiola sempre visionario quando si tratta di giovani cristalli). Per Antoine Griezmann invece era molto più che importante giocare “la Segunda con la Real”, anzi era fondamentale. Essere messo in discussione non era accettabile già allora, quando gli anni erano 17 e tutto era ancora da dimostrare.

Con un carattere del genere l’Atletico Madrid di Simeone sembra perfetto. Tanto che, oltre al fisiologico miglioramento individuale, l’approccio che il Cholo impone ai suoi uomini – affrontare ogni partita con la garra di chi si trova immischiato in una battaglia – sembra aver portato a un miglioramento anche sotto il profilo della continuità.

Il francese dai capelli giallo Sole – quanto naturali? – è divenuto ormai cannoniere implacabile dei Colchoneros.

GRIEZMANN ERA

Griezmann nasce come ala sinistra, posizione che gli permette di sfruttare le sue caratteristiche fisiche – grande velocità in corsa e nel dribbling, aiutato dal baricentro basso e “soli” 176 centimetri di statura – per superare agevolmente gli avversari diretti sulla fascia e confezionare cross al bacio per i compagni appostati in area di rigore.

Il fiuto per il gol è tuttavia già palese dalle prime partite, quando mette in luce tutta la sua propensione per gli inserimenti negli ultimi trenta metri di campo. Inizia a giocare – o meglio, capiscono che debba giocare – più accentrato, in modo da sfruttare l’ottima attitudine ad inserirsi alle spalle della difesa per freddare i portieri di mezza Spagna. Alla fine della prima stagione in prima squadra, a 18 anni, avrà messo a segno 6 reti giocando la maggior parte del campionato sulla fascia.

Ed era ancora acerbo. “Deve crescere ma questo qui diventa forte” dicevano i tifosi all’Anoeta.

“Vamos” Dai, le basi dello spagnolo ci sono.

GRIEZMANN È

Griezmann è sinteticamente questo, un funambolo adibito allo spettacolo, corridore instancabile in un concerto di ruvidezza voluto dal Cholo Simeone. Una nota bianca in una foresta di bemolle. Non di betulle, di bemolle, i tasti neri del pianoforte. La nota abbassata di un semitono, proprio come l’Atletico abbassa il baricentro per punire senza pietà in contropiede: per punire con Antoine.

Palla lunga e pedalare, vicino al fedele condottiero Fernando; il contropiede si compie talmente velocemente che non sta neanche nella GIF. Meglio per voi, vi siete risparmiati il balletto finale.

 

Queste le statistiche del confronto tra Bayern Monaco e Atletico Madrid. Evidente il diverso approccio delle due compagini, dettato dal risultato dell'andata. Già da questa analisi si riesce a capire quanto la partita di Griezmann, alla pari dei compagni, sia stata di puro sacrificio, cosa che non gli ha impedito di deciderla.

L’arte di Antoine è diventata finalizzare.

Se prima le sue sgroppate sulle fasce – accompagnate dal compagno di giochi Carlos Vela – portavano in porta il terminale d’attacco, ai tempi della Sociedad Imanol Agirretxe, adesso a dominare l’area di rigore è proprio il francesino tutto pepe e fantasia.

La cura Simeone lo ha trasformato in un incrocio fra un falso nueve ed un uomo d’area, sempre dedito alla collaborazione con i compagni ma scaltro ed incredibilmente abile negli inserimenti senza palla: vedi GIF sopra.

Le statistiche alla vostra sinistra sono quelle relative al confronto fra Bayern ed Atletì. Evidente il diverso approccio delle due compagini, dettato dal risultato dell’andata. Già da questa analisi si riesce a capire quanto la partita di Griezmann, alla pari dei compagni, sia stata di puro sacrificio. Cosa che non gli ha comunque impedito di deciderla.

