Election Day: Leroy Sané

Delicatissimi, si. Ci siamo serviti del buon Christian De Sica, sempre schietto e diretto, per presentare il nostro quinto eletto: Leroy Sané. Il classico candidato a sorpresa che sbaraglia la spietata concorrenza, che convince l’elettorato più inflessibile a cambiare idea: cosa ci ha spinto, allora, a votarlo?

Sané per Guardiola è stato come un vaso di creta, un costosissimo e preziosissimo vaso, la cui lavorazione è stata complicata e che ha pure rischiato di rompersi irrimediabilmente ma che, in fin dei conti, si è rivelato di un valore assolutamente fuori dal comune.
E’ arrivato in Inghilterra con addosso il fardello di essere costato 50 milioni di euro e con un compito: smentire tutti i miscredenti, dimostrare di poter essere lo stesso disequilibrante talento che aveva incantato la Bundesliga.

Il pupillo di Pep è la quinta scelta di “Team Numerosette“, tra i sette migliori della Premier League, o comunque tra i più adatti alle nostre idee. Il tedesco potrebbe essere una scelta controversa, potreste aver trovato esterni con un impatto più decisivo di lui, ma noi vogliamo farvi ricredere: ecco la campagna elettorale di Leroy Sané. Delicatissima.

Campagna elettorale

Gli inizi di Sané nella nuova realtà non sono stati dei migliori, diciamo che è riuscito a guadagnarsi i nostri voti con il tempo e con tanta, tanta fatica.
Per i primi 2 mesi abbondanti, anche a causa di qualche problema fisico di troppo, Guardiola lo vede decisamente poco, o comunque sembra faticare parecchio nel trovargli la giusta posizione e la conseguenza è tanta panchina.
Poi, tra necessità ed intuizioni geniali, Pep capisce che in un campionato come la Premier, basato principalmente su atletismo e ritmo, un giocatore come Leroy può non solo essere devastante, può dominare. Può spaccare le partite.

La svolta arriva con una piccola variazione tattica: non è più esterno a tutto campo ed ha finalmente la licenza di pensare, quasi esclusivamente, alla sola fase offensiva e la conseguenza non può che essere una miglior visione della porta sia che per se stesso che per i compagni. E anche quando Pep gli affida mansioni leggermente difensive, le svolge con assoluta dedizione: lo studentello si applica.
Il grande merito del giocatore sta nel saper convogliare la sua natura tecnica da trequartista/mezzala ad una nuova e sorprendente capacità nel inserirsi in velocità alle spalle della difesa, il gol all’Arsenal conferma questa tesi.

Fragrante, delicato, intelligente. Sané detta il movimento a Silva che – in maniera come sempre elegante – manda in porta Leroy e insacca: piatto sinistro delicato, preciso.

I palloni calciati da Sané non spaccano le reti, bensì le accarezzano.

Perché lo abbiamo eletto?

Considerate questa scelta come una sorta di “investimento sul futuro”: Sané è IL Futuro – rigorosamente con la “f” maiuscola. Insomma, quel candidato che non darà frutti nell’immediato come Coutinhoma li darà. Leroy ha al 100% le caratteristiche di un predestinato dal punto di vista tecnico, atletico e genetico: figlio di un ex calciatore e di una ex campionessa di ginnastica ritmica, lo sport e la mentalità vincente non possono che essere il suo pane quotidiano sin dai primissimi giorni di vita.

Anche i numeri vanno dalla parte di Sanè: 35 occasioni create in sole 26 presenze condite da 5 reti e 5 assist, rimane la grande curiosità di vederlo in opera per un’intera stagione con la stessa continuità dell’ultimo periodo di quella appena passata.

Quindi, se l’anno prossimo vi deluderà non preoccupatevi: Sané è come quella serie tv che progredisce di stagione in stagione, fino a divenire un capolavoro. Come Breaking Bad, che parte a rilento e s’infiamma poco a poco.

Non ci resta che sperare che la sua annata col City non sia come la seconda stagione di True Detective: chi l’ha vista, può concordare con noi. O sbagliamo?

Perché non tutti lo eleggerebbero

Continuità, il tallone d’Achille dei calciatori. Siamo curioso di vedere Sané dinnanzi all’ultimo vero ostacolo per un calciatore, l’ultimo se non più importante passo dall’essere veramente dominante anche a livelli decisamente importanti: perché, così come l’impatto in un piccolo campione di partite è stato impressionante, è anche vero che in una stagione intera ci sono una miriade di fattori in grado di condizionare il rendimento di un ragazzo di soli 21 anni.

Ricordiamoci, Leroy è un giocatore tanto delicato quanto esplosivo. Come se avesse una fiamma interiore.

Attenzione: questa fiamma va dosata. Come il cross qui presente.

Chiusura dei seggi

Se non vi piace Sanè allora non vi piace l’essenza di questo sport, questa nostra “importantissima” elezione è solo la logica conseguenza del riconoscere un talento davvero unico.
Un vaso di creta davvero costoso, a tratti potrebbe sembrare troppo, ma che vale la pena avere nel proprio salotto.

Sané sta ascoltando la musica, speriamo che riesca ad arrivargli la notizia della sua elezione.

 

Quindi occhio a non giocare a calcio in salotto. Non tutti sono delicati come Sané.

Anzi, delicatissimi. 

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