Election Day: Manolo Gabbiadini

“Les Reed went to Europe, to buy a Lamborghini, instead he bought a striker, his name was Gabbiadini”

Che c’entra Manolo Gabbiadini, il mogio ragazzo venuto da Calsinàt (Calcinate, Bergamo, Italia), in una squadra che vede tra i propri eletti giocatori del calibro di De Gea, Cahill, Hazard e Coutinho? La domanda è più che lecita e chi se l’è posta merita il nostro impegno per convincerlo a cambiare idea. Innanzitutto, Gabbiadini è il calciatore che ha disputato meno gare di Premier League tra tutti i nostri eletti, in quanto è l’ultimo del nostro team ideale ad essere approdato alla corte di Sua Maestà. Il trasferimento del Gabbia dal Napoli al Southampton si è infatti concretizzato nell’ultimo giorno di questo mercato invernale. Se non fosse stato per un certo Dries Mertens, a Napoli avrebbero rimpianto amaramente la cessione di Manolo, che ha avuto un impatto con la Premier devastante. I suoi detrattori, dal canto loro, lo accusano di non aver sfruttato la ghiottissima occasione di prendersi Napoli e i napoletani in seguito alla cessione del Pipita e soprattutto dopo l’infortunio di Milik. Manolo però, sbarcando in Inghilterra, ha fatto sua una delle citazioni napoletane più riuscite degli ultimi tempi: “Mo’ ce ripigliamm’ tutt’ chell che è ‘o nuost”.

Campagna elettorale

Manolo Gabbiadini approccia alle nostre personalissime elezioni vestendo il ruolo che gli anglosassoni amano definire underdog: lo sfavorito, il candidato a cui i bookmarkers non danno alcuna chance di successo. E invece Manolo, nei suoi quattro mesi di Premier League, è riuscito a concretizzare quello che, per proseguire sulla via dei termini tecnici, viene definito upset. Tale sconvolgimento (questa la traduzione italiana di upset) parte a meno di una settimana dal suo arrivo a Southampton.

Sabato 4 febbraio 2017: i Saints giocano e perdono in casa contro il West Ham, ma Gabbiadini segna il suo primo goal in Premier all’esordio con la sua nuova squadra. Fidatevi, non è da tutti. Passano sette giorni e ai tifosi del Napoli iniziano a fischiare le orecchie: Manolo sigla la sua prima doppietta nel campionato inglese nella vittoria per 4-0 in casa del Sunderland. Tre reti in due partite, ecco a cosa ci riferivamo quando abbiamo definito devastante il suo impatto con la Premier League. Ma il meglio deve ancora venire. Il 26 febbraio, a Wembley, va in scena la finale della English Football League Cup tra Manchester United e Southampton. I red devils al 38′ conducono per 2-0 grazie alle reti di Ibrahimovic e Lingard, ma Manolo non ci sta. Nei minuti di recupero del primo tempo accorcia le distanze e all’alba del secondo tempo pareggia, facendo esplodere di gioia il settore bianco e rosso dei Saints.  La rete di Ibra allo scadere dei tempi regolamentari assegna il trofeo allo United, ma Gabbiadini, in appena una ventina di giorni, ha già conquistato il cuore dei suoi tifosi.

In questo bel video viene riassunto il primo mese del Gabbia con la maglia del Southampton.

Perchè lo abbiamo eletto

Non basta ciò che vi abbiamo appena raccontato per convincervi della bontà della nostra scelta? Beh, allora proseguiamo: Gabbiadini, grazie alle eccellenti prestazioni nelle sue prime tre gare con i Saints, viene eletto dai tifosi inglesi player of the month di febbraio.

