Ederson, la rivoluzione tra i pali

Le origini

La scorsa estate Pep Guardiola spese oltre 200 milioni di sterline per rifondare la difesa del Manchester City e in molti storsero il naso quando si trattò di scegliere il portiere. Laddove ci si aspettava un nome di spessore, come Courtois o Oblak, l’allenatore catalano optò per un brasiliano semisconosciuto che aveva appena vinto il campionato portoghese con il Benfica. Si chiamava Ederson Moraes e aveva ventitré anni.

Alla sua prima stagione da titolare coi lusitani, il brasiliano aveva collezionato ben 32 clean sheet tra campionato, coppa di lega e Champions League. Ma oltre alle statistiche (sappiamo quanto contino per Guardiola), è stato il suo stile di gioco a stregare l’entourage dell’allenatore catalano.

 Ederson e Aubameyang in Borussia Dortmund - Benfica | Numerosette Magazine
Nella Champions League disputata con il Benfica, Ederson si distinse proprio per le eleganti letture difensive.

Nell’arena più difficile

Le spese enormi sostenute dalla dirigenza del City sono state necessarie per permettere a Guardiola di incidere in maniera profonda sul tessuto tecnico-tattico della Premier League. Inserendosi in un campionato notoriamente muscolare, dove le giocate individuali erano preferite a quelle collettive, l’allenatore catalano è riuscito a imporre un sistema corale capace di far collaborare giocatori di altissimo livello.

Tuttavia, la visionaria rivoluzione di Guardiola non era priva di rischi. Importare un giovane portiere brasiliano nel campionato più difficile al mondo era un azzardo non da poco; abituare dei giocatori appena amalgamati a una costruzione ultra-rapida dal basso ha invece richiesto un’occupazione rivoluzionaria del terreno di gioco, uno sforzo di pensiero collettivo che ha incluso anche il goalkeeper.

Ederson e Guardiola all'Ethiad Stadium | Numerosette Magazine

The way he is

Durante un’intervista di fine gennaio 2019, Pep Guardiola ha regalato ai microfoni la definizione perfetta di Ederson. Nel monday night contro il Wolverhampton, al minuto 86, il suo portiere abbandonò i pali per dilettarsi in una trama di gioco a centrocampo, suscitando reazioni contrastanti da parte del pubblico. I citizens erano tranquillamente sul 3-0 e qualcuno ha visto nelle azioni del portiere brasiliano un gesto d’irriverenza assolutamente non necessario.

Nel post-partita, Guardiola ha detto:

Ederson is a great player and he can handle risks very well. When he can do that, we play better, our build-up is better, our midfielders get the ball in better conditions. We love him the way he is.

We love him the way he is. Eccola, la chiave di ogni discorso tattico: Ederson sembra un regista che è finito tra i pali per caso, come se durante una partita col portiere volante il suo turno si fosse dilatato all’infinito. E ogni tanto questa insofferenza, questa marginalità a cui è costretto, emerge nei rischi che si prende, nel baricentro altissimo persino per gli standard di Guardiola, e nelle scorrerie donchisciottesche nelle profondità del centrocampo.

Ederson lancia lungo per i suoi compagni | Numerosette Magazine

L’ultimo esperimento

Sin dai tempi del primissimo tiki-taka Guardiola ha spostato l’attenzione sulla tecnica di base dei portieri. Nelle quattro stagioni blaugrana si è potuto fidare di Victor Valdes, dotato di piedi nettamente superiori alla media dell’epoca.

In un calcio in rapida evoluzione, Valdes rappresentava molto di più di una semplice eccezione. In questa clip contro il Bilbao, lo spagnolo sembra proprio in un fotoframe a metà della trasformazione: gioca ancora dentro l’area di rigore, ma lo fa coi piedi. 

Più ancora che con Valdes, Guardiola ha insistito sulla personalità di Manuel Neuer, portandolo a giocare letteralmente nella trequarti del campo come difensore aggiunto. Le sue coperture difensive col Bayern Monaco, effettuate con qualità e precisione, permettevano ai bavaresi di mantenere il possesso del pallone, schiacciando gli avversari nella loro metà campo.

Neuer è capace di grandissime letture difensive, ma non sempre riesce ad eseguirle alla perfezione. Già ai tempi dello Schalke (i tifosi dell’Inter se lo ricorderanno), molto spesso interveniva correttamente ma non dava una seconda palla vantaggiosa ai compagni di squadra. Come in questo caso. 

Lo stesso esperimento è stato riprovato più volte in Premier. Oltremanica, la scuola portieri non è certo delle migliori, e infatti Guardiola si è affidato a portieri latini come Caballero e Claudio Bravo prima di trovare la definitiva consacrazione con Ederson. Il brasiliano, infatti, ha aggiunto una dose di folle spensieratezza a un ruolo radicalizzato dalla manovra bassa del City e dai ritmi imposti dalla Premier.

Una delle migliori analisi di Ederson è disponibile su YouTube, con tanto di didascalie ragionate. 

Sul filo del rasoio

Non è affatto iperbolico dire che Guardiola, nella sua avventura inglese, ha fatto di tutto per trasformare il portiere in un giocatore di movimento. A maggior ragione si può parlare con cognizione di causa di un 3-5-3, dove la linea di difesa è composta dai due centrali difensivi e dal pivot basso, ovvero Ederson, che garantisce una maggiore facilità nel saltare la linea del pressing e nel capitalizzare rapidamente l’azione offensiva.

31
Ederson
35
Zinchenko
14
Laporte
4
Kompany
2
Walker
8
Gundogan
7
Sterling
20
Bernardo Silva
21
David Silva
26
Mahrez
10
Aguero

Contrariamente al connazionale Alisson (l’altro grande protagonista della Premier League) Ederson accetta volentieri i rischi dell’uno contro uno, confidando nelle sue grandi doti tecniche fuori dall’area di rigore. Al contrario, Alisson si fida ciecamente della sua forza reattiva e si lascia andare meno volentieri alle chiusure al di là dei sedici metri.

Ovviamente, le attitudini dei due portieri vengono enfatizzate dagli schemi di gioco in cui si calano. Liverpool e Manchester City si sono date battaglia proponendo due filosofie vincenti ma complementari, che hanno innalzato il livello qualitativo della Premier. Se i Reds preferiscono un lavoro di impostazione sulle fasce, dove Robertson e Alexander-Arnold hanno una visione da registi, il City predilige le percussioni centrali, creando delle assi verticali che da Ederson passano per De Bruyne e Gundogan, oppure raggiungono a sorpresa direttamente gli attaccanti.

Un tiro di Mertens respinto da Ederson | Numerosette Magazine

Il City nella testa

Il brasiliano è infatti un portiere che pensa da centrocampista e, cosa più importante, pensa esattamente come vuole il suo allenatore. Pep ha bisogno di giocatori che trasmettano la sua filosofia in campo e ha trovato in Ederson un altoparlante perfetto per le sue idee tattiche. Molto spesso, infatti, il portiere forza la giocata con dei passaggi in verticale anche molto rischiosi, che tagliano fuori il pressing alto avversario.

Una tipica uscita bassa del Manchester City, con il passaggio chiave affidato al portiere che taglia fuori cinque giocatori in pressing.

Come se non bastasse, Ederson ha collezionato persino due assist. Due assist; lo ripetiamo perché non si tratta di un caso, ma di una giocata cercata con regolarità e precisione. Prima di Ederson, vedere portieri con una mentalità così offensiva e con i mezzi tecnici per trasformarla nel campo da gioco era roba da fantascienza. Grazie a Pep, invece, si sono poste le basi del portiere di movimento. Sembrano passati secoli dai passaggi “audaci” di Victor Valdes; invece, nel complesso, sono appena dieci anni.

L'assist di Ederson a Aguero
Un passaggio del genere è roba da quarterback del Football americano.

La rivoluzione tra i pali

La rivoluzione portata da Guardiola ha spinto all’estremo il nuovo valore semantico del portiere. In tutte le lingue occidentali, il termine utilizzato per designare “quello coi guanti” è un sostantivo estremamente conservativo. In italiano significa letteralmente “colui che sta in porta”, quindi sulla linea, senza possibilità di movimento; in francese si usa l’eloquente guardian, e in inglese, addirittura, “prendi-gol” o “para-gol”, verbi sostantivati che regalano un’idea completamente passiva del ruolo.

Il brasiliano del City, sebbene porti ancora i guantoni e si ostini a indossare una casacca di colore diverso, non si considera poi così distante dai suoi compagni di movimento. Se in fase di impostazione si comporta da regista, permettendo ai citizens un’uscita pulita e ordinata, in fase difensiva ha assorbito il vecchio ruolo del libero, che nel calcio prima del fuorigioco si occupava di lunghe letture difensive correggendo le sbavature dei compagni di reparto.

Ci sono decine di esempi di come Ederson abbia trasformato la sua tendenza ad avere un baricentro alto in un’arma in più durante le transizioni negative. Siccome i centrali sono spesso impegnati nell’uno-contro uno, il brasiliano compie recuperi difensivi fino quasi al cerchio di centrocampo, entrando in possesso del pallone e rischiando il confronto diretto con gli attaccanti avversari. Proprio come Neuer (anzi, forse addirittura meglio di Neuer), Ederson diventa un difensore aggiunto, dotato di una visione di gioco corale che lo rende perfetto per il City.

Scontro tra Ederson e Mané | Numerosette Magazine
Qualcuno si ricorderà l’entrata-killer di Mané a Ederson. Lo scontro derivava proprio da una lettura propositiva del portiere.

Annus mirabilis

Durante lo scorso mondiale, a Ederson è stato preferito il suo rivale per antonomasia, Alisson. Le spiegazioni di questa scelta sono molteplici: lo stile di gioco spregiudicato di Ederson rischiava di diventare controproducente in un torneo particolare come la coppa del mondo, dove 23 giocatori sono amalgamati assieme in poco tempo; inoltre, la migliore qualità degli interventi di Alisson poteva assicurare qualche chance in più di annullare le palle-gol degli avversari.

Ma la cosa più importante è che dopo Russia 2018 entrambi i portieri si sono riconfermati ad altissimi livelli. Alisson è arrivato in finale di Champions League, superando il record di clean sheets in una stagione da quando esiste il formato attuale della Premier; Ederson ha vinto un altro storico double e ha rafforzato la propria tecnica difensiva.

Nella storia della scuola brasiliana dei portieri è stato un anno irripetibile. Per molti versi, la competitività mozzafiato della lega inglese è stata anche merito loro: i portieri hanno sigillato la linea tra i pali e si sono calati attivamente nel contesto di gioco costruito dai loro allenatori.

In una gara verso la perfezione assoluta, pare che Ederson sia quello cresciuto di più. Il portiere del City, arrivato in Gran Bretagna da perfetta meteora, si è preso il palcoscenico con incredibile leggerezza, proteggendo la porta dei bi-campioni con la spensieratezza di chi si ritrova tra i pali al calcetto con gli amici e, alla fine, non si toglie più i guantoni.

Risultati immagini per ederson and alisson

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