 

34 reti: il grafico parla chiaro, Griezmann è ormai il dominatore dell'area di rigore pur arrivandovi spesso dalle retrovie. Grazie sentite alla folta batteria di centrocampisti palleggiatori del Cholo
34 reti: il grafico parla chiaro, Griezmann è ormai il dominatore dell’area di rigore pur arrivandovi spesso dalle retrovie.
Grazie sentite alla folta batteria di centrocampisti palleggiatori del Cholo. All credits to WyScout

 

Le Petit Diable è diventato letale all’interno degli ultimi 16 metri di prato verde ma, come è tipico di ogni creatura malvagia, spesso sconvolge gli animi con pezzi apparentemente fuori dal suo repertorio. Un repertorio fatto non solo quindi di reti da distanza ravvicinata, più per i numeri e la sostanza che per i fotografi, ma anche di vampate tipiche di chi sa scherzare col fuoco.

Abile raccoglitore di rimpalli, sinistro da paura. “Area di rigore? No grazie.”
“Tac”
“Esternazo” di Saùl Niguez, ma lo sapevate che El Griez è bravino anche di cabeza?

Se poi voleste cogliere tutta l’essenza di Antoine Griezmann vi consigliamo di guardare questa meravigliosa rovesciata.

Un capolavoro di sfrontatezza e agilità, un mix perfetto di tre doti che lo hanno reso unico nel suo genere: scaltrezza, leggiadria e precisione.

 

L'apoteosi nella sintesi tra la tecnica sopraffina, l'estrosità e il fiuto del gol. Signori e signore: Antoine Griezmann.
L’apoteosi nella sintesi fra tecnica sopraffina, estrosità e fiuto del gol. Signore e signori: Antoine Griezmann.

Dalla mappa delle giocate individuali di Griezmann, riferita sempre alla semifinale di ritorno giocata all’Alianz ArenA, si intuiscono principalmente due cose: quanto la mentalità difensiva della squadra influisca sulle posizioni delle due punte e, soprattutto, la lucidità che il francese riesce a mantenere nonostante la fatica accumulata nelle transizioni difensive. In verde abbiamo gli interventi in copertura del Piccolo Diavolo, tutti riusciti.

In blu invece sono segnalati i passaggi riusciti, 22 su 25 totali: numero impressionante. In azzurro e giallo, infine, abbiamo rispettivamente l’occasione creata e quella realizzata che ha di fatto portato l’Atletico Madrid in finale di Champions.

E Griezmann sul tetto d’Europa con la sua corsa “in punta di piedi”.

Dalla mappa delle giocate individuali di Griezmann, riferita sempre alla semifinale di ritorno giocata a Monaco, si intuiscono principalmente due cose: quanto la mentalità difensiva della squadra influisca sulle posizioni delle due punte e, soprattutto, la lucidità che il francese riesce a tenere nonostante la fatica accumulata sulle transizioni difensive. In verde abbiamo gli interventi difensivi, tutti riusciti, di Griezmann. In blu i passaggi riusciti, 22 su 25, numero impressionante. In azzurro e giallo infine abbiamo, rispettivamente, l'occasione creata e quella realizzata che ha di fatto portato l'Atletico Madrid in finale di Champions.

 

GRIEZMANN SARÀ

Chi lo sa. Difficile pensare ad un’involuzione per il talento francese; su di lui sono già piombate le migliori squadre mondiali con offerte faraoniche – vedi Manchester United pronto a fare follie per affiancare un velocista ad Anthony Martial – ma il suo futuro sembra destinato ad avere ancora per molti anni il biancorosso sul petto. Se davvero Milano dovesse rivelarsi una tappa fondamentale per il suo palmarès – chi vuol intendere intenda – potrebbe cambiare drasticamente il futuro di un gioiello che già oggi fa gola a mezza Europa.

All Credits to WyScout.com
All Credits to WyScout.com

Forse cambierà squadra? Forse posizione, come ci ha insegnato di saper fare? Forse ancora stipendio? Non possiamo saperlo, l’unica certezza è che ne rimarrà inalterata l’essenza.

L’essenza del Petit Diable, la leggiadria di Antoine Griezmann.

antoine griezmann

“E chissà, chissà domani su che cosa metteremo le mani.”

Lucio Dalla, (04/03/1943 – 01/03/2012)

Magari sempre su un pallone, magari di un altro colore.

D’oro, come il ciuffo ribelle del diabolico numero sette.
Anzi, del numerosette.

A cura di Lorenzo Semino e Matteo Lavezzo.

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