Cinque goal in tre partite, due dei quali (gli ultimi) che hanno fatto sognare i tifosi di poter battere il glorioso e blasonato Manchester United. Sarebbe stata un’impresa da underdog, proprio il termine con cui abbiamo definito il ragazzo venuto da Calsinàt. L’ultima vittoria stagionale del Southampton coincide, guardacaso, con l’ultima rete di Gabbiadini, realizzata il 4 marzo nel rocambolesco 4-3 ai danni del Watford. Manolo però si è guadagnato sul campo il suo posto da titolare fisso, quello che aveva perso con il passaggio dalla Sampdoria al Napoli. La sua consacrazione arriva proprio in maglia blucerchiata, dove forma assieme a Eder una delle coppie più prolifiche del campionato; del resto alla Samp se ne intendono di coppie offensive affiatate (Vialli-Mancini, Cassano-Pazzini). Sia Eder che Gabbiadini, nel giro di un anno, abbandonano Marassi, allettati dalle esperienze in grandi squadre come Inter e Napoli. Per entrambi la vita calcistica si complica: Eder trova poca continuità mentre Manolo, pur essendo spesso chiamato in causa per dare fiato a Higuain, sembra non riuscire a esprimersi al meglio. Ma nei pochi mesi al Southampton Gabbiadini ha convinto (quasi) tutti: sia chi lo ha amato con le maglie di Atalanta, Bologna e Samp, sia chi ha cercato invano in lui un nuovo idolo partenopeo, sia chi vuol puntare stabilmente su di lui nel prossimo futuro (il ct Ventura, ad esempio).

Noi intanto, Manolo, lo abbiamo eletto.

Perchè non tutti lo eleggerebbero

Nei suoi ultimi tempi al Napoli, impazzava sul web la foto di Manolo Gabbiadini con un’espressione a dir poco triste. Era quella l’impressione che il Gabbia trasmetteva ai propri sostenitori, di un ragazzo svogliato, insicuro e infelice. Gli scarsi risultati ottenuti sul campo non facevano che alimentare le critiche dei tifosi napoletani nei suoi confronti. L’occasione di far suo il posto lasciato vacante dalla cessione di Higuain, alla luce poi dell’infortunio di Milik, sembrava davvero difficile da sprecare; ma la pressione di sostituire un vero e proprio fenomeno (dal punto di vista sia tecnico che ambientale) ha evidentemente avuto la meglio su un ragazzo che viene da tutti definito un professionista esemplare. Lo stesso presidente De Laurentiis si è detto triste dopo la cessione di Manolo. Fatto sta che a Napoli il ragazzo venuto da Calsinàt ha deluso, e questo è un punto a favore (l’unico secondo noi) di chi non si trova d’accordo con la nostra scelta di eleggerlo.

Chiusura dei seggi

Aspettiamo con ansia la completa e definitiva esplosione di un ragazzo che pochi giorni fa ha compiuto 26 anni, ma i quattro mesi in terra inglese, sommati ai promettenti numeri mostrati da Manolo Gabbiadini nei suoi anni in Italia, ci hanno convinto ad eleggerlo nel nostro Team della Premier League. E visto che Gomorra viene trasmessa anche in Inghilterra, chissà che i tifosi dei Saints, oltre al simpatico coro personalizzato citato nella nostra apertura, non gli riservino anche una richiesta speciale per la prossima stagione: “C’ pienz tu Manò?”.

Con Manolo, quindi, si completa il nostro Team numerosette della Premier 2016/17:

1
De Gea
2
Rose
3
Cahill
4
Coutinho
5
Sané
6
Hazard
7
Gabbiadini

Abbiamo premiato la fantasia. Ci ispirava pure un Emre Can a fare filtro davanti alla difesa, ma da buoni “inglesi” non lasciamo spazio alla tattica evidenziando il calcio spettacolo. L’essenza del calcio inglese, insomma, di quella Premier tanto idolatrata per la buona dose di bellezza che ci offre, quanto messa sul banco degli imputati per l’assenza di dettami tattici che noi italiani spalmiamo sulle fette biscottate a colazione.

La tattica non è tutto, anche se in campagna elettorale può giocare un ruolo primario, determinante: serve anche genio, sregolatezza, imprevedibilità. Serve una punizione di Coutinho, una magia di Hazard, un guizzo di Gabbiadini. Ma serve anche la sicurezza di De Gea, il self-control di Cahill, il sacrificio di Rose.

Ora, una domanda: secondo voi Diego Costa e Ibra verranno a cercarci per la loro esclusione? In ogni caso è stato bello conoscervi.

See you soon! (speriamo)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *