La giusta Cultura della vita

In occasione dell’evento Tg Soccer Scouting, tenutosi lo scorso 27 Giugno, ha parlato ai microfoni di numerosette.eu, il Dottor Vincenzo Viola, medico chirurgo U.O.C. operante presso l’ospedale Dono Svizzero di Formia, rilasciando in merito alla questione sicurezza sui campi da calcio, ma non solo, quanto seguirà poi in quest’articolo.

Il Dottore, molto attivo con le sue opere ed i suoi corsi volti a prevenire, tramite una sufficientemente accurata preparazione teorica e pratica, arresti cardiaci di ogni tipo, si è soffermato quindi sull’importanza del primo soccorso e sulla necessità di mettere a disposizione del cittadino e non, in strutture pubbliche più o meno affollate, lo strumento defibrillatore. Viola ha sottolineato l’importanza di sapere, affermando che non vi è necessità di esser medici per salvare una vita umana. L’obbiettivo o goal finale posto quindi dal Medico Chirurgo è quello di portare il livello di conoscenza degli italiani a riguardo, da un povero 5% ad un più che sufficientemente discreto 75%.

Nel corso dell’intervista poi, il Dottore ha gentilmente risposto alle seguenti domande da noi postegli:

E’ possibile e se si, come, prevenire il rischio di infarto in un qualsivoglia individuo umano?

Oggigiorno, almeno chi pratica sport a livelli medio alti, viene spesso sottoposto ad accurate analisi in grado di capire se si può essere soggetti o portatori di malattie cardio vascolari che possono in qualche modo compromettere la vita e l’attività sportiva dell’atleta stesso. Questi test però, ahinoi, non sono in grado di salvare sempre una vita umana: basti pensare al povero Piermario Morosini, che fu colto da un male purtroppo imprevedibile (aritmia maligna) al quale sarebbe stato possibile rimediare solo dopo un tempestivo intervento di defibrillazione. Dunque è importante prevenire essendo quindi consapevoli di saper fare, saper intervenire e curare, dimostrando di avere la giusta cultura della vita. 

Compreso quindi lo spessore dell’importanza che il defibrillatore ha in tutto questo, cos’è che differenzia l’Italia paese dal resto d’Europa o del mondo nell’ambito del soccorso preventivo?

L’Italia, purtroppo, pecca un tantino di superficialità a riguardo. Spesso, si incorre, magari credendo ignorantemente di non poter gestire i costi, di sorvolare sull’installazione di defibrillatori all’interno di centri sportivi di spessore meno ampio o comunque all’interno di centri di pubblico accesso come supermercati, cinema ecc.. (ugualmente importanti). Centri all’interno dei quali troviamo correttamente collocati estintori, utili a salvare migliaia di vite umane in caso di incendi, ma assolutamente non più indispensabili di un defibrillatore. Manca, forse, come dicevamo prima, la cultura della vita, la consapevolezza che avere un macchinario del genere a portata di mano possa poi salvare più vite umane. Uno dei paesi maggiormente all’avanguardia a riguardo, è l’Olanda: proprio di recente, un giovane ingegnere locale ha brevettato l’uso di un drone inviato sul posto dal 118, in grado di porre rimedio agli spesso troppo lunghi tempi di arrivo dell’ambulanza e di mettere in comunicazione visiva chi effettua la chiamata con l’operatore. Il drone porterà con se proprio un defibrillatore consentendo cosi’ di intervenire sul paziente in maniera quasi immediata. Un modello forse fin troppo lontano ed irraggiungibile vista la propensione italiana a pensare sempre e soltanto ad altro o ad intervenire solo dopo aver assistito al misfatto. 

L’intera redazione di numerosette.eu ringrazia la gentilissima persona del Dottor Viola per averci concesso l’opportunità di riportare in quest’articolo il pensiero di uno dei massimi esponenti medico chirurgici della zona e non solo, ricordando l’importanza dei corsi che lo stesso Dottore svolge proprio nell’ambito del progetto PAD (public,access, defibrillation), riconosciuto a livello mondiale e volto a popolare il più possibile i luoghi pubblici con i defibrillatori. Ci teniamo inoltre a precisare, riportando le parole del dottore affermanti che una vita umana non ha prezzo, che in tali corsi tra l’altro l’unica cosa che assume poi un costo è esclusivamente l’attestato rilasciato al termine delle lezioni teoriche e pratiche, quindi non sono assolutissimamente non a scopo di lucro.

 